Finestra sulla PAC n.4

Finestra sulla PAC n.4

A pochi giorni e parecchie centinaia di chilometri di distanza, la Politica agricola comunitaria è stata al centro di due importanti appuntamenti. A fine settembre a Oulu (Finlandia) si è parlato di modello agricolo europeo; nei primi di giorni di ottobre, a Bruxelles, si è discusso di semplificazione. Si tratta, apparentemente, di due questioni differenti: la prima attiene alla visione delle funzioni dell’agricoltura europea in futuro, la seconda allo snellimento delle procedure burocratico-amministrative connesse all’applicazione della PAC. In realtà, entrambi i temi in discussione sono legati al filo conduttore della futura revisione della PAC.
I punti salienti toccati dal Commissario Fischer Böel a Bruxelles si possono così sintetizzare:

  • la Commissione europea persegue tanto la semplificazione tecnica quanto la semplificazione politica della PAC che, nella parole del Commissario, dovrà essere efficiente, semplice e poco costosa.
  • I cambiamenti politici si realizzeranno seguendo tre direttrici: le riforme settoriali; il controllo sullo stato di salute della PAC (“health check”) previsto per il 2008; il riesame intermedio al 2008/09 di tutte le spese e le risorse dell’UE concordato nel quadro delle prospettive finanziarie, nell’ambito del quale sarà discussa anche la PAC.
  • Con l’”health check” si provvederà ad aggiustare il tiro degli strumenti messi in campo nel 2003 e, secondo la Commissione, esso non rappresenterà un pretesto per un cambiamento fondamentale di direzione della PAC. Nell’ambito di questo controllo verranno posti sotto esame: l’abolizione del set aside nel settore dei cereali; lo snellimento del regime di pagamento unico in riferimento alle numerose tipologie di titoli creati dal sistema (di ritiro, da riserva, speciali); la revisione dell’opzione di parziale disaccoppiamento; l’abolizione delle quote latte; la revisione del tasso di modulazione obbligatorio; la revisione dell’intervento per i cereali; il sistema della condizionalità (si veda più sotto Notizie Flash).
  • Il riesame intermedio del 2008/09 comporterà la riduzione delle spese per l’agricoltura e ciò metterà in discussione la stessa esistenza di alcuni strumenti di sostegno oggi operanti. Occorre dunque pensare già da adesso alla forma che dovrà assumere la PAC post-2013.

La questione della semplificazione posta sul tappeto dalla Commissione è in realtà molto meno lineare di quello che potrebbe apparire. In primo luogo, perché il confine tra semplificazione tecnica e semplificazione politica non sembra così netto e questo sarà evidente allorché si andranno ad armonizzare le misure di gestione dei mercati. In secondo luogo, perché, sebbene la Commissione insista nel definire il “controllo sullo stato di salute” come un aggiustamento di tiro degli strumenti messi in campo nel 2003, più che di controlli sul loro buon funzionamento, in alcuni casi si tratta di una modifica radicale della PAC disegnata in quell’anno. Una delle caratteristiche della riforma Fischler (si veda "Il punto sulla PAC" [link]) è stata la discrezionalità con la quale gli Stati membri hanno potuto “personalizzare” la PAC per renderla più aderente alle proprie specifiche esigenze economiche, sociali e territoriali. Ora, in nome della semplificazione, nell’ambito del controllo sullo stato di salute si propone di fare un passo indietro progettando di modificare le scelte autonomamente (e legittimamente) compiute dagli Stati membri, con conseguenti effetti economici e politici all’interno dei paesi interessati dai prospettati cambiamenti. A ciò si aggiunga che in alcuni paesi, quale ad esempio la Francia, il regime di pagamento unico ha appena iniziato ad operare. In terzo luogo, nonostante la Commissione non perda occasione per sottolineare che il riesame delle spese e delle entrate del bilancio comunitario nel 2008/09 non costringerà ad alcuna riforma prima della scadenza naturale del 2013, non c’è nessuna reale garanzia sulla effettiva capacità della PAC di resistere di fronte a tentativi di modifiche imposte dall’esterno ben prima del 2013. E, come si è appena avuto modo di vedere, spinte accelerate al cambiamento sono presenti all’interno della stessa DG AGRI.
Sul futuro della PAC avranno rilevanza due questioni: la proclamata necessità di semplificare il regime di pagamento unico per addivenire, nei desideri del Commissario, ad un pagamento forfetario, magari regionalizzato, sulla scia di quanto avvenuto nei paesi di nuova adesione (contrariamente a quanto auspicato dall’ex Commissario Fischler che riteneva il pagamento regionalizzato una distorsione della filosofia del regime di pagamento unico) e l’esigenza di ridurre la spesa per la PAC a carico del bilancio comunitario e di pensare a nuove (o, meglio, vecchie) formule di co-finanziamento dai bilanci nazionali.
In questo quadro piuttosto articolato di novità merita attenzione non tanto la mappa dei futuri cambiamenti delineata dalla Commissione, quanto l’avere esplicitato quanto temuto dai più ma mai apertamente ammesso, cioè la ormai improcrastinabile futura riduzione delle risorse comunitarie per il primo pilastro della PAC. A distanza di poco meno di un anno dagli esiti della discussione sulle prospettive finanziarie, si può dire, senza tema di essere smentiti, che la contropartita per il mantenimento delle risorse per il sostegno diretto fino al 2013 sia stata la definitiva accettazione della loro drastica riduzione dopo tale data. L’altra novità emerge dall’appuntamento di Oulu e consiste nell’aver sancito il definitivo tramonto del concetto di multifunzionalità dell’agricoltura europea, che, con Agenda 2000, era stato la chiave di lettura del modello agricolo europeo. Nel discorso che il Commissario Fischer Böel ha tenuto alla conclusione della Conferenza di settembre tale termine non viene mai menzionato, mentre per la prima volta si parla di “diversità” dell’agricoltura europea. Dal discorso emerge, inoltre, la definitiva consacrazione della politica di sviluppo rurale a sostegno di un settore agricolo competitivo e sostenibile e il cui rafforzamento risponde anche alle esigenze di modernizzazione e ristrutturazione di ampie aree dell’Unione Europea allargata.
Il futuro, dunque, ci riserva una PAC profondamente rinnovata negli strumenti e nei suoi obiettivi, sempre meno legata alle produzioni e sempre più mirata allo sviluppo delle aree rurali. Difficilmente si tornerà indietro rispetto a questo quadro se anche in Francia, paese che ha sempre strenuamente difeso la PAC vecchio modello, si comincia a parlare apertamente della necessità di una riforma della PAC che sposti il baricentro del sostegno dalle aziende intensive verso un’agricoltura eco-compatibile. Le uniche incognite riguardano i tempi di realizzazione di tale cambiamento di rotta e l’entità della riduzione imposta al bilancio agricolo.

Notizie: 
Notizie Flash

Fissazione dei massimali di bilancio per l’applicazione del regime di pagamento unico nel 2006 (luglio 2006)

La Commissione europea con regolamento (CE) n. 1156/2006 ha definito, per il 2006, i massimali di bilancio per l’attuazione parziale o facoltativa del regime di pagamento unico (aiuti parzialmente disaccoppiati, aiuti in applicazione dell’art. 69, aiuti specifici, aiuti esclusi dal regime di pagamento unico). Ha, inoltre, aggiornato i massimali nazionali a disposizione dei vecchi e nuovi Stati membri e i massimali per i pagamenti distinti per lo zucchero. Per avere un quadro delle scelte effettuate dai diversi Stati membri si vedano le Schede 1 e 2 della sezione “Schede e approfondimenti” più sotto.

Misure eccezionali di sostegno al mercato avicolo (agosto 2006)

La Commissione europea ha emanato il regolamento (CE) n. 1256/2006 che modifica le misure eccezionali di sostegno del mercato delle uova e del pollame per le quali è autorizzata la partecipazione finanziaria comunitaria (contenute nel regolamento (CE) n. 1010/2006). L’Italia, con decreto MiPAAF del 14 settembre 2006, e successiva circolare AGEA, ne ha definito le modalità di attuazione nazionali. Per maggiori informazioni si veda la Finestra sulla PAC di agosto 2006 [link].

Modello agricolo europeo (settembre 2006)

Il 26 settembre a Oulu (Finlandia) si è tenuto il Consiglio informale dei ministri agricoli sul tema “Modello agricolo europeo – le sfide future”. Un documento preparatorio della presidenza finlandese ha rappresentato la base di discussione sulle future funzioni dell’agricoltura europea e sulla verifica della sua capacità di rispondere alle attese della società. Nel discorso di chiusura dell’incontro il Commissario Fischer Böel ha accennato alla strategia comunitaria sulla futura revisione della PAC, che ha poi meglio definito nell’ambito della Conferenza sulla semplificazione di Bruxelles [link alla news]. I punti salienti del discorso del Commissario si possono ricondurre al riconoscimento della necessità di promuovere la crescita e l’occupazione nelle aree rurali, con un occhio di riguardo verso quelle di nuova acquisizione, cioè quelle relative ai nuovi paesi membri dell’UE, che mostrano un particolare bisogno di modernizzazione e ristrutturazione. Nelle parole del Commissario, tali necessità non potranno essere soddisfatte solo dal settore agricolo, ma occorrerà rafforzare i collegamenti con gli altri settori economici a valle di quello primario. Infine, un ruolo di rilievo sarà giocato dalle politiche di sviluppo rurale, alle quali sarà affidato il compito di salvaguardare il Modello agricolo europeo. Nel dibattito che si è svolto nell’ambito del Consiglio sono emerse le differenti visioni della PAC degli Stati membri. Alcune delegazioni hanno sottolineato la necessità di garantire agli agricoltori un quadro normativo stabile fino al 2013; altre sarebbero favorevoli ad una riforma immediata che preveda l’abolizione del regime di set aside, di tutti i pagamenti accoppiati e delle quote di produzione. I nuovi paesi membri hanno chiesto l’estensione del regime di pagamento unico per superficie da loro applicato fino al 2013 (e ora prolungato dalla Commissione solo fino al 2010).

Riforma OCM banane (settembre 2006)

Dopo un intenso dibattito scaturito dalla consultazione pubblica lanciata in aprile (si veda Finestra sulla PAC di maggio 2006 [link]) la Commissione europea ha presentato la proposta di riforma dell’OCM banane. Essa prevede l’abolizione degli aiuti compensativi attualmente versati ai produttori e il trasferimento delle relative risorse finanziarie ai programmi comunitari di sostegno alle regioni ultraperiferiche (POSEI) istituiti con il regolamento (CE) n. 247/2006. Per i produttori delle altre regioni (Grecia, Portogallo continentale e Cipro) si propone di inserire l’aiuto compensativo nel regime di pagamento unico.

Riforma OCM vino (settembre 2006)

Prosegue il dibattito sul futuro dell’OCM vitivinicola a seguito della pubblicazione della Comunicazione di giugno 2006. La Commissione mantiene la propria posizione in favore di un regime volontario di estirpazione, della abolizione dei diritti di impianto, della rimozione della distillazione di crisi. La presentazione della proposta legislativa, attesa per gennaio 2007, è invece slittata alla primavera del nuovo anno (marzo, aprile o addirittura fine maggio, dopo le elezioni presidenziali francesi).

Sentenza della Corte di giustizia sulla riforma dell’OCM cotone (settembre 2006)

La Corte di giustizia europea ha accolto un ricorso presentato dalla Spagna che chiedeva di annullare il capitolo 10bis del titolo IV del regolamento (CE) n. 1782/2003 affermando che la quota di aiuto al cotone che rimane accoppiato alla coltura, pari al 35% del vecchio aiuto alla produzione, non assicura la redditività della coltura e mette a rischio l’esistenza della produzione di cotone. Ciò contravverrebbe a quanto disposto dal paragrafo 2 del protocollo n. 4 di adesione della Grecia alla Comunità europea, poi esteso a Spagna e Portogallo, che dispone che il regime di aiuto al cotone è destinato a sostenere la produzione di cotone nelle regioni in cui essa è importante, a permettere un reddito equo per i produttori e a stabilizzare il mercato. La Corte di giustizia, in particolare, ha disposto l’annullamento della riforma dell’OCM cotone perché i dati forniti dal Consiglio non permettono di verificare se il legislatore abbia potuto accertare che il 35% di aiuto accoppiato sia effettivamente in grado di assicurare la redditività della coltura. La Corte sospende gli effetti dell’annullamento in attesa di un nuovo regolamento [link].

Relazione Corte dei Conti europea sull’efficacia dei programmi operativi dell’OCM ortofrutta (settembre 2006)

La Corte dei conti europea nella sua relazione speciale n. 8 ha espresso valutazione negativa sull’efficacia dei Programmi Operativi a favore dei produttori ortofrutticoli. Vengono contestati i criteri di ammissibilità delle azioni previste dai programmi, che si basano esclusivamente sulla natura della spesa e non sulla efficacia delle azioni nella realizzazione degli obiettivi dei programmi stessi. Ciò ha fatto sì che gli Stati membri erogassero aiuti anche per azioni poco efficaci che hanno consentito un avanzamento modesto delle organizzazioni di produttori. La Corte dei Conti europea conclude che l’obiettivo della concentrazione dell’offerta non è stato raggiunto e che la Commissione non è a conoscenza delle cause della scarsa adesione dei produttori alle organizzazioni. Propone dunque tre soluzioni alternative per migliorare il regime di aiuto ai Programmi Operativi in attesa della valutazione del 2009.

Relazione Corte dei Conti europea sull’efficacia degli investimenti per lo sviluppo rurale (settembre 2006)

La relazione speciale n. 7 della Corte dei Conti europea ha valutato l’efficacia degli investimenti per lo sviluppo rurale nel risolvere i problemi delle aree rurali. Il giudizio finale è sostanzialmente negativo ed è legato alla mancanza di una strategia chiara degli Stati membri e alla mancata individuazione di obiettivi specifici che permettano di valutare il rapporto costo/efficacia degli investimenti. In secondo luogo gli investimenti sono preminentemente rivolti al settore agricolo, trascurando l’obiettivo di coesione economica e sociale delle aree rurali per il quale sarebbe preferibile utilizzare un approccio territoriale. Secondo la Corte dei Conti europea mancano le condizioni per orientare le risorse verso le aree e i beneficiari che più ne hanno bisogno. Inoltre, una parte significativa della spesa riguarda zone che non sono rurali. La Corte auspica una maggiore cooperazione della Commissione con gli Stati membri per accrescere l’efficacia della politica.

Riforma OCM ortofrutta (settembre 2006)

La pubblicazione della proposta legislativa della riforma dell’OCM ortofrutta, che potrebbe prevedere l’inclusione dell’ortofrutta trasformata nel regime di pagamento unico e il mantenimento dell’attuale assetto per i prodotti freschi, attesa per il 29 novembre è stata rimandata al 20 dicembre.

Colture energetiche (settembre 2006)

In ottemperanza a quanto disposto dall’art. 92 del regolamento (CE) n. 1782/2003, la Commissione europea ha predisposto un Rapporto sullo stato di applicazione del regime di aiuto in favore delle colture energetiche. Dal Rapporto emerge che le superfici che hanno beneficiato dell’aiuto nel 2004 e nel 2005 (300.000 ettari nel primo anno e 570.000 ettari nel secondo), sia pure in crescita, sono state decisamente inferiori alla superficie massima garantita (pari a 1,5 milioni di ettari). Le ragioni di tale scarsa adesione sono da ricercare nella complessità di gestione del regime e nella rigidità imposta agli agricoltori in merito alle scelte aziendali. Secondo la Commissione esiste, tuttavia, un forte potenziale di crescita che potrebbe essere realizzato mediante una semplificazione del regime e attraverso la sua estensione a tutti i nuovi Stati membri, per permettere loro di contribuire al raggiungimento degli obiettivi della iniziativa comunitaria sui biocarburanti. Nella proposta di regolamento che accompagna la relazione si propone, perciò, di aumentare la superficie massima garantita a 2 milioni di ettari a partire dal 2007, di estendere l'aiuto alle colture a 8 nuovi Stati membri (quelli che applicano il regime semplificato di pagamento unico) e di autorizzare aiuti nazionali (fino ad un massimo del 50% del costo) a sostegno dell’impianto di colture pluriennali destinate alla produzione di biomassa anche sulle superfici che beneficiano del regime di aiuto per le colture energetiche (oltre a quelle già previste per i terreni posti a set aside).

Proposte della Commissione su nuovi Stati membri e semplificazione del regime di pagamento unico (settembre 2006)

La proposta di regolamento della Commissione sulla modifica del regime alle colture energetiche (si veda Notizia flash precedente) contiene alcune altre importanti novità che riguardano: 1. la possibilità offerta agli 8 nuovi Stati membri che applicano il regime di pagamento unico per superficie di estendere la validità di questa versione semplificata del pagamento unico fino al 2010 (invece del 2008). Dal 2009 i paesi che si avvarranno di questa opportunità dovranno comunque applicare la condizionalità; 2. il phasing-in degli aiuti diretti nei nuovi Stati membri (cioè la loro progressiva e graduale introduzione) non si applica a tutti i pagamenti diretti relativi al settore dello zucchero; 3. la semplificazione delle norme di ammissibilità delle superfici olivetate al regime di pagamento unico. Attualmente la normativa considera superfici ammissibili solo le superfici olivetate esistenti prima del 1998. La proposta mira a far cadere questa limitazione e a considerare ammissibili tutte le superfici olivetate.

Ripartizione delle risorse per lo sviluppo rurale (settembre 2006)

La Commissione europea ha definitivamente fissato la ripartizione annuale delle risorse per lo sviluppo rurale per Stato membro per i 7 anni del nuovo periodo di programmazione. I fondi a disposizione degli Stati membri sono comprensivi degli importi trasferiti dal “primo pilastro” al FEASR in applicazione della modulazione obbligatoria e delle riforme delle OCM tabacco e cotone. L’Italia avrà diritto complessivamente a 8,292 miliardi di euro, di cui 3,3 miliardi sono destinati alle regioni ammissibili all’obiettivo Convergenza. La dotazione complessiva a disposizione del nostro Paese è inferiore solo a quella attribuita alla Polonia (13,2 miliardi di euro) e superiore a quella assegnata a Germania (8,112 miliardi di euro) e Spagna (7,214 miliardi di euro), che seguono in graduatoria.

Conferenza euromediterranea sull’agricoltura (settembre 2006)

Si è svolta a Strasburgo la 2a Conferenza euromediterranea sull’agricoltura [link] realizzata in collaborazione tra il Parlamento europeo e l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, con l’assistenza del Comitato mediterraneo della Federazione internazionale dei produttori agricoli (IFAP). La Conferenza si è concentrate sugli sviluppi della cooperazione euromediterranea nei settori dell’agricoltura e dello sviluppo rurale e sulle sfide future.

Allargamento dell’UE a Bulgaria e Romania (ottobre 2006)

La Commissione europea ha dato il via libera all’adesione all’UE di Bulgaria e Romania a partire dal 1° gennaio 2007, ma i due paesi saranno assoggettati ad un costante monitoraggio in merito ad alcune questioni per le quali permangono dei problemi. Tra queste si riscontrano i ritardi nella istituzione del sistema integrato di gestione e controllo (SIGC) che garantisce la correttezza dei pagamenti previsti dalla PAC e dallo sviluppo rurale. A tale proposito la Commissione ha emanato il regolamento (CE) n. 1423/2006 che istituisce una serie di misure tese a garantire l’istituzione e il corretto funzionamento del SIGC.

Semplificazione della PAC (ottobre 2006)

Il 3 e 4 ottobre a Bruxelles si è tenuta una Conferenza sulla semplificazione della PAC (“A simple CAP for Europe – a challenge for all”), alla quale hanno partecipato organizzazioni di produttori, studiosi, istituzioni comunitarie, esperti designati dagli Stati membri e dalle ONG. L’obiettivo era quello di raccogliere i suggerimenti degli addetti ai lavori e aggiornarli sulle attività della Commissione. Nell’intervento introduttivo il Commissario Fischer Boel ha chiarito che l’azione di semplificazione della PAC intrapresa dalla Commissione riguarda tanto la semplificazione tecnica che quella politica. Nell’ambito della semplificazione tecnica il programma di lavoro prevede la creazione di una unica OCM in sostituzione delle attuali 21 e l’adozione di un Piano d’Azione che contiene 20 proposte pratiche di semplificazione tese ad abolire obblighi normativi ritenuti inutili o sorpassati. L’OCM unica dovrebbe consentire di ridurre il numero delle disposizioni legislative che disciplinano la PAC e di armonizzare le regole riguardo alle misure di mercato (intervento, stoccaggio privato, promozione dei prodotti agricoli, misure di regolazione degli scambi con i paesi terzi), creando un unico regolamento di riferimento da affiancare a quello sui pagamenti diretti (regolamento (CE) n. 1782/2003), sullo sviluppo rurale (regolamento (CE) n. 1698/2005) e sul finanziamento della PAC (regolamento (CE) n. 1290/2005). La Commissione prevede di adottare una proposta legislativa entro dicembre 2006, da presentare entro lo stesso mese al Consiglio agricolo. Il Piano d’azione prevede una serie di interventi miranti a ridurre gli oneri amministrativi a carico di agricoltori e amministrazioni interessate. A tale scopo è stato anche avviato uno studio sui carichi amministrativi connessi all’applicazione del regime di pagamento unico su un gruppo di paesi (Danimarca, Francia, Germania, Italia e Irlanda) rappresentativi dei diversi modelli di applicazione del regime (modello storico o regionalizzato, con aiuti accoppiati o disaccoppiati), i cui risultati dovrebbero essere disponibili per la prima metà del 2007. Ulteriori informazioni sulla Conferenza (in inglese): [link].

Revisione della PAC (ottobre 2006)

Nell’ambito dell’annunciato processo di revisione che interesserà la PAC nei prossimi anni, numerose sono le questioni in discussione. Esse non sono desumibili da alcun documento ufficiale ma sono tratte dai numerosi discorsi e comunicati stampa rilasciati in questi mesi dai membri dello staff della Commissione. 1) Revisione, in vista della loro abolizione, delle opzioni di parziale disaccoppiamento degli aiuti (anche se, nel 2006, solo il 10% dei pagamenti diretti risulta in qualche modo legato alla produzione (fonte AgraEurope)). 2) Abolizione del set aside a seguito della eventuale eliminazione degli aiuti parzialmente accoppiati alla produzione per i cereali. 3) Revisione del regime di intervento per i cereali e possibile sostituzione con forme di stoccaggio privato, anche in questo caso a seguito dell’abolizione delle forme accoppiate di produzione. Attualmente la Commissione sta valutando tutte le possibilità: dalla riduzione del numero dei centri di intervento all’accorciamento del periodo di apertura dei centri di stoccaggio, dal mantenimento dell’intervento solo nelle aree deficitarie alla modifica dei parametri qualitativi dei cereali portati all’intervento. A questo proposito, in ottobre la Commissione ha emanato il regolamento (CE) n. 1572/2006 che rende più restrittivi i parametri qualitativi del mais portato ai centri di ammasso comunitari. La motivazione ufficiale è quella di evitare perdite qualitative in caso di stoccaggio prolungato. La forte opposizione di alcuni paesi dell’Europa centro-orientale (Ungheria, Austria e Slovacchia) ha inizialmente bloccato il provvedimento. L’obiezione dei tre paesi, che sarebbero quelli maggiormente spiazzati dall’inasprimento delle regole (in Ungheria è presente il 90% del mais comunitario all’intervento), è che si tratta di cambiamenti che prefigurano una modifica dell’OCM e quindi necessitano di un regolamento del Consiglio. Fermamente contrarie sono anche le maggiori organizzazioni cerealicole europee che vedono nell’innalzamento dei tenori qualitativi uno strumento per rendere sempre più difficile il ricorso all’intervento. Il regolamento 1572/2006 prevede la riduzione del tenore massimo di umidità e l’introduzione di un peso specifico minimo, prima assente per il mais. 4) Revisione del regime di sostegno per il latte: possibile progressiva abolizione delle restituzioni alle esportazioni e revisione delle misure di mercato (riduzione del prezzo di intervento e abolizione dello stoccaggio privato e delle altre misure di smaltimento sul mercato interno) per giungere alla definitiva abolizione delle quote latte a scadenza (2015). 5) Revisione della condizionalità al fine di eliminare i vincoli inutili. 6) Innalzamento del tasso di modulazione obbligatoria, per superare le distorsioni provocate dalla modulazione volontaria prevista dall’accordo sulle prospettive finanziarie 2007-2013. 7) Revisione del regime di pagamento unico: trasformazione delle numerose tipologie di titoli creati dalla gestione del sistema (titoli ordinari, di ritiro, da riserva, speciali) in un unico tipo di titolo. 8) Revisione radicale del regime di pagamento unico: sostituzione dei pagamenti aziendali basati sui riferimenti storici con un aiuto forfetario (se del caso, regionalizzato). 9) Finanziamento della PAC: in vista della probabile riduzione delle risorse comunitarie per il finanziamento del “primo pilastro” della PAC sono allo studio tutte le possibili forme di contenimento degli aiuti (plafonamento, esclusione dal sostegno degli aiuti al di sotto di una certa cifra, degressività) e di sistemi di co-finanziamento nazionale.

Trasparenza (ottobre 2006)

Nell’ambito dell’iniziativa sulla Trasparenza [link] la Commissione europea ha deciso che pubblicherà sul sito dell’UE la lista dei beneficiari dei fondi comunitari gestiti a livello centrale. Riguardo ai fondi gestiti congiuntamente da UE e Stati membri spetta a questi ultimi decidere se e quali informazioni rendere pubbliche. Riguardo alle spese per la PAC, 11 paesi hanno autonomamente deciso di rendere disponibili le informazioni, mentre in seno alla Commissione agricoltura non si è ancora raggiunto un accordo sulle modalità per rendere obbligatoria questa prassi per tutti i paesi.

Superamento delle quote latte e superprelievo (ottobre 2006)

Secondo i calcoli provvisori della Commissione europea, nella campagna 2005/06 10 Stati membri hanno superato la quota di produzione di latte loro assegnata. Complessivamente la produzione eccedente le quote ammonta a 1,2 milioni di tonnellate (a fronte di una quota complessiva per la consegna alle latterie di 165,5 milioni di tonnellate) e l’entità della sanzione a 376 milioni di euro, di cui 189 milioni a carico dell’Italia.

Recupero spese (ottobre 2006)

La Commissione ha quantificato l’ammontare di risorse che alcuni Stati membri dovranno restituire alle casse comunitarie in seguito ad irregolarità riscontrate nell’erogazione dei fondi per la PAC fino al 1998. Complessivamente dovranno essere restituiti 317,3 milioni di euro, dei quali 310,8 sono a carico dell’Italia.

Dotazioni finanziarie per ristrutturazione e riconversione vigneti (ottobre 2006)

La Commissione europea ha assegnato le dotazioni finanziarie definitive per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti per la campagna 2005/2006 e le dotazioni finanziarie indicative per la campagna 2006/2007.

Distillazioni di crisi vino (ottobre 2006)

La Commissione europea ha dato il via libera alla distillazione di 185.000 ettolitri di vino v.q.p.r.d. in Spagna.

Documentazione

Fondi strutturali (luglio 2006)

Nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea n. 210 sono stati pubblicati 6 regolamenti attinenti ai Fondi strutturali: 1. regolamento (CE) n. 1080/2006 relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale; 2. regolamento (CE) n. 1081/2006 relativo al Fondo sociale europeo; 3. regolamento (CE) n. 1082/2006 relativo a un gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT); 4. regolamento (CE) n. 1083/2006 recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale; 5. regolamento (CE) n. 1084/2006 che istituisce un Fondo di coesione; 6. regolamento (CE) n. 1085/2006 che istituisce uno strumento di assistenza preadesione (IPA).

Sviluppo rurale (luglio 2006)

È stato emanato il regolamento (CE) n. 1320/2006 recante disposizioni per la transizione al regime di sostegno allo sviluppo rurale istituito dal regolamento (CE) n. 1698/2005.

Bilancio FEOGA 2005 (settembre 2006)

La Commissione europea ha pubblicato la 35a relazione finanziaria relativa alla sezione Garanzia del FEOGA (cioè quella che finanzia prevalentemente il "primo pilastro" della PAC). Per maggiori informazioni sul finanziamento della PAC si veda la DG AGRI [link].

Invito della Commissione a presentare proposte nell’ambito di azioni di informazione sulla PAC (settembre 2006)

La Commissione europea ha pubblicato l’invito a presentare proposte per il finanziamento di attività di informazione inerenti la PAC.

Informazioni statistiche ed economiche 2006 sullo sviluppo rurale (settembre 2006)

La Commissione europea ha pubblicato il Rapporto 2006 sulle informazioni statistiche ed economiche attinenti allo sviluppo rurale.

Tabella delle x (settembre 2006)

La Commissione europea ha pubblicato il regolamento (CE) n. 1481/2006 che definisce la forma e il contenuto delle informazioni contabili che gli Stati membri dovranno trasmettere alla Commissione ai fini della liquidazione dei conti del FEAGA e del FEASR per l’esercizio finanziario 2007 (meglio nota come “tabella delle x”).

Comunicazione su indicatori agroambientali (settembre 2006)

La Commissione ha presentato una comunicazione corredata da un documento di lavoro relativa allo sviluppo di indicatori per monitorare l’integrazione delle questioni ambientali nella PAC.

Schede ed approfondimenti

Scheda 1 - Applicazione del regime di pagamento unico nei paesi dell’UE-15

Paesi Regioni Inizio regime Modello
di
pagam.
Parziale disaccop. (artt. da
66 a
68bis)
Aiuti parzial. disaccop. per tabacco, cotone e
oliveti
Pagam. supplem. (art. 69) Aiuti esclusi dal regime (art. 70)
Austria   2005 (latte nel 2007) Storico no no no
Belgio 2 regioni 2005 (latte nel 2006) Storico regionale no no
Danimarca Regione unica 2005 Ibrido statico no no no
Finlandia 3 regioni 2006 Da ibrido dinamico verso aiuto forfetario no
Francia   2006 Storico no
Germania 13 regioni 2005 Da ibrido dinamico verso aiuto forfetario no no
Grecia   2006 (latte dal 2007) Storico no no
Irlanda   2005 Storico no no no no
Italia   2005 (latte dal 2006) Storico no
Lussemburgo Regione unica 2005 Ibrido statico no no no no
Olanda   2006 (latte dal 2007) Storico no no
Portogallo   2005 (latte dal 2007) Storico
Regno Unito Galles 2005 Storico no no no no
Regno Unito Inghilterra (suddivisa in 3 regioni) 2005 Da ibrido dinamico verso aiuto forfetario no no no no
Regno Unito Irlanda del Nord 2005 Ibrido statico no no no no
Regno Unito Scozia 2005 Storico no no no
Spagna   2006 Storico
Svezia 5 regioni 2005 (latte dal 2007) Ibrido statico no no

Fonte: elaborazioni su dati Commissione europea

Scheda 2 - Dettaglio degli aiuti che rimangono parzialmente disaccoppiati e di quelli esclusi dal regime

Paesi Parziale disaccoppiamento (artt. da 66 a 68 bis) Aiuti parzialmente disaccoppiati per tabacco, cotone e oliveti Pagamenti supplementari (art. 69) Aiuti esclusi dal regime (art. 70)
Austria 100% premio vacca nutrice
40% premio abbattimento bovini adulti
100% premio abbattimento vitelli
25% aiuti luppolo
     
Belgio (Zona Nord) 100% premio vacca nutrice
100% premio abbattimento vitelli
    100% sementi (alcune specie)
Belgio (Zona Sud) 100% premio vacca nutrice     100% sementi (alcune specie)
Danimarca 75% premio speciale bovini maschi
50% premio ovicaprini
     
Finlandia 75% premio speciale bovini maschi
50% premio ovicaprini
  2,1% seminativi
10% carni bovine
100% sementi (timothy seed)
Francia 25% pagamenti cereali
100% premio vacca nutrice
40% premio abbattimento bovini adulti
100% premio abbattimento vitelli
50% premio ovicaprini
25% luppolo
60% aiuti tabacco
10% trattenuta su fondi oliveti per finanziamento programmi attività
  100% aiuti nei Dipartimenti d’oltremare sementi (alcune specie)
Germania 25% aiuti luppolo 60% aiuti tabacco    
Grecia   5% trattenuta su fondi olio per finanziamento programmi attività 10% seminativi
10% carni bovine 5% ovicaprini
2% tabacco
4% oliveti
10% zucchero
100% sementi
Italia   60% aiuti tabacco (tranne Puglia)
5% trattenuta su fondi oliveti per finanziamento programmi attività
8% seminativi
7% carni bovine
5% ovicaprini
8% zucchero
100% sementi
Olanda 100% premio abbattimento bovini adulti
100% premio abbattimento vitelli
    100% sementi di lino
Portogallo 100% premio vacca nutrice
40% premio abbattimento bovini adulti
100% premio abbattimento vitelli
50% premi ovicaprini
50% aiuti tabacco 1% (seminativi, riso, carni bovine e carni ovicaprine)
10% olio d'oliva
10% zucchero
100% sementi
100% aiuti ai seminativi nelle regioni ultraperiferiche
Scozia     10% carne bovina  
Spagna 25% seminativi
100% premio vacca nutrice
40% premio abbattimento bovini adulti
100% premio abbattimento vitelli
50% premi ovicaprini
62% aiuti tabacco
6,4% olio d'oliva
7% carni bovine
10% latte
5% tabacco
10% cotone
10% zucchero
100% sementi
100% aiuti alle regioni ultraperiferiche
Svezia 74,55% premio speciale bovini maschi   0,45% sul totale  

Fonte: elaborazione su dati Commissione europea [pdf]

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