Finestra sulla PAC n.9

Finestra sulla PAC n.9

Il 20 novembre è stata pubblicata la Comunicazione sullo “stato di salute” della PAC, più comunemente nota come Health Check. Si tratta di un documento molto importante, in quanto rappresenta un riesame complessivo della PAC, che affianca le revisioni intermedie settoriali realizzate nel corso di questi anni (si veda, anche se incompleta, la tabella 1 della Finestra sulla PAC agosto 2006) e che mette in luce alcuni punti nevralgici della PAC post-2003. La Comunicazione, infatti, afferma l’opportunità di passare ad un pagamento forfetario a livello regionale o nazionale; ribadisce la necessità di fissare dei limiti all’ammontare di aiuto che ciascun agricoltore può ricevere; afferma l’esigenza di prevedere un periodo transitorio per preparare il settore lattiero-caseario all’abolizione delle quote latte; sottolinea l’urgenza di rispondere alle nuove sfide poste dai cambiamenti climatici, dall’emergenza idrica, dalla salvaguardia della biodiversità, e di rafforzare la dotazione finanziaria per lo sviluppo rurale attraverso un aumento del tasso di modulazione obbligatoria. A fronte di questa capacità analitica la Comunicazione si mostra deludente sul fronte propositivo. Agli Stati membri verrebbe consentito di adeguare il modello prescelto per il pagamento unico (storico, ma anche regionale) muovendosi verso una aliquota forfetaria che, perdendo il legame con i livelli produttivi del passato, sarebbe maggiormente giustificabile. La Comunicazione, quindi, lancia l’idea di un passaggio verso un aiuto forfetario teso a ridurre i differenti livelli di sostegno esistenti all’interno di una regione o di uno stesso Stato membro, ma si affretta subito dopo a rassicurare che l’adeguamento non è un obbligo per i paesi ma rappresenta solo una opportunità. Contemporaneamente, prende in considerazione l’idea di autorizzare i nuovi Stati membri a mantenere il regime di pagamento unico per superficie fino al 2013, perché, sempre secondo la Commissione, sarebbe difficoltoso giustificare la richiesta di adottare entro il 2010 il regime di pagamento unico, solo per tornare dal 2013 verso un sistema forfetario. La Commissione, dunque, propone ai paesi di muoversi volontariamente verso un regime di sostegno forfetario, ma allo stesso tempo avanza l’ipotesi che dal 2013 questo cambiamento potrebbe non essere lasciato più al libero arbitrio degli Stati membri. Sarebbe stato più coerente, allora, porre la questione della modifica del pagamento unico nella prospettiva del dopo 2013, chiedendo ai paesi lo sforzo di avvicinarsi progressivamente a questo traguardo. In secondo luogo, il passaggio ad un aiuto forfetario viene considerato necessario perché l’attuale sostegno, determinato dai livelli produttivi di un periodo storico di riferimento, diventerà in futuro sempre più difficile da giustificare. Ma un aiuto forfetario di per sé non è maggiormente giustificabile. Non è il criterio di distribuzione – storico, regionalizzato, ibrido o forfetario che sia – a rendere un aiuto giustificabile o meno, ma le finalità a cui esso risponde. Quali sono gli obiettivi del regime di pagamento unico? Come si rende lo strumento più efficace ed efficiente, come la stessa Commissione si chiede nella Comunicazione per poi scordarsene subito dopo, senza che siano definiti gli obiettivi a cui risponde? Certamente l'efficacia e l'efficienza non migliorano passando da un aiuto differenziato a un aiuto uniforme, semmai migliora l'equità. E allora una grave carenza di questa Comunicazione consiste proprio nel non avere avuto coraggio di iniziare a porre il problema della definizione di obiettivi certi e verificabili del sostegno fornito dalla PAC, correlati ai tempi e alle nuove esigenze del mondo agricolo, della società e dell'ambiente e nella definizione di un set di strumenti pertinenti. Limitarsi a semplificare il regime di pagamento unico, circoscrivere il campo di azione della condizionalità, abolire gran parte degli aiuti parzialmente disaccoppiati e fissare tetti ai livelli di sostegno sono tutti elementi che contribuiscono a rendere il sostegno maggiormente giustificabile, ma non chiariscono una volta per tutte perché si distribuiscono soldi agli agricoltori e perché ad alcuni si ed ad altri no, rimandando il problema della legittimazione della PAC ad un tempo e una sede in cui forse non ci sarà più margine di manovra per limitare gli effetti di una riforma voluta e guidata da esigenze ed attori estranei al mondo agricolo, e qualche volta addirittura ostili (leggi riesame intermedio 2008/09 delle entrate e delle spese del bilancio comunitario).
Un secondo punto critico è l’assenza di una visione coerente ed organica dello sviluppo rurale. Al secondo pilastro, infatti, vengono affidate una serie di nuove funzioni che poco hanno a che fare con la missione di politica territoriale destinata alle aree rurali. Ad esempio, non si capisce perché la gestione dei rischi debba essere di pertinenza dello sviluppo rurale e non del I pilastro, così come lo sviluppo delle bioenergie affidato alle politiche del II pilastro vuol dire non comprendere (o non voler comprendere) gli investimenti economici e la politica industriale che stanno dietro al potenziamento e all’espansione di questo settore, relegandolo alla funzione di ennesima attività di diversificazione produttiva (agricola).
Il dibattito in seno al Consiglio è attualmente focalizzato sulle misure per garantire un atterraggio morbido al settore lattiero-caseario dopo la fine delle quote latte e su se, quanto e come ridurre gli aiuti del I pilastro. Alla proposta della Commissione di prevedere tagli progressivi all’ammontare di aiuto fino a raggiungere una decurtazione del 45% sugli importi oltre 300.000 € si sono detti contrari i paesi che subirebbero le perdite maggiori (Germania, Bulgaria, Regno Unito e Repubblica Ceca). La proposta di aumentare il tasso di modulazione fino a portarlo al 13% ha trovato anche maggiore opposizione, dicendosi favorevoli solo Regno Unito e Portogallo, che sono gli unici due paesi che applicano la modulazione volontaria. Maggiore consenso si è formato attorno alla proposta di “modulazione progressiva” di Lutz Goepel (relatore al Parlamento Europeo sulla Comunicazione) che unisce i due concetti di modulazione e degressività, proponendo un taglio dell’1% sugli aiuti tra 10.000 e 100.000, del 2% tra 100.000 e 200.000 €, del 3% tra 200.000 e 300.000 € e del 4% oltre 300.000 €, per tutto il periodo 2009-2013. Positivo è invece il giudizio sul potenziamento dell’art. 69, sebbene, anche qui si registrino divergenze sull’ammontare di risorse da dedicarvi e sulla flessibilità e finalità dello strumento. Facendo tesoro dell’esperienza dei tre anni di applicazione, l’Italia dovrebbe chiedere che ai paesi venga permesso di rivedere quanto hanno stabilito in fase di prime applicazioni, sia in termini di percentuale di aiuto che di settori interessati, ma soprattutto i nostri rappresentanti istituzionali dovrebbero trovare la forza di superare le divisioni regionali ragionando in termini di utilizzo strategico dei fondi per il raggiungimento di obiettivi nazionali.

Notizie: 

Valutazione dello stato di salute della Pac (novembre 2007)

Il 20 novembre la Commissione europea ha reso pubblica la Comunicazione sullo “stato di salute” della Pac riformata. Si tratta di un documento snello attraverso il quale la Commissione richiama la necessità di semplificare il regime di pagamento unico, cogliere le nuove opportunità e migliorare l’orientamento della produzione al mercato, affrontare le nuove sfide: gestione dei rischi, cambiamenti climatici, bioenergie, gestione delle risorse idriche, biodiversità. Nell’ambito della semplificazione del Rpu la Commissione propone di consentire agli Stati membri di “adeguare il modello scelto orientandosi verso un’aliquota forfetaria tra il 2009 ed il 2013”. Ciò in considerazione della sempre maggiore difficoltà a giustificare le differenze nell’entità del sostegno individuale legate a ciò che ogni agricoltore ha fatto in passato. Nella Comunicazione si propone la revisione dei regimi di sostegno accoppiato ancora esistenti per valutare caso per caso il loro mantenimento su un piano prettamente regionale. L’ammontare di sostegno a cui ciascun agricoltore ha diritto dovrebbe essere assoggettato a limiti superiori, ad esempio attraverso l’introduzione di una riduzione progressiva degli aiuti all’aumentare del sostegno ricevuto, e inferiori, escludendo dal benefico del sostegno gli importi o le superfici al di sotto di un certo limite. Per quel che riguarda le misure di mercato, la Commissione esprime la necessità di valutare meglio gli andamenti di mercato, per verificare se le attuali favorevoli condizioni siano durature o congiunturali. Alla luce dei risultati ottenuti verranno avanzate le opportune proposte. Nel frattempo si prospetta la possibilità di estendere agli altri cereali foraggeri la revisione del regime di intervento già attuata per il granturco (per maggiori informazioni si veda la Finestra sulla Pac agosto 2007), di rivedere lo strumento della messa a riposo obbligatoria e di prepararsi alla estinzione delle quote latte attraverso una transizione graduale fino al 2015. Infine, si propone il rafforzamento del secondo pilastro della Pac per rispondere alle nuove sfide con le quali si confrontano gli Stati membri. Anche in considerazione della ridotta dotazione finanziaria accordata allo sviluppo rurale dalle prospettive finanziarie, si propone l’aumento del tasso di modulazione obbligatorio del 2% l’anno tra il 2010 ed il 2013. Immediatamente dopo la presentazione della Comunicazione è scaturito un intenso dibattito tra Stati membri e Commissione portato avanti nell’ambito dei Comitati Speciali Agricoltura che nelle sedute del Consiglio dei ministri agricoli. Le Conclusioni del Consiglio sulla Comunicazione dovrebbero essere adottate nel Consiglio agricolo del 17-18 marzo, mentre le proposte legislative potrebbero essere formalizzate il 20 maggio per permettere la loro discussione nella seconda metà dell’anno (sotto presidenza francese).
Per maggiori informazioni si veda [link].

Riforma cotone (novembre 2007)

La Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento tesa a riformare il settore del cotone [pdf]. Come si ricorderà (si vedano Finestra sulla Pac ottobre 2006 e Finestra sulla PAC agosto 2007), la Corte di giustizia europea aveva disposto l’annullamento della riforma del regime di sostegno al cotone contenuta nel capitolo 10bis del titolo IV del regolamento (CE) n. 1782/2003 [pdf], perché non vi era prova che la Commissione avesse fondato i suoi calcoli su una adeguata valutazione di impatto. La Commissione europea ha così prodotto una valutazione di impatto [pdf], tenendo conto anche delle idee e delle opinioni emerse nel corso dalla consultazione pubblica del 2007, che ha confermato gli elementi essenziali della riforma del 2004. La nuova proposta non modifica la quota di aiuto che rimane accoppiata alla produzione (35%), né gli importi unitari dell’aiuto o le superfici nazionali di base. I cambiamenti della proposta risiedono nella intenzione della Commissione di promuovere il cotone comunitario, raccomandando la creazione di una “etichetta di origine” e destinando 3 milioni di euro ad un Fondo per la promozione del cotone interamente prodotto nell’UE. Le risorse finanziarie necessarie ad alimentare il Fondo dovrebbero essere recuperate dalla riduzione dell’aiuto addizionale pagato ai produttori che aderiscono ad una organizzazione interprofessionale riconosciuta (l’aiuto passerebbe da 10 a 3 €/ha). Le difficoltà connesse alla riforma del regime di sostegno al cotone risiedono nella necessità di dover rispettare gli impegni assunti dall’UE al momento nell’atto di adesione di Spagna, Portogallo e Grecia (cioè sostenere la produzione di cotone) e dalla necessità di portare avanti, contemporaneamente, una riforma coerente con i principi sanciti dalla riforma Fischler del 2003.

Aiuto alle colture energetiche (novembre 2007)

Nel 2007 la superficie per la quale è stato richiesto l’aiuto per le colture energetiche è risultata pari a 2.843.450 ettari, superiore ai 2 milioni di ettari fissati come superficie massima garantita a livello comunitario. Di conseguenza, l’importo dell’aiuto è stato ridotto da 45 €/ha a 31,65 €/ha (applicando un coefficiente correttore di 0,70337) [pdf] [pdf].

Studio di valutazione degli oneri amministrativi della Pac (novembre 2007)

Nell’ambito delle iniziative tese alla semplificazione della Pac [link] è stato pubblicato uno studio commissionato dalla DG-Agri per valutare gli oneri amministrativi a carico delle aziende agricole derivanti dall’attuazione della riforma della Pac [pdf] [pdf]. Lo studio è stato condotto su cinque paesi in rappresentanza dei diversi modelli di applicazione del regime di pagamento unico (storico, forfetario, ibrido / statico o dinamico). In Italia, al 2006 i totali costi amministrativi rappresentano l’8,5% dei complessivi pagamenti per il I pilastro della Pac. Lo studio dimostra che le principali voci di costo sono legate alle modalità di attuazione del regime di pagamento unico da parte degli Stati membri più che al modello prescelto. Inoltre, le maggiori voci di costo sono attribuibili alla iniziale allocazione dei diritti all’aiuto. In Italia, ad esempio, nel 2006 i costi legati all’introduzione nel Rpu di latte, olivo, tabacco hanno rappresentato circa il 40% dei costi complessivi. Lo studio evidenzia, inoltre, la particolarità del sistema italiano dei Centri di assistenza agricola (Caa), che permettono di tenere bassi i costi direttamente a carico degli agricoltori.

Relazione della Corte dei Conti sull’esercizio finanziario 2006 (novembre 2007)

È stata pubblicata la relazione della Corte di Conti sull’andamento dell’esercizio finanziario 2006 [pdf]. Per quel che riguarda la Pac, l’organo di controllo ha ravvisato che, seppur in diminuzione, gli errori nell’ambito della spesa agricola e dello sviluppo rurale restano significativi. Il regime di pagamento unico limita il rischio di pagamenti irregolari, sebbene alcuni Stati membri non abbiano correttamente applicato il regime. Nello sviluppo rurale, le misure agroambientali tendono a presentare la maggiore incidenza di errori, per il mancato soddisfacimento delle (complesse) condizioni di ammissibilità da parte degli agricoltori.

Psr nazionali 2007-2013 (novembre 2007-gennaio 2008)

Il Comitato per lo sviluppo rurale ha dato parere favorevole ad altri 48 programmi di sviluppo rurale per il periodo 2007-2013 e alla rete nazionale della Germania. Con l’approvazione di questa ulteriore serie di programmi si è completato il quadro dei Psr italiano, mentre sono saliti a 85 i piani approvati dal Comitato, sui 93 complessivi.
Per saperne di più degli ultimi programmi approvati [pdf] [pdf] [pdf].
Belgio [pdf]; Bulgaria [pdf]; Danimarca [pdf]; Estonia [pdf]; Finlandia [pdf]; Francia [pdf], [pdf] [pdf] [pdf] [pdf]; Germania [pdf] [pdf]; Grecia [pdf]; Inghilterra [pdf]; Italia [pdf] [pdf] [pdf]; Lettonia [pdf]; Malta [pdf]; Portogallo [pdf] [pdf] [pdf]; Scozia [pdf]; Slovacchia [pdf]; Spagna [pdf] [pdf].

Tabella 1 - Psr nazionali – Quota finanziata dal Feasr

  Asse I Asse II Asse III Leader Assistenza
tecnica
Totale
  mln € % mln € % mln € % mln € % mln € % mln € %
Belgio-Vallonia 67 34,3 94 48,5      19 9,6      10 5,1 5 2,6 194 100
Bulgaria* 964 36,9 637 24,4 702 26,9 62 2,4 98,5 3,8 2.609 94
Danimarca 88 19,8 282 63,3 23 5,2 43 9,6 9 2,0 445 100
Estonia 261 36,5 268 37,4 89 12,5 69 9,6 29 4,0 715 100
Finlandia-
Isole Aland
3 19,2 12 67,2 1 4,8 1 5,2 1 3,6 17 100
Francia                        
- Corsica 16 19,6 51 61,0 9 10,7 4 5,0 3 3,8 83 100
- Guadalupa 100 72,3 21 15,0 9 6,2 7 5,1 2 1,5 138 100
- Guyana 30 39,9 8 10,1 26 34,9 8 11,1 3 4,0 74 100
- Martinica 70 69,5 16 16,2 4 4,4 7 6,9 3 2,9 100 100
- Riunione 227 71,1 52 16,3 22 6,9 17 5,2 1 0,4 319 100
Galles 69 18,3 226 59,9 53 14,0 26 6,8 4 1,0 377 100
Germania                                
- Meclemburgo
Pomerania anteriore
235 26,6 221 25,0 362 41,1 57 6,5 7 0,8 882 100
- Schleswig
Holstein
72 30,1 73 30,9 60 25,2 32 13,3 1 0,6 238 100
- Sassonia
Anhalt
236 28,9 230 28,1 275 33,6 44 5,4 33 4,0 817 100
Grecia 1.598 43,1 1.297 35,0 511 13,8 225 6,1 77 2,1 3.707 100
Inghilterra 345 10,7 2.441 75,9 269 8,4 161 5,0 1 0,0 3.217 100
Italia                        
- Abruzzo 73 43,0 62 37,0 19 11,0 8 5,0 7 4,0 169 100
- Basilicata 99 26,5 201 54,0 37 10,0 22 6,0 13 3,5 373 100
- Calabria 256 41,0 256 41,0 62 10,0 37 6,0 12 2,0 623 100
- Marche 85 42,2 78 38,8 18 9,0 12 6,0 8 4,0 202 100
- Molise 38 44,1 29 33,8 12 14,1 4 5,0 3 3,0 86 100
- Lazio 136 47,0 92 32,0 33 11,3 17 6,0 11 3,8 288 100
- Piemonte 151 38,2 176 44,5 29 7,4 26 6,5 13 3,4 395 100
- Puglia 344 40,4 299 35,1 23 2,7 160 18,8 26 3,0 851 100
- Sardegna 154 28,0 309 56,0 8 1,4 75 13,6 6 1,0 551 100
- Sicilia 391 32,3 638 52,7 85 7,0 73 6,0 24 2,0 1.211 100
- Trento 31 30,3 53 52,9 10 10,3 6 6,0 1 0,5 101 100
- Umbria 134 40,0 144 43,0 30 9,0 17 5,0 10 3,0 334 100
- Valle
d’Aosta
5 10,2 36 69,4 5 10,4 4 7,5 1 2,6 52 100
Lettonia 487 46,8 292 28,1 195 18,7 26 2,5 42 4,0 1.041 100
Malta 26 33,5 20 26,1 25 32,3 3 4,0 3 4,0 77 100
Portogallo                        
- Azzorre 129 46,8 115 41,9 9 3,2 19 6,8 4 1,3 274 100
- Continente 1.559 45,0 1.448 41,8 5 0,1 361 10,4 95 2,7 3.468 100
- Madeira 100 57,0 52 30,0 1 0,7 18 10,5 3 1,8 175 100
- Romania** 3.174 39,6 1.881 23,4 1.979 24,7 188 2,3 301 3,8 8.023 94
Scozia 96 14,3 463 68,5 78 11,6 38 5,6 1 0,1 676 100
Slovacchia 620 31,5 985 50,0 266 13,5 59 3,0 39 2,0 1.969 100
Spagna                        
- Andalusia 774 41,1 849 45,1 29 1,5 215 11,4 15 0,8 1.882 100
- Aragona 145 36,0 159 39,5 38 9,5 60 14,8 1 0,2 402 100
- Asturie*** 159 53,9 102 34,5 30   33 11,0 2 0,5 295 100
- Castilla
y Léon
340 47,0 296 40,9 11 1,5 75 10,4 1 0,2 723 100
- Catalogna 118 43,1 100 36,5 19 6,9 32 11,7 5 1,7 273 100
- Galizia 398 46,4 279 32,6 89 10,4 86 10,0 5 0,6 856 100
- Navarra 55 48,9 37 32,6 8 6,9 13 11,6 0 0,0 112 100
- Paesi
Baschi
47 59,9 20 25,0 4 5,0 8 10,0 0 0,0 78 100
- la Rioja 27 53,2 17 32,6 2 4,0 5 10,2 0 0,0 51 100
- Comunità
Valenciana***
52 32,2 87 53,5 18   22 13,8 1 0,6 162 100

* Nel totale sono compresi 145 milioni di euro da utilizzare per il periodo 2007-2009 come top-up ai pagamenti diretti
** Nel totale sono compresi 500 milioni di euro da utilizzare per il periodo 2007-2009 come top-up ai pagamenti diretti
*** L’Asse 3 sarà attuato dall’Asse Leader
Fonte: DG Agri

Riforma dell’Ocm vino (dicembre 2007)

Il 19 dicembre 2007 il Consiglio dei ministri agricoli ha raggiunto l’accordo politico sulla riforma dell’Ocm vino, superando le divisioni esistenti sulla abolizione della pratica dello zuccheraggio e sulla liberalizzazione dei diritti di impianto. La riforma entrerà in vigore il 1° agosto 2008, ad eccezione del regime di estirpazioni (dal 30 giugno 2008) e di tutte le disposizioni riguardanti le pratiche enologiche, le indicazioni di origine, l’etichettatura (dal 1° agosto 2009). La dotazione finanziaria per il regime di esirpazione copre una superficie massima di 175 mila ettari. Il regime, di durata triennale, prevede una dotazione finanziaria pari a 464 milioni di euro per la campagna 2008/09 (con un premio maggiorato del 20% rispetto al livello attuale), di 334 milioni di euro per la campagna successiva (premio attuale +10%) e di 276 milioni di euro per la campagna 2010/11 (livello attuale del premio). Gli Stati membri possono concedere un aiuto nazionale complementare. L’adesione dei produttori al regime è volontaria. Sono esclusi dal regime gli Stati membri che producono meno di 50.000 ettolitri di vino l’anno, oltre alle isole greche minori del Mar Egeo e dello Ionio. Agli altri Stati membri è concessa la facoltà di escludere dal regime le zone di montagna o in forte pendenza, nonché quelle in cui esiste un rischio ambientale, di porre termine al regime quando si raggiunge l’8% della superficie vitata del paese (10% a livello regionale), di escludere dal regime il 3% della superficie vitata. La Commissione può fissare un tetto all'ammontare di aiuto che uno Stato membro può ricevere dal regime, pari al 15% delle risorse cui lo Stato membro ha diritto. Le superfici estirpate sono ammissibili al pagamento unico ricevendo un aiuto pari al valore regionale medio degli aiuti disaccoppiati, che tuttavia non può superare 350 €/ha. Ciascuno Stato membro riceve una dotazione nazionale che potrà essere usata, su base volontaria, ad operazioni di promozione. La restante parte dovrà essere utilizzata per finanziare almeno una delle misure contenute in un menù di opzioni: ristrutturazione e riconversione dei vigneti; modernizzazione della catena di produzione; vendemmia verde; fondi di mutualizzazione; assicurazione del raccolto. Inoltre, gli Stati membri potranno usare tali fondi per estendere il regime di pagamento unico ad altri produttori vitivinicoli, per finanziare le distillazioni di crisi nel corso di un periodo transitorio di quattro anni (per un importo che si riduce dal 20% della dotazione nazionale il primo anno al 5% il quarto anno), per finanziare la distillazione di sottoprodotti della vinificazione; per mantenere l’attuale aiuto ai mosti concentrati per un periodo massimo di quattro anni (Spagna, Francia e Italia hanno ottenuto una dotazione aggiuntiva nell’ambito della envelope nazionale da dedicare a questa misura). Al termine di tale periodo l’aiuto è trasferito al regime di pagamento unico. I diritti di impianto saranno soppressi dal 2015 (con possibilità di mantenerli a livello nazionale fino al 2018). Una parte delle risorse sarà trasferito alla dotazione per lo sviluppo rurale delle aree viticole, con importi crescenti dal 2009 al 2011. Resta permesso l’arricchimento tramite lo zuccheraggio. Infine, sui vini da tavola sarà possibile indicare in etichetta la varietà di vite e l’annata. Per maggiori informazioni si vedano Finestra sulla PAC  agosto 2007 e Finestra sulla Pac novembre 2007.

Trasparenza (dicembre 2007)

È stata approvata la proposta della Commissione sulle modifiche da apportare al regolamento (CE) n. 1290/2005 relativo al finanziamento della politica agricola comune [pdf]. Il regolamento (CE) n. 1437/2007 [pdf], infatti, stabilisce i casi in cui la Commissione può procedere alla riduzione e sospensione dei pagamenti mensili o di quelli intermedi, amplia la possibilità di applicare rettifiche finanziarie in seguito a controlli successivi ai pagamenti, introduce adattamenti tecnici, ma, soprattutto, inserisce una disposizione sulla trasparenza, obbligando gli Stati membri a pubblicare annualmente e a posteriori l’elenco dei beneficiari del Feaga (a partire dalle spese sostenute dal 16 ottobre 2007) e del Feasr (a partire dalle spese sostenute dal 1° gennaio 2007). Per maggiori informazioni si vedano Finestra sulla Pac febbraio 2007 e Finestra sulla Pac maggio 2007. 
Per informazioni sull'Iniziativa comunitaria sulla Trasparenza si veda [link].

Rimborso spese Pac (dicembre 2007)

La Commissione europea ha adottato una decisione [pdf] con la quale chiede a 17 Stati membri dell’UE-25 la restituzione di 256,3 milioni di euro per spese effettuate in attuazione della Pac ma che risultano indebitamente versate [pdf]. L’Italia dovrà rimborsare 12,2 milioni di euro per carenze di controlli amministrativi e contabili nel settore della trasformazione di pomodori (anni 2003, 2004, 2005), per carenze nell’ambito delle misure eccezionali di sostegno (anno 2003) e per carenze nella gestione e controllo delle quote per il tabacco (2003 e 2004). La Spagna è il paese che dovrà restituire il maggiore importo (205 milioni di euro), prevalentemente per carenze nei controlli sull’aiuto alla produzione per l’olio d’oliva negli anni dal 2000 al 2004.

Aiuti di Stato (dicembre 2007)

Con regolamento (CE) n. 1535/2007 [pdf] la Commissione europea ha stabilito le regole per gli aiuti de minimis applicabili esclusivamente al settore della produzione primaria dei prodotti agricoli, abrogando, di conseguenza, il regolamento (CE) n. 1860/2004 [pdf]. Il regolamento 1535/2007, che è entrato in vigore il 1° gennaio 2008 e che rimarrà in carica fino al 31 dicembre 2013, porta da 3.000 a 7.500 € il massimale di aiuti de minimis che nell’arco di tre esercizi fiscali una medesima impresa può ricevere. Una delle condizioni da rispettare affinché tali aiuti non siano considerati aiuti di Stato è che gli aiuti de minimis complessivamente erogati da uno Stato membro non superino un tetto massimo, pari allo 0,75% della produzione agricola annua (prima 0,3%) (tabella 2). Per l’Italia l’importo cumulativo degli aiuti erogabili nell’arco di tre esercizi fiscali non può superare 320 milioni di euro. Le regole de minimis applicabili agli aiuti di Stato al settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli sono invece contenute nel regolamento (CE) n. 1998/2006 [pdf]. Per maggiori informazioni si veda Finestra sulla Pac febbraio 2006.

Tabella 2 - Importo cumulativo massimo degli aiuti de minimis concessi nell’arco di un triennio alle imprese del settore della produzione dei prodotti agricoli per Stato membro (euro)

Belgio

51.532.500

Bulgaria

23.115.000

Repubblica Ceca

26.257.500

Danimarca

59.445.000

Germania

297.840.000

Estonia

3.502.500

Grecia

75.382.500

Spagna

274.672.500

Francia

438.337.500

Irlanda

40.282.500

Italia

320.505.000

Cipro

4.327.500

Lettonia

5.550.000

Lituania

11.572.500

Lussemburgo

1.777.500

Ungheria

44.497.500

Malta

870.000

Paesi Bassi

165.322.500

Austria

40.350.000

Polonia

119.542.500

Portogallo

47.782.500

Romania

98.685.000

Slovenia

8.167.500

Slovacchia

11.962.500

Finlandia

26.752.500

Svezia

30.217.500

Regno Unito

152.842.500

Fonte: Commissione europea

Accordi ACP-UE (dicembre 2007)

Il Consiglio dell’Unione europea ha emanato il regolamento (CE) n. 1528/2007 [pdf] che prevede l’applicazione su base provvisoria degli accordi di partenariato economico (Economic Partnership Agreement - Epa) con alcuni paesi Acp. L’accordo sopprime i dazi all’importazione e i contingenti tariffari su tutti i prodotti originari delle regioni o degli Stati elencati nell’allegato I, ad eccezione delle armi. Rispetto all’iniziativa Eba (Everything but Arms), che prevede il medesimo grado di liberalizzazione del commercio, i paesi meno avanzati che sono anche Stati Acp fondano i loro futuri rapporti commerciali con l’UE sugli accordi di partenariato. La soppressione dei dazi e dei contingenti è soggetta a meccanismi transitori di salvaguardia (per lo zucchero) e di sorveglianza (per alcuni prodotti a base di zucchero), nonché a meccanismi generali di salvaguardia. La liberalizzazione è entrata pienamente in vigore dal 1° gennaio 2008, tranne che per riso (dal 1° gennaio 2010) e zucchero (dal 1° gennaio 2009), al pari di quanto avviene con i paesi meno sviluppati che beneficiano dell’iniziativa Eba. La Commissione ha dichiarato di voler concludere gli Epa complessivi (quindi non solo relativi allo scambio di beni ma anche ai servizi, investimenti, diritti di proprietà intellettuale) entro il 2008. Gli Epa incoraggiano l’abbattimento delle restrizioni al commercio non solo tra Acp e UE ma anche tra gli stessi Acp, al fine di promuovere la creazione di una vasta area di libero scambio che alimenti la crescita economica e attragga investimenti. Proprio la reciprocità della liberalizzazione tra Acp e UE ha sollevato le maggiori proteste da parte degli stessi paesi Acp, molti dei quali temono gli effetti sul bilancio e sull’economia nazionale dell’apertura dei propri mercati alle produzioni comunitarie.
Per maggiori approfondimenti si veda Finestra sul Wto febbraio 2008.

Cereali (dicembre 2007)

La Commissione europea ha deciso all’unanimità di sospendere i dazi all’importazione, sia quelli sulle importazioni soggette al dazio comune e sia le tariffe applicate nell’ambito di contingenti tariffari a dazio ridotto, sulla maggior parte dei cereali (tutti ad eccezione dell’avena) fino al termine della campagna 2007/08 (30 giugno) [pdf] [pdf]. La decisione mira a facilitare l’ingresso di prodotto proveniente dal resto del mondo per allentare la tensione sul mercato comunitario, derivante dalle alte quotazioni mondiali e dalla scarsa produzione interna. Specularmene, proprio a causa degli elevati prezzi mondiali, Cina e Russia hanno deciso, la prima, di introdurre una tassa sulle esportazioni di cereali e prodotti derivati (rispettivamente, del 20 e 25%), la seconda, di applicare una nuova tassa (del 40%) sulle esportazioni di grano. Entrambe le decisioni sono entrate vigore dal 1° gennaio e sono tese a favorire la vendita di cereali sul mercato interno e a scoraggiare le esportazioni.

Proposta di aumento delle quote latte (dicembre 2007)

Al Consiglio dei ministri agricoli del 17-19 dicembre 2007, la Commissione europea ha proposto di aumentare del 2% le quote latte per la campagna 2008/09 (a partire, quindi, dal 1° aprile 2008), per far fronte alla crescente domanda di prodotti lattiero-caseari [pdf] [pdf]. La proposta è accompagnata da una relazione sulle prospettive di mercato per il settore lattiero-caseario [pdf] nella quale si evidenzia come, tra il 2007 ed il 2014, è previsto un deciso aumento della domanda sia interna che internazionale, a fronte di una attesa stabilità dell’offerta comunitaria di latte. L’aumento lineare del 2% delle quote non si concretizzerà in un analogo incremento di produzione per via della sottoutilizzazione delle quote da parte di alcuni paesi. La proposta, dunque, sembrerebbe tesa a dare ai produttori la possibilità di approfittare delle buone prospettive di mercato che si prevedono per i prossimi anni. La Commissione, infatti, ha affermato che essa non pregiudica le decisioni che andranno prese nell’ambito dell’Health Check per garantire un “atterraggio morbido” alla soppressione delle quote latte, che avverrà a partire dal 31 marzo 2015. Tuttavia, è evidente che l’aumento delle quote va nella direzione dell’opzione preferita dalla Commissione per preparare il settore all’epilogo del 2015. Uno studio commissionato dalla Direzione generale agricoltura, i cui risultati sono stati presentati nell’ambito della Conferenza dell’11 gennaio riservata ai portatori di interesse del settore lattiero-caseario [link], sostiene proprio questa posizione. Nello studio si mettono a confronto 4 scenari alternativi per valutare l’impatto nel medio-lungo termine della fine del regime delle quote latte su produttori, mercato comunitario e mercato globale: scenario 1) aumento delle quote dell’1% annuo; scenario 2) aumento delle quote del 2% annuo; scenario 3) eliminazione delle quote al 2009; scenario 4) eliminazione delle quote al 2015. Lo studio evidenzia come lo scenario 2 sia quello che garantisce l’aggiustamento più morbido in termini di aumento della produzione comunitaria e prezzi, mentre le ipotesi di atterraggio brusco (scenari 3 e 4) producono forti shock ed effetti ineguali tra gli Stati membri [pdf]. La Commissione non esclude che possano essere prese in considerazione altre opzioni per arrivare al 2015 (eliminazione del superprelievo, eliminazione o progressivo abolizione del meccanismo di aggiustamento in base al contenuto in grassi, compensazione tra Stati membri che sottoutilizzano la quota e quelli che la superano), e che possano essere prese in considerazione altri misure di “assistenza”, nell’ambito dello sviluppo rurale e dell’art. 69, per tenere conto di specifiche esigenze e permettere agli Stati membri maggiore flessibilità [pdf]. La proposta della Commissione di aumento del 2% delle quote nel 2008/09 è stata salutata positivamente da una ristretta maggioranza di paesi, alcuni dei quali (tra cui l’Italia) avevano chiesto un aumento più sostanzioso delle quote (fino al 5%). La Germania si è detta contraria dell' aumento lineare del 2%, chiedendo invece che la quota venga aumentata dello 0,5% negli 11 paesi che non hanno goduto dell’aumento specifico delle campagne 2000/01 e 2001/02 deciso con Agenda 2000 (riservato a Italia, Irlanda, Portogallo e Spagna). Sfavorevoli, ma con sfumature differenti, sono anche Austria, Finlandia, Malta, Francia e Portogallo, alcuni dei quali ritengono che tale decisione vada assunta nell’ambito della verifica sullo stato di salute della Pac.

Tabella 3 - Quote latte - Confronto tra quota posseduta e proposta della Commissione (campagna 2008/09; tonnellate)

Stati Membri

Quota posseduta

Prosposta

Differenza

Belgio

3.360.087,000 3.427.288,740 67.201,740

Bulgaria

979.000,000 998.580,000 19.580,000

Repubblica Ceca

2.737.931,000 2.792.689,620 54.758,620

Danimarca

4.522.176,000 4.612.619,520 90.443,520

Germania

28.281.784,697 28.847.420,391 565.635,694

Estonia

646.368,000 659.295,360 12.927,360

Grecia

820.513,000 836.923,260 16.410,260

Spagna

6.116.950,000 6.239.289,000 122.339,000

Francia

24.599.335,000 25.091.321,700 491.986,700

Irlanda

5.395.764,000 5.503.679,280 107.915,280

Italia

10.530.060,000 10.740.661,200 210.601,200

Cipro

145.200,000 148.104,000 2.904,000

Lettonia

728.648,000 743.220,960 14.572,960

Lituania

728.648,000 743.220,960 14.572,960

Lussemburgo

273.084,000 278.545,680 5.461,680

Ungheria

1.990.060,000 2.029.861,200 39.801,200

Malta

48.698,000 49.671,960 973,960

Paesi Bassi

11.240.814,000 11.465.630,280 224.816,280

Austria

2.791.645,558 2.847.478,469 55.832,911

Polonia

9.380.143,000 9.567.745,860 187.602,860

Portogallo

1.948.550,000 1.987.521,000 38.971,000

Romania

3.057.000,000 3.118.140,000 61.140,000

Slovenia

576.638,000 588.170,760 11.532,760

Slovacchia

1.040.788,000 1.061.603,760 20.815,760

Finlandia

2.443.069,324 2.491.930,710 48.861,386

Svezia

3.352.545,000 3.419.595,900 67.050,900

Regno Unito

14.828.597,000 15.125.168,940 296.571,940

Totale

143.540.287,579 146.411.093,330 2.870.805,751

Fonte: Commissione europea

Riforma Ocm ortofrutta (dicembre 2007)

Dopo l’emanazione del regolamento (CE) n. 1182/2007 [pdf], che estende formalmente i dettami della riforma Fischer all’Ocm ortofrutta, la Commissione ha emanato 2 regolamenti applicativi. Il regolamento (CE) n. 1522/2007 [pdf] inserisce il settore degli ortofrutticoli nel regime di pagamento unico e definisce le modalità di determinazione dei diritti all’aiuto e dei loro importi per i produttori ortofrutticoli. Il regolamento (CE) n. 1548/2007 [pdf] prevede le modalità di applicazione del regime transitorio di aiuti accoppiati nel settore ortofrutticolo e dei frutti rossi. Restano da definire le modalità di applicazione di altri due importanti aspetti della riforma dell’Ocm ortofrutta e cioè la definizione di norme transitorie per consentire l’immediata attuazione delle misure di gestione delle crisi di mercato nell’ambito dei programmi operativi e le linee guida per la elaborazione della strategia nazionale.

Semplificazione della condizionalità (dicembre 2007 – gennaio 2008)

Sulla base delle conclusioni contenute nel rapporto della Commissione sul funzionamento della condizionalità [pdf] è stato emanato il regolamento (CE) n. 1550/2007 [pdf], che introduce modifiche alle modalità di applicazione della condizionalità tese a semplificarne il funzionamento e a migliorarne l’efficienza. Il regolamento 1550/2007, innanzitutto, stabilisce che i controlli in loco siano effettuati previo preavviso, tranne i casi in cui sia necessario evitare “la dissimulazione di infrazioni o irregolarità”. Agli Stati membri viene riconosciuta una maggiore flessibilità nel raggiungimento del tasso minimo di controllo, che viene armonizzato all’1%. Tale percentuale può essere raggiunta a livello di ciascuna autorità di controllo competente o a livello di ciascun atto o norma o a livello di ciascun organismo pagatore. Il regolamento introduce norme tese a migliorare la selezione del campione di controllo e la sua rappresentatività e a sostituire, quando possibile, i controlli in loco con controlli amministrativi. Infine, viene previsto il miglioramento dell’informazione all’agricoltore al quale devono essere comunicate, entro tre mesi dal controllo in loco, le infrazioni rilevate. Sono invece oggetto di un successivo regolamento le restanti indicazioni emerse nel rapporto della Commissione. In particolare, il regolamento 146/2008 [pdf] aumenta la tolleranza nei casi di inadempienze lievi e introduce una regola di de minimis. Gli Stati membri, infatti, possono decidere di non applicare riduzioni all’ammontare di aiuti diretti ricevuti da un agricoltore nel caso in cui, tenuto conto della sua gravità, portata e persistenza, un caso di inadempienza sia da ritenersi di importanza minore. L’agricoltore, tuttavia, deve sanare i casi di inadempienza constatati. Non possono essere considerati di minore importanza i casi di inadempienza che costituiscono un rischio diretto per la salute pubblica o animale. Gli Stati membri, inoltre, possono decidere di non applicare le riduzione o esclusione di importo pari o inferiore a 100 € per agricoltore e per anno civile. Anche in questo caso, però, l’agricoltore deve sanare l’inadempienza constatata. Il nuovo regolamento, poi, semplifica la “regola dei dieci mesi”, periodo di tempo durante il quale ciascuna particella per la quale viene fatto valere il diritto all’aiuto deve rimanere a disposizione dell’agricoltore, disponendo che l’agricoltore abbia la disponibilità della terra alla data fissata dallo Stato membro. Il periodo di detenzione si abbassa, così, da 10 mesi ad 1 giorno. Infine, viene disposta la graduale applicazione dei criteri di gestione obbligatori nei nuovi Stati membri che applicano il regime di pagamento unico per superficie a decorrere dal 2009 (2012 per Bulgaria e Romania) solo l’Allegato III.A del regolamento (CE) n. 1782/2003, dal 2011 (2014 per gli altri due paesi) gli Allegati III.B e III.C.
er maggiori informazioni si vedano le Finestra sulla Pac maggio 2007 e Finestra sulla Pac agosto 2007.

Le priorità della presidenza slovena (gennaio 2008)

La Slovenia è il primo tra i nuovi Stati membri ad assumere la presidenza dell’Unione europea. Tra le priorità politiche che la presidenza intende perseguire, in stretta cooperazione con la presidenza uscente (affidata al Portogallo) e con quella alla quale sarà affidata la seconda metà del 2008 (la Francia), rientrano:

  • la ratifica del Trattato di Lisbona da parte di tutti gli Stati membri entro la fine dell’anno, in modo da permettere che esso entri in vigore da gennaio 2009, prima delle elezioni del Parlamento europeo;
  • il lancio del secondo ciclo della rinnovata Strategia di Lisbona al Consiglio di primavera dei Capi di Stato e di Governo;
  • un deciso impegno sulla questione dell’energia e del cambiamento climatico per permettere l’approvazione, tra la fine del 2008 e gli inizi del 2009, del pacchetto di proposte presentato dalla Commissione europea il 23 gennaio;
  • la prosecuzione dei negoziati per l’ingresso nell’UE di Croazia e Turchia;
  • la promozione dell’anno europeo per il dialogo interculturale.

Sul fronte agricolo l’impegno della presidenza slovena è di contribuire al dibattito sull’Health Check, concentrandosi su tre questioni: come semplificare il regime di pagamento unico; come modificare le misure di gestione del mercato in modo da cogliere le nuove opportunità; come affrontare le nuove sfide. La presidenza spera che la Commissione possa presentare la proposta legislativa in maggio così da avere prime reazioni politiche al Consiglio informale del 25-27 maggio che si terrà tra Maribor e Brdo. La presidenza mira anche a formalizzare in una proposta di regolamento l’accordo politico sulla riforma dell’OCM vino; ad addivenire ad un accordo sul rivisto regime di sostegno per il cotone; ad adottare una proposta per l’aumento delle quote latte. La presidenza si impegna anche sul fronte della semplificazione della Pac, lavorando per estendere l’Ocm unica all’ortofrutta, il vino e il latte (modifica per la quale esiste già una proposta), ma anche per adottare nel minor tempo possibile la proposta per la semplificazione della condizionalità. La presidenza si impegna anche a seguire attivamente la riforma della Fao e a lavorare alla Commissione per lo sviluppo sostenibile. Altri ambiti di interesse saranno quello forestale, della qualità alimentare, veterinario e fitosanitario e della politica comune per la pesca [pdf].
Per saperne di più [link].

Revisione delle prospettive finanziarie 2007-2013 (gennaio 2008)

Su proposta della Commissione, Parlamento europeo e Consiglio hanno deciso di rivedere il quadro finanziario 2007-2013, per recuperare parte del finanziamento richiesto per i programmi del sistema globale di navigazione via satellite (Gnss) europeo (Egnos e Galileo). La revisione si traduce in un aumento dei massimali degli stanziamenti di impegno della voce 1a del bilancio (Competitività per la crescita e l’occupazione) per 1.600 milioni di euro per il periodo 2008-2013 e la contestuale riduzione del massimale per la rubrica 2 (Conservazione e gestione delle risorse naturali) per il 2007, derivanti quasi per intero dalla sottoutilizzazione della voce “Spese di mercato e pagamenti diretti” [pdf].

Spesa Pac 2007 (gennaio 2008)

La Commissione europea ha pubblicato il consueto rapporto sull’andamento della spesa del I pilastro della Pac [pdf]. L’esecuzione provvisoria della sezione Feaga del bilancio per il 2007 evidenzia una sottoutilizzazione delle risorse di circa 572 milioni di euro, rispetto allo stanziamento iniziale. In particolare, per via delle favorevoli condizioni di mercato, si è registrata una sottoutilizzazione della voce relativa agli interventi sui mercati agricoli (-747 milioni di euro), soprattutto per le minori spese per intervento e restituzioni per i cereali. Anche gli ortofrutticoli hanno fatto segnare una minore utilizzazione grazie alla riduzione dei quantitativi di pomodoro che hanno beneficiato dell’aiuto alla trasformazione e del minore tasso di utilizzazione dei fondi di esercizio da parte delle OP. Sono invece risultati sovrautilizzati i fondi per le restituzioni alle esportazioni per lo zucchero, riconducibile alla scarsa adesione al regime di ristrutturazione. Anche la spesa per aiuti diretti è risultata superiore agli stanziamenti.

Bilancio 2008 (gennaio 2008)

È stato definitivamente approvato il bilancio generale dell’UE per l’esercizio finanziario 2008 [pdf]. Alla voce relativa alla rubrica 1 “Crescita sostenibile” è dedicato uno stanziamento pari al 44,9% delle risorse, superando il sostegno finanziario in favore della voce “Conservazione e gestione delle risorse naturali”, che si attesta sul 42,6%. In particolare, alla spesa connessa al mercato e ai pagamenti diretti è attribuita una dotazione del 31,7% del totale bilancio 2008 (in diminuzione del 3,4% rispetto al 2007), allo sviluppo rurale del 10% e all’ambiente dello 0,2%.

Promozione dei prodotti agricoli (gennaio 2008)

A seguito della proposta presentata nel maggio 2007 [pdf] è stato emanato il regolamento (CE) n. 3/2008 [pdf] che detta le norma sulle attività di informazione e promozione dei prodotti agricoli sul mercato interno e nei paesi terzi in sostituzione dei regolamenti (CE) n. 2826/2000 [pdf], relativo alle azioni di informazione e promozione realizzate nell’UE, e n. 2702/1999 [pdf], riguardante le azioni di promozione sui mercati terzi. Per saperne di più si veda si veda Finestra sulla Pac agosto 2007.

Regime di ristrutturazione dell’Ocm zucchero (gennaio 2008)

Le novità apportate nell’ottobre dello scorso anno al regime di ristrutturazione del settore saccarifero sembrano avere sortito effetto. Gli Stati membri, infatti, per la campagna 2008/09 hanno comunicato di voler rinunciare a 2,530 milioni di tonnellate tra zucchero (2,472 milioni di tonnellate) e isoglucosio (57 mila tonnellate) (tabella 4). Un forte stimolo alla partecipazione al regime è venuto dalle modifiche apportate a fine anno (si veda Finestra sulla Pac novembre 2007), che permettono alle imprese che nella campagna 2008/09 rinunciano ad una percentuale della loro quota pari al tasso di ritiro preventivo fissato dalla Commissione (13,5%) di essere esonerate dal versamento del contributo temporaneo di ristrutturazione sulla quantità ritirata nella campagna 2007/08. A febbraio 2008 la Commissione presenterà una stima delle ulteriori riduzioni di quota, non compensate, necessarie a riportare in equilibrio il settore dal 2010.
Sulla base di queste stime i paesi avranno una ultima possibilità di partecipare al regime volontariamente (e con compensazione), sottoponendo nuove comunicazioni di rinuncia entro marzo 2008.

Tabella 4 - Quantità di zucchero in quota a cui gli Stati membri hanno rinunciato nella campagna 2008/09 (tonnellate)

Austria

54.785 zucchero

Bulgaria

4.752 zucchero

Belgio

176.116 zucchero

Danimarca

61.083 zucchero

Finlandia

9.001 zucchero

Finlandia

19.000 isoglucosio

Francia

489.523 zucchero

Germania

493.487 zucchero

Grecia

20.636 isoglucosio

Italia

245.466 zucchero

Lituania

13.908 zucchero

Paesi Bassi

125.744 zucchero

Paesi Bassi

14.563 isoglucosio

Polonia

239.336 zucchero

Portogallo

15.000 zucchero

Regno Unito

165.000 zucchero

Romania

4.472 zucchero

Slovacchia

15.018 zucchero

Spagna

231.806 zucchero

Spagna

3.000 isoglucosio

Svezia

35.236 zucchero

Ungheria

92.750 zucchero

Fonte: Commissione Europea

Per l’Italia, la rinuncia ad ulteriori 245 mila tonnellate di quota si concretizza nella chiusura di un altro stabilimento, quello di Jesi, che porta a 15 il numero di zuccherifici dismessi per via della intensa attività di riconversione/ristrutturazione seguita alla riforma dell’Ocm zucchero avvenuta nel 2006. Allo stato attuale in Italia rimangono operativi solo 4 stabilimenti (tabella 5).

Tabella 5 - Imprese saccarifere e zuccherifici attivi in Italia (2008)

Imprese saccarifere

Zuccherifici Regioni

CO.PRO.B.

Minerbio (Bo) Emilia Romagna

Italia Zuccheri

Pontelongo (Pd) Veneto

Eridania Sadam

San Quirico (Pr) Emilia Romagna

Zuccherificio Molise

Termoli (Cb) Molise

Energia rinnovabile (gennaio 2008)

Il 23 gennaio la Commissione europea ha formalmente adottato un pacchetto di proposte sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili [pdf] [pdf] [pdf]. La direttiva si pone l’obiettivo del raggiungimento di una quota del 20% di energie rinnovabili sul consumo energetico finale dell’UE entro il 2020, per il cui conseguimento è stata prevista una serie di obiettivi nazionali obbligatori (tabella 6). Per l’Italia, ad esempio, la quota di energia proveniente da fonti rinnovabili da raggiungere entro il 2020 è pari al 17%; al 2005, anno di riferimento per il calcolo degli obiettivi della proposta, tale quota era pari al 5,2%. Le energie rinnovabili interessano tre settori: elettricità, riscaldamento e raffreddamento, trasporti. Gli Stati membri sono liberi di decidere in quale settore intervenire per raggiungere l’obiettivo nazionale. Tuttavia, visto che il settore dei trasporti è quello in cui più rapido è l’aumento delle emissioni di gas serra e vista la forte dipendenza dal petrolio che minaccia la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, la Commissione ha fissato un secondo obiettivo obbligatorio per ciascuno Stato membro e cioè il raggiungimento di una quota del 10% di biocarburanti sul consumo di carburante per autotrazione.

Tabella 6 - Obiettivi vincolanti per Stato membro

 

Paese

Quota di energia rinnovabile sul consumo energetico finale al 2005

Quota di energia rinnovabile sul consumo energetico finale da raggiungere entro il 2020

Quota di biocarburanti sul consumo di carburanti per autotrazione da raggiungere entro il 2020

Austria

23,3% 34% 10%

Belgio

2,2% 13% 10%

Bulgaria

9,4% 16% 10%

Cipro

2,9% 13% 10%

Danimarca

17,0% 30% 10%

Estonia

18,0% 25% 10%

Finlandia

28,5% 38% 10%

Francia

10,3% 23% 10%

Germania

5,8% 18% 10%

Grecia

6,9% 18% 10%

Irlanda

3,1% 16% 10%

Italia

5,2% 17% 10%

Lettonia

34,9% 42% 10%

Lituania

15% 23% 10%

Lussemburgo

0,9% 11% 10%

Malta

0,0% 10% 10%

Paesi Bassi

2,4% 14% 10%

Polonia

7,2% 15% 10%

Portogallo

20,5% 31% 10%

Regno Unito

1,3% 15% 10%

Repubblica Ceca

6,1% 13% 10%

Romania

17,8% 24% 10%

Slovacchia

6,7% 14% 10%

Slovenia

16,% 25% 10%

Spagna

8,7% 20% 10%

Svezia

39,8% 49% 10%

Ungheria

4,3% 13% 10%

Fonte: Commissione europea, 2008 [pdf]

Questo secondo obiettivo del pacchetto proposto è quello che ha destato le maggiori preoccupazioni sia ambientali che socio-economiche. La sostenibilità ambientale dei biocarburanti è stata sollevata da più parti: dalle Ong ambientaliste - alcune delle quali chiedono che venga rimosso il vincolo del 10% (Friends of Earth Europe), altre che venga assicurato un sistema di certificazione della sostenibilità (Wwf) -, ad esponenti della Commissione europea, come il Commissario all’ambiente Stavos Dimas che ha dichiarato che sarebbe meglio non centrare l’obiettivo del 10% piuttosto che rischiare di danneggiare l’ambiente. Ma altrettanto vive sono le preoccupazioni sugli effetti che gli incentivi alla produzione di biocarburanti possono esercitare sul prezzo delle derrate alimentari soprattutto nei paesi più poveri. A tale proposito, il Commissario per l’Energia Andris Piebalgs ha dichiarato che se il raggiungimento dell’obiettivo comunitario dovesse dimostrare di avere un impatto negativo sui prezzi o sulla offerta alimentare nei paesi in via di sviluppo verrebbero immediatamente intraprese le azioni adeguate. Per ulteriori informazioni si veda [pdf] [pdf].

Etichettatura alimenti (febbraio 2008)

La Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento sulla etichettatura degli alimenti [pdf] che consolida ed aggiorna la normativa in due campi di azione: l’etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari (attualmente contenuta nella direttiva 2000/13/CE [pdf]) e la direttiva sulla etichettatura nutrizionale (direttiva 90/496/Cee [pdf]). L’obiettivo del regolamento è duplice: da una parte intende fornire uno strumento legislativo “orizzontale” che, definendo regole comuni di etichettatura, permetta la libera circolazione dei prodotti alimentari nella Comunità; dall’altra, con le indicazioni nutrizionali obbligatorie, intende offrire ai consumatori uno strumento per effettuare scelte alimentari consapevoli e più sane. Riguardo alle norme generali di etichettatura la proposta chiarisce i confini tra informazioni volontarie ed obbligatorie e migliora la leggibilità in etichetta di queste ultime. L’etichettatura nutrizionale prevede che vengano obbligatoriamente indicati sulla parte frontale della confezione il contenuto energetico, i grassi totali, i grassi saturi, i carboidrati con specifico riferimento al contenuto di sale e zucchero. La presenza di sostanze allergizzanti dovrà essere indicata anche sui prodotti non preconfezionati venduti al dettaglio o serviti nella ristorazione. Riguardo alla indicazione del paese o della zona di origine, nonostante le pressioni di alcuni paesi, tra i quali l’Italia, non cambia nulla. L’indicazione “made in …” non sarà obbligatoria ma resta una opzione volontaria a disposizione degli Stati membri. Tuttavia, se l’assenza di tale informazione dovesse condurre a convinzioni errate, l’etichettatura diventerebbe obbligatoria. Le indicazioni (facoltative o obbligatorie che siano) sul paese o luogo di provenienza non devono ingannare il consumatore e devono essere basate su criteri armonizzati. Sono previsti criteri per l’indicazione di origine di prodotti con molteplici ingredienti e per la carne diversa da quella bovina. Sono chiarite le condizioni da rispettare affinché uno Stato membro possa adottare norme nazionali di indicazione di origine. Infine, è prevista una deroga per l’etichettatura degli ingredienti di vino, bevande alcoliche e birra, ma la Commissione è tenuta a presentare un rapporto sul suo funzionamento nel 2013. Nelle settimane precedenti la pubblicazione della proposta, otto paesi (Francia, Spagna, Italia, Germania, Grecia, Austria, Portogallo e Cipro) avevano inviato una lettera al Commissario alla Salute Markos Kyprianou chiedendogli che i vini prodotti con pratiche enologiche autorizzate, come lo zuccheraggio o l’acidificazione, fossero esentati dalla indicazione obbligatoria in etichetta, in quanto la riforma dell’Ocm dei prodotti vitivinicoli faticosamente approvata prevede che tali pratiche non siano soggette ad etichettatura obbligatoria. La proposta di regolamento dovrà essere ora esaminata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio, che agiranno secondo la procedura di codecisione. Anche per via del rinnovo del Parlamento europeo, che si avrà nel 2009, si prevede che i tempi di approvazione della proposta siano lunghi. Per maggiori informazioni sulla proposta di regolamento si veda il sito della DG Sanco. Si veda anche il Libro bianco relativo a “Una strategia europea sugli aspetti sanitari connessi all’alimentazione, al soprappeso e all’obesità” [pdf], pubblicato nel maggio del 2007.

Regime di sostegno per lino e canapa (febbraio 2008)

La Commissione europea ha proposto di prorogare di un altro anno (e quindi alla campagna 2008/09) l’attuale regime di aiuti alla produzione per le fibre corte di lino e le fibre di canapa, al fine di apportare eventuali modifiche sostanziali al regime di sostegno nell’ambito della revisione conseguente alla verifica sullo “stato di salute” della Pac. La proposta [pdf] si configura come una modifica al regolamento sulla Ocm unica [pdf] che entrerà in vigore dal 1° luglio 2008. Rimangono immutati l’importo degli aiuti (160 €/t per le fibre lunghe di lino e 90 €/t per le fibre corte di lino e per le fibre di canapa), così come i quantitativi nazionali garantiti e l’importo dell’aiuto complementare ad ettaro concesso ai primi trasformatori di fibre lunghe di lino in alcune zone di produzione tradizionali dei Paesi Bassi, del Belgio e della Francia (120€/ha o 50 €/ha, a seconda della zona ammissibile).

Fondo comunitario per il tabacco (febbraio 2008)

La Commissione europea ha proposto di prorogare il finanziamento al Fondo comunitario per il tabacco per altri 2 anni (2008 e 2009) [pdf]. Il finanziamento, pari al 5% dei pagamenti alla produzione erogati ai produttori di tabacco, nel 2007 ha raggiunto 321 milioni euro, in netta riduzione rispetto ai 922 milioni del 2005, quando tutto l’aiuto era accoppiato alla produzione. La proroga del regime permetterebbe di destinare poco più di 33 milioni di euro ad azioni di sensibilizzazione sugli effetti dannosi del fumo.

Attività Mipaaf - Agea

Aiuti art. 69 (novembre 2007)

Con circolare n. 927 l’Agea ha comunicato l’importo dei pagamenti supplementari a titolo dell’art. 69 per il 2007. L’aiuto ai seminativi è pari a 50,7 €/ha, notevolmente più basso dei 180 €/ha teorici. L’importo dell’aiuto supplementare per la barbabietola da zucchero è pari a 118,74 €/ha (a fronte dei 180 €/ha). L’importo per gli ovicaprini si attesta su 1,44 €/capo (a fronte dei teorici 15 €/capo). Non sono stati resi noti i pagamenti supplementari per i bovini.

Settore energetico e no-food (dicembre 2007)

Agea, con apposita circolare [pdf], ha emanato le modalità per l’accreditamento dei collettori e dei primi trasformatori che operano nei settori energetico e no-food, valevoli per la campagna 2008/09. La nuova circolare si è resa necessaria a seguito della emanazione di un decreto del Mipaaf (ancora non pubblicato) che affida all’Organismo di coordinamento il compito di istituire un sistema generale di accreditamento valido per l’intero territorio nazionale.

Domanda unica 2008 (dicembre 2007)

AGEA ha pubblicato la corposa normativa per la compilazione della domanda unica di pagamento per il 2008. La normativa si compone di una circolare di 143 pagine e di 10 allegati [pdf] e fa riferimento alla richiesta degli aiuti previsti nel regime di pagamento unico, agli aiuti supplementari dell’art. 69, agli aiuti specifici previsti dal Titolo IV del regolamento (CE) n. 1782/2003 (aiuti alla superficie per grano duro, piante proteiche, riso, frutta in guscio e colture energetiche e aiuti alla produzione per sementi, tabacco e barbabietola da zucchero), al regime di sostegno per i foraggi essiccati, nonché all’accesso alla riserva nazionale.

Agrumi - Applicazione della riforma dell’Ocm (dicembre 2007)

Il quadro delle norme nazionali sull’applicazione della riforma dell’Ocm ortofrutta è stato completato dalla emanazione del decreto 3635 [pdf] relativo al settore degli agrumi, che affianca i decreti emanati ad ottobre sul pomodoro da industria, pere e pesche destinate alla trasformazione e prugne (per maggiori informazioni si veda Finestra sulla Pac novembre 2007). Il decreto stabilisce che, a partire dal 1° gennaio 2008, ai produttori di agrumi è attribuito un titolo all’aiuto per ettaro sulla base della superficie agrumicola aziendale al 2006, compresi i dati acquisiti nel corso della ricognizione preventiva avviata nel 2007. Sono considerate coltivate ad agrumi le superfici specializzate e le superfici agrumicole in consociazione purché costituiscano almeno il 25% dell’area consociata. Alle superfici così calcolate è applicato un coefficiente correttore basato sulle rese medie regionali calcolate dall’Istat che, di fatto, aumenta la superficie agrumicola calabrese, riducendo in misura diversa, la superficie agrumicola delle altre regioni produttrici (tabella 7). Per la definizione dell’importo di riferimento tali agricoltori hanno a disposizione un plafond di 81,33 milioni di euro. I restanti 40,66 milioni di euro del massimale attribuito all’Italia per il settore (pari, appunto, a 121,99 milioni di euro) è destinato agli agrumicoltori che in almeno una delle campagne tra quella 2005/06 e quella 2006/07 hanno ricevuto l’aiuto alla trasformazione. Per questi agrumicoltori l’importo di riferimento è aumentato dell’importo risultante dalla distribuzione del plafond di 40,66 milioni di euro sulla superficie aziendale, anche in questo caso rettificata dal coefficiente correttore.

Tabella 7 - Coefficiente correttore delle superfici agrumicole

Sicilia

0,95

Calabria

1,34

Puglia

0,71

Basilicata

0,88

Sardegna

0,54

Campania

0,99

Lazio

0,76

Liguria

0,54

Toscana

0,37

Abruzzo

0,63

Fonte: Mipaaf

Pomodoro da industria – Applicazione della riforma dell’Ocm (gennaio 2008)

Con decreto n. 1229 [pdf] il Mipaaf ha dettato le modalità di applicazione del regime transitorio di aiuto ai pomodori da industria, contenuto nel decreto 1540 del 2007 [pdf]. In tale decreto viene stabilito un periodo transitorio di 3 anni, nel corso del quale i produttori di pomodoro destinato alla trasformazione ricevono un aiuto ad ettaro entro un massimale di 91,98 milioni di euro (50% del massimale nazionale per il prodotto). Il decreto 1229 stabilisce le condizioni di ammissibilità all’aiuto, per il 2008 indicativamente fissato in 1.300 €/ha, destinato ai produttori di pomodoro associati ad una OP riconosciuta, con una superficie destinata alla produzione di pomodoro da industria non inferiore a 0,3 ha, che hanno concluso un contratto (o un impegno di conferimento) con un trasformatore e la cui produzione è consegnata al trasformatore con il quale si è concluso il contratto. L’importo definitivo dell’aiuto sarà fissato sulla base della superficie ammessa all’aiuto. Al fine della determinazione della superficie ammessa si è stabilito che la quantità che ciascun agricoltore dovrà consegnare all’industria di trasformazione non può essere inferiore al 70% di quella derivante dall’applicazione alla propria superficie della resa regionale (tabella 8). Nel caso in cui la materia prima sia inferiore al 70%, alla superficie ammissibile si applica un coefficiente correttore.

Tabella 8 - Resa media regionale per i pomodori destinati all’industria (t/ha)

Abruzzo

50,05

Basilicata

74,73

Calabria

71,82

Campania

54,88

Emilia Romagna

61,78

Friuli Venezia Giulia

60,54

Lazio

73,70

Lombardia

62,77

Marche

68,18

Molise

64,78

Piemonte

64,77

Puglia

74,09

Sardegna

68,29

Sicilia

43,13

Toscana

71,16

Umbria

61,28

Veneto

57,01

Fonte: Mipaaf

Riserva nazionale (gennaio 2008)

A seguito dell’introduzione del settore ortofrutticolo nell’ambito del regime di pagamento unico, il Mipaaf ha emanato un decreto [pdf] che aggiorna il plafond nazionale necessario alla determinazione delle medie regionali sulle quali si basa la gestione della riserva nazionale.

Tabella 9 - Plafond nazionale per il calcolo delle medie regionali (milioni di euro)

Componenti del plafond nazionale

                        Importi

  2005 2006 2007 2008
Cereali, oleaginose, proteaginose 1.211,87 1.211,87 1.211,87 1.211,87
Aiuto supplementare grano duro 426,79 417,82 417,82 417,82
Leguminose da granella 7,24 7,24 7,24 7,24
Premio vacca nutrice 83,25 83,25 83,25 83,25
Premio addizionale vacca nutrice 5,90 5,90 5,90 5,90
Premio speciale bovini maschi 75,14 75,14 75,14 75,14
Premio per l’estensivizzazione dei bovini 12,21 12,21 12,21 12,21
Premio per il riso 135,26 135,26 135,26 135,26
Foraggi essiccati 19,59 19,59 19,59 19,59
Olio d’oliva   683,41 683,41 683,41
Zucchero   73,47 93,85 114,22
Agrumi       122,00
Pomodori       91,98
Plafond nazionale 1.977,25 2.870,49 2.890,87 3.125,22

Fonte: Mipaaf

Applicazione Ocm zucchero (gennaio – febbraio 2008)

In applicazione della riforma dell’Ocm zucchero l’Agea ha emanato 3 circolari. Le prime due [pdf] [pdf] fissano l'importo che, sulla base delle quote assegnate dal Mipaaf, le imprese produttrici di zucchero e isoglucosio devono corrispondere a titolo di contributo temporaneo per la ristrutturazione per la campagna 2007/08. La terza [pdf] stabilisce, invece, l’importo della tassa sulla produzione dovuto, sempre per la campagna 2007/08, dalle medesime imprese produttrici. Per maggiori informazioni sul funzionamento dell’Ocm zucchero si veda il sito della DG-Agri [link].

Documentazione

Regolamento sull’Ocm unica (ottobre 2007)

Il 22 ottobre 2007 è stato pubblicato il regolamento (CE) n. 1234/2007 [pdf] sulla organizzazione unica dei mercati agricoli. Si tratta di un testo corposo, composto da 204 articoli e 22 allegati che coinvolge 24 prodotti. Nei prossimi mesi, tuttavia, tale testo sarà sottoposto a revisione per inglobarvi le modifiche apportate alle Ocm zucchero, ortofrutta e latte, oltre alle nuove norme sulla etichettatura delle carni bovine e sugli aiuti alle sementi per la Finlandia. Per maggiori informazioni sulle novità contenute nel nuovo regolamento si veda Finestra sulla Pac agosto 2007.

Redditi agricoli (dicembre 2007)

Eurostat ha reso note le prime stime sul reddito agricolo per unità di lavoro nel 2007 nei 27 paesi dell’UE [pdf]. I dati aggregati mostrano un aumento del reddito del 4,7%, superiore a quello registrato nel 2006 (3,8% ) (si veda Finestra sulla Pac maggio 2007). La crescita è dovuta ad un aumento in termini reali della produzione agricola e del costo dei fattori produttivi e ad una riduzione del valore dei sussidi al netto delle tasse. La produzione agricola, a sua volta, è crescita principalmente grazie all’incremento della produzione vegetale, mentre quella animale è rimasta sostanzialmente stabile. La Lituania ha fatto segnare il tasso di crescita maggiore (+58,5%), seguita, con tassi considerevolmente alti, da altri due paesi di nuova adesione (Repubblica Ceca ed Estonia); sul fronte opposto la performance peggiore è quella della Bulgaria che ha fatto segnare un -18,6%. L’Italia si posiziona in 22a posizione con una riduzione del reddito agricolo stimata in -0,9% (meglio di quanto aveva realizzato nel 2006).

Sviluppo rurale: informazioni statistiche ed economiche (dicembre 2007)

La Commissione europea ha pubblicato un rapporto contenente informazioni statistiche ed economiche, a livello nazionale e regionale, riguardanti i 3 Obiettivi della politica di sviluppo rurale 2007-2013: miglioramento della competitività dei sistemi agricolo e forestale, miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale; miglioramento della qualità della vita nelle aree rurale e diversificazione dell’attività economica. Il rapporto contempla sia una sintesi dell’applicazione della programmazione 2000-2006 e sia una panoramica della programmazione 2007-2013 e della corrispondente struttura finanziaria.

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