Finestra sulla PAC n.3

Finestra sulla PAC n.3
Istituto Nazionale di Economia Agraria

La riforma Fischler del 2003, intrapresa nel bel mezzo dell’applicazione di un’altra grande riforma – quella di Agenda 2000 del 1999 – sembrava aver dato un assetto stabile alla PAC, che le permettesse di resistere fino alla scadenza delle prospettive finanziarie 2007-2013, dopo le quali si sarebbe aperto un nuovo capitolo sul futuro della politica agricola europea. Nei fatti, la concomitanza di due scadenze, il “controllo sullo stato di salute” (“health check”) del 2007/08 – così chiamato per evitare qualsiasi parallelismo con la “revisione di medio termine” di Agenda 2000 – che rappresenta una verifica sul funzionamento della PAC prevista dalla stessa riforma, e il riesame intermedio al 2008/09 di tutte le spese e le risorse dell’UE concordato nell’ambito delle prospettive finanziarie, potrebbe avere un effetto dirompente sulla PAC. È infatti ormai assodato che la Commissione proporrà per il "controllo di salute" delle misure di limitazione degli aiuti diretti, principalmente a seguito delle pressioni per la riduzione della spesa agricola che la revisione del bilancio comporterà e in secondo luogo per recuperare risorse da destinare allo sviluppo rurale.
In più occasioni, la Commissaria all’Agricoltura Mariann Fischer Boel si è espressa in favore della fissazione di un tetto massimo agli aiuti diretti percepiti da ciascuna azienda (intervista al Financial Times del 5 luglio 2006), ma a ha detto su quale possa essere il limite da imporre (i 300.000 euro proposti da Fischler nell’ambito dei negoziati sulla riforma del 2003?). Inoltre, in una recente conferenza sulla Trasparenza (17 luglio 2006) la Commissaria ha ventilato la possibilità di escludere dal pagamento unico anche le migliaia di diritti all’aiuto che prevedono il pagamento di un importo inferiore ai costi amministrativi di gestione del titolo.
Nell’ambito del “controllo di salute” non è esclusa, inoltre, una revisione dello strumento della modulazione. La Commissaria, infatti, si è sempre detta contraria alla modulazione volontaria (che distorce la concorrenza tra i paesi) e in favore di un aumento del tasso di modulazione obbligatoria.
Nel frattempo, la Commissione sta lavorando su altri due fronti, apparentemente in contraddizione tra loro: il completamento della riforma del 2003 per le OCM che ne sono rimaste al di fuori (vino e ortofrutta) e la definizione della PAC post-2013, quando l’attuale regime terminerà il proprio mandato. A questi si aggiunge l’avanzamento della discussione sulla semplificazione delle OCM. Nell’ambito della definizione della nuova PAC, che prenderà le mosse dal riesame previsto nel 2008/09 dalle prospettive finanziarie, l’elemento centrale sembra essere la riduzione degli aiuti diretti a carico del bilancio comunitario. Il ventaglio di strumenti a disposizione è ampio e al momento nessuna opzione viene esclusa: dal cofinanziamento, alla degressività, all’attivazione di tetti aziendali (si veda in proposito).
Il quadro che emerge dall’intreccio di tutti gli elementi è chiaro: la PAC sembra essere indirizzata verso un ridimensionamento della spesa e del peso del I pilastro a favore delle politiche per lo sviluppo rurale, verso una minore regolazione dei mercati attraverso la limitazione delle misure di intervento, verso l’attivazione di strumenti di gestione dei rischi. Sugli aspetti legati alla liberalizzazione del commercio internazionale, il recente fallimento dei negoziati agricoli non permette di fare previsioni sulla direzione che intraprenderà la Commissione, anche se sembra difficile che si possa tornare indietro rispetto ai passi effettuati in termini di riduzione delle esportazioni sussidiate e apertura dei mercati interni.

Notizie: 

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Notizie Flash

Programma della Presidenza finlandese nel settore agricolo giugno 2006

Nel secondo semestre 2006 la Finlandia ha sostituito l’Austria alla guida dell’UE. Il filo conduttore della presidenza congiunta dei due paesi è il consolidamento di un “modello agricolo europeo innovativo, competitivo e sostenibile” e il contributo di tale modello agricolo alla strategia di Lisbona. L’attività dell’Austria nel primo semestre dell’anno si è prevalentemente concentrata sul rafforzamento del II pilastro della PAC. La Finlandia mira al completamento della riforma del I pilastro della PAC avviata nel 2003. L’agenda della presidenza prevede: la definizione di una proposta legislativa per la riforma dell’OCM vino; l’avvio del dibattito sulla riforma dell’OCM ortofrutta (in entrambi i casi una decisione sarà presa nell’ambito della presidenza tedesca); la conclusione della revisione degli aiuti al settore delle banane. La presidenza intende anche raggiungere un accordo politico sulle questioni dell’agricoltura biologica e della revisione della normativa relativa alle bevande spiritose (quest’ultima in codecisione con il Parlamento Europeo).
Semplificazione, colture energetiche e modulazione volontaria sono altri elementi chiave della presidenza finlandese. La prima questione sarà discussa in un conferenza organizzata dalla Commissione Europea per i primi giorni di ottobre, sulla base dei cui risultati verrà formulata una proposta formale entro fine anno. Sulle colture energetiche si attende la proposta di revisione della Commissione. In stretta collaborazione con Consiglio e Parlamento Europeo la presidenza di turno intende portare avanti anche la discussione sulla modulazione volontaria. Un appuntamento importante del semestre è il Consiglio Agricolo informale che si terrà ad Oulo (Finlandia) il 26 settembre, nell’ambito del quale, sulla base di un documento della presidenza sul futuro del modello agricolo europeo, verranno affrontate due questioni: l’appropriatezza del “modello agricolo europeo” nell’esprime i valori e i principi che stanno alla base dell’agricoltura europea e la rispondenza della PAC riformata alle aspettative della società e alle future sfide interne ed esterne all’UE.
L’appuntamento riveste una particolare importanza in vista dell’approssimarsi del “controllo di salute” della riforma della PAC del 2008, che potrebbe contenere decisioni importanti sul piano dell’allocazione delle risorse finanziarie tra I e II pilastro della PAC. Il dibattito, inoltre, permetterà agli Stati membri di esprimere le proprie idee riguardo alla forma che la PAC dovrà assumere dopo il 2013.

Piano d’Azione dell’UE per le Foreste giugno 2006

La Commissione Europea, rispondendo all’invito formulato dal Consiglio nel 2005, ha presentato il Piano d'azione dell’UE per le Foreste. Il piano istituisce un quadro di riferimento per le iniziative in materia forestale intraprese a livello comunitario e a livello nazionale e si candida come strumento di coordinamento tra UE e Stati membri. Il piano d’azione riguarda il quinquennio 2007-2011. Esso è articolato in 18 azioni riconducibili a quattro obiettivi prioritari: migliorare la competitività a lungo termine del settore forestale e incrementare l’uso sostenibile dei servizi e dei prodotti forestali; migliorare e tutelare l’ambiente; migliorare la qualità della vita attraverso il mantenimento e la valorizzazione della dimensione sociale e culturale delle foreste; favorire il coordinamento tra le varie politiche settoriali e migliorare lo scambio di informazioni e la comunicazione. Il piano d’azione è corredato da un documento di lavoro della Commissione che ne descrive le fasi di preparazione, il contesto, il collegamento con gli altri settori e le altre politiche comunitarie, le azioni chiave.

Riforma del settore vitivinicolo giugno 2006

Proseguendo sulla strada del completamento della riforma Fischler, dopo l’ortofrutta - interessata ad una proposta di riforma nel maggio 2006 – in giugno è stata presentata la Comunicazione della Commissione sul futuro del settore vitivinicolo (sintesi in italiano), corredata da una valutazione d’impatto. La relazione analizza dapprima la situazione del mercato del vino, caratterizzato da consumi in diminuzione, eccedenze strutturali, erosione del saldo commerciale positivo (per via di un aumento delle importazioni più consistente di quello delle esportazioni), e ipotizza nel medio periodo, a OCM invariata, un aumento delle eccedenze produttive che vengono stimate intorno all’8,4% della produzione, interessando oltre ai vini da tavola anche i vini di qualità (v.q.p.r.d.). La relazione prosegue con un’analisi del funzionamento dei principali strumenti dell’attuale OCM, dalle misure per la riduzione del potenziale produttivo, alle pratiche enologiche e all’etichettatura, passando per le distillazioni. Sulla base di queste considerazioni e tenuto conto degli obiettivi della nuova politica vitivinicola dell'Unione (migliorare la competitività della produzione europea di vino, ripristinare l’equilibrio tra domanda e offerta, salvaguardare la tradizione vitivinicola europea e così contribuire a rafforzare il tessuto sociale di molte aree rurali) la Commissione presenta alcune opzioni di riforma. Tre di queste – mantenimento dello status quo, smantellamento degli strumenti di gestione del potenziale produttivo e del mercato e contestuale trasferimento delle risorse dal I al II pilastro (deregolazione del mercato vitivinicolo) e riforma in linea con quella del 2003 – vengono considerate dalla Commissione non adeguate agli obiettivi prefissati o non attuabili. La Commissione propone come opzione favorita quella di una profonda riforma del settore i cui punti salienti sono:

  • abolizione delle misure di gestione del mercato (aiuti alla distillazione, all’ammasso privato, ai mosti);
  • assegnazione di una dotazione nazionale (envelope) destinata a finanziare le misure scelte da ciascuno Stato membro nell’ambito di un menù prefissato;
  • trasferimento di una parte di risorse di settore allo sviluppo rurale nell’ambito del quale rafforzare il finanziamento di misure quali il prepensionamento e gli aiuti agroambientali;
  • rafforzamento dell’efficacia della politica di qualità e ampliamento del ruolo delle organizzazioni interprofessionali; - revisione delle pratiche enologiche;
  • divieto dello zuccheraggio nella pratica di arricchimento dei vini come contropartita per l’abolizione dell’aiuto ai mosti; - revisione delle norme sull’etichettatura;
  • particolare attenzione alle strategie di commercializzazione dei vini mediante l’attuazione di una politica di informazione e promozione responsabile.

Questa quarta opzione può essere attuata secondo due varianti: la prima (variante A), da realizzare in una sola fase, prevede l’abolizione dei diritti di impianto e del regime di estirpazione. Il divieto di nuovi impianti potrebbe essere immediatamente abolito o portato a scadenza naturale (1° agosto 2010). Ogni ettaro di superficie estirpata a spese dell’agricoltore entrerebbe a far parte della superficie ammissibile al regime di pagamento unico. La variante B, da realizzarsi in due fasi, prevede l’abolizione dei diritti di impianto e la riattivazione temporanea del regime di estirpazione volontaria, con un premio decrescente negli anni. La superficie agricola estirpata potrebbe essere ammessa a beneficiare del regime di pagamento unico. Il divieto di nuovi impianti sarebbe prorogato fino al 2013.
Le reazioni dei paesi membri alla presentazione della Comunicazione, avvenuta nell’ambito del Consiglio agricolo del 18 luglio, è stata di sostanziale accordo sull’analisi condotta dalla Commissione in merito alla necessità di una riforma. I punti critici riguardano la troppa enfasi posta dalla Commissione sull’efficacia delle misure di abbandono definitivo. Tutte le delegazioni, inoltre, hanno insistito sulla necessità di rafforzare le misure volte a migliorare la competitività della produzione europea. Particolarmente apprezzata è l’ipotesi di istituire una envelope nazionale per la quale si richiede una maggiore flessibilità in favore degli Stati membri. Solo la Francia ha manifestato una netta opposizione ai piani della Commissione contestando l’analisi di mercato, le decisioni in merito alle distillazioni, l’adeguatezza dello strumento dell’estirpazione.
La Commissione prevede di adottare una proposta legislativa tra dicembre 2006 e gennaio 2007.

Frutti rossi e ciliegie giugno 2006

La Commissione Europea ha presentato una relazione sulla situazione nel settore dei frutti rossi e delle ciliegie destinati alla trasformazione venutasi a creare in seguito all’allargamento. Dalla relazione emerge come la crisi che ha interessato il settore negli ultimi due anni (2004 e 2005) sia dovuta all’eccesso di produzione e alla presenza di una elevata frammentazione della filiera. Secondo la Commissione tali problemi possono essere risolti con l’aiuto degli strumenti esistenti (OCM ortofrutta, aiuti di Stato, sviluppo rurale), senza necessariamente procedere ad una completa revisione del settore. La relazione è accompagnata da un documento di lavoro che sviluppa un’analisi particolareggiata di cinque sottosettori: ribes nero, mirtillo nero, fragola, ciliegia dolce e ciliegia amara. Delle conclusioni dei due documenti si terrà conto in sede di riforma dell’OCM ortofrutta.

Influenza aviaria giugno 2006

La diffusione dell’influenza aviaria sul territorio della Comunità ha portato all’emanazione del Regolamento (CE) n. 679/2006 riguardante l’applicazione di provvedimenti eccezionali di sostegno nel settore delle uova e del pollame. Tale regolamento stabilisce che la spesa connessa all’adozione di tali misure sia cofinanziata al 50% dal bilancio dell’UE. Il Regolamento (CE) n. 1010/2006 definisce le misure per le quali è autorizzata la partecipazione finanziaria comunitaria. Si tratta di misure richieste da 14 Stati membri tendenti a ridurre la produzione del settore attraverso la distruzione o trasformazione delle uova, l’abbattimento dei pulcini e di animali riproduttori, la macellazione anticipata. Le spese sostenute sono ammissibili al finanziamento comunitario solo se gli Stati membri hanno effettuato i versamenti ai beneficiari prima del 31 dicembre 2006. L’ammontare delle risorse comunitarie destinate al cofinanziamento è stimato dalla Commissione tra 50 e 65 milioni di euro. Successivamente, il comitato di gestione “Uova e pollame” del 13 luglio 2006 ha approvato una modifica al Regolamento (CE) n. 1010/2006 per includere tre Stati membri tra i beneficiari del provvedimento e modificare il numero massimo di unità che possono essere distrutte e il periodo di copertura di ciascuna misura. Ciò dovrebbe portare la quota di finanziamento a carico dell’UE a 77 milioni di euro.

Semplificazione della PAC giugno 2006

È prevista per il 3 e 4 ottobre 2006 una conferenza sulla semplificazione della politica agricola comune organizzata a Bruxelles dalla Commissione Europea. L’obiettivo della conferenza, dal titolo “A simple CAP for Europe – a challenge for all", rappresenta una opportunità per gli attori interessati – dagli agricoltori alle ONG, dal mondo accademico alle istituzioni comunitarie, dagli Stati membri ai paesi terzi – per avviare uno scambio di idee su come realizzare la semplificazione in ambito agricolo.

Agricoltura biologica giugno 2006

Prosegue la discussione sulla modifica del Regolamento (CE) n. 2092/91 relativo al metodo di produzione biologico. Nel giugno 2006 è stato presentato, ad opera della presidenza congiunta austro-finlandese, un secondo documento di compromesso che fa seguito a quello presentato in aprile. Nonostante i passi avanti, la distanza tra le posizioni della Commissione e quella delle maggiori organizzazioni sul biologico (IFOAM) rimane ampia.

Trasferimento fondi al FEASR giugno 2006

Con Decisione della Commissione sono stati definiti gli importi a disposizione del FEASR derivanti dalla modulazione obbligatoria e dai trasferimenti al II pilastro attuati nell’ambito della riforma Fischler per tabacco e cotone.

Importi a disposizione del FEASR derivanti da trasferimenti dal FEAGA (milioni di euro)

Esercizio finanziario Importi messi a disposizione per il FEASR Saldo netto FEAGA
Modulazione obbligatoria
(art. 10, par. 2, del Regolamento (CE)
n. 1782/2003)
Cotone
(art. 143 quinquies del Regolamento (CE)
n. 1782/2003)
Tabacco
(art. 143 sexies del Regolamento (CE)
n. 1782/2003)
2007 984 22 . 44.753
2008 1.241 22 . 44.954
2009 1.252 22 . 45.405
2010 1.257 22 . 45.867
2011 1.231 22 484 45.880
2012 1.231 22 484 46.356
2013 1.228 22 484 46.840

Modifica al Regolamento (CE) n. 1698/2005 giugno 2006

La Commissione Europea ha presentato una proposta di emendamento al Regolamento 1698/2005 sul sostegno allo sviluppo rurale del FEASR per tenere conto dei contenuti dell’accordo sulle prospettive finanziarie 2007-2013. La modifica riguarda il paragrafo 6 dell’art. 69, in cui si stabilisce che gli stanziamenti annui del FEASR complessivamente assegnati ad uno Stato membro non possono superare il 4% del PIL dello Stato membro in questione. La proposta stabilisce tetti di stanziamento differenziati per paese tenendo conto del livello di prosperità relativa del paese (PIL pro-capite del paese come media del periodo 2001-2003 rispetto alla media del PIL dell’UE-25).
Per saperne di più sulla programmazione per la sviluppo rurale 2007-2013 [link].

Distillazione di crisi giugno-luglio 2006

Il comitato di gestione dei vini ha dato parere favorevole all’apertura di una distillazione di crisi nei maggiori paesi produttori comunitari per trasformare le eccedenze di vino in bioetanolo. La richiesta dei paesi è motivata dalla presenza di sensibili surplus di produzione che si traducono in una caduta dei prezzi e in un preoccupante aumento delle scorte. La Commissaria Fischer Böel, ha preso spunto dall’occasione per sottolineare come ormai la distillazione di crisi sia divenuto un normale strumento di regolazione del mercato e per ribadire la necessità di una riforma che risolva il problema di quella parte di produzione che non trova sbocchi di mercato e che migliori la domanda di vino comunitario.

Distillazioni di crisi autorizzate o in corso di autorizzazione

Paese Vino da tavola Vino di qualità (v.q.p.r.d.)
Francia 1.500.000 ettolitri 1.500.000 ettolitri
Italia 2.500.000 ettolitri 100.000 ettolitri
Spagna . 300.000 ettolitri
Grecia 370.000 ettolitri 130.000 ettolitri
Portogallo 200.000 ettolitri* .

* la decisione dovrà essere adottata formalmente dalla Commissione ed entrerà in vigore il 16 agosto

Modulazione volontaria giugno-luglio 2006

L’accordo sulle prospettive finanziarie per il periodo di programmazione 2007-2013 ha introdotto il concetto di modulazione volontaria, cioè la possibilità lasciata a ciascuno Stato membro di ridurre fino ad un massimo del 20% la dotazione del I pilastro della PAC in favore di un aumento delle risorse del II pilastro. Il 31 maggio 2006 la Commissione Europea ha presentato una proposta di regolamento che, sulla base delle disposizioni relative alla modulazione obbligatoria contenute nel Regolamento (CE) n. 1782/2003, modifica il Regolamento (CE) n. 1290/2005 sul finanziamento della politica agricola comune. La proposta di regolamento prevede che la modulazione volontaria si applichi solo agli aiuti diretti (e non a tutto il I pilastro della PAC, escludendo così le misure di mercato) in misura non superiore al 20%, e che da essa siano esclusi i primi 5.000 euro di aiuti. La modalità di attuazione della franchigia prevede, al pari di quanto previsto per la modulazione obbligatoria, la restituzione sotto forma di aiuto addizionale delle somme prelevate e la creazione di un massimale separato per tali aiuti. Gli Stati membri dovranno comunicare entro due mesi dall’entrata in vigore del regolamento il tasso di modulazione che intendono applicare per il periodo 2007-2012. Il tasso applicato potrà subire negli anni modifiche progressive secondo fasi prestabilite. Riguardo alle modalità di utilizzo delle risorse drenate, la proposta di regolamento permette agli Stati membri di rinunciare al cofinanziamento nazionale, ma, contrariamente a quanto emergeva dall’accordo di dicembre, si applicherà il tasso minimo di spesa per Asse per evitare di compromettere l’equilibrio tra i diversi Assi nell’ambito dei programmi di sviluppo rurale. L’ammontare di risorse a disposizione dei paesi che applicheranno la modulazione volontaria non formerà oggetto di un programma di sviluppo rurale separato ma entrerà a far parte del programma di sviluppo rurale principale. Nella proposta di regolamento si chiarisce che il trasferimento delle somme interessate dalla modulazione volontaria dal I al II pilastro avverrà nell’ambito del bilancio comunitario.
Nell’ambito dei Comitati Speciali Agricoltura del 20 giugno e del 10 luglio 2006 le principali reazioni degli Stati membri alla proposta hanno riguardato la richiesta di introdurre la possibilità di rivedere il tasso di modulazione durante il periodo interessato. A tale proposito la Commissione ha proposto una clausola di revisione da collegare al “controllo di salute” del 2008. Un’altra richiesta riguarda la possibilità di utilizzare tassi di modulazione differenziati per regione, ma la Commissione si è detta contraria a questo approccio regionalizzato, sia per un motivo di natura tecnica (comparabilità dei dati), sia per la scarsa possibilità di giustificare un approccio differenziato all’interno dello stesso Stato membro.
Al momento solo Germania e Regno Unito sembrano intenzionate ad utilizzare la modulazione volontaria, strumento che, peraltro, non riceve sostegno né dal Parlamento Europeo né dalla Commissaria Fischer Böel che si è più volte espressa in favore di un aumento del tasso di modulazione obbligatoria e contraria alla modulazione volontaria che rappresenta l’anticamera della rinazionalizzazione della PAC, oltre che uno strumento di potenziale distorsione della concorrenza tra paesi.
L’adozione formale del regolamento da parte del Consiglio è prevista per la fine del 2006.

Importi del sostegno allo sviluppo rurale luglio 2006

Con Decisione del Consiglio è stato fissato l’importo del sostegno comunitario spettante allo sviluppo rurale, la sua ripartizione nei 7 anni di programmazione (1° gennaio 2007 - 31 dicembre 2013) e l’importo minimo da concentrare nelle regioni ammissibili all’Obiettivo Convergenza. Si tratta di 69.750 milioni di euro a cui andranno sommati gli importi derivanti dalla modulazione e dagli altri trasferimenti dal FEAGA (vedi notizia precedente), di cui 33.010 milioni di euro saranno appannaggio dei 10 nuovi Stati membri più Bulgaria e Romania. Dei rimanenti 36.740 milioni di euro, 18.910 milioni di euro saranno a disposizione dei 15 vecchi membri dell’UE, da suddividere secondo i criteri chiave da adottare conformemente al regolamento sullo sviluppo rurale, e altri 4.070 milioni di euro saranno allocati specificatamente a otto paesi (per l’Italia sono previsti 500 milioni di euro) secondo quanto previsto dall’accordo sulle prospettive finanziarie. All’obiettivo Convergenza sono complessivamente destinati per l’intero periodo di programmazione 27.699 milioni di euro.
La distribuzione delle risorse per il sostegno allo sviluppo rurale tra Stati membri terrà conto:

  • degli importi riservati alle regioni ammissibili all’obiettivo Convergenza (da decidere);
  • dalla passata performance (distribuzione storica dei fondi FEOGA-Garanzia per lo sviluppo rurale e Leader+ nel periodo 2000-2006 (2004-2006 per i nuovi Stati membri)). Tale criterio si applica agli importi non ancora suddivisi;
  • di particolari necessità basate su criteri oggettivi (criteri e risorse già definite nelle prospettive finanziarie per gli 8 paesi destinatari dell’allocazione specifica).

Maggiori informazioni sono reperibili nel memorandum esplicativo allegato alla proposta di regolamento della Commissione.

Proposta di Direttiva sulle acque luglio 2006

La Commissione Europea ha adottato una proposta per una nuova Direttiva per la protezione dall’inquinamento delle acque superficiali che fissa limiti di concentrazione per 33 sostanze prioritarie, 13 delle quali definite “sostanze prioritarie pericolose”, e per altri 8 inquinanti. Gli Stati membri dovranno raggiungere i limiti proposti per tutte le sostanze prioritarie nel 2015 e dovranno cessare lo scarico e l’emissione nelle acque delle sostanze prioritarie pericolose dal 2025. La proposta rappresenta il più importante atto legislativo ancora mancante per completare la Direttiva Quadro sulle Acque ed è accompagnata da una Comunicazione sulla prevenzione ed il controllo dell’inquinamento chimico delle acque superficiali dell’Unione Europea.

Distribuzione aiuti diretti luglio 2006

La Direzione Generale Agricoltura della Commissione Europea ha reso nota la distribuzione degli aiuti diretti pagati ai produttori nel 2004 per classi di aiuto. Dall’esame dei dati risulta come il 52% dei beneficiari della PAC concentra appena il 4% degli aiuti diretti, avendo ricevuto nel 2004 meno di 1.250 euro. Entro la soglia dei 5.000 euro ricade il 77% delle aziende che riceve il 15% del totale. All’opposto, le aziende che nel 2004 hanno ricevuto più di 500.000 euro sono il 2% del totale e hanno concentrato il 29% degli aiuti diretti distribuiti.
Per saperne di più [link].

Trasparenza luglio 2006

Nell’ambito della conferenza sulla Trasparenza organizzata a Bruxelles dal network Farmsubsidy.org la Commissaria Fischer Böel ha dichiarato che la Commissione Agricoltura intende rendere obbligatoria la pubblicazione dell’elenco dei beneficiari della PAC (aiuti diretti, misure di mercato e sviluppo rurale) da parte degli Stati membri. Attualmente 13 paesi hanno permesso l’accesso, totale o parziale, alle proprie banche dati. Le informazioni diffuse (a luglio 2006) sono abbastanza eterogenee, sia in termini di anni di riferimento che di possibilità di risalire ai regimi di pagamento o ai beneficiari. L’Italia è tra i 12 paesi che per i quali non sono disponibili informazioni.

Documentazione

La Commissione Europea ha approvato cinque regolamenti applicativi a completamento della riforma dell’OCM zucchero del febbraio 2006. Il Regolamento (CE) n. 950/2006 stabilisce per le quattro campagne di commercializzazione dalla 2006/07alla 2008/09 le modalità di applicazione per l’importazione e la raffinazione di prodotti del settore dello zucchero nell’ambito di taluni contingenti tariffari e di taluni accordi preferenziali. Il Regolamento (CE) n. 951/2006 reca modalità di applicazione riguardo agli scambi con i paesi terzi. Il Regolamento (CE) n. 952/2006 reca modalità di applicazione riguardo alla gestione del mercato interno dello zucchero e il regime delle quote. Il Regolamento (CE) n. 967/2006 definisce le condizioni per l’utilizzazione o il riporto dei quantitativi fuori quota nel settore dello zucchero. Il Regolamento (CE) n. 968/2006, infine, definisce le modalità di applicazione di un regime temporaneo per la ristrutturazione dell’industria dello zucchero nella Comunità.

Sono stati pubblicati tre regolamenti recanti modalità di applicazione del Regolamento (CE) n. 1290/2005 relativo al finanziamento della politica agricola comune. Il Regolamento (CE) n. 883/2006 riguarda la tenuta dei conti degli organismi pagatori, le dichiarazioni delle spese e delle entrate e le condizioni di rimborso delle spese nell’ambito del FEAGA e del FEASR. Il n. 884/2006 riguarda il finanziamento da parte del FEAGA degli interventi di ammasso pubblico e la contabilizzazione di tali operazioni da parte degli organismi pagatori degli Stati membri. Il Regolamento (CE) n. 885/2006 riguarda il riconoscimento degli organismi pagatori e di altri organismi e la liquidazione dei conti del FEAGA e del FEASR.

È stata stabilita per il 2006 la ripartizione tra gli Stati membri delle risorse del Fondo comunitario per il tabacco destinate a finanziare programmi di ricerca e informazione e programmi di riscatto delle quote.

È stato pubblicato il Regolamento (CE) n. 780/2006 che modifica l’allegato VI del Regolamento (CE) n. 2092/91 [pdf] relativo al metodo di produzione biologica. La modifica riguarda gli ingredienti e gli ausiliari di fabbricazione che possono essere usati nella preparazione di prodotti alimentari.

È stato pubblicato il Regolamento (CE) n. 956/2006 riguardante l’elenco dei paesi terzi da cui determinati prodotti agricoli ottenuti da metodo biologico devono provenire per poter essere commercializzati all’interno della Comunità.

È stato pubblicato il volume “Le politiche agricole dell’Unione Europea. Rapporto 2004-05” dell’Osservatorio sulle politiche agricole dell’UE dell’INEA.

Pubblicate dalla Commissione le previsioni per i mercati agricoli e i redditi per il periodo 2006-2013 nell’UE [link].

Disposizioni nazionali di attuazione della riforma dell’OCM zucchero giugno 2006

La riforma dell’OCM zucchero ha previsto la corresponsione di un aiuto alla ristrutturazione destinato alle imprese saccarifere che rinunciano alla quota. Una parte di questo aiuto è destinato ai coltivatori di barbabietola e ai fornitori di macchinari che hanno lavorato sotto contratto con i loro macchinari agricoli per i bieticoltori. Il MIPAF, con decreto ministeriale n. 341 del 21 giugno 2006, ha stabilito che la quota spettante alla parte agricola è pari al 10% dell’aiuto alla ristrutturazione (il restante 90% andrà all’industria) e sarà così ripartita:

  • 40% ai coltivatori di barbabietola da zucchero che dimostrano di aver fornito il prodotto nelle tre campagne di commercializzazione che precedono quella in cui è avvenuta la rinuncia della quota;
  • 60% ai fornitori di macchinari, privati o imprese, che dimostrino di aver lavorato con i loro macchinari agricoli per i coltivatori di barbabietola da zucchero e ai coltivatori di barbabietola da zucchero proprietari dei macchinari specializzati, nelle tre campagne di commercializzazione che precedono quella in cui è avvenuta la rinuncia della quota.

 

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Schede ed approfondimenti

Scheda 1 - Revisioni previste nell’ambito della riforma della PAC del 2003

Scadenza Settore Attività prevista
Entro il 31 dicembre 2006 Colture energetiche La Commissione presenterà al Consiglio una relazione sull'attuazione del regime, corredata, se del caso, di proposte che tengano conto dell'attuazione dell'iniziativa comunitaria sui biocarburanti (art. 92 del Regolamento (CE) n. 1782/2003)
Entro il 31 dicembre 2007 Regionalizzazione del RPU e possibilità di derogare all’uso del suolo autorizzando la produzione di ortofrutta e patate diverse da quelle destinate alla fabbricazione di fecola sulle particelle abbinate al diritto all’aiuto Entro il 2007 la Commissione presenterà una relazione al Consiglio, corredata se necessario da adeguate proposte, sulle possibili conseguenze, in termini di evoluzione del mercato e di sviluppi strutturali, dell'attuazione del presente articolo da parte degli Stati membri (art. 60, par. 8, del Regolamento (CE) n. 1782/2003)
Entro il 31 dicembre 2007 Condizionalità La Commissione presenterà una relazione sull'applicazione del sistema di condizionalità corredata, se necessario, da proposte adeguate intese in particolare a modificare l'elenco dei criteri di gestione obbligatori di cui all'allegato III (art. 8 del Regolamento (CE) n. 1782/2003)
Entro il 1° gennaio 2007 Consulenza aziendale Gli Stati membri istituiscono un sistema di consulenza aziendale agli agricoltori, gestito da una o più autorità designate o da enti privati (art. 13 del Regolamento (CE) n. 1782/2003)
Prima del 30/ settembre 2008 Foraggi essiccati La Commissione presenterà, al Consiglio, sulla base di una valutazione dell'organizzazione comune del mercato dei foraggi essiccati, una relazione sul settore riguardante in particolare lo sviluppo delle superfici di foraggi leguminosi e altri foraggi verdi, la produzione di foraggi essiccati ed i risparmi di combustibile fossile realizzati. La relazione sarà corredata, se necessario, di proposte appropriate (art. 23 del Regolamento (CE) n. 1786/2003)
Entro due anni dall'attuazione del regime di pagamento unico da parte di tutti gli Stati membri o entro il 31 dicembre 2009 Attuazione parziale (sezione 2) ed esclusioni facoltative (sezione 3) La Commissione presenterà una relazione al Consiglio, accompagnata se del caso da opportune proposte, sulle eventuali conseguenze, in termini di sviluppi del mercato e strutturali, dell'attuazione, da parte degli Stati membri, delle opzioni di attuazione parziale ed esclusioni facoltative (art. 64, par. 3, del Regolamento (CE) n. 1782/2003)
Entro il 31 dicembre 2009 Cotone, olio di oliva, olive da tavola e oliveti, tabacco e luppolo La Commissione presenterà al Consiglio una relazione sull’applicazione del regolamento (CE) n. 1782/2003, corredata, se necessario, di adeguate proposte (art. 155 bis Regolamento (CE) n. 1782/2003)
Entro il 31 dicembre 2010 Consulenza aziendale La Commissione presenterà una relazione sull'applicazione del sistema di consulenza aziendale corredata, se necessario, da proposte adeguate per renderlo obbligatorio (art. 16 del Regolamento (CE) n 1782/2003)

Scheda 2 - Settori sottoposti a riforma/revisioni e scadenze previste

Settore Scadenza
Bevande spiritose Entro fine 2006: accordo politico sulla riforma
2007: decisione sulla riforma
Biocarburanti Tra le attività del 2006 figurano:
- il riesame della Direttiva sui biocarburanti e un’eventuale revisione del testo
- una proposta di riesame della Direttiva sulla qualità del carburante
- il riesame dell’attuazione del premio per le colture energetiche introdotto dalla Riforma della PAC del 2003
Frutti rossi e ciliegie destinati alla trasformazione Riforma da realizzare nell’ambito della revisione dell’OCM ortofrutta Settembre: potrebbe essere discusso il rapporto pubblicato a giugno
Modulazione volontaria Fine 2006: adozione formale del regolamento da parte del Consiglio
OCM Banane 14 settembre 2006: presentazione proposta di riforma
Entro fine 2006: approvazione della riforma
OCM Ortofrutta Entro autunno 2006: presentazione di una analisi d’impatto che copre diverse opzioni di riforma e i loro possibili effetti
22 novembre 2006 (?): presentazione proposte di riforma
OCM Vino 18 luglio 2006: dibattito sulle proposte di riforma nell’ambito del Consiglio agricolo
settembre/ottobre 2006: incontro tecnico del Comitato Speciale agricoltura
Entro gennaio 2007: presentazione proposta legislativa di riforma
Produzione di alimenti di qualità 2007: prevista una Conferenza
Programmi di sviluppo rurale 2008: Valutazione ex post dei programmi 2000-2006
2010: valutazione di medio termine del nuovo periodo di programmazione
Riforma della PAC 2007: analisi e riflessioni della Commissione sulla PAC post 2013
2008/09: “Controllo di salute” (“Health check”) della riforma del 2003 (strumenti di gestione del mercato: quote, sussidi, intervento) e questioni finanziarie: cofinanziamento, degressività, riduzione aiuti che eccedono una certa soglia, capping. Bilanciamento tra I e II pilastro
Semplificazione della PAC 2006: Piano d’azione per la PAC, messo ai punto dai Servizi della Commissione anche sulla base delle proposte avanzate dagli Stati membri
3-4 ottobre 2006 (Bruxelles): Conferenza sulla semplificazione “A simple CAP for Europe – a challenge for all
Tecnologia delle informazioni 2007: prevista una Conferenza

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