Il sondaggio di Agriregionieuropa sulla Pac post-2020: qualche commento a caldo

Il sondaggio di Agriregionieuropa sulla Pac post-2020: qualche commento a caldo
a Università di Firenze, Dipartimento di Scienze per l'economia e l'Impresa
b Associazione Alessandro Bartola (AAB)

Abstract

Al tema del futuro della Politica Agricola Comune (Pac) nel futuro dell’Unione Europea sono stati dedicati recentemente il numero 50 di Agriregionieuropa [link] ed il seminario “La Pac post 2020. Idee per una riforma” [link] organizzato dall’Aieaa (Associazione Italiana di Economia Agraria ed Applicata) e dal Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria).
A seguito di queste iniziative, Agriregionieuropa ha lanciato un sondaggio tra i lettori per raccogliere le loro opinioni in merito ai possibili orientamenti della futura Pac. Presentiamo qui di seguito i risultati con un breve commento. Anche alla luce di questi risultati e della pubblicazione della Comunicazione della Commissione europea: “Il futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura“ [pdf], sollecitiamo ulteriori contributi.

L'indagine

Per cominciare questo commento "a caldo" delle risposte che i lettori di Agriregionieuropa hanno dato al sondaggio sul futuro della Pac mi sembra innanzitutto giusto decretarne il successo in termini quantitativi. Il numero di risposte (418) è di tutto rispetto se si tiene conto dei tempi veramente ristretti corsi tra il lancio del questionario on line (20 novembre) e la sua chiusura (1 dicembre).
Il sondaggio interviene su temi resi caldissimi dalla recente pubblicazione della Comunicazione della Commissione, con il dibattito sulla riforma ormai entrato nel vivo. La comunità dei lettori di Agriregionieuropa è una componente qualificata del mondo agricolo e rurale in Italia e il sondaggio costituisce un contributo di rilievo alla discussione
Ho usato l'espressione "mondo agricolo e rurale" consapevole di estendere questo concetto molto oltre i confini del settore produttivo e dello spazio rurale inteso in senso stretto. Nel valutare le risposte a una qualsiasi indagine bisogna però tenere presente, come è logico, la composizione del gruppo dei rispondenti.  Nel caso del sondaggio di Agriregionieuropa, come del resto per tutti i campioni "spontanei", la composizione è distorta non solo rispetto alla totalità dei lettori della rivista (dal momento che la propensione a rispondere ai sondaggi on line non è necessariamente distribuita uniformemente tra di essi) ma anche, e soprattutto, rispetto al totale delle persone che in Italia si occupano di agricoltura, in primis gli stessi imprenditori agricoli (che rappresentano meno del 20% del "campione"). Questo fatto tuttavia non toglie valore ai risultati, dal momento che il questionario non si proponeva di essere "rappresentativo" di un qualche universo statistico, quanto piuttosto di raccogliere l'opinione di una ampia e ben differenziata platea di persone interessate alla Pac, direttamente o indirettamente. Un obiettivo ampiamente raggiunto se si guarda alla composizione e alla numerosità dei gruppi, che rendono possibili confronti interessanti tra tipologie di rispondenti diverse. Se c'è un gruppo (al quale il sottoscritto appartiene) che forse è un po' sovra-rappresentato è quello dei ricercatori, probabilmente proprio per effetto del processo di autoselezione del campione. Un successivo approfondimento dell'analisi delle risposte dovrà tenerne conto in modo puntuale.
Mi sembra evidente che tra i lettori di Agriregionieuropa sia ampiamente diffuso il sentimento che la Pac non abbia bisogno di un semplice tagliando ma richieda uno sforzo di riforma effettivo e auspicabilmente efficace. Oltre il 65% degli intervistati auspica che si realizzi una riforma "vera", consistente o radicale che sia. Come era del resto prevedibile il mondo della ricerca è il più orientato in questo senso, forse perché può con più facilità valutare la Pac corrente da una prospettiva meno direttamente influenzata da ragioni cogenti. Mi sembra però significativo che nessun rispondente tra i membri di organizzazioni agricole si sia speso per il mantenimento dello status quo e che anche tra gli agricoltori la prosecuzione della Pac attuale sia auspicata solo da poco più del 13% dei rispondenti. Un dato che sembra in forte contrasto con le voci che cominciano emergere a livello europeo a favore di una proroga della Pac, per superare la difficoltà "politica" di una riforma da effettuare in corrispondenza del duplice, delicatissimo passaggio delle elezioni e del negoziato sul bilancio europeo post 2020 (e soprattutto post Brexit).
Segno evidente di una richiesta di cambiamenti che non siano solo di facciata è anche l'alta percentuale (oltre la metà) di opinioni a favore di una eliminazione più o meno graduale dei pagamenti diretti, che oggi costituiscono nel bene e nel male il nucleo principale della Pac. Come ovvio le risposte degli imprenditori agricoli sono molto più prudenti su questo, anche se i membri delle loro organizzazioni mostrano un non irrilevante grado di apertura (oltre il 40% delle risposte a favore di una eliminazione più o meno graduale). Anche le risposte alle domande 8 - Quali obiettivi dovrebbe perseguire prioritariamente la nuova Pac? 9 - La Pac affianca agli interventi a beneficio dei singoli agricoltori altri interventi volti a favorire le azioni collettive a livello settoriale (es. OP OI, contratti di filiera) e territoriale (es. contratti territoriali d’area). Ritieni sia il caso di orientare la Pac maggiormente? 10 - Come dovrebbe essere la futura struttura della Pac? 12 - Come modificheresti la distribuzione della spesa Pac per obiettivi?  indirettamente, esprimono l'auspicio di una riforma vera, chiedendo un ri-orientamento di obiettivi, interventi e risorse verso azioni con una valenza territoriale e verso gli obiettivi di natura ambientale
Ad una prima lettura delle risposte, questa esigenza di cambiamento sembra essere motivata, nei lettori di Agriregionieuropa, da due ordini di fattori. Il primo riguarda i crescenti vincoli di bilancio percepiti. La domanda 2 - Non si hanno ancora indiscrezioni sul futuro bilancio europeo dopo il 2020, ma è prevedibile che ci sia pressione al ribasso sulla quota destinata alla Pac. In termini reali, prevedi ci sarà un taglio del bilancio Pac post-2020? mostra che il 50 % dei rispondenti si aspetta un ulteriore taglio del budget Pac superiore al 10%, quindi non irrilevante. Ed è interessante notare che quella che potremmo considerare una certa "rassegnazione" al declino del budget agricolo nel bilancio europeo è diffusa tra tutti i tipi di rispondenti in modo piuttosto simile. Forse anche per questo quasi il 58% delle risposte alla domanda 6 - Sarebbe giusto introdurre in Europa il cofinanziamento nazionale anche per i pagamenti diretti? manifesta una apertura, più o meno ampia, alla possibilità che i paesi membri comincino a cofinanziare anche i pagamenti diretti. La risposta è solo apparentemente in contraddizione con la richiesta di una loro eliminazione, dal momento che potrebbe esprimere almeno in alcuni la richiesta di una razionalizzazione del sostegno del reddito, forse come componente di politiche di tipo sociale. Un'analisi differenziata per gruppi di rispondenti potrebbe aiutare l'interpretazione di questo dato.
Il secondo ordine di fattori che sembra suggerire ai lettori di Agriregionieuropa il bisogno di "aria nuova" nella Pac è la necessità di una semplificazione capace di alleggerire il peso burocratico. Questa esigenza è conclamata per le politiche del secondo pilastro che per oltre l'80% dei rispondenti hanno bisogno di più semplificazione amministrativa e di una velocizzazione delle procedure (e non poteva probabilmente essere altrimenti; ma a mio giudizio potrebbe ispirare anche l'interesse per la prospettiva territoriale e collettiva nella realizzazione delle politiche (domanda 9 - La Pac affianca agli interventi a beneficio dei singoli agricoltori altri interventi volti a favorire le azioni collettive a livello settoriale (es. OP OI, contratti di filiera) e territoriale (es. contratti territoriali d’area). Ritieni sia il caso di orientare la Pac maggiormente?).
In effetti la Pac, per coloro che hanno risposto al sondaggio, dovrebbe essere sempre meno una politica settoriale e sempre più una politica territoriale. Il 56% afferma che la nuova Pac dovrebbe prioritariamente perseguire lo sviluppo dell'economia e della società rurale; mentre oltre il 41% assegna una priorità agli obiettivi ambientali, più o meno la stessa percentuale che ancora include tra le priorità il sostegno del reddito degli agricoltori. Agroambiente e sviluppo locale sono gli obiettivi più indicati tra quelli ai quali assegnare più risorse nella nuova Pac (rispettivamente 38% e 33% contro un 20% di risposte a favore dell'incremento delle risorse per il sostegno del reddito). E mi pare molto interessante anche la risposta data alla domanda 9 dove il territorio viene ampiamente riconosciuto come "spazio" privilegiato di implementazione della Pac mentre, significativamente, le misure a favore di singoli agricoltori sono scelte dalla minore percentuale di rispondenti. Il concetto di azione collettiva come parte dell‘attività dell'impresa agricola sembra ormai ampiamente diffuso e consolidato.
Deve inoltre sicuramente essere sottolineata la centralità assegnata agli obiettivi ambientali della Pac: e questo nonostante l'esperienza nel complesso negativa del greening dei pagamenti diretti nell'ambito della Pac attuale. Il 38% dei rispondenti chiede più agro-ambiente nella ripartizione delle risorse tra i diversi obiettivi della Pac, una simile percentuale di risposte suggerisce la creazione di un pilastro specifico per le azioni agroambientali, mentre assicurare la cura dei beni pubblici ambientali/territoriali dovrebbe essere un obiettivo prioritario della Pac per oltre il 41% dei rispondenti.
Un ultimo stimolante spunto per la discussione riguarda il potenziale legame tra le esigenze di semplificazione e l'apertura ad un maggiore decentramento nella definizione e (forse soprattutto) nella gestione delle politiche. Oltre il 40% dei rispondenti si aspetta un maggiore coinvolgimento di Stati e Regioni nella definizione e gestione della Pac (domanda 7 - La Pac è una politica europea che chiama in causa per la sua definizione e gestione anche gli Stati membri e le Regioni. Come prevedi sarà nella prossima programmazione il coinvolgimento di Stati e Regioni?). Ma anche nella valutazione dei problemi del secondo pilastro (domanda 11 - Quali sono i limiti da rimuovere nella politica di sviluppo rurale) emergono interessanti accenti alla necessità di ridurre i vincoli di azione alle Regioni per favorirne un maggiore coordinamento e all'opportunità di incentivare ulteriormente l'approccio Leader, che per definizione è di tipo bottom-up. Senza dimenticare il 59% di rispondenti a favore di un riorientamento della Pac verso iniziative di natura collettiva a livello territoriale. Quasi che la semplificazione non possa che comportare (anche) una minore standardizzazione delle azioni e delle procedure di implementazione, perseguendo un maggiore adattamento alle diversità nazionali e territoriali. Un'analisi più approfondita delle risposte (soprattutto per studiarne la combinazione all'interno dei diversi gruppi di rispondenti) potrebbe dare ulteriori elementi di valutazione, ma il punto mi sembra meritevole di un dibattito serio e approfondito.

Risultati del sondaggio
 

1 - Che tipo di riforma della Pac auspichi per dopo 2020?

2 - Non si hanno ancora indiscrezioni sul futuro bilancio europeo dopo il 2020, ma è prevedibile che ci sia pressione al ribasso sulla quota destinata alla Pac. In termini reali, prevedi ci sarà un taglio del bilancio Pac post-2020?

3 - La distribuzione dei fondi Pac tra Stati membri è ancora squilibrata. Prevedi che nella futura Pac ci sarà un’ulteriore convergenza verso un valore (ad ettaro o altro parametro) uguale per tutta l’Unione?

4 - Come prevedi che sarà la futura convergenza interna (livellamento dei pagamenti medi Pac) in Italia tra singoli beneficiari?

5 - Ritieni auspicabile che i pagamenti diretti vengano eliminati?

6 - Sarebbe giusto introdurre in Europa il cofinanziamento nazionale anche per i pagamenti diretti?

7 - La Pac è una politica europea che chiama in causa per la sua definizione e gestione anche gli Stati membri e le Regioni. Come prevedi sarà nella prossima programmazione il coinvolgimento di Stati e Regioni?

8 - Quali obiettivi dovrebbe perseguire prioritariamente la nuova Pac? (max 2 risposte)

9 - La Pac affianca agli interventi a beneficio dei singoli agricoltori altri interventi volti a favorire le azioni collettive a livello settoriale (es. OP OI, contratti di filiera) e territoriale (es. contratti territoriali d’area). Ritieni sia il caso di orientare la Pac maggiormente (max 2 risposte)

10 - Come dovrebbe essere la futura struttura della Pac (max 2 risposte)?

11 - Quali sono i limiti da rimuovere nella politica di sviluppo rurale (max 2 risposte)?

12 - Come modificheresti la distribuzione della spesa Pac per obiettivi (max 2 risposte)?

Dati anagrafici

Sesso ed età

Formazione/titolo di studio

Attinenza degli studi svolti con tematiche legate all'agricoltura

Attività esercitata e organizzazione in cui si svolge l'attività

             

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