Il Gruppo di Bruges nel cuore del dibattito sull’agricoltura in Europa

Il Gruppo di Bruges nel cuore del dibattito sull’agricoltura in Europa

Storia e fondamenti

De quelle agriculture avons-nous besoin? (di quale agricoltura abbiamo bisogno?). Questo era il titolo di un provocatorio articolo di Edgard Pisani, ex ministro dell’agricoltura francese, pubblicato su Le Monde il 27 maggio 1992. L’articolo traeva spunto dalla contemporanea riforma Mac Sharry della politica agricola comune, valutando la questione della PAC nel quadro di una serie di tematiche sia di breve che di lungo termine come quelle dell’approvvigionamento alimentare dell’umanità, della salvaguardia ambientale, del futuro economico e sociale degli agricoltori, della gestione responsabile del territorio rurale europeo. La sua critica alla PAC sollevò molta attenzione e un ricco dibattito. E questo condusse alla formazione in giugno del 1993 del Gruppo di Seillac. Sebbene il dibattito che si voleva favorire avesse chiaramente una dimensione europea, il Gruppo di Seillac si caratterizzava per una marcata impronta “francese”. Per superare la “debolezza”, partecipanti di altri paesi e con differenti background furono invitati ad unirsi agli incontri del gruppo originario. E’ così che nel 1995 è nato il Gruppo di Bruges, ancora sotto la leadership di Pisani.
Nel corso del passato decennio, il ruolo del Gruppo di Bruges è stato quello di indipendente osservatore critico e di commentatore delle politiche della Commissione Europea riguardanti la PAC e lo sviluppo rurale. Nel corso degli anni la composizione del Gruppo di Bruges si è ampliata, sia dal punto di vista della rappresentatività geografica, che in riferimento alle competenze dei suoi membri: circa 30 persone provenienti da 25 paesi europei, leader agricoli, giornalisti, universitari, funzionari pubblici, ex ministri, politici e persone impegnate in organizzazioni non governative. Sia la posizione indipendente del Gruppo che la sua composizione assicurano che il dibattito, sia interno che esterno sia costantemente vivace e fondato sui fatti. I temi sono affrontati da differenti punti di vista senza rappresentare particolari interessi, sia politici che economici. Il Gruppo è tenuto assieme dalla comune passione per i futuri sviluppi dell’Europa rurale.

Principi fondamentali

Il cuore della filosofia del Gruppo di Bruges risiede in quattro principi fondamentali:

  1. Solidarietà: la convinzione del fatto che sia necessario e inevitabile che nel mondo si colmino le insostenibili disuguaglianze tra ricchi e poveri, e che in questo si affermi la solidarietà verso gli agricoltori, che assicurano al mondo l’alimentazione e la gestione dei territori rurali.
  2. Sostenibilità: per assicurare nel lungo termine l’equilibrio tra la popolazione, il pianeta e l’economia, una relazione in cui l’agricoltura gioca un ruolo cruciale, alcuni tipi di sostegno pubblico all’agricoltura e ai suoi agricoltori è giustificato e necessario.
  3. Diversità: il riconoscimento che le differenziazioni regionali sono piuttosto una risorsa che un problema e debbono essere difese contro ogni tendenza all’uniformità.
  4. Complessità: la convinzione che in questo mondo sempre più complesso, strutture sociali ed economiche differenti debbano essere in grado di convivere l’una a fianco all’altra; i sistemi economici rurali in generale e gli agricoltori in particolare debbono essere incoraggiati e sostenuti così da trarre beneficio dalle differenti condizioni strutturali trovando in esse nuove opportunità di reddito.

Sulla base di questi principi, il Gruppo di Bruges ha organizzato una serie di incontri e occasioni di dibattito ed ha pubblicato numerosi articoli, libri e manifesti. Una ampia rassegna in inglese, francese e spagnolo (e per alcuni materiali anche in italiano) può essere trovata nel sito Internet: http://www.groupedebruges.org/ e nel volume in italiano: Gruppo di Bruges (2002), L’agricoltura alla svolta (prefazione di B.Hervieu e F. Sotte), Associazione “Alessandro Bartola”, Franco Angeli, Milano.
In questi documenti si può desumere come il Gruppo di Bruges non consideri un dogma la liberalizzazione dei mercati, contrariamente alla posizione di numerosi rappresentanti politici. La sua posizione è che la sostenibilità della produzione agricola e la gestione responsabile del vulnerabile territorio rurale europeo non possono essere lasciate soltanto alle libere forze del mercato, ma che invece la regolamentazione operata dalle istituzioni pubbliche rimane necessaria. Il mercato è una forza utile e potente, ma non è attrezzato per assicurare da solo la giustizia sociale e la sostenibilità ecologica.

Valutazione della ragion d’essere del Gruppo di Bruges

Dopo otto anni di attività, si è sentita l’esigenza fra i membri del Gruppo di valutare le possibili direzioni future da intraprendere sia nel breve che nel lungo periodo. Occorrevano altresì nuove idee e un vigore rinnovato. Nel periodo 2003-2004 il Gruppo di Bruges si è trovato quindi nel cuore di un processo di transizione, riguardante non solo la definizione dell’agenda, ma anche la stessa composizione del Gruppo e la metodologia di lavoro da adottare. Questo processo offriva al Gruppo l’opportunità di riposizionarsi sia internamente che esternamente. Le questioni cruciali da affrontare erano: quale è la ragion d’essere del Gruppo di Bruges? Qual è il valore aggiunto offerto alla discussione? Quali sono gli obiettivi per i quali impegnarsi? Quali sono le strategie e le metodologie più appropriate per raggiungere questi obiettivi? Quali sono le tipologie di membri, impegni, strutture, pubblicità che meglio di adattano al Gruppo? Quali sono i mezzi di cui il Gruppo ha bisogno? Qual è la leadership del Gruppo?
Al termine della discussione, sono state raggiunte quattro principali conclusioni riguardanti il valore aggiunto offerto dal Gruppo:

  1. Contribuire a migliorare le politiche europee riguardanti l’agricoltura, il sistema agro-alimentare, lo sviluppo rurale, l’ambiente e a renderle indipendenti rispetto a specifici interessi settoriali, territoriali o politici. E’ questa l’attività principale e l’obiettivo ultimo del Gruppo di Bruges. Nel novembre 2004 è stata definita una agenda, individuando una serie di compiti prioritari. L’opinione comune era che un serio dibattito sulle prospettive di lungo periodo è ancora assente. A questo riguardo, il libro di Edgard Pisani, Un vieil homme et la terre (Il vecchio e la terra), Editions du Seuil, 2004, rappresenta un importante punto di partenza e riferimento per il Gruppo di Bruges nella critica delle politiche di breve termine e nella individuazione di prospettive di lungo periodo.
  2. Accrescere la coscienza pubblica: i cittadini europei non sono e non si sentono coinvolti nel dibattito sulla politica agricola e di sviluppo rurale. Anche se il commissario europeo Franz Fischler durante la conferenza di Salisburgo del 2003 ha affermato che nel periodo successivo la politica europea non sarebbe dovuta essere per le persone ma delle persone, la strada per rendere le politiche europee più democratiche è ancora lunga. Il Gruppo vuole assumersi la responsabilità di contribuire a questo processo di democratizzazione delle politiche.
  3. Fungere da piattaforma per gli stakeholder nell’ambito della discussione. Gli stakeholder si trovano spesso a difendere i propri interessi “barricati in trincee” e il conflitto che ne scaturisce impedisce loro di trovare un terreno comune su cui discutere. Dal momento che il Gruppo è indipendente, esso può fungere da luogo all’interno del quale le parti conflittuali possono incontrarsi per scambiare liberamente le proprie opinioni. Questo permetterebbe loro di condividere gli elementi comuni e ridurre al contempo le tensioni.
  4. Fungere da fornitore di conoscenza e servizi. Durante la discussione interna, è emerso che i membri assimilano il Gruppo di Bruges ad una rete di interrelazioni utili ad arricchire il proprio lavoro oltre che una sede dove è possibile migliorare la comprensione della politica europea, aiutandoli quindi ad alimentare la discussione politica nei rispettivi paesi. Sebbene non sia questa l’attività principale del Gruppo, tuttavia, se ne riconosce la necessità.

Programma 2005-2007

Il processo di valutazione interna ha già dato i suoi primi frutti attraverso l’allargamento della base associativa a 10 nuovi membri, di cui alcuni provenienti dai nuovi e (potenziali) futuri stati membri.
Sono stati individuati tre gruppi di lavoro, a ciascuno dei quali è stata assegnata una specifica tematica:

  1. Rivalutare la reale direzione della Pac, con particolare riguardo agli effetti e alle conseguenze del disaccoppiamento introdotto dalla Commissione Europea in Lussemburgo nel 2003. Questo tema è collegato al tema del rapporto in ambito europeo tra aspetti settoriali (agricoli) e territoriali nella politica agricola e di sviluppo rurale ed al rapporto tra questa e la politica di coesione, in un orizzonte anche di lungo periodo. A questo scopo è on line, nel sopra citato sito del Gruppo di Bruges, un working paper di Franco Sotte che rappresenta una analisi critica SWOT (punti di forza, debolezza, opportunità e rischi) delle recenti riforme della PAC.
  2. La dimensione agricola della discussione sulla adesione della Turchia e dei paesi balcanici. L’entrata di nuovi paesi membri continua ad essere al centro della discussione. Tuttavia, sembra essere mancato fino ad ora un serio dibattito concernente le possibili implicazioni economiche, sociali e ambientali dell’adesione all’UE sull’agricoltura di questi paesi. La specifica composizione del Gruppo permette di affrontare questa tematica grazie al coinvolgimento nel dibattito di persone provenienti da queste aree.
  3. Cambiamento delle regole del WTO concernenti le politiche di apertura e regolamentazione dei mercati agricoli. Sebbene l’agricoltura e le questioni agricole siano il settore di maggiore interesse, il Gruppo ha sempre avuto una visione allargata. Già nel suo primo anno di attività, ha organizzato un incontro tematico sulla sicurezza alimentare globale, che ha portato alla stesura del rapporto “Besoins de l’Europe et besoins du monde” pubblicato nel 1996. Sono in corso le negoziazioni del cosiddetto Doha round. A questo riguardo, il Gruppo intende contribuire al dibattito attraverso l’organizzazione di due incontri, in collaborazione con i ministeri dell’agricoltura francese e olandese. Il primo è un convegno che avrà luogo il 15 maggio 2006 ad Amsterdam e verterà sul tema: “The dilemma’s of globalization: what does it mean for Europe’s agriculture and countryside?”. I risultati e le conclusioni emergenti dal convegno saranno oggetto di discussione in un secondo incontro che si svolgerà a Parigi nel mese di settembre e al quale parteciperanno esperti provenienti dall’Europa, Nord-America e paesi in via sviluppo per affrontare i temi della globalizzazione e, in particolare, delle negoziazioni WTO. L’iniziativa si concluderà con la stesura di un nuovo manifesto programmatico concernente gli obiettivi e le attività del Gruppo di Bruges, che verrà divulgato alla fine di questo anno.

Partecipare all’attività del Gruppo di Bruges

Il Gruppo di Bruges è aperto a chiunque sia interessato e/o coinvolto nel dibattito sulla PAC, l’Europa rurale e le politiche europee ad essa dedicate. Il Gruppo ha sempre apprezzato i differenti punti di vista ed incoraggiato il confronto aperto. Il Gruppo è e vuole restare indipendente da ogni specifico interesse politico, sociale and economico. Chi sia interessato a partecipare, può liberamente farlo a titolo personale, non in qualità di rappresentante di interessi. Come sopra indicato, si può partecipare alle iniziative del Gruppo di Bruges in vari modi, in relazione a quanto si voglia svolgere un ruolo attivo nel gruppo. Nel corso dell’anno il Gruppo inizierà la distribuzione di una newsletter elettronica in inglese, francese e spagnolo alla quale ciascuno si potrà liberamente iscrivere. Per maggiori informazioni ci si può riferire al sito internet http://www.groupedebruges.org/ o contattare il segretario Bart Soldaat: bart.soldaat@planet.nl.

Riferimenti bibliografici

  • Groupe de Bruges (1996), Cultiver l’Europe. Éléments de réflexion sur l’avenir de la politique agricole en Europe, Fondation pour le Progrès de l’homme - FPH, Paris.
  • Groupe de Bruges (2002), Agriculture: un tournant nécessaire, Éditions de l’Aube, Paris.
  • Gruppo di Bruges (2002), L’agricoltura alla svolta, (prefazione di B.Hervieu e F. Sotte), Associazione “Alessandro Bartola”, Franco Angeli, Milano.
  • Hervieu B. (1993), Les champs du futur, Éditions Julliard, Paris.
  • Pisani E. (2004), Un vieil homme et la terre, Éditions du Seuil, Paris.
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