Finestra sul WTO n.17

Finestra sul WTO n.17
a Confederazione Svizzera, Ufficio Federale dell’Agricoltura (UFAG)

Dal 30 novembre al 2 dicembre 2009 si è svolta a Ginevra la settima Conferenza Ministeriale del Wto. Come si ricorderà (vedi Finestra sul WTO novembre 2009), l’incontro ha avuto come obiettivo la discussione di questioni di carattere generale; non era quindi tra i suoi compiti quello di produrre passi avanti nelle trattative (Wto [link]). Forse proprio per questo motivo è stata data importanza all’annuncio di voler programmare per fine marzo un incontro di stock taking per fare il punto sui negoziati del Doha Round. Tuttavia, già a metà febbraio è stato chiaro che la sessione di stock-taking non avrebbe coinvolto i ministri dei paesi membri, ma si sarebbe piuttosto svolta a livello di senior officials.
Ai margini della Ministeriale di dicembre sono stati comunque compiuti notevoli passi avanti nella soluzione della disputa sulle banane, che da circa vent’anni vede contrapposti UE, da una parte, Stati Uniti ed alcuni paesi dell’America Latina, dall’altra (vedi Notizia flash), e per la conclusione di un accordo per la promozione del South-South trade tra 22 paesi in via di sviluppo nell’ambito del Global System of Trade Preferences among Developing Countries (ICTSD [link]).
Una ventina di ministri del commercio dei paesi membri del Wto, assieme al direttore generale Pascal Lamy, hanno poi avuto modo di incontrarsi nell’ambito del World Economic Forum che si è svolto a Davos dal 27 al 31 gennaio. Qui, com’è ormai tradizione, è stata ribadita l’importanza del Doha round ed è stato promesso nuovo impegno nelle trattative.
A Davos mancava però Ron Kirk, l’attuale rappresentante statunitense al commercio. A tal proposito, sono ormai sempre più insistenti le critiche degli altri paesi membri contro la mancanza di un reale impegno degli Stati Uniti. Pressata dall’urgenza di altre questioni prioritarie, ed ormai in vista delle elezioni di medio termine di novembre, l’amministrazione Obama continua ad avanzare richieste negoziali relative all’accesso al mercato per i prodotti non agricoli a Brasile, India, Cina, perseguendo una strategia di incontri bilaterali. Il team negoziale statunitense a Ginevra è ancora incompleto, con Michael Punkte, vice rappresentante statunitense al commercio e ambasciatore al Wto, ancora in attesa di essere confermato dal Senato.
Anche per questo motivo, ha destato sorpresa lo State of the Union address del 2010, il discorso indirizzato annualmente dal Presidente al Congresso, in cui Obama ha fatto riferimento in modo concreto alla strategia commerciale statunitense, evidenziando la necessità di cercare nuovi mercati (“We have to seek new markets aggressively, just as our competitors are. If America sits on the sidelines while other nations sign trade deals, we will lose the chance to create jobs on our shores.”; Gov Usa [link]), e la volontà di impegnarsi sia per i negoziati in ambito Wto, che per rafforzare le relazioni commerciali con i paesi asiatici, la Corea del Sud, Panama, la Colombia. Per quanto riguarda i primi, già in dicembre era stata comunicata l’intenzione di negoziare un accordo di libero commercio con un gruppo di nazioni asiatiche e che si affacciano sul Pacifico (ICTSD [link]); con Corea del Sud, Panama e Colombia gli accordi commerciali già siglati dall’amministrazione Bush mancano ancora di approvazione da parte del Congresso statunitense. Durante lo State of the Union Address è stato anche annunciato il lancio della National Export Initiative rivolta agli agricoltori e alle piccole imprese, con l’obiettivo di raddoppiare le esportazioni statunitensi nei prossimi 5 anni.
Le linee guida della politica commerciale statunitense sono state ribadite in occasione del rilascio della Trade Agenda del 2010.
Oltreoceano, le audizioni al Parlamento dei nuovi membri della Commissione hanno dato loro modo di presentare le priorità del loro mandato. Il nuovo commissario europeo per l’agricoltura, il rumeno Dacian Ciolos, durante la sua audizione al parlamento europeo ha affermato che un accordo commerciale globale è necessario, e al tempo stesso che le concessioni poste sul tavolo negoziale dall’UE sono significative e rappresentano un limite non superabile (Parlamento Europeo [link]). Che le riforme della PAC intraprese fino ad ora costituiscano il margine di manovra negoziale è un tema presente anche in una recente risoluzione del Parlamento europeo, in cui si richiede anche di difendere la posizione dell’UE sulle Indicazioni Geografiche e, alla luce dell’entrata in vigore del trattato di Lisbona, un più rigoroso scrutinio democratico della politica commerciale europea, assicurando la completa partecipazione da parte del Parlamento [link].
Il nuovo commissario al commercio estero è Karel De Gucht, ex ministro belga degli affari esteri e, da luglio 2009, commissario europeo per lo sviluppo e l’aiuto umanitario. De Gucht sostituisce Catherine Ashton, il cui mandato è durato poco più di un anno (vedi Finestra sul WTO dicembre 2008), oggi primo Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Durante la sua audizione al parlamento europeo, De Gucht si è impegnato per il rafforzamento del sistema commerciale multilaterale mondiale, delle relazioni commerciali con India, Canada, Ucraina, America latina, i paesi Euromed, dell’integrazione economica con Cina e USA e per la conclusione degli EPA con i paesi ACP (Parlamento Europeo [link]). Ha inoltre espresso fiducia a che il Doha Round possa concludersi nel 2010 o nel 2011.
Nel frattempo, a Ginevra, prosegue l’esercizio “tecnico” Templates and data. Dopo una prima fase, consistente nell’individuazione dei parametri per gli impegni previsti dalla bozza delle modalities, si procede ora a preparare quella che sarà la struttura vera e propria delle schedules.
L’incontro di stock taking dovrebbe svolgersi il 29-30 marzo. Sembra ormai definitivamente tramontata la possibilità di raggiungere un accordo sulle modalities in questa occasione, una condizione pressoché imprescindibile per concludere il Doha Round entro l’anno. Pascal Lamy si mantiene però ottimista; “il 2010 non deve essere un anno sprecato”, ha affermato, ribadendo che nelle delegazioni negoziali é ben presente la determinazione ad utilizzare i prossimi mesi in modo produttivo [link].

*Quanto scritto è esclusivamente di responsabilità dell’autrice e non riflette in alcun modo la posizione dell’UFAG

Notizie: 
Notizie Flash

La “guerra delle banane” verso una conclusione

La più lunga disputa commerciale in ambito Gatt-Wto, in corso da circa 20 anni, sembrerebbe finalmente essere giunta ad una conclusione (vedi Finestra sul WTO giugno 2009). Unione Europea, da una parte, Stati Uniti ed alcuni paesi produttori dell’America Latina, dall’altra, hanno infatti firmato un accordo che prevede la riduzione nel corso di 7 (o al massimo 9) anni della tariffa all’importazione delle banane attualmente in vigore nell’UE. A partire dall’attuale livello di 176 euro/t, questa dovrebbe immediatamente ridursi a 148 euro/t, per poi abbassarsi successivamente a partire dal 1 gennaio 2011 in sette tappe uguali fino a raggiungere i 114 euro/t, con la garanzia che non verranno chieste ulteriori riduzioni nell’ambito del Doha Round. L’accordo offre ai Paesi ACP la possibilità di “congelare” la riduzione dal 2013 al 2015 se nel frattempo non si giungerà ad un accordo in sede Wto; l’UE si è detta inoltre disposta a stanziare fino a 200 milioni di euro in aiuti alla ristrutturazione a favore dei paesi ACP. L’accordo, che mette fine a tutte le relative dispute in corso, ha permesso inoltre di fare passi avanti sui temi dei prodotti tropicali e dell’erosione delle preferenze, sui quali gli interessi dei Paesi ACP e di quelli dell’America latina sono da sempre opposti (vedi Notizia flash).

Disputa USA-UE contro le Filippine

Gli Stati Uniti hanno richiesto consultazioni formali con le Filippine circa misure di tassazione che penalizzerebbero i liquori distillati di importazione; ciò rappresenta il primo passo per iniziare un procedimento di disputa in ambito Wto. La legislazione delle Filippine prevede infatti che le tasse sui liquori dipendano dal prodotto da cui essi sono ricavati, e sono meno elevate se si tratta di certe materie prime in uso tipicamente nell’industria domestica. Secondo gli USA si tratterebbe di una violazione dell’articolo III.2 del GATT, che tra le altre cose proibisce di tassare i prodotti che provengono da altri paesi più di quanto avviene per quelli di produzione interna. In dicembre, l’UE aveva richiesto per motivi analoghi la costituzione di un panel.
Per saperne di più: Ustr [link] Europa EU [link].

Nuovi accordi commerciali dell’UE

L’UE e il Marocco hanno firmato un verbale concordato che prevede acceso libero ed immediato al mercato marocchino per il 45% in valore delle esportazioni europee, fino a raggiungere il 70% dopo 10 anni. Parallelamente, l’UE garantirà accesso libero immediato al 55% delle importazioni provenienti dal Marocco, rispettando le sensibilità nel settore ortofrutticolo.
I settori dei prodotti agricoli trasformati (salvo che per le paste alimentari, per cui è prevista una limitazione quantitativa), degli ortofrutticoli, delle conserve alimentari, dei prodotti lattiero-caseari e delle piante oleaginose beneficeranno di una liberalizzazione totale. L’accordo, che non ha mancato di scatenare i timori di Francia ed altri membri dell’UE soprattutto per l’apertura alle importazioni di prodotti ortofrutticoli, deve ora essere approvato da entrambe le parti.
Analogamente, l’UE e la Norvegia hanno sottoscritto una bozza di accordo che garantirà la liberalizzazione di circa il 20% del valore delle esportazioni dell’UE in Norvegia, raggiungendo quindi, se si considerano le preferenze bilaterali già esistenti, il 60% del totale delle esportazioni. L’accordo deve ora essere approvato dalle rispettive autorità.
Sono stati da poco conclusi anche i negoziati per un accordo di libero commercio tra l’UE e la Colombia e il Peru. Tali negoziati riguardavano originariamente l’intera Community of Andean Nations, ma a causa di forti contrasti erano stati abbandonati sia dalla Bolivia che dall’Ecuador. Quest’ultimo, in seguito alla soluzione della disputa nel settore delle banane (vedi Notizia flash), ha però detto di volerli riprendere (ICTSD [link]).
Passi in avanti sono stati compiuti anche nei negoziati tra l’UE e la Central American region (Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Panama come osservatore); infine, durante la prima visita ufficiale in Asia del nuovo commissario europeo per il commercio, Karel de Gucht, sono stati lanciati i negoziati per un accordo di libero scambio con il Vietnam.
Per saperne di più: Europa EU [link] [link] [link]

Notifiche dell’UE al WTO

Il 6 gennaio 2010 è stato notificato al Wto l’ammontare del sostegno interno dell’UE dell’anno 2006/2007. Si tratta di 26,6 miliardi di euro nella scatola gialla, 5,7 miliardi di euro nella scatola blu, 56,5 miliardi nella scatola verde, ed 1,85 milioni di euro nella clausola “de minimis”. In seguito all’applicazione della Riforma Fischler, il livello degli aiuti compresi nella scatola gialla e nella scatola blu è sensibilmente diminuito, mentre i pagamenti inclusi nella scatola verde sono al contrario aumentati.
Per saperne di più [link].

Nuove proposte nei negoziati Wto

Unione Europea, Paesi ACP e America latina hanno presentato in gennaio una nuova proposta per risolvere i nodi esistenti sul trattamento da riservarsi ai prodotti tropicali. Questi, come noto, sono di particolare interesse per alcuni paesi in via di sviluppo esportatori, come quelli dell’America latina, che per questo chiedono una liberalizzazione più rapida. Al tempo stesso, i paesi in via di sviluppo del gruppo degli ACP si battono per evitare l’erosione delle preferenze commerciali di cui, proprio per questi prodotti, beneficiano nei mercati dei paesi sviluppati, in primis Unione Europea e Stati Uniti. Nella proposta, per i prodotti tropicali si prevedono riduzioni del 100% (per le tariffe con ad valorem equivalent inferiore al 20%) o dell’80% (se l’ad valorem equivalent è superiore al 20%). Sarà sufficiente selezionare solo il 65% dei prodotti tropicali inclusi nella lista contenuta nella bozza delle modalities. Al contrario, le tariffe dei prodotti che potranno beneficiare del trattamento preference erosion, anch’essi indicati in un’apposita lista, seguiranno la regola generale ma potranno essere ridotte in periodo di 10 anni invece che 5. Continuano anche le discussioni sul meccanismo speciale di salvaguardia. Si ricorderà che era proprio su questo tema che si erano bloccati i negoziati nel luglio del 2008 (vedi Finestra sul WTO settembre 2008). Il G33 ha dato voce alle sue preoccupazioni per le attuali condizioni troppo restrittive per l’applicazione del meccanismo ribadendo la necessità di assicurare la sicurezza alimentare e lo sviluppo rurale.
Per saperne di più ICTSD [link] [link].

Disputa Brasile - Stati Uniti per i pagamenti nel settore del cotone

In seguito alla vittoria della disputa con gli Stati Uniti per quanto riguarda i pagamenti statunitensi nel settore del cotone (vedi Finestra sul WTO settembre 2009), il Brasile ha notificato la lista di sanzioni ritorsive. Per il momento, si tratta di sanzioni all’importazione di beni; tuttavia, il Brasile è stato anche autorizzato ad implementare “cross-retaliation measures”, indirizzate a servizi e diritti di proprietà intellettuale. Potrebbe essere la prima volta che misure ritorsive di tale genere vengono messe in atto.
Per saperne di più ICTSD [link] [link].

Nuovo rapporto OECD - WTO - UNCTAD

L’8 marzo è stato pubblicato il secondo rapporto (il primo risale a settembre 2009) redatto da Wto, Oecd ed Unctad sulle politiche per il commercio e gli investimenti del Gruppo dei 20 paesi industrializzati ed in via di sviluppo, come deciso nel loro incontro a Pittsburgh nel settembre 2009.
Secondo quanto riportato, tra settembre 2009 e febbraio 2010, rispetto all’anno precedente, sono state introdotte meno misure mirate a limitare i flussi commerciali. Tuttavia, alla luce della difficile ripresa economica, il pericolo di una spirale protezionista resta presente.
Per saperne di piu’: Report on G20 trade and investment measures (September 2009 to February 2010) [link]

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