Editoriale n.19

Editoriale n.19

Due eventi segnano il tempo delle politiche agricole in questa fase: l’entrata in vigore, il 1 dicembre 2009, del Trattato di Lisbona e il rinnovo della Commissione europea.
Il primo conclude un iter lungo e travagliato. La Costituzione europea, firmata a Roma nel 2004, fu bocciata nel 2005 dai due referendum in Francia e Olanda. Il processo è stato rilanciato nel 2007 con il Trattato di Lisbona. Questo è ora finalmente entrato in vigore. Numerosi sono i cambiamenti. Tra questi, certamente il più importante per la politica agricola è il nuovo potere di codecisione, e non più solo di consultazione, del Parlamento europeo.
La nomina della Commissione conclude la fase del rinnovo delle istituzioni dell’UE: dopo le elezioni europee del giugno scorso, la riconferma di Barroso alla presidenza della Commissione e le nomine di Van Rompuy a presidente permanente e della Ashton ad alto rappresentante per la politica estera. Nuovo commissario all’agricoltura e allo sviluppo rurale è il rumeno Dacian Ciolos. Una scelta interessante per più ragioni: la formazione agricola del nuovo commissario, la sua provenienza da un paese dell’Europa centro-orientale, la precedente positiva esperienza come ministro dell’agricoltura, il suo riconosciuto impegno europeista, tutto questo unito alla giovane età. Sono aspetti che i lettori di Agriregionieuropa hanno avuto già modo di apprezzare nel suo articolo che questa rivista ha avuto l’onore di ospitare nel numero 17 di giugno 2009.
Finisce con i due eventi citati una lunga fase di stallo per l’UE e anche per la Pac. Ne è prova il rinvio della Revisione di Bilancio che avrebbe dovuto terminare nel 2009. D’altra parte, la conclusione, nel 2013, dell’attuale periodo di programmazione si avvicina rapidamente. Con essa, avanza inesorabile il tempo in cui bisognerà risolvere il problema di quali debbano essere le priorità dell’Unione nella prospettiva del 2020. Circolano documenti più o meno informali. Vengono proposte analisi e avanzate proposte. Ma siamo ancora ai preliminari. Nei prossimi mesi è quindi prevedibile una rapida accelerazione del confronto che direttamente o indirettamente (attraverso le scelte strategiche e di bilancio) investirà la Pac. Sarà un confronto non più interno ai circoli agricoli, come è stato in prevalenza nell’Health check. Si tratterà di indicare lo spazio dell’agricoltura nelle priorità dell’Unione. Senza fare troppo affidamento sulla path dependency, sulla capacità cioè di autoconservazione che la Pac ha dimostrato di avere nel passato.
A questo scopo, apriamo il numero con un editoriale di Paolo De Castro, presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo. Pubblichiamo inoltre la recente presa di posizione di ventidue economisti agrari europei e il commento su di essa del Copa-Cogeca. Continua infine, con nuovi interventi, il Forum Agriregionieuropa sulla Pac.
La rubrica “Il tema” di questo numero, curata da Mario Mazzocchi, tratta dell’obesità e dei comportamenti alimentari. Per l’eccezionalità del fenomeno dell’obesità nella storia dell’uomo e per la sua rilevanza anche nel nostro Paese soprattutto nei giovanissimi, l’argomento ha già suscitato vasto interesse nei mass media. Non altrettanto è stato nella ricerca, specie in quella economica. È un gran merito del gruppo internazionale di ricerca di cui fa parte Mazzocchi aver contribuito a colmare il vuoto.

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