Bio-based and applied economics (Bae, Vol. 6 No. 2 (2017))

Bio-based and applied economics (Bae, Vol. 6 No. 2 (2017))
a Università Cattolica del Sacro Cuore, Dipartimento di Economia Agroalimentare, Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali

Abstract degli articoli pubblicati sul Vol. 6 No. 2 (2017) di Bae

La relazione tra produttività ed ambiente con dati aziendali. Il caso dell'impronta di carbonio nelle aziende agricole Rica della Lombardia

Edoardo Baldoni1, Silvia Coderoni1, Roberto Esposti1
Department of Economics and Social Sciences, Università Politecnica delle Marche, Ancona Italy

Questo lavoro si propone di valutare se e in quale misura l’ambiente e la produttività si influenzano a vicenda all'interno delle aziende agricole. L'analisi riguarda un campione eterogeneo di aziende agricole Rica della Lombardia nel periodo 2008- 2013. Utilizzando le informazioni della Rica sulle strutture e le attività produttive, sono stati costruiti un indice di produttività (Tfp) e un indicatore ambientale di intensità di emissione (EI) a livello aziendale. Il legame tra Tfp ed EI viene quindi analizzato ammettendo un comportamento eterogeneo tra le dimensioni e le specializzazioni delle aziende. I risultati mostrano che la relazione tra Tfp ed EI non è univoca e suggeriscono che la mitigazione delle emissioni di gas serra possa essere basata sulla diffusione delle best practices  adottate dalle aziende più produttive di diverse dimensioni e specializzazioni.

Catene del valore non del bestiame. Lateral thinking per la protezione delle economie basate sul bestiame del Sahel

Abdrahmane Wane1, Ibra Touré2, Aliou Diouf Mballo3, Cheikh Ibrahima Nokho4, Aminata Konaté Ndiaye5
1 Cirad-Selmet Research Unit-Ppzs, Ilri Campus, Mara House Building, PO Box 30709, Nairobi, Kenya
2 Cirad-Selmet Research Unit-Ppzs, Cilss, 03 BP 7049, Ouagadougou, Burkina Faso
3 Fao Rome, Italy, Viale del Terme di Caracalla, 00153 Rome, Italy
4 World Bank Washington DC, Usa
5 Usaid – Feed the Future Senegal “Naatal Mbay” program

In una rapida indagine condotta nel 2012 nel Sahel rurale senegalese, gli agropastori di Thiel hanno espresso il loro bisogno di supporto tecnico e scientifico per lo sviluppo della catena del valore delle arachidi. Lo studio sulla catena del valore ha valutato il ruolo delle parti interessate. L'analisi di corrispondenza multipla ha chiarito i rapporti di potere tra loro. L'analisi dei social network ha facilitato la comprensione delle relazioni sociali e tecniche all'interno del nodo degli agropastori. I risultati mostrano che il raccolto di arachidi è sia una fonte di flusso di cassa sia un pilastro della sicurezza dell’alimentazione, umana e animale. Questo lavoro evidenzia anche una mancanza di un ambiente economico adatto, assistenza reciproca, trasferimento di capacità e di condivisione delle conoscenze sulle migliori pratiche agricole tra gli agropastori. Questi non hanno alcuna influenza sulla catena del valore delle arachidi e dipendono dalle decisioni di altri attori. Supporto tecnico e condivisione delle conoscenze sembrano essere la chiave per controllare e adottare innovazioni agricole.

Una volta lavoratore part-time, lavoratore part-time per sempre? Cause della persistenza degli agricoltori nell’occupazione extra-agricola

Alessandro Corsi1, Cristina Salvioni2
1 Department of Economics and Statistics “Cognetti de Martiis”, Università di Torino, Italy
2 Department of Economics, Università di Chieti-Pescara, Italy

La partecipazione al lavoro extra-agricolo consente alle famiglie contadine di adattare le loro risorse di lavoro ai fabbisogni di manodopera agricola, ed è spesso vista come una integrazione del reddito e una assicurazione contro il rischio. Tuttavia, è stato anche considerato come il primo passo per uscire dall'agricoltura. È quindi importante valutare se sia o meno uno status permanente e quali siano i suoi fattori determinanti. La maggior parte dei lavori su questo tema si basa su analisi trasversali e quindi ignora il problema della persistenza. Utilizzando un 5-wave panel di aziende familiari italiane vengono stimati differenti modelli panel dinamici non lineari delle determinanti della partecipazione al lavoro extra-agricolo. Si prevedono due fonti di persistenza: eterogeneità non osservata e dipendenza dallo stato; inoltre si controlla per il problema delle condizioni iniziali. I risultati indicano una forte persistenza nello stato, e si vede che, quando si prendono in esame tutte queste caratteristiche, lo stato lavorativo attuale è quasi totalmente spiegato dallo stato precedente e dalle caratteristiche idiosincratiche. Le variabili riguardanti l’azienda e l’agricoltore, che in genere sono rilevanti nelle analisi trasversali, non sono significative in questa specificazione dinamica. Si discutono le ragioni dell'incongruenza tra questi risultati e quelli di studi trasversali, e si fornisce una interpretazione di come le determinanti influenzano la partecipazione al lavoro extra-agricolo.  La distinzione tra una dipendenza dallo stato precedente e l'eterogeneità individuale ha importanti implicazioni di policy.

Qualità della vita e squilibri territoriali. Un focus sulle aree interne e rurali italiane

Paola Bertolini1, Francesco Pagliacci1
1Department of Economics “Marco Biagi”, Università di Modena e Reggio Emilia, Italy and Capp (Centro di Analisi delle Politiche Pubbliche), Italy

La strategia nazionale italiana per le aree interne sottolinea l'importanza di migliorare le condizioni socio-economiche delle persone come l'unico modo per invertire il trend demografico negativo in quelle aree. A tale riguardo, migliorare la qualità della vita può rappresentare un elemento chiave. Questo lavoro fornisce uno strumento statistico per misurare i divari esistenti nei livelli della qualità della vita nelle regioni italiane Nuts 3, concentrandosi sulle aree interne. Poiché il concetto di qualità della vita è multidimensionale, viene calcolato un indicatore composito mediante un approccio di non-compensazione: l'indice QoL Mazziotta-Pareto. In primo luogo, viene valutata la variabilità di questo indicatore in relazione alle aree interne in Italia. Questa analisi contrasta la presunta relazione negativa tra qualità della vita e presenza delle aree interne, che si dimostra essere per lo più sovrapposte a quelle rurali, grazie al controllo delle differenze strutturali subnazionali. Inoltre, gli aspetti spaziali rendono la fotografia più complessa. La vicinanza influisce sulla qualità della vita, e mediante indicatori locali e globali di autocorrelazione spaziale sono stati individuati gruppi di regioni Nuts 3 che condividono livelli analoghi di qualità della vita. Da una prospettiva di policy, percorsi bloccati tra regioni vicine possono influenzare l'efficacia delle politiche locali.

Un’analisi dell'impatto dei mandati per il bioetanolo in Turchia

Selim Çağatay1, Celal Taşdoğan2, Reyhan Özeş1
1 Akdeniz University, Department of Economics, 07058, Antalya, Turkey
2 Gazi University, Ankara, Turkey

In Turchia, sono stati imposti dei mandati per la miscelazione di bio-etanolo con carburanti convenzionali, e probabilmente aumenteranno in futuro. L’obiettivo di questi mandati è multidimensionale poiché ha impatti diretti e indiretti sull'agricoltura e i mercati degli input, sul deficit commerciale e di bilancio, sulla distribuzione del reddito, sulla sicurezza alimentare e sull'ambiente. In questo studio si valuta se questi obiettivi siano sostenibili per la struttura economica della Turchia. Le analisi sono state effettuate impiegando un modello bilaterale del commercio agricolo ed una matrice di contabilità sociale incentrata sull'agricoltura. I risultati suggeriscono che il target può essere fattibile e innocuo per la sicurezza alimentare, se la richiesta aggiuntiva viene garantita mediante la riduzione delle tariffe, in particolare sulle importazioni di grano e mais, anziché incentivare la produzione interna con politiche di prezzo. Per raggiungere la sostenibilità nuove politiche di supporto devono essere implementate per creare opportunità alternative di lavoro nelle zone rurali e/o spingere gli agricoltori verso colture alternative.

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