Le scelte degli Stati membri dell’UE sull’applicazione del primo pilastro della Pac

Le scelte degli Stati membri dell’UE sull’applicazione del primo pilastro della Pac
Istituto Nazionale di Economia Agraria

Introduzione

In seguito all’accordo sulla riforma della Pac del 26 giugno 2013 sono stati avviati tre processi decisionali paralleli: l’elaborazione dei dettagli della riforma da parte della Commissione Europea (CE) attraverso gli atti delegati, le consultazioni all’interno dei singoli Stati Membri (SM) sull’applicazione del I pilastro della Pac, l’elaborazione dei programmi di sviluppo rurale da parte degli SM (o delle loro Regioni). Questo lavoro offre una rassegna delle decisioni prese dagli SM sull’applicazione del I pilastro della Pac che, entro il 1° agosto 2014, sono state comunicate alla CE. La Pac del I pilastro che entrerà in vigore nel 2015 è costruita su un edificio molto più articolato e complesso del passato (Frascarelli, 2014) e lascia margini di flessibilità agli SM su un numero rilevante di questioni. Pertanto, avremo una mappa della sua applicazione da parte degli SM molto più colorata rispetto al passato. Per questa rassegna, le scelte prese dagli SM sono state suddivise in tre grandi gruppi, così come proposto da Pupo D’Andrea per le scelte italiane in occasione del seminario “Il nuovo sostegno della Pac: quanto, quando, a chi, per cosa” tenutosi all’Inea l’8 luglio scorso (Pupo D’Andrea, 2014a): scelte sull’individuazione dei beneficiari, scelte sull’ammontare di risorse per i beneficiari, scelte sull’ammontare di risorse per gli aiuti diretti. Le informazioni sono aggiornate al 22 agosto. Vale la pena sottolineare che, nonostante gli SM abbiano dovuto comunicare entro il 1° agosto le decisioni prese, le informazioni reperibili sulla stampa specializzata o sui siti governativi non hanno permesso di fornire un quadro organico e completo per tutti i Paesi. Infine, l’articolo riporta anche le scelte dell’Italia; tuttavia, per un’analisi e una valutazione delle scelte nazionali si rimanda a Pupo D’Andrea su questo stesso numero (Pupo D’Andrea, 2014b).

Le scelte sulla platea dei beneficiari

La platea dei beneficiari di ciascun SM dipenderà dalle scelte nazionali sulla definizione di agricoltore attivo (AA) e sulla soglia minima di aiuti sopra la quale si avrà diritto all’erogazione dei pagamenti. La definizione di agricoltore attivo serve a individuare i beneficiari dei pagamenti diretti. Le soglie minime hanno invece il compito di discriminare tra i beneficiari stessi escludendo coloro che ricevono aiuti di modesta entità rispetto al costo della pratica per ottenere l’aiuto (Pupo D’Andrea, 2013).
Per quanto riguarda la definizione di AA, le scelte degli SM riguardano la possibilità di ampliare la black list1, i criteri per la definizione di attività minima sulle superfici agricole mantenute naturalmente in uno stato idoneo al pascolo o alla coltivazione, l’importo dei Pagamenti Diretti (PD) al di sotto del quale si è AA per definizione e i criteri per la dimostrazione di essere AA per coloro che ricevono PD superiori alla solgia definita. Per quanto riguarda le soglie minime, uno Stato membro può decidere di non concedere pagamenti diretti ad un’azienda se l’ammontare complessivo annuo di tali pagamenti non supera un certo ammontare o se la superficie ammissibile è inferiore a un certo livello.
Di seguito una tabella riassuntiva sulle decisioni prese dagli SM su AA e soglie minime (Tabella 1).

Tabella 1 - Le scelte degli SM sulla platea dei beneficiari

Nota: tre puntini indicano che l'informazione non è disponibile
Fonte: nostre elaborazioni
 

Da questa prima rassegna emerge che molti Paesi hanno optato per una definizione non stringente di AA. Infatti, per quanto riguarda la possibilità di includere nella black list ulteriori attività, 13 Paesi hanno scelto di non ampliarla; per quanto riguarda gli altri, l’Italia, l’Olanda e il Galles hanno deciso per un suo ampliamento mentre dei restanti non è stato possibile reperire informazioni. Per quanto riguarda, invece, l’AA per definizione e l’AA per dimostrazione, sulla base delle informazioni raccolte, molti Paesi hanno scelto un valore dei PD al di sotto del quale si è AA per definizione uguale o di poco inferiore al limite massimo di 5.000 euro (Grecia, Olanda, Irlanda del Nord e Italia per i beneficiari delle zone svantaggiate) e criteri poco selettivi per dimostrare di essere AA per coloro che percepiscono PD superiori; a questo proposito, la Grecia ha previsto che è AA il beneficiario con PD ≥ al 5% dei ricavi totali, la Spagna che è AA il beneficiario con un peso dei PD sul reddito agricolo inferiore all’80% e l’Italia che è AA il beneficiario iscritto all’Inps o con partita Iva. Per quanto riguarda la definizione di attività minima, in generale si può affermare che sono poco stringenti i criteri per rispettarne il vincolo. In particolare, l’Irlanda del Nord, non definisce l’attività minima sulle terre naturalmente idonee al pascolo e alla coltivazione per cui tutta la superficie è ammissibile ai PD.
Per quanto riguarda le soglie minime, in Spagna, a partire dal 2017 non saranno erogati aiuti diretti annui inferiori a 300 euro; a tale soglia minima si arriverà gradualmente con un limite fissato a 100 euro nel 2015 e 200 euro nel 2016 e saranno previsti meccanismi per facilitare la cessione di questi diritti in modo da attenuare le perdite dei beneficiari di tali pagamenti. La Grecia ha scelto di non riconoscere pagamenti diretti al di sotto di 250 euro; si stima che non riceveranno più aiuti tra 15.000 e 20.000 agricoltori. L’Inghilterra opterà per una soglia minima aziendale di 5 ettari, portando a sostegno della scelta la considerazione che la superficie interessata inferiore a tale soglia è pari solo allo 0,6% della superficie agricola nazionale e che circa il 60% delle aziende agricole coinvolte non ha come prioritari gli obiettivi di mercato. Tuttavia, questa misura porterà ad escludere il 15% degli attuali beneficiari dei pagamenti diretti (circa 16.000 agricoltori). Probabilmente, come conseguenza di questa decisione, non sarà applicato il regime dei piccoli agricoltori in quanto si ritiene che porterebbe pochi benefici e al contrario renderebbe il sistema dei pagamenti più complesso e costoso (Castellotti, 2013). In Irlanda del Nord, nel corso delle consultazioni il governo aveva proposto di fissare la dimensione minima aziendale a 5 ettari al fine di escludere dal sostegno le aziende che non hanno obiettivi di mercato. Il documento ministeriale quantificava in circa 5.000 i beneficiari di pagamenti diretti esclusi e in quasi 5 milioni e mezzo di euro il corrispondente valore dei pagamenti diretti erogati, pari al 17% del totale attuale. Ad aprile del 2014, la soglia minima era stata abbassata a 3 ettari mentre la decisione finale presa a luglio ha fissato la soglia minima per poter essere beneficiario di PD a 1 ettaro. In Galles la taglia minima per poter chiedere PD è fissata a 5 ettari; sotto tale soglia si trova il 5,4% delle aziende pari, secondo i documenti ministeriali, allo 0,2% della superficie (Castellotti 2013). La Scozia ha fissato la taglia minima a 3 ettari. In Irlanda i PD non saranno erogati se il valore è inferiore ai 100 euro.

Le scelte sull’ammontare di risorse per beneficiario

La struttura e l’ammontare dei PD saranno determinati dalle scelte sugli strumenti che mirano a ridistribuire risorse finanziarie tra beneficiari e/o territori. Innanzitutto, gli SM devono decidere se applicare lo schema del pagamento base a livello regionale e le modalità e i tempi della convergenza verso un valore uniforme dei titoli. L’ammontare di risorse per beneficiario dipenderà non solo dalle scelte su regionalizzazione e convergenza interna ma anche da quelle sulla riduzione degli aiuti più alti (degressività/capping2) e sul pagamento ridistributivo per i primi ettari. Infatti, gli SM devono ridurre di almeno il 5% la parte dell’importo del Pagamento Base (PB) superiore ai 150.000 euro, a meno che non decidano di dedicare al pagamento ridistributivo risorse superiori al 5% del massimale nazionale. In tal caso, essi non sono obbligati a tagliare i pagamenti sopra i 150.000 euro. Mentre lo strumento della degressività/capping drena risorse dalle aziende che ricevono più aiuti verso la dotazione per lo sviluppo rurale, il pagamento ridistributivo drena risorse dalle aziende più grandi in termini di superficie ammissibile verso quelle più piccole (Pupo D’Andrea, 2013).
Di seguito una tabella che sintetizza le scelte prese dagli SM in termini di regionalizzazione, convergenza, pagamento ridistributivo e degressività/capping (Tabella 2).

Tabella 2 - Le scelte degli Stati Membri su regionalizzazione, convergenza, pagamento ridistributivo e degressività/capping

Nota: i punti sospensivi indicano che l'informazione non è disponibile

Fonte: nostre elaborazioni

Premesso che Germania, Danimarca, Finlandia, Lussemburgo, Svezia, Inghilterra, Irlanda del Nord, Malta, Slovenia applicano già la regionalizzazione, solo i 9 paesi che hanno adottato il “modello storico” sono interessati alle scelte in termini di applicazione del pagamento base a livello regionale: Austria, Belgio, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Olanda, Portogallo, Spagna, Scozia e Galles.
In particolare, in Spagna, la conferenza settoriale del 24 e 25 luglio 2013 aveva deciso di adottare lo schema di regionalizzazione proposto dal Ministero che ha come punto di partenza la regione agraria e al suo interno l’uso delle superfici agricole distinte in colture non irrigue, colture irrigue, coltivazioni permanenti e pascoli. Nel nuovo modello le regioni agrarie saranno suddivise raggruppando le superfici con aiuti per ettaro simili al fine di minimizzare l’effetto della convergenza tra i beneficiari e di facilitare la cessione dei diritti tra beneficiari. Nel calcolo dell’aiuto per ettaro si tiene conto di quanto ricevuto in termini di regime di pagamento unico, di premio alla vacca nutrice e di aiuti ai sensi dell’articolo 68 del Reg. (CE) n.73/2009 per la rotazione nelle terre non irrigue, per la qualità del tabacco e del cotone. In questo modo sono state individuate da 22 a 24 regioni agrarie. Al fine di non allargare la superficie ammissibile con la conseguente riduzione degli aiuti per ettaro, la Spagna ha deciso di considerare ammissibili gli ettari dichiarati nel 2013. Per quanto riguarda la convergenza interna, l’obiettivo è “ridurne al minimo l’impatto in termini di distribuzione degli aiuti tra agricoltori, allevatori e territori” (Conferencia sectorial, luglio 2013). Pertanto, la Spagna ha scelto il modello di convergenza irlandese che prevede di avvicinarsi ad un valore medio regionale al 2019 senza raggiungerlo. Per quanto riguarda il Regno Unito, il dibattito sulla riforma della Pac ha riguardato anche la ripartizione tra Inghilterra, Irlanda del Nord, Galles e Scozia delle risorse del I pilastro della Pac. Il budget attribuito al Regno Unito per il I pilastro della Pac comprende anche le risorse aggiuntive riconosciute a questo paese per la convergenza esterna: si tratta di 11 milioni di euro circa per anno per il periodo 2014-2020. Il governo ha scelto per un ripartizione proporzionale rispetto a quanto le diverse Nazioni hanno ricevuto nel periodo 2007-2013. Il governo scozzese si è fortemente opposto a questa decisione sostenendo che è solo grazie al livello del pagamento per ettaro della Scozia (circa 100 euro/ha) che il Regno Unito ha ottenuto le risorse della convergenza e che, pertanto, la Scozia avrebbe avuto diritto alle maggiori risorse derivanti dalla convergenza.
Nel 2005, l’Inghilterra decise di adottare la regionalizzazione per distribuire il pagamento unico (PU) in modo da lasciare inalterato l’ammontare di risorse ricevute nel precedente sistema, individuando tre regioni: (a) land in non-severly disadvataged areas (Sdas) (Lowlands), (b) land in Sdas other than Moorland (Uplands); (c) Moorlands. Tuttavia, durante le consultazioni si è discusso sull’opportunità di trasferire risorse dalle aziende localizzate nelle regioni Lowlands e Moorlands alle aziende localizzate nelle regioni Uplands, che nel precedente sistema hanno ricevuto pagamenti per ettaro inferiori, al fine di riconoscerne l’importante ruolo socio-economico e ambientale. La decisione finale sulla regionalizzazione prevede la conferma dell’attuale distinzione in tre regioni anche per il periodo 2014-2020, in modo da evitare, secondo le intenzioni ministeriali, un costoso e complesso esercizio di mappatura (Castellotti, 2013). Ciascuna regione avrà un proprio valore del pagamento base ma le regioni Lowlands e Uplands avranno valori unitari simili.
Lo schema del PB sarà applicato in Galles suddividendo il paese in tre regioni: Moorlands, Land in non-severly disadvataged areas (Sdas) e Disadvataged areas (DA) e Lowland insieme. Le superfici che ricadono nella regione definita Moorlands sono quelle meno produttive dal punto di vista agricolo ma non esiste ancora un accordo né sul valore del PB da riconoscere a queste superfici né i criteri per decidere quali terre sono da considerare Moorlands. A questo proposito, è stato proposto dal Ministero il criterio dell’altitudine (sopra i 400 metri) delle superfici individuate come moorlands in una pre-esistente mappa della vegetazione. Secondo i modelli utilizzati dal Ministero, il rapporto tra i pagamenti delle tre regioni dovrebbe essere 1:10:12 per cui in termini indicativi nel 2019 il valore medio del PB dovrebbe essere 20 euro/ha nelle Moorlands, 200 euro/ha nelle Sdas e 240 euro/ettaro nelle DA e Lowland.
La Scozia sarà divisa in tre regioni in base alla qualità della terra: la regione 1 include le parcelle di migliore qualità della superficie agricola, usate tipicamente per i seminativi e pascoli temporanei o permanenti; la regione 2 include le parcelle dei pascoli magri di migliore qualità; la regione 3 include le parcelle dei pascoli magri di qualità più bassa. Questo significa che nella stessa azienda agricola potranno coesistere parcelle facenti parte di differenti regioni. Ad ogni regione è attribuito un plafond finanziario in modo che tutti i titoli ricompresi in ciascuna regione siano finanziati. Tutti i titoli di una stessa regione si avvicineranno, in quattro fasi, ad un valore medio che nel 2019 sarà pari a 220 euro/ha per la regione 1, 35 euro/ha nella regione 2 e 10 euro/ha nella regione 3. L’Irlanda del Nord invece applicherà il modello di regione unica.
In giugno sono state rese pubbliche le decisioni prese dalla Grecia, dopo le discussioni tra il Governo, che proponeva un modello di regionalizzazione che ne riducesse l’impatto rispetto all’attuale distribuzione dei pagamenti diretti, e le cooperative agricole, che proponevano modelli per ridurre la disparità in termini di pagamenti tra attività agricola e attività zootecnica. La Grecia ha diviso il paese in tre regioni sulla base della produttività e del valore della terra: pascoli, terreni agricoli per colture pluriennali e terreni agricoli per colture annuali.
Riguardo alla convergenza interna, nessuno tra i paesi analizzati ha scelto l’applicazione della convergenza al 2015, preferendo un adattamento graduale. L’Italia, la Slovenia, l’Irlanda, la Spagna, la Francia, l’Irlanda del Nord, il Belgio hanno scelto la convergenza parziale mentre la Scozia, la Grecia, l’Inghilterra, il Galles, la Germania, la Finlandia e l’Olanda hanno scelto la convergenza totale. Per quanto riguarda il pagamento ridistributivo, la Francia (che nei negoziati ne aveva richiesto l’introduzione), la Germania, la Bulgaria, la Romania, la Polonia, la Lituania, la Croazia e, in Belgio, la Vallonia hanno deciso in suo favore mentre, sulla base delle informazioni disponibili, solo la Grecia, la Spagna, l’Italia l’Inghilterra e, in Belgio, le Fiandre sicuramente non riconosceranno pagamenti per i primi ettari.
Tra i paesi analizzati di cui è stato possibile raccogliere informazioni sull’argomento, Inghilterra, Scozia, Finlandia, Portogallo e Spagna applicheranno la percentuale minima del 5% di riduzione degli aiuti superiori ai 150.000 euro. Secondo i dati del Ministero dell’agricoltura spagnolo gli agricoltori che nel 2014 hanno ricevuto più di 150 mila euro sono solo lo 0,2% circa dei beneficiari ma rappresentano il 10% dei pagamenti totali; tuttavia, escludendo da tali importi i costi del lavoro la percentuale di agricoltori spagnoli che saranno toccati da questa misura sarà ancora più bassa. Il Galles applicherà una riduzione crescente per fasce di pagamento. Il capping sarà applicato dall’Italia, dalla Grecia, dalla Spagna, dalla Scozia, dall’Irlanda del Nord, dall’Irlanda, dall’Austria, dalla Polonia; in Grecia, il capping sarà applicato ai pagamenti superiori ai 150 mila euro: secondo fonti governative, solo 60 agricoltori circa ricevono questo ammontare.

Le scelte sull’ammontare di risorse per gli aiuti diretti

Gli SM dovevano scegliere come applicare le misure obbligatorie (greening e giovani) e se e come applicare quelle facoltative (pagamento per le aree con vincoli naturali, sostegno accoppiato, regime dei piccoli agricoltori e pagamento ridistributivo di cui si è detto nel paragrafo precedente). Inoltre potevano scegliere se ridurre oppure aumentare la dotazione finanziaria per gli aiuti diretti attraverso il trasferimento tra I e II pilastro della Pac.

Le scelte sul greening e sui giovani

Per quanto riguarda il greening, gli SM hanno avuto la possibilità di introdurre misure equivalenti e/o schemi di certificazione ambientali alle tre pratiche agricole benefiche per il clima e l’ambiente (diversificazione delle colture, mantenimento dei prati e pascoli permanenti esistenti, aree di interesse ecologico). Gli SM, inoltre, hanno dovuto decidere se l’obbligo del mantenimento dei prati e pascoli permanenti debba essere rispettato a livello nazionale, regionale o aziendale, la designazione dei prati permanenti nelle aree sensibili dal punto di vista ambientale al di fuori delle Aree Natura 2000, cosa possa essere considerato area di interesse ecologico, tenuto conto dell’elenco presente nel regolamento e se permettere il rispetto collettivo di questo vincolo.
Di seguito una tabella riassuntiva delle decisioni prese dagli SM (Tabella 3).

Tabella 3 - Le scelte degli SM sul greening e sui giovani agricoltori

Nota: i punti sospensivi indicano che l'informazione non è disponibile

Molti Paesi (Grecia, Ungheria, Irlanda, Lituania, Lettonia, Polonia e, nel Regno Unito, Inghilterra, Irlanda del Nord e Galles) hanno scelto di non applicare le pratiche equivalenti e di riconoscere il pagamento verde solo per le pratiche standard fissate dal regolamento. Irlanda, Irlanda del Nord, Italia e Francia calcoleranno il pagamento verde come percentuale del PB in modo da legare il pagamento verde al valore storico degli aiuti; per gli altri paesi non si hanno informazioni in merito. Per quanto riguarda i giovani agricoltori, gli SM possono scegliere una percentuale fino al 2% da dedicare a questa misura. Sette paesi hanno deciso di allocare tutto il 2% delle risorse del I pilastro: Belgio (Vallonia e Fiandre), Austria, Bulgaria, Finlandia, Irlanda, Grecia, Spagna, Galles e Irlanda del Nord. Irlanda e Irlanda del Nord legano il premio al requisito di una formazione specifica in campo agricolo. Inoltre, Irlanda, Lituania, Irlanda del Nord, l’Estonia, Italia e Francia hanno fissato gli ettari per i quali è riconosciuto il premio. Per quanto riguarda le modalità di calcolo, in Inghilterra, Irlanda del Nord, Grecia e Belgio il premio sarà determinato come percentuale del PB ricevuto dal beneficiario, legandolo, anche in questo caso, al valore storico degli aiuti e avvantaggiando chi già riceveva pagamenti di più elevato valore unitario rispetto agli altri.

Le decisioni sul trasferimento tra pilastri

Su 24 SM analizzati, 12 hanno scelto di non trasferire risorse tra pilastri (Italia, Spagna, Finlandia, Irlanda, Lituania, Irlanda del Nord, Estonia, Svezia, Austria, Vallonia, Repubblica Ceca e Romania). I paesi che trasferiranno risorse dal II al I pilastro saranno Grecia, Polonia, Slovacchia, Croazia e Malta. In particolare la Slovacchia e la Polonia sono i paesi che trasferiranno le più elevate percentuali pari, rispettivamente, al 21% e al 25% seguiti dalla Croazia (15%). Si tratta di una scelta precisa in favore di una Pac orientata al sostegno del reddito degli agricoltori nell’ambito del sistema dei pagamenti diretti. Germania, Francia, Lettonia, Olanda, Inghilterra, Scozia, Galles, Fiandre trasferiranno risorse dal I al II pilastro per una distribuzione delle risorse comunitarie maggiormente coerente con gli obiettivi nazionali di sviluppo dell’agricoltura e delle aree rurali.
Le percentuali di trasferimento non sono elevate come nel caso dei precedenti ma si traducono in aumenti non trascurabili delle risorse del II: per esempio, per la Germania il trasferimento porterà ad un aumento del 20% delle risorse del II pilastro. Galles, Inghilterra e Scozia, sono i paesi che hanno deciso le più elevata percentuale di trasferimento, pari, rispettivamente, al 15%, 12% e 9,5%.
Di seguito una tabella che sintetizza le decisioni degli SM (Tabella 4).

Tabella 4 - Le scelte degli SM sul trasferimento tra pilastri

Fonte: nostre elaborazioni

Le decisioni sugli aiuti accoppiati

Ad oggi solo pochi Paesi membri hanno deciso di non adottare pagamenti accoppiati: Germania e, in Gran Bretagna, Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord. La maggior parte dei paesi che hanno optato per gli aiuti accoppiati, ha anche deciso di destinare a questa misura le percentuali massime di risorse del I pilastro consentite dal regolamento. In Francia, secondo fonti ministeriali, gli aiuti accoppiati, che nel 2013 hanno rappresentato il 12% del budget degli aiuti diretti del I pilastro della Pac, a partire dal 2015, assorbiranno il 15% delle risorse per un ammontare supplementare stimato in 200 milioni di euro. Gli aiuti accoppiati saranno utilizzati diffusamente anche nei Nuovi Stati Membri. In particolare, la Polonia, l’Ungheria la Romania, la Repubblica Ceca e la Lituania hanno scelto di destinare a questa misura il 15% delle risorse del I pilastro. In generale, si stima che più del 10% delle risorse UE del I pilastro della Pac saranno dedicate agli aiuti accoppiati (Agraeurope, 2014). I settori maggiormente sostenuti sono quello zootecnico e lattiero-caseario. Di seguito una tabella che sintetizza le scelte degli SM (Tabella 5).

Tabella 5 - Le scelte degli SM sugli aiuti accoppiati

Fonte: nostre elaborazioni

Conclusioni

Da questa rassegna emerge un quadro composito sulla futura applicazione della Pac in Europa, i cui effetti sulle agricolture degli SM dipenderanno dalle modalità specifiche con le quali essa verrà attuata (molte delle quali non sono state ancora rese pubbliche) e dagli effetti combinati delle diverse misure. Tuttavia, qualche considerazione di carattere generale può essere tentata.
Volendo provare a raggruppare i Paesi analizzati sulla base delle decisioni prese in termini di convergenza e di aiuti accoppiati, possiamo individuare 3 gruppi:

  • Riformatori convinti: sono i Paesi che hanno scelto la convergenza totale e non hanno scelto gli aiuti accoppiati. Fanno parte di questo gruppo: Galles, Inghilterra, Irlanda del Nord, Germania.
  • Riformatori con riserva: sono i Paesi che hanno scelto la convergenza totale ma hanno introdotto gli aiuti accoppiati. Fanno parte di questo gruppo: Grecia, Scozia, Olanda, Belgio e Finlandia.
  • Riformatori loro malgrado. Sono quei Paesi che hanno scelto la convergenza parziale e gli aiuti accoppiati. Fanno parte di questo gruppo: Italia, Francia, Spagna, Irlanda.

All’interno dei singoli gruppi, si possono individuare le scelte prese dai singoli Paesi sulle altre misure della riforma. Così, all’interno del gruppo dei riformatori convinti la decisione di escludere dai pagamenti le aziende al di sotto di una soglia minima è stata utilizzata in Inghilterra e Galles in modo da ridurre la dispersione dei pagamenti e mantenere alti i pagamenti per ettaro a favore del resto delle aziende. L’Irlanda del Nord, al contrario, dopo l’iniziale proposta del Governo di fissare una soglia minima di 5 ettari che avrebbe escluso il 17% degli attuali beneficiari dei PD, ha scelto, invece, una soglia, pari a 1 ha, che amplia la platea dei beneficiari potenziandone l’effetto ridistributivo. Le scelte sulla regionalizzazione sono state adottate da Irlanda del Nord e Inghilterra riguardo all’obiettivo di ridurre l’impatto della riforma in termini di distribuzione di risorse finanziarie tra settori e territori: così l’Irlanda del Nord ha scelto la regione unica perché la suddivisione in più regioni avrebbe penalizzato alcuni settori in termini di risorse finanziarie ricevute (Castellotti, 2013) mentre l’Inghilterra ha confermato l’attuale modello di regionalizzazione, adottato nell’ambito della riforma Fischler, per non modificare gli equilibri tra i territori. L’Inghilterra, inoltre, è riuscita a mantenere inalterato il suo peso sulla distribuzione delle risorse all’interno del Regno Unito, proprio per garantire un certo livello del pagamento per ettaro ai beneficiari inglesi.
I riformatori convinti rafforzano la loro posizione scegliendo di trasferire risorse dal I al II pilastro ad eccezione dell’Irlanda del Nord che non trasferisce fondi. L’Irlanda del Nord, quindi, è tra i paesi più “conservatori” all’interno del gruppo dei riformatori convinti.
Anche il gruppo di riformatori con riserva trasferisce risorse dal I al II pilastro ad eccezione della Grecia che trasferisce risorse al I, in risposta, probabilmente, alla necessità di fornire liquidità immediata in una situazione di crisi economica interna di particolare gravità.
All’interno del gruppo dei paesi riformatori loro malgrado, il tipo di regionalizzazione proposto dalla Spagna ha l’obiettivo di minimizzare ulteriormente gli effetti della convergenza e di ridurne l’impatto sui territori. L’Italia, al contrario, pur avviandosi faticosamente sulla strada della riforma, ha scelto la strada della regione unica. In Francia e Italia, il greening sarà legato al valore dei titoli posseduti dal beneficiario, avvantaggiando chi già riceve pagamenti di più elevato valore unitario rispetto agli altri. Questo gruppo di paesi non trasferisce risorse tra pilastri, ad eccezione della Francia, che trasferisce risorse al II.

Riferimenti bibliografici

  • Agraeurope (2014), vari numeri

  • Arc2020 (2013), Cap and Rural Development Policy reform deal for 2014-2020, [pdf]

  • Castellotti T. (2013), Le consultazioni per l’applicazione delle riforma della Pac in alcuni Stati Membri dell’UE, Agriregionieuropa n. 35.

  • Department of Agriculture and Rural Development of North Ireland (2014), Cap Pillar I Direct Payments Summary of Decisions, [pdf]

  • Department for Environment Food and Rural Affairs of England (2014), An Introduction to the new Common Agriculture Policy schemes in England, [pdf]

  •  Department for Environment Food and Rural Affairs of England (2014), Greening: Work out what means for you, [pdf]

  • Frascarelli A. (2014), La Pac 2014-2020, relazione presentata nell’ambito del seminario “Il nuovo sostegno della Pac: quanto, quando, a chi, per cosa”, Inea, 8 luglio [link]

  • Irish Department of Agriculture, Food and Marine (2014), Cap 2015 – An Introduction to Direct Payments [pdf]

  • Ieep (2014), Member State implementation of the Cap for 2015-2020a first round-up of what is being discussed [link]

  • Lakner S. (2014), The Implementation of the Cap-Reform 2013 – an actual overview, [link]

  • Ministère de l’Agriculture de l’agroalimentaire e de la foret de la Rèpublique Française (2014), Pac 2014/2020 – Application en France, [pdf]

  • Ministerio de Agricultura, Alimentacion Y Medio Ambiente, Gobierno de Espana (2014), Propuesta de justificacion y cuantificacion de la dotation economica del pago acoplados en determinados sectores agrarios [pdf]

  • Ministerio de Agricultura, Alimentacion Y Medio Ambiente, Gobierno de Espana (2013), Acuerdo de la Conferencia Sectorial de Agricultura y Desarollo Rural en lo relativo al Primer Pilar de la Pac, [pdf]

  • Pupo D’Andrea M.R. (2013), “Finestra sulla Pac n. 29”, Agriregionieuropa n. 34

  • Pupo D’Andrea M.R. (2014a), Le scelte nazionali per il primo pilastro della Pac, relazione presentata nell’ambito del seminario “Il nuovo sostegno della Pac: quanto, quando, a chi, per cosa”, Inea, 8 luglio [link]

  • Pupo D’Andrea M.R. (2014b), Le scelte italiane di applicazione del I pilastro della Pac 2014-2020, Agriregionieuropa n. 38

  • Scottish Government (2014), The Common Agricultural Policy Reform – Direct Payments to farmers: Decisions, [link]

  • Scottish Government (2014), The new Common Agricultural Policy in Scotland, [link]

  • Welsh Minister for Agriculture, Food, Fisheries and European Programme, Direct Payments to farmers: Decisions, [pdf]

Sitografia

  • 1. La black list è la lista delle attività professionali per l’esercizio delle quali non si possono ricevere pagamenti diretti: aeroporti, servizi ferroviari, opere idrauliche, servizi immobiliari, terreni sportivi e aree ricreative permanenti. Gli Stati membri, sulla base di criteri oggettivi e non discriminatori, possono integrare tale lista con altre attività da escludere dai pagamenti diretti.
  • 2. Quando la riduzione dei pagamenti al di sopra dei 150.000 euro è pari al 100% si parla di capping.
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