Bio-based and applied economics, Numero 4/2013

p. 64
Bio-based and applied economics, Numero 4/2013
a Università di Bologna, Dipartimento di Scienze Agrarie

Il “greening” dei Pagamenti agricoli nella Politica Agricola Comune dell’Unione Europea

Alan Matthews
School of Social Sciences and Philosophy at Trinity College Dublin

Dalla metà degli anni 1980, gli obiettivi ambientali sono diventati sempre più integrati all’interno della Politica agricola comune (Pac) dell’Unione Europea. L'integrazione è stata perseguita attraverso la fissazione di condizioni ambientali per la ricezione dei pagamenti diretti nel 1 ° pilastro (condizionalità) e l'uso di misure agroambientali volontarie nel 2 ° pilastro. Nel formulare le proposte per la revisione della Pac post - 2013, la Commissione ha scelto di perseguire una maggiore integrazione, in particolare nel 1° Pilastro attraverso l'introduzione di un pagamento 'verde' in favore degli agricoltori a seguito di uno specificato set di pratiche agricole obbligatorie.
Il processo legislativo non si è concluso nel febbraio 2013, ma le posizioni del Consiglio e del Parlamento europeo sono sufficientemente note da indicare come il livello di ambizione del greening in questa riforma della Pac sarà molto limitato.
In questo lavoro sono passate in rassegna alcune spiegazioni per l'apparente fallimento della revisione della Pac per far fronte ai problemi che deve affrontare l'ambiente naturale. Si suggerisce che, lungi dall’essere complementari, la condizionalità e le misure agroambientali volontarie sono approcci concorrenti per un maggiore greening all’interno della Pac. I sostenitori di una maggiore attenzione agli obiettivi ambientali devono scegliere tra questi due approcci.

Trasformazione per l’agricoltura sostenibile: quale ruolo per il secondo Pilastro della Pac?

Janet Dwyer
Professor of Rural Policy, University of Gloucestershire

L’agricoltura europea e le aree rurali si trovano di fronte a significative sfide di medio periodo che emergono da fonti esistenti e ‘nuove’: così come riconosciuto nella visione EU2020. La Commissione Europea ha posto enfasi sull’innovazione come elemento cruciale per raggiungere le necessarie trasformazioni, nella prossima decade. I risultati di un recente studio per il Parlamento Europeo evidenziano il ruolo potenziale dei programmi di sviluppo rurale del secondo Pilastro come veicoli per rendere possibile l’innovazione. Ruoli centrali comprendono il supporto allo scambio di conoscenza, la collaborazione e il collegamento tra ricerca e pratica. Uno scambio di conoscenze effettivo è un elemento critico, ma c’è spesso il bisogno di innovazione nello stesso scambio di conoscenze. La collaborazione può essere preziosa per favorire i collegamenti settoriali e le comunità di apprendimento mostrano potenziale innovativo. Ugualmente importante, è un bisogno vitale di innovazione nel disegnare e realizzare politiche per rendere possibile una trasformazione costi-efficace dell’agricoltura e delle aree rurali. La proposta Pac 2014-2020 porta un contributo positivo per meglio promuovere l’innovazione attraverso il Secondo Pilastro, ma c’è spazio di miglioramento. I modelli di innovazione delle politiche adattati dall’esperienza delle organizzazioni commerciali sono suggeriti come meritevoli di ulteriore ricerca.

Politiche agricole per la riduzione dei gas serra in Aragona, Spagna

Mohamed Taher Kahil1, José Albiac1
1Agrifood Research and Technology Center

Il cambiamento climatico è una seria minaccia per la società. L’agricoltura è una fonte di gas serra, tuttavia offre diverse alternative per fronteggiare il cambiamento climatico. L’espansione dell’agricoltura intensiva nel mondo negli ultimi decenni ha occasionato danni ambientali significativi a causa delle emissioni inquinanti. La distribuzione spaziale delle emissioni è importante per la predisposizione di misure di riduzione. Questo studio realizza una valutazione delle emissioni in una zona ad agricoltura intensiva in Aragona (Spagna) e sviluppa un modello di ottimizzazione economica per analizzare diverse misure di mitigazione dei gas serra. I risultati indicano che gestione adeguata del letame, limitazioni alle emissioni e restrizioni sulle produzioni animali rappresentano misure appropriate per abbattere l’inquinamento. Alcuni strumenti economici, come l’applicazione d’imposte sui fattori produttivi e sulle emissioni, possono essere solo misure secondarie nella soluzione dei problemi d’inquinamento. Adeguate politiche per l’abbattimento degli inquinanti dovrebbero basarsi su strumenti istituzionali adatti alle condizioni locali e dovrebbero prevedere la partecipazione degli stakeholders.

Esplorazione delle caratteristiche di innovazione di alleanze delle Pmi olandesi nel settore delle Biotecnologie e le loro implicazioni politiche

Philipp J.P. Garbade1, S.W.F. (Onno) Omta2, Frances T.J.M. Fortuin1
1 Food Valley Organization, Postbus 294, 6700 AG Wageningen, Paesi Bassi
2 Wageningen University, P.O. Box 8130, 6700 EW Wageningen, Paesi Bassi

I policy-makers stanno acquisendo sempre più consapevolezza del fatto che Piccole-Medie Imprese (Pmi) con un’intensa attività di R & S rivestono un ruolo fondamentale nel promuovere una crescita economica sostenibile attraverso il mantenimento di un alto tasso di innovazione. Per compensare la loro vulnerabilità finanziaria, queste Pmi svolgono sempre più innovazione all’interno di alleanze. Questo lavoro ha l’obiettivo di esplorare l’impatto di differenti caratteristiche delle alleanze sulle prestazioni delle Pmi olandesi operanti nel settore delle biotecnologie.
Il modello concettuale è stato testato utilizzando un campione di 18 piccole e medie imprese biotech che hanno riportato circa 40 alleanze. I principali risultati indicano che la performance dell’alleanza è positivamente relazionata al livello di complementarità, alla distanza cognitiva e alla conoscenza tacita trasferita attraverso gli scambi di risorse umane. Si raccomanda alle istituzioni di sostenere le alleanze finalizzate all’innovazione, fornendo le infrastrutture che permettano a tali alleanze di crescere, ad esempio stimolando la creazione di cluster che possano funzionare come broker di innovazione. Tali cluster possono favorire la creazione di network, l’articolazione della domanda, l’internazionalizzazione e il supporto dei processi di innovazione per le aziende associate e possono agire come intermediari tra i partner dell'alleanza. Come parte di attività di sostegno ai processi di innovazione, essi possono organizzare laboratori speciali per le Pmi biotech su come comportarsi con successo all’interno di un’alleanza per l’innovazione.

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