Azioni regionali per l’etichettatura ambientale. Un progetto di ricerca in Toscana

p. 40
Azioni regionali per l’etichettatura ambientale. Un progetto di ricerca in Toscana
a Università di Firenze, Dipartimento di Scienze per l'economia e l'Impresa

Sebbene il perdurare della crisi finanziaria globale abbia distolto negli ultimi tempi l’attenzione della pubblica opinione dai problemi ambientali globali e, in particolare, dalla sfida del contenimento delle emissioni di gas clima alteranti di produzione umana, il problema è ancora al centro del dibattito sul futuro delle politiche economiche a livello europeo. La revisione in corso della Politica Agricola Comune (Pac) non fa eccezione e costituisce un interessante esempio del tentativo di condizionare con obiettivi trasversali una politica ancora fortemente connotata da caratteristiche settoriali. l contrasto ai cambiamenti climatici e lo sviluppo di una low carbon economy ricorrono nei documenti della Commissione e del Parlamento Europeo come snodi fondamentali considerati imprescindibili nella revisione delle misure di supporto e orientamento del settore: basti pensare alla proposta di vincolare una quota dei pagamenti del primo pilastro all’adozione di tecniche e attività considerate virtuose dal punto di vista del miglioramento del bilancio del carbonio o all’enfasi posta anche nell’ambito del “secondo pilastro” sulle misure volte a favorire la diversificazione energetica delle aziende e dei territori e la diffusione delle energie rinnovabili.
Su questa linea di azione la Regione Toscana ha pubblicato nel 2009 un bando di ricerca avente per oggetto “Sostenibilità dei sistemi agricoli toscani e modalità di comunicazione per la promozione di produzioni a ridotta emissione di CO2” (BURT n. 2 del 14/01/2009) mettendo a disposizione 360.000 euro di cofinanziamento. Il budget complessivo era suddiviso tra due temi di ricerca sui quali il bando chiedeva la presentazione di progetti. Il primo, di natura tecnica, riguardava la “Gestione sostenibile dei sistemi agricoli e contenimento delle emissioni di CO2” (252.000 euro), il secondo le “Modalità di comunicazione per il consumo consapevole di prodotti agricoli a ridotta emissione di CO2” (108.000 euro). Nell’autunno del 2009, alla fine della procedura di selezione, sono stati finanziati il progetto Satregas (Sistemi Agricoli Toscani per la Riduzione delle Emissioni di Gas Serra), coordinato dal Dipartimento di Agronomia e Gestione dell’Agroecosistema dall’Università di Pisa e relativo alla prima tematica, e il Progetto Aria (Azioni Regionali per l’etichettatura Ambientale) coordinato dal Dipartimento di Scienze delle produzioni Vegetali, del Suolo e dell’Ambiente Agroforestale dell’Università di Firenze1.
Il progetto Satregas si è posto l’obiettivo di definire nuove forme di gestione degli agroecosistemi tipici della regione Toscana, al fine di determinare una riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra (Ghg - Greenhouse Gases) in atmosfera2, identificando le tecniche e i sistemi colturali più “conservativi”, nei confronti delle emissioni di Ghg, di possibile introduzione nei sistemi agricoli toscani. Il progetto Aria si proponeva di definire indicazioni di policy a livello regionale finalizzate alla promozione di un sistema regionale di produzione-distribuzione-consumo (Pdc) caratterizzato da basse emissioni di CO2 mediante una adeguata “comunicazione” delle caratteristiche ambientali dei prodotti, in grado di orientare il consumatore verso decisioni di acquisto coerenti con l’obiettivo. Le indagini svolte nell’ambito dei due progetti sono state coordinate tra loro nella costruzione di due casi di studio relativi al latte fresco e al pomodoro da mensa. Per questi due prodotti sono innanzitutto identificati i sistemi produzione-distribuzione-consumo (Pdc) rilevanti in ambito regionale; ciascun sistema Pdc è stato successivamente valutato dal punto di vista delle emissioni mediante la life cycle analysis applicata a tutte le fasi che portano un prodotto dal “campo” all’acquisto da parte del consumatore.
I due progetti finanziati dal bando di ricerca regionale hanno in sintesi inteso rispondere alle seguenti domanda di ricerca:

  • quali sono gli aspetti del processo produttivo che, lungo tutte le fasi che si succedono dalla produzione agricola fino alla distribuzione al dettaglio dei prodotti alimentari, incidono maggiormente dal punto di vista delle emissioni di CO2?
  • quali dovrebbero essere le più opportune modalità di comunicazione al consumatore di questa “caratteristica” dei prodotti alimentari?
  • quali azioni potrebbero essere intraprese a livello regionale per favorire lo sviluppo di un sistema agroalimentare a basso impatto in termini di emissioni in atmosfera?
  • in che misura un sistema di etichettatura relativo alle emissioni di CO2 potrebbe contribuire al raggiungimento di questo obiettivo?

I tre articoli che seguono presentano alcuni risultati del progetto Aria. L’articolo di Brunori e Lari propone un quadro di riferimento concettuale relativo alla promozione di stili di consumo “sostenibile”, sia per quanto riguarda il dibattito intorno all’individuazione delle politiche più appropriate che con riferimento agli aspetti “culturali”. L’articolo di Belletti e Neri, avvalendosi anche di risultati del progetto Satregas, sintetizza i due casi di studio relativi alla caratterizzazione dei sistemi Pdc in termini di emissioni di CO2 e mette in luce le principali problematiche che dovrebbero essere affrontate nella realizzazione di un sistema regionale di etichettatura. L’articolo di Rocchi e Gabbai, infine, propone alcuni risultati dell’indagine sull’atteggiamento dei consumatori verso l’informazione sulle emissioni associate alla produzione di prodotti agroalimentari freschi.

Tematiche: 
Rubrica: 
Non cliccare su questo link in quanto e accentata per gli spammers e verresti messo nelle blacklist