Editoriale n.26

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Editoriale n.26

Mentre si aspetta il 12 ottobre, data in cui saranno pubblicate le proposte dei regolamenti di riforma della PAC per gli anni dal 2014 al 2020, sono trapelate delle bozze non ufficiali.
Dalla lettura emerge l’intenzione della Commissione di mettere in pratica le principali linee guida della cosiddetta opzione 2 della Comunicazione del 18 novembre 2010, che prevedeva il mantenimento dei pagamenti diretti, contrariamente alla opzione 3 che li avrebbe aboliti. Nonostante quasi nessuno in Europa si sia mostrato particolarmente entusiasta per quella scelta (e i maggiori esperti abbiano messo in evidenza la sua debolezza e ambiguità), nessuno è riuscito a convincere la Commissione ad abbandonarla. Si prevede così una leggera redistribuzione dei massimali nazionali e un nuovo regime dei pagamenti diretti fondato su sei elementi: pagamento di base, pagamento green aggiuntivo (con una condizionalità rafforzata), pagamento per i giovani agricoltori, pagamento flat per i piccoli agricoltori, top-up per le zone svantaggiate e possibile residuo accoppiato. A questo si aggiunge una riduzione progressiva del pagamento oltre i 150 mila euro. Inconsistente è la definizione di “agricoltore attivo” sulla quale si era fatto affidamento per accrescere la finalizzazione della spesa, così come quella di “piccolo agricoltore”.
È uscita anche una bozza del regolamento sullo sviluppo rurale. Qui le novità appaiono rilevanti, ma non è sul secondo pilastro che si intende spingere. Tutto è poi diluito in una gradualità che prevede un livellamento dei pagamenti a ettaro nell’ambito nazionale o regionale nel 2019 ed europeo nel 2029.
Se non ci saranno (improbabili) cambiamenti rilevanti nei prossimi giorni, si avrà una PAC che, confermando la scelta dei pagamenti diretti condizionati, assume come definitiva la riforma Fischler del 2003 che invece avrebbe dovuto aprire la porta ad una politica fondata sulla contrattualizzazione dei rapporti, più mirata (targeted) e più a misura (tailored).
Nonostante questo comunque la proposta di riforma della PAC contiene ancora consistenti margini di miglioramento (… e purtroppo, anche, di peggioramento). Per facilitare la comprensione delle proposte trapelate lanciamo con questo numero un nuovo servizio: la Lezione Agriregionieuropa. Una soluzione snella e di agevole fruizione per affrontare con tempestività tematiche di  interesse generale e diffuso.
Questo numero di Agriregionieuropa ha come tema la valutazione delle Politiche di Sviluppo rurale ed è dedicato alla memoria di Antonio Cioffi, docente di politica agraria e mercati agricoli nella Facoltà di agraria di Portici, che prematuramente ci ha lasciati questa estate. Di lui ci restano gli studi su politica agricola, agricoltura meridionale e gestione del rischio (alcuni dei quali pubblicati in questa rivista), e il ricordo di una persona particolarmente affabile e di rara umanità.

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