I contenuti informativi del 6° Censimento dell’agricoltura, tra tradizione e rinnovamento

I contenuti informativi del 6° Censimento dell’agricoltura, tra tradizione e rinnovamento

Il quadro di riferimento

L’agricoltura italiana ha attraversato in questi ultimi decenni delle profonde trasformazioni sotto la spinta delle politiche comunitarie e nazionali. In particolare, la struttura e il ruolo delle aziende agricole italiane sono mutati in maniera costante negli anni; la scomparsa delle unità più marginali e la crescita di realtà multifunzionali, non dedicate solo alla produzione di beni primari ma orientate anche all’offerta di servizi e alla protezione del territorio, stanno ridisegnando il settore.
Il 6° Censimento generale dell’agricoltura rappresenta una fonte informativa unica per conoscere in maniera esaustiva e con elevato dettaglio geografico, le modalità di questo cambiamento.
Il questionario di rilevazione, nelle sue versioni cartacea e on-line, è il mezzo per raccogliere le informazioni che l’Istat metterà a disposizione degli utenti nazionali ed internazionali, a partire da giugno del 2011, con la prevista diffusione dei dati provvisori. La diffusione dei dati definitivi è programmata per aprile 2012, con un recupero di tempestività di almeno quattro mesi rispetto al censimento precedente.
L’attività che ha portato alla scelta dei quesiti da inserire nel questionario censuario è stata complessa ed ha coinvolto numerose istituzioni, a partire dalle Regioni e Province Autonome e dal Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali.
Il processo di selezione delle domande ha tenuto conto di tre vincoli principali: il contesto normativo internazionale, le esigenze informative nazionali e regionali, e il contenimento del fastidio statistico presso i rispondenti.
Per quanto riguarda il primo aspetto, a livello mondiale, il punto di riferimento è rappresentato dalle raccomandazioni formulate dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) nel World Programme for the Census of Agriculture 2010. A livello comunitario, l’obbligo di svolgere la rilevazione censuaria nel 2010 è, invece, stabilito dal Regolamento (CE) n. 1166/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008, avente per oggetto l’istituzione di un quadro di riferimento per la produzione di statistiche comunitarie comparabili sulla struttura delle aziende agricole e per un’indagine sui metodi di produzione. L’indagine sui metodi di produzione rappresenta l’importante novità di questa tornata censuaria ed ha influenzato in maniera rilevante il disegno del questionario censuario.
Come nel passato, in Italia, il Censimento agricolo assolve anche agli obblighi di rilevazione stabiliti dal Regolamento (CEE) n. 357/79 del Consiglio del 5 febbraio 1979 e successive modificazioni, concernente le indagini statistiche sulle superfici viticole. In particolare, la normativa prevede, tra l’altro, che gli Stati membri con almeno 500 ettari di superficie vitata effettuino, ogni dieci anni, un’indagine di base, di tipo censuario, sulla superficie viticola coltivata. Per soddisfare tale richiesta, è prevista nel questionario del censimento agricolo una specifica sezione dove raccogliere le informazioni sulle superfici vitate, distinte per classi di età e per varietà e sulle produzioni di uva per la vinificazione di vini di qualità e non.
Le esigenze informative nazionali e regionali sono state attentamente valutate nell’ambito dei lavori del Comitato consultivo per la preparazione a livello regionale del 6° Censimento generale dell’agricoltura. Ciò a portato all’inserimento nel questionario 2010 di circa 300 variabili sulle 600 circa complessive presenti. Le altre 300 variabili rispondono ad obblighi comunitari.
Fatti salvi i vincoli normativi comunitari, i contenuti informativi del questionario di rilevazione, approvati dal Comitato, sono il risultato di una mediazione tra le richieste nazionali e regionali e l’esigenza di ridurre il fastidio statistico per le aziende agricole. Proprio allo scopo di soddisfare quest’ultimo obiettivo, nonostante l’introduzione obbligatoria di nuovi quesiti sui metodi di produzione, il questionario del 2010 contiene circa un terzo di quesiti in meno rispetto al questionario del censimento 2000.
Entrando più nel merito, il questionario, nella sua versione cartacea, è composto da sei sezioni. L’insieme dei quesiti in esso contenuti, in parte è relativo ad informazioni già rilevate nei passati censimenti e in altra parte è completamente nuovo.
Le informazioni di tipo “tradizionale” permettono un’analisi dell’evoluzione di determinati fenomeni a dieci anni di distanza. In questa tipologia di domande, rientrano quelle relative alla forma giuridica, alla forma di conduzione, all’utilizzazione dei terreni, alla consistenza degli allevamenti, al lavoro e alle attività connesse, ad alcune pratiche colturali, alle lavorazioni del terreno, alla commercializzazione, all’informatizzazione dell’azienda e all’autoconsumo, pur con contenuti di dettaglio a volte diversi rispetto al passato. In molti casi, si è proceduto ad una semplificazione dei quesiti nell’ottica della riduzione del fastidio statistico. Sono state, infatti, accorpate le classificazioni adottate sulla forma giuridica, sulla forma di conduzione e sulla commercializzazione. In altri casi, il livello di dettaglio è aumentato con l’introduzione, ad esempio, di una domanda sulle superfici investite a colture energetiche, all’interno della sezione sull’utilizzazione dei terreni e di una domanda sui capi allevati per autoconsumo all’interno della sezione sugli allevamenti. Quest’ultimo quesito permetterà di classificare meglio il settore zootecnico, rispetto al passato, distinguendo le aziende esclusivamente orientate verso il mercato, da quelle per autoconsumo e da quelle miste (per il mercato e per autoconsumo).

Le novità del questionario

Più interessante in questa sede è evidenziare quali saranno i contenuti informativi nuovi che il censimento agricolo 2010 metterà a disposizione degli utenti nazionali ed internazionali. Gran parte di queste nuove informazioni sono relative all’indagine sui metodi di produzione prevista dal Regolamento (CE) n. 1166/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, che in Italia è stato deciso di effettuare contestualmente al Censimento agricolo, sulle stesse unità di rilevazione.
Come è noto, l’impatto ambientale dell’attività agricola è in funzione delle modalità di realizzazione delle pratiche agronomiche, dei metodi di gestione degli allevamenti, delle lavorazioni e dei macchinari utilizzati. I beni pubblici sui quali l’agricoltura può produrre effetti sono l’acqua, il suolo e l’aria. L’Unione Europea, ma anche i governi e i ricercatori nazionali, hanno quindi necessità di acquisire dati statistici per monitorare le politiche di gestione di queste risorse.
In particolare, per quanto riguarda l’acqua, l’obiettivo delle normative comunitarie e specificatamente della Direttiva quadro sulle acque (2000/60/CE) è di promuovere una gestione sostenibile e il risparmio dell’acqua, di garantirne un sufficiente grado di disponibilità e accessibilità per i diversi utilizzatori, di assicurarne la tutela da fonti inquinanti e il rispetto delle quantità minime necessarie per la sopravvivenza degli ecosistemi. Le informazioni presenti nel questionario censuario su questo tema, sono quelle relative alle colture irrigate, ai relativi sistemi di irrigazione, alle fonti di approvvigionamento d’acqua e ai servizi di consulenza irrigua utilizzati. Esse possono essere impiegate per costruire indicatori d’impatto ed elaborare stime sui volumi d’acqua impiegati in agricoltura.
Rispetto al suolo, i rischi derivanti dall’attività agricola riguardano essenzialmente la possibilità di erosione e franamento, di degrado della sostanza organica, di compattamento, di salinizzazione. L’Unione Europea già riconosce all’agricoltura un ruolo nella protezione del territorio attraverso contributi alle aziende agricole che utilizzano specifiche pratiche agricole per mantenere i terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali. A tal fine, il questionario censuario raccoglie informazioni sugli elementi del paesaggio agrario (siepi, filari di alberi, muretti) di nuova realizzazione o sottoposti a manutenzione negli ultimi tre anni, sulla copertura del suolo, sull’avvicendamento delle colture, sull’inerbimento controllato delle superfici a coltivazioni legnose agrarie, sul pascolo e sull’applicazione degli effluenti zootecnici di origine animale.
Le politiche ambientali riguardanti l’aria sono rivolte essenzialmente alla riduzione delle emissioni di gas acidificanti e di gas ad effetto serra. L’agricoltura contribuisce a queste emissioni attraverso l’emissione di ammoniaca e di metano da parte del settore zootecnico. A riguardo, sono di notevole importanza i dati raccolti con il censimento agricolo relativi al pascolo (numero di capi, mesi di pascolamento e superficie), alla tipologia di stabulazione del bestiame, alla modalità di stoccaggio degli effluenti zootecnici ed alle modalità della loro applicazione al terreno.
Sempre in tema di ambiente, questo censimento cercherà di cogliere e monitorare il nuovo e positivo ruolo che il settore agricolo ha nei confronti della produzione di energie rinnovabili, grazie a quesiti sulla presenza in azienda di impianti per la produzione di energia eolica, di biomassa (di cui biogas), solare, di idroenergia e di altre fonti.
Una delle nuove informazioni richieste dall’Eurostat riguarda la georeferenziazione dell’azienda agricola, intesa come identificazione delle coordinate geografiche (latitudine e longitudine) del centro aziendale. Questa informazione permetterà di incrociare dati di tipo diverso (agricoli, ambientali, climatici, ecc.) con riferimento al territorio. È bene però precisare che l’Eurostat non richiede la localizzazione precisa del centro aziendale sul territorio, in quanto le coordinate geografiche del centro aziendale possono essere localizzate all’interno di un arco di 5 minuti che corrisponde ad un’area che può variare da 3 mila a 7 mila ettari a seconda della posizione geografica dei paesi. Inoltre, per il rispetto del segreto statistico, se in una specifica area viene localizzato un solo centro aziendale, a quest’ultimo è attribuita un’ubicazione in un’area vicina contenente almeno un’altra azienda agricola. Dal punto di vista tecnico, per soddisfare la richiesta di Eurostat, l’Istat ha scartato la soluzione di dotare i rilevatori di apparecchi GPS in quanto troppo costosa e inefficace nei casi di non coincidenza del centro aziendale con il luogo dell’intervista. L’Istat rileverà, invece, questa informazione in maniera indiretta, attraverso dei quesiti sui riferimenti geografici e catastali del centro aziendale che consentiranno successivamente di localizzarlo in corrispondenza del centroide della sezione di censimento.
Come di consueto, nella diffusione dei risultati, i dati aziendali saranno riferiti al Comune del centro aziendale, indipendentemente dalla localizzazione dei terreni. Tuttavia nel questionario è stata inserita una sezione con quesiti atti a consentire l’ubicazione dei principali gruppi di coltivazioni e di allevamenti aziendali nei territori dei Comuni in cui essi sono effettivamente localizzati. Pertanto sarà possibile, a rilevazione conclusa, elaborare i risultati per Comune anche in base alla reale localizzazione delle coltivazioni e degli allevamenti.
Sul tema del lavoro, il quadro complesso di informazioni tradizionalmente rilevato dall’Istat nelle indagini strutturali agricole è confermato con qualche modifica migliorativa. Il questionario del 2010, per tutte le categorie della manodopera aziendale, distingue in maniera più precisa il lavoro svolto in azienda per attività agricole da quello svolto per attività connesse. In particolare, è richiesta per ogni singolo soggetto appartenente alla manodopera familiare o all’altra manodopera aziendale (continuativa o saltuaria, o non direttamente assunto dall’azienda) la percentuale di tempo dedicato ad attività connesse rispetto al totale delle giornate di lavoro svolte in azienda. Questa informazione è di fondamentale importanza per le stime di contabilità nazionale sul settore agricolo. Un’assoluta novità, inoltre, è la distinzione della manodopera per cittadinanza (italiana, di altro paese comunitario, extra-comunitaria).
Infine, per rispondere ad una precisa richiesta dell’Unione Europea, nel questionario censuario è compresa una serie di domande che permetteranno di individuare e analizzare le proprietà collettive ad uso agricolo nel nostro paese. Le proprietà collettive sono beni di proprietà pubblica o privata, su cui gravano diritti di utilizzo (usi civici) da parte di singoli soggetti appartenenti ad una determinata collettiva. Esse riguardano superfici di diversa natura e destinazione (pascolo, boschi, corpi idrici, ecc.) anche se, ai fini censuari, le superfici di interesse sono esclusivamente quelle di tipo agricolo, rappresentate principalmente da pascoli (le superfici boscate, infatti, sono fuori dal campo di osservazione del censimento agricolo e vi rientrano solo se presenti all’interno di un’azienda agricola). Per poter identificare e includere le proprietà collettive nella lista pre-censuaria, l’Istat ha svolto un’attività preliminare di individuazione degli Enti e dei Comuni che le gestiscono con l’aiuto della Consulta Nazionale delle Proprietà Collettive e delle Regioni e Province Autonome. Nel questionario di rilevazione, attraverso le elaborazioni delle informazioni sulla forma giuridica, sul sistema di conduzione e del riquadro sui pascoli, sarà possibile, per la prima volta nel nostro paese, fornire dati statistici sull’entità di queste superfici, distinte tra quelle indivise e quelle assegnate a singole aziende agricole.

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Commenti

Buonasera, non riesco a trovare quanto richiesto,
Grazie. Saluti
Antonio Romano

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