Analisi del reddito di aziende sudamericane con allevamento di alpaca e lama

Analisi del reddito di aziende sudamericane con allevamento di alpaca e lama

L'accordo Bae - Agriregionieuropa

Questo articolo è la riduzione in italiano per Agriregionieuropa dell’articolo degli stessi autori dal titolo: “Income Analysis in South American Domestic Camelid Farms”, pubblicato sul numero 2/2013 della rivista della Associazione Italiana di Economia Agraria ed Applicata (Aieaa): Bio-based and Applied Economics (Bae). L’articolo è pubblicato sulla base di un accordo alla valorizzazione reciproca tra Agriregionieuropa e Bae.

Introduzione e obiettivi

L'Altiplano del Perù e della Bolivia, collocato tra 3.800 e 5.000 metri sul livello del mare, si estende per oltre 180.000 chilometri quadrati ed è una eco-regione unica dove sono presenti i più importanti allevamenti di alpaca e lama. Molti studi hanno trattato l'ecosistema e lo sfruttamento agricolo, la genetica del bestiame, i sistemi di coltivazione e di allevamento e lo sviluppo e le condizioni socio-culturali. Pochi, invece, sono gli studi economici delle aziende di allevamento dei camelidi (Westreicher et al., 2006).
Obiettivo di questo studio, che fa parte di una ricerca più ampia1 finalizzata al miglioramento del reddito degli allevatori andini, consiste nell'esame del reddito e del costo di produzione di otto gruppi di aziende del Perù e della Bolivia con allevamento di alpaca e lama per la produzione di fibra e carne: cinque imprese private e tre comunità rurali.

Gli allevamenti di camelidi in Sud America

L'allevamento degli alpaca e dei lama, camelidi domestici sud americani (Cdsa), è praticamente l'unica attività produttiva dell'Altiplano (Fernández-Baca, 2005: 11; Ipacperu, 2012).
La popolazione di alpaca e di lama in America Latina ammonta, rispettivamente, a 2.863.333 e 3.227.412 capi (Pachao, 2005; cfr. Fernández-Baca, 2005: 14; Fairfield, 2006: 31; Petrie, 1995).
A livello mondiale, vi sono 3.128.000 alpaca e 3.315.000 lama (Fao, 2000 citato da Bonanni, 2004: 87). Il 96% degli alpaca e dei lama del Sud America sono in Perù e Bolivia.
Oltre l'80% degli alpaca e l'intera popolazione dei lama appartiene a piccoli agricoltori e alle comunità rurali che dispongono di scarse risorse e sono localizzate in aree isolate senza accesso a servizi di base come la sanità e l'istruzione (Fernández-Baca, 2005: 7). Il restante 20% degli alpaca è distribuito tra agricoltori di dimensione media e grande.
Secondo Fernández -Baca (2005: 23) vi sono tre categorie di allevatori: 1) comunità rurali andine (comunidades campesinas, ayllu); 2) produttori di piccola e media dimensione e 3) imprese associate.
Nelle comunità rurali, costituite da 25 a 100, o più famiglie, è usuale la proprietà comune della terra mentre il bestiame appartiene ai singoli (Fernández-Baca, 2005: 21; Castañeda, 2011). Inoltre, in queste è diffuso il sistema Ayni di reciprocità (Shepherd, 2005: 38) che consiste nello scambio di servizi di lavoro, di sementi, di coca e di quanto necessario alla popolazione andina (Distaso and Ciervo, 2006; Cepes, 2009).
Nell'Altiplano, oltre l'80% della popolazione rurale è rappresentata da piccoli agricoltori. In media, una famiglia possiede 80 capi di alpaca. Le famiglie con meno di 100 capi variano dall'80 al 90% del totale e si trovano in condizioni di sussistenza (Fairfield, 2006: 32).
La maggior parte della superficie agricola appartiene alle comunità rurali e a gruppi di agricoltori (grupos campesinos). Nel 1991 il numero di queste comunità era stimato pari a 5500 a cui apparteneva oltre il 60% dei pascoli (Vera, 2006).
La fibra peruviana di alpaca, grazie all'elevata qualità, è esportata ma gli allevatori appartengono ai membri più poveri della società. La fibra di lama, invece, non è altrettanto apprezzata ed è destinata al consumo interno (Fernández-Baca, 2005: 15).
Per gli allevatori di Csad, anche la produzione di carne, al pari di quella della fibra, è importante sia dal punto di vista nutrizionale che da quello del reddito (Fernández-Baca, 2005: 20 and 39; Fairfield, 2006: 43).

Dati e metodologia

Per alcuni gruppi di aziende è stato adottato un approccio per casi di studio e il metodo di analisi dei dati è basato sul bilancio economico. Benché questa non sia una metodologia innovativa, l’analisi di dati originali rappresenta un fatto interessante poiché sono aziende caratterizzate in generale dalla carenza di dati contabili e non orientate al mercato. Inoltre, questo metodo di analisi permette di confrontare in modo omogeneo dati provenienti da differenti situazioni produttive e culturali con il vincolo di scarse risorse finanziarie disponibili.
Ciascun gruppo di aziende riflette il sistema di allevamento ed il livello di reddito più diffuso nel contesto socio-economico del territorio.
Ogni gruppo di aziende rappresenta un caso di studio ed è stato determinato considerando le condizioni agro-ecologiche e la localizzazione delle aziende, la dimensione dei greggi e la tecnica di allevamento più diffusa nel territorio.
Per essere assegnata ad un gruppo, ogni azienda doveva soddisfare i seguenti requisiti: 1) quantità simile di risorse; 2) elevato livello di specializzazione produttiva; 3) omogeneità della tecnica di allevamento; 4) localizzazione nella stessa area geografica; 5) azienda affermata sul mercato; 6) allevatore orientato al mercato e disponibile a collaborare all'attività di ricerca.
Il primo passo per identificare il sistema di allevamento dei Csad fu quello di stabilire le aree geografiche caratterizzate dalla maggiore densità di bestiame.
Un gruppo di aziende consiste al minimo di 5-7 aziende con allevamento (Agribenchmark, 2012; Deblitz et al., 2002; Garcia and Gomez, 2006).
I dati tecnici e quelli economici di ogni gruppo di aziende sono rappresentati dai valori medi delle aziende che appartengono a quel gruppo.
In totale, sono stati raccolti i dati di 53 aziende peruviane (PE) e 16 boliviane (Bol) localizzate nell'Altiplano e specializzate nell'allevamento di alpaca e lama.
Tre gruppi di aziende peruviane sono di tipo privato e, in funzione della dimensione del gregge di alpaca, lama e ovini, sono distinte in piccole, medie e grandi. Tra i gruppi di aziende boliviane, due erano aziende private e tre comunità rurali (Tabella 1).

Tabella 1 - Valori medi dei gruppi di aziende (2003 e biennio 2003/2004 per Bol Curahuara and Bol Oruro)

Il periodo di analisi è stato l'anno 2003, esclusi i gruppi Bol Curahuara and Bol Oruro Turco i cui valori sono quelli medi calcolati sul biennio 2003/2004.
La raccolta dei dati è stata realizzata dagli autori attraverso interviste strutturate degli allevatori durante ripetute visite presso le aziende. A causa della scarsità, o assenza, di dati contabili, della mancanza in generale dell'orientamento al mercato delle aziende e della necessità di viaggiare per alcune centinaia di chilometri per raggiungere le aziende, questa fase si è dimostrata complessa e impegnativa.
Il numero di aziende di ciascun gruppo varia da 3 a 28. Benché il numero di aziende dei gruppi Bol Quetena, Bol Coroma e Bol Pozo Cavado sia piccolo questi gruppi sono stati ugualmente inclusi nell'analisi considerando che queste aziende sono comunità rurali la cui superficie media ammonta, rispettivamente, a circa 4.000, 3.000 e 910 ettari.

Risultati

Risorse aziendali

Le principali risorse consistono nel pascolo, nei capi di bestiame e nelle macchine e attrezzature. Il capitale dipende soprattutto dal patrimonio bestiame, il cui valore varia da 4.500 US$ a poco meno di 38.000 US$.
Il valore attuale delle macchine e attrezzature, pari al massimo al 3% del capitale totale, include appena alcune siringhe per le vaccinazioni, cesoie per la tosa e, in qualche caso, motociclette o un autocarro. Le macchine agricole sono assenti.
In generale, le strutture aziendali si limitano ad alcune superfici aziendali per la macellazione e la somministrazione di bagni antiparassitari e ad alcuni edifici, costruiti con qualsiasi materiale disponibile, per la stabulazione del bestiame. L'energia elettrica è assente (Bonanni 2004: 86). I gruppi di aziende sono privi di scorte di foraggio e sementi.
Il piccolo numero di unità di lavoro (UL), al massimo 4,2 per i gruppi del Perù, evidenzia la caratteristica di tipo familiare delle aziende. Inoltre, il numero di capi per UL varia da 29 a oltre 160.

Vendite delle aziende

In generale, la maggior parte del reddito dipende dal risultato del bilancio dell'allevamento degli alpaca e dei lama e dalle vendite di altri prodotti di origine animale. Escludendo il gruppo Bol Coroma, le entrate che derivano dal bilancio dell'allevamento e dalle vendite di prodotti di origine animale variano dal 73 al 93%.
Il risultato del bilancio dell'allevamento considera le seguenti variazioni: (±)accrescimento del bestiame durante l'anno (confronto tra inventario finale e iniziale); (+)vendite di capi vivi; (+)autoconsumo di carne non venduta, (-)acquisto di capi.
Altre entrate consistono nella vendita di mais, patate, quinoa, manufatti tessili, nei consumi della famiglia dell'allevatore di prodotti vegetali e capi ovini e nell'offerta di servizi di turismo rurale, di lavoro agricolo ed edile.
La somma del risultato di bilancio dell'allevamento e delle altre entrate per capo di bestiame varia da 6,03 a 19,07 US$. Il valore più elevato, probabilmente dovuto alla produzione di manufatti tessili e alla trasformazione della carne, si osserva nel gruppo delle piccole aziende peruviane mentre il valore più basso nelle comunità rurali.
L'autoconsumo di capi ovini, fibra, pelle e carne trasformata essiccata da parte della famiglia dell'allevatore varia dal 3 al 17% sul totale delle entrate aziendali.

Costi di produzione

Il costo di produzione per capo per anno varia da 3,00 a 9,40 US$.
I costi variabili - lavoro part-time, trasporti, medicinali e consultazioni sanitarie - variano da 0,20 nei gruppi di aziende boliviane a 4,40 US$.
I costi fissi - salari, imposte, ammortamenti, manutenzione e deprezzamento delle macchine e strumenti, interessi bancari, costo della terra e interessi - variano da 0,40 a 2,90 US$. I costi della terra non sono stati considerati per le comunità rurali boliviane in quanto non esiste mercato per la terra. Gli interessi per capo per anno variano da 1,90 a 4,70 US$.

Reddito netto aziendale

Il reddito netto dei gruppi di aziende varia da 834 a 7.606 US$. La variabilità del reddito per UL e per capo evidenzia la difficoltà di definire una conclusione generale. Il risultato positivo evidenzia che in tutti i gruppi di aziende le entrate coprono i costi di produzione (Tabella 2).
In Perù, dove il numero di UL non varia significativamente tra i gruppi delle aziende, sembra che l'ammontare del reddito dipenda dalla dimensione del gregge.
In Bolivia, nei gruppi privati, caratterizzati da un eguale numero di UL, il gruppo Bol Oruro, che si distingue per una maggiore vendita di "altri prodotti di origine animale", mostra il maggior reddito (4.323,00 US$). Tra le comunità rurali, il gruppo Bol Coroma raggiunge il maggior reddito probabilmente a causa del minor numero di UL e del minor costo per capo.

Tabella 2 - Reddito netto aziendale per anno (US$) (2003 e biennale 2003/2004 per il gruppo di aziende Bol Curahuara and Bol Oruro)

Il gruppo di aziende peruviane di grande dimensione raggiunge il maggior reddito netto per UL (1.811,00 US$) mentre la comunità di Bol Pozo Cavado il minimo (279,00 US$).
Il reddito netto dei gruppi delle aziende private boliviane varia da 979,00 a 1.441,00 US$. Ciò sembra indicare che, a parità di ore di lavoro, la differenza sia da attribuire alle vendite di prodotti aziendali diversi da quelli dell'allevamento.
Le principali cause che spiegano la variabilità del reddito delle aziende sono lo scarso grado di specializzazione produttiva e di orientamento al mercato. Nel caso della produzione della carne, per esempio, si è osservato che gli allevatori adottano tecniche poco efficienti: le aziende allevano contemporaneamente più tipi di animali, l'età di macellazione è molto variabile e dipende soprattutto dall'urgenza di incassare denaro per provvedere a spese familiari e le attività aziendali sono numerose.

Conclusioni

In generale, tra i sistemi di produzione, il livello di intensivizzazione sembra dipendere dalla dimensione del gregge, dalla superficie disponibile e dal tipo di impresa (privata o comunità rurale).
Dal punto di vista del reddito netto, i sistemi di produzione identificati sono economicamente sostenibili. I fattori che influiscono di più sul reddito netto consistono nella dimensione e nel grado di specializzazione produttiva. Sia in Perù che in Bolivia le aziende private orientate al mercato possiedono greggi di maggiore dimensione. Viceversa, nella maggior parte dei casi, le aziende con un minor livello di reddito sono le comunità rurali. Il fatto che esse siano comunque economicamente vitali dovrebbe portare a considerare non solo il punto di vista dell'economia di mercato. Il loro sistema di produzione è unico e caratterizzato dalla reciprocità dei servizi collettivi e dalla proprietà comune della terra. La loro vulnerabilità dipende soprattutto da come esse reagiranno ai futuri cambiamenti sociali e all'impatto con un maggiore orientamento al mercato.
Questo studio certamente non è esaustivo del tema della situazione del reddito delle aziende dell'altopiano andino con allevamento di camelidi. Il campione di aziende, infatti, è limitato e il periodo di analisi breve. Questa indagine è un piccolo contributo la cui metodologia potrebbe essere estesa ad altre situazioni per superare le difficoltà di raccolta dei dati e stimolare l'adozione del metodo di analisi del reddito per gruppi di aziende.
Per aumentare il reddito delle aziende, si dovrebbero ridurre i costi con il miglioramento dell'efficienza tecnica: introduzione di appropriate procedure di macellazione, applicazione di tecniche di analisi di bilancio economico, inclusa la raccolta sistematica dei dati contabili. Inoltre, si potrebbero migliorare l'attività di selezione genetica dei Csad per la produzione di fibra; aumentare le vendite di capi e di fibra, aggiungere la vendita di altri prodotti a maggiore valore aggiunto (manufatti tessili, carne essiccata e turismo rurale). Infine, gli allevatori dovrebbero beneficiare di programmi di formazione professionale ed essere incoraggiati ad unirsi in associazioni per la produzione e la vendita dei prodotti.

Riferimenti bibliografici

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  • 1. I fondi finanziari per il progetto di ricerca “Sustainable Development of Camelid products and services defined as market oriented in the Andean Region project”, Decama, sono stati forniti dall'Unione Europea (Fifth European Community framework programme for research, technological development and demonstration 1998-2002 – Inco Dev Programme – ICA4-CT-2002-10014).
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