Valutare la sostenibilità delle aziende agricole con la banca dati Rica

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Valutare la sostenibilità delle aziende agricole con la banca dati Rica
Istituto Nazionale di Economia Agraria

Introduzione

Nel settore agricolo il concetto di sostenibilità e di agricoltura sostenibile si è ormai affermato come un obiettivo di lungo periodo che deve essere perseguito attraverso le politiche agricole (Oecd, 1995). Le diverse dimensioni della sostenibilità - che nella maggior parte delle interpretazioni fanno riferimento a fattori economici, sociali e ambientali - non sempre convergono verso una valutazione univoca dei sistemi produttivi. In molti casi il raggiungimento di livelli sempre maggiori di benessere economico si ottiene a scapito della dimensione sociale e ambientale. I trade-off tra queste tre dimensioni generano un continuo dibattito politico che necessita sempre più di un'adeguata conoscenza del funzionamento degli ecosistemi, oltre che dei sistemi socioeconomici. In questo contesto la sfida della valutazione del grado di sostenibilità a diversi livelli e scale è uno temi di maggior interesse anche dal punto di vista scientifico.
Ultimamente le prospettive di una crescita economica e demografica sostenuta nelle aree del pianeta meno sviluppate hanno posto in primo piano la necessità di produrre una maggiore quantità di alimenti in modo più efficiente e sostenibile (Oecd, 2012). Tuttavia la promozione della cosiddetta "crescita verde" pone alcuni interrogativi sulla reale capacità degli ecosistemi agricoli di sostenere cospicui aumenti produttivi senza pregiudicare ulteriormente la conservazione delle risorse naturali e della biodiversità. Da ciò scaturisce l’esigenza di disporre di idonei strumenti analitici in grado di presentare l'articolazione della sostenibilità nella fitta rete di relazioni tra gli agroecosistemi e i sistemi socio-economici e di fornire valutazioni del livello di sostenibilità, anche partendo dalla singola unità di produzione identificabile nell’azienda agraria.
Numerosi studi sono stati avviati anche in Europa per la misurazione della sostenibilità ambientale in agricoltura a differenti livelli di complessità, utilizzando sistemi di indicatori a livello europeo e nazionale (Cec, 2000; Eea, 2005) o proponendo metodi di misurazione su scala aziendale, basati sulle banche dati disponibili come l'indagine sulle strutture agricole (Andersen et al., 2007) e la Rete di informazione contabile agricola (Westbury et al., 2011). Interessante è l’approccio basato sull’impronta agro-ecologica che aggrega diversi indicatori agro-ambientali in una struttura flessibile in grado di rispondere alle diverse esigenze locali. La sua elaborazione è interattiva e si basa sulla partecipazione diretta di agricoltori e stakeholders nel processo di scelta delle variabili (Purvis et al., 2009). Meno frequenti sono gli studi che hanno cercato di prendere in considerazione contemporaneamente i fattori economici, sociali e ambientali a livello nazionale (Trisorio, 2004) o a livello aziendale (Van Passel et al., 2007). Tra questi studi va evidenziato l'approccio del "valore aggiunto sostenibile" che propone di andare oltre la misurazione dell'impatto ambientale tenendo conto anche della creazione di valore a partire dalle risorse impiegate (Mondelaers et al., 2011). L'ordinamento delle aziende secondo una graduatoria di sostenibilità è un altro aspetto fortemente dibattuto in quanto rimanda alle preferenze espresse dalla società riguardo alle diversa importanza attribuita alle tre dimensioni della sostenibilità (Gómez-Limón J.A., Sanchez-Fernandez, 2010; Reig-Martínez et al., 2011).
Una criticità comune alle diverse applicazioni esistenti in letteratura deriva dalla disponibilità di banche dati con informazioni tecniche e socioeconomiche in grado di supportare i diversi strumenti analitici per una efficiente valutazione della sostenibilità a livello aziendale. La maggior parte degli studi esaminati utilizza la Rete di informazione contabile agricola (Rica) integrata a volte con rilevazioni ad hoc per ottenere informazioni altrimenti non disponibili. Questo studio si propone di misurare la sostenibilità economica, sociale e ambientale a livello aziendale attraverso l'elaborazione di un indice composito (Giovannini et al., 2008), partendo esclusivamente dalla attuale disponibilità di dati tecnici e socioeconomici della Rica, opportunamente rielaborati e aggregati al fine di ottenere una serie di indicatori di sostenibilità multidimensionali analizzabili secondo le principali tipologie agricole.

L’approccio metodologico

L'Indice di Sostenibilità Aziendale (Sustainable Farm Index - SuFI) è stato sviluppato come variante dell’indice di impronta agro-ecologica (Mortimer et al., 2008; Purvis et al., 2009), ma a differenza di quest’ultimo, l'indice SuFI prende in considerazione anche la dimensione economica e sociale della sostenibilità, oltre a quella ambientale. L'elaborazione è avvenuta mediante una procedura multi-step seguendo un approccio multicriteriale applicato al campione Rica delle aziende ricadenti in Veneto per l'anno contabile 2009.
Il primo step prevede la definizione di una matrice di valutazione 2x3 (Assessment Criteria Matrix - Acm) basata sui tre obiettivi di sostenibilità (ambientale, economica e sociale) e su due contesti operativi (Tabella 1). I contesti prendono in considerazione le interazioni che si stabiliscono direttamente e indirettamente tra le attività produttive dell’azienda e gli stessi obiettivi di sostenibilità. Il primo contesto relativo alla gestione aziendale considera più specificatamente gli aspetti legati alle tecniche di produzione, alle infrastrutture fisiche e alle caratteristiche socioeconomiche dell’azienda (es. le tecniche di concimazione, la tipologia di impianto di irrigazione, le caratteristiche del conduttore, ecc.), mentre il secondo contesto considera gli elementi che caratterizzano l’azienda nel suo territorio e l'interazione che si crea tra azienda e ambiente circostante (es. presenza di prati e pascoli, zone sottoposte a vincolo ambientale, regimi di agricoltura a basso input, aspetti pedoclimatici, popolazione rurale, ecc..).

Tabella 1 - Matrice di valutazione Acm utilizzata per il calcolo dell’indice SuFI

Per ogni criterio che compone la matrice Acm, sono stati identificati 26 indicatori agroambientali, identificati mediante l’utilizzo di dati tecnico-contabili Rica e contraddistinti dalla loro rilevanza rispetto alla dimensione di sostenibilità considerata. Nel caso della dimensione ambientale gli indicatori sono stati selezionati in relazione all’uso dei mezzi tecnici (fertilizzanti e pesticidi) e della risorsa idrica, mentre in termini territoriali sono state considerate le eventuali esternalità associate all’attività produttiva dell’azienda. Nella dimensione economica si è tenuto conto dei risultati economici e del loro livello di intensività nell'uso dei fattori produttivi primari, mentre sull’ambito territoriale sono stati considerati eventuali vantaggi/svantaggi geografici, oltre che la presenza di altre attività in grado di supportare la stessa sostenibilità economica. Infine nella dimensione sociale sono stati considerati tutti quegli aspetti relativi allo status del conduttore e al suo capitale sociale, ricavato indirettamente dal numero di adesioni dell’azienda ad organizzazioni associative. Tuttavia, non sempre gli indicatori selezionati erano direttamente disponibili, pertanto in qualche caso è stato necessario fare riferimento ad approssimazioni specifiche come nel caso dei volumi fisici dei fertilizzanti, derivati dai valori registrati dell’ammontare delle spese aziendali sostenute e dai prezzi riferiti all’anno contabile.
Successivamente si è proceduto alla normalizzazione degli indicatori per renderli aggregabili in un unico indice e alla definizione di pesi da attribuire a ciascuna dimensione nel processo di aggregazione. Per evitare un'attribuzione dei pesi arbitraria, generalmente si ricorre al coinvolgimento di stakeholder, che esprimono le preferenze della società secondo i diversi punti di vista espressi dalle tre dimensioni di sostenibilità. Nel caso specifico sono stati utilizzati i risultati del dibattito tenutosi nel corso della Conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale (Regione del Veneto, 2011), dove i portatori d'interesse (sindacati di categoria, esperti di settore, funzionari pubblici, ambientalisti, ecc.) si sono confrontati sulle prospettive future per il settore primario regionale. Il processo di aggregazione finale ha portato al calcolo vero e proprio dell’indice di sostenibilità aziendale mediante la somma dei punteggi pesati per ognuno dei livelli all'interno della matrice di valutazione. L'indice SuFI è stato espresso su una scala di valori compresi tra 0 (bassa o nulla sostenibilità) e 10 (alto livello di sostenibilità). Infine, è stata effettuata un’analisi di sensitività in modo da confrontare il risultato rispetto a quattro diversi scenari di studio ipotizzati in funzione del peso attribuito alle singole dimensioni di sostenibilità. Più precisamente, il primo scenario, denominato "scenario di indifferenza", assegna la stessa importanza a tutte le tre dimensioni, mentre gli altri tre scenari ("ambientale", "economico" e "sociale") differiscono a seconda del peso dato alle singole dimensioni (80% a quella considerata più importante, 20% alle altre due).

Principali risultati

La metodologia di calcolo del SuFI è stata applicata ai risultati emersi dalla rilevazione Rica del 20091 per la regione Veneto su un campione di 853 aziende. Per quanto riguarda il primo scenario, quello di indifferenza verso gli obiettivi di sostenibilità ambientale, economica e sociale, l’indice assume valori medi compresi tra 5,8 e 4,8 (F 7,845 = 47,6 P < 0,01) (Tabella 2). Nello scenario ambientale l’indice medio di sostenibilità aziendale è più basso (4,3) mentre assume valori più alti nello scenario economico (5,7) e sociale (5,5). Considerando gli indirizzi produttivi emerge che le aziende con allevamenti bovini mantengono i valori medi di SuFI più elevati, il che è probabilmente dovuto a una maggiore presenza di prati e pascoli estensivi. Tra gli orientamenti con un punteggio più basso, soprattutto nello scenario ambientale, si ritrovano i seminativi intensivi, le colture permanenti, la viticoltura e le altre colture, orientamenti questi caratterizzati solitamente da un utilizzo più massiccio di input chimici.

Tabella 2 - Valori medi dell’indice SuFI per Ote e per scenario


Fonte: nostre elaborazioni su dati Rica Veneto, 2009

Nello scenario che assegna pari valore a tutte e tre le dimensioni, come atteso, i migliori risultati in termini di sostenibilità ambientale si ottengono nel caso delle aziende collocate in zone di montagna (sia sotto il contesto di gestione aziendale che territoriale), mentre dal punto di vista socioeconomico le migliori performance si registrano nel caso delle aziende di pianura, in particolare considerando il contesto territoriale (Figura 1).

Figura 1 - Punteggi medi delle componenti del SuFI nello scenario di indifferenza per zona altimetrica


Fonte: nostre elaborazioni su dati Rica Veneto, 2009

In merito alle dimensioni economiche aziendali, quelle più grandi economicamente (> 100 ude) mostrano i risultati migliori in tutti gli scenari sia per il contesto gestionale sia per quello territoriale, mentre le aziende più piccole (< 8 Ude) mantengono punteggi elevati di SuFI solo nel caso dello scenario ambientale per il contesto gestionale (Figura 2). Tuttavia, in generale i valori più bassi di sostenibilità si verificano nell’interazione tra lo scenario ambientale e il contesto territoriale.

Figura 2 - Punteggi medi delle componenti del SuFI nello scenario indifferente per classe di Ude


Fonte: nostre elaborazioni su dati Rica Veneto, 2009

Infine, distinguendo tre livelli di sostenibilità in base al punteggio dell’indice tra: basso (SuFI < 5), medio (SuFI = 5-6) e alto (SuFI > 6), e analizzando la distribuzione del campione aziendale in termini di numero di aziende, Sau e valore aggiunto, emerge che soltanto il 12% delle aziende totali raggiunge elevate performance ambientali, corrispondenti al 20% della Sau regionale e al 35% del valore aggiunto netto. In base allo scenario che attribuisce maggiore importanza ai risultati economici, circa il 40% delle aziende mostra un punteggio elevato del SuFI, con una copertura di quasi il 70% della Sau regionale e del 77% del valore aggiunto netto. Per quanto riguarda lo scenario "sociale", la maggior parte delle aziende si distribuisce intorno ai valori medi di sostenibilità (45%).

Qualche considerazione conclusiva

La valutazione della sostenibilità realizzata attraverso indici compositi aggregati può essere ripetuta su diversi orizzonti temporali al fine di analizzare gli effetti delle politiche agroambientali, e più in generale dell'adozione di metodi produttivi a basso impatto ambientale, sulle aziende agricole e sulle modalità di gestione. È evidente che gli attuali sistemi informativi aziendali non sono ancora pienamente adatti a questo scopo, ma i risultati di questo studio dimostrano le potenzialità offerte dal database Rica anche nel contesto dell’analisi di sostenibilità.
Attualmente le carenze informative rendono a volte piuttosto labili i legami tra la variabile prescelta come proxy e l'aspetto (ambientale, economico e sociale) che si vuole rappresentare. D'altra parte la struttura analitica della contabilità Rica, che prevede l’allocazione dei costi ai singoli processi produttivi, rende possibile misurare indirettamente le quantità di mezzi tecnici (azoto e fosforo) con un buon grado di approssimazione. Al contrario nel caso degli agrofarmaci non è ancora possibile individuare delle variabili che tengano conto della quantità utilizzata e del grado di tossicità. Infine le informazioni sul sistema di irrigazione consentono soltanto parzialmente di individuare i sistemi in base al consumo idrico. Anche nel caso della dimensione sociale della sostenibilità gli indicatori di riferimento non sempre possono essere considerati esaustivi ai fini di una valutazione oggettiva.
Per migliorare il quadro informativo a livello europeo è stato proposto un approccio che può essere esteso a tutti gli Stati membri al fine di integrare le indagini campionarie sulla struttura e produzione delle aziende agricole con le informazioni disponibili attraverso la Rica (Eurostat, 2011). A livello nazionale, oltre ad un primo esame delle potenzialità del sistema Rica italiano (Mari, 2005), tramite l’implementazione del software di contabilità Gaia (Gestione Aziendale Imprese Agricole) a partire dall'anno contabile 2011 sono state introdotte informazioni aggiuntive rispetto a quelle richieste a livello comunitario per quanto riguarda la registrazione delle quantità fisiche degli input produttivi come i fertilizzanti oltre che altre informazioni sulla quantità di acqua irrigua effettivamente consumata, fitofarmaci, georeferenziazione, ecc.. L'introduzione di queste nuove informazioni anticipa quanto previsto dal reg. (CE) 385/2012 relativo alle nuove rilevazioni Rica da realizzare a partire dal 2014 che dovrebbe colmare almeno in parte alcune carenze di informazioni statistiche sugli aspetti agroambientali.

Riferimenti bibliografici

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  • 1. Fermo restando che la sostenibilità rappresenta un concetto dinamico per definizione e andrebbe valutata nel tempo, questo studio è principalmente orientato a valutare le potenzialità offerte dalla banca dati Rica nell’analisi di sostenibilità, con la prospettiva di estendere l'analisi anche in senso temporale oltre che spaziale.
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