Finestra sul WTO n.24

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Finestra sul WTO n.24
a Confederazione Svizzera, Ufficio Federale dell’Agricoltura (UFAG)

Nel 2012 non ci sono stati avanzamenti nelle trattative del Wto, che restano in situazione di stallo.
A fine 2011 l'ottava conferenza ministeriale (tenutasi a Ginevra), si era conclusa con un nulla di fatto per il Doha Round, e l'impegno ad esplorare nuovi approcci negoziali (vedi Finestra sul Wto, marzo 2012). La prossima tappa è ora la nona conferenza ministeriale, che si terrà a Bali (Indonesia), a dicembre 2013.
Le discussioni mirano ad identificare elementi che possano essere inclusi in un mini- pacchetto negoziale; l'obiettivo è di raggiungere l'accordo almeno su un numero ristretto di punti, cosa che non fu possibile a Ginevra. Tra questi potrebbero rientrare temi come la trade facilitation (la rimozione degli ostacoli per il movimento di beni attraverso la frontiera, come ad esempio la semplificazione delle procedure doganali), il trattamento speciale e differenziato, le misure per i paesi meno avanzati, ma anche alcune questioni agricole. A questo punto è chiaro che si è rinunciato a trattare il Doha Round nella sua interezza, ed i differenti soggetti verranno piuttosto negoziati in tempi successivi; ma non è ancora certo come si deciderà di procedere.
Nei mesi scorsi, nell'ambito del negoziato agricolo sono state avanzate tre proposte: due da parte del gruppo del G20, ed una da parte del gruppo del G33.
La prima proposta del G20 è relativa alle modalità per l'utilizzo delle quote all'importazione a tariffa ridotta, ed in particolare prevede nuove procedure nel caso in cui le quote siano sistematicamente sotto utilizzate, oltre a nuovi impegni per la notifica ed il monitoraggio del loro utilizzo. La seconda riguarda invece la necessità di aggiornare le informazioni notificate per la export competition (sussidi alle esportazioni, crediti alle esportazioni, imprese commerciali di stato, aiuti alimentari), dalle quali derivano gli obblighi di riduzione previsti nell'accordo agricolo dell'Uruguay Round. Il gruppo del G10 ha richiesto di includere in questa proposta anche il tema delle restrizioni alle esportazioni, per le quali a differenza dei sussidi non sono di fatto previste limitazioni, ma il cui impatto sul commercio internazionale è di enorme attualità (vedi Finestra sul Wto, dicembre 2011).
La proposta del G33 prevede una serie di flessibilità all’utilizzo della scatola verde per i paesi in via di sviluppo. Il documento prevede ad esempio che gli acquisti a prezzi amministrati di derrate alimentari destinate agli ammassi pubblici o l’acquisto di cibo destinato ad aiuti alimentari non debbano rientrare nella scatola gialla (e quindi non siamo sottoposti a limitazione), nel caso in cui siano stati acquistati da low-income, resource-poor producers. Questa richiesta è stata accolta in modo molto controverso, in quanto la sua portata è difficile da quantificare (una critica riguarda il fatto che manca una definizione di “low-income, resource-poor producers”, che per alcuni paesi potrebbe arrivare a coprire la quasi totalità degli agricoltori) [link Ictsd].
Nel corso del 2012, è comunque mancato qualsiasi riferimento alla possibilità di chiudere il Doha Round. Si è dunque trattato di un anno di transizione, segnato anche da elezioni politiche in alcuni importanti paesi quali Cina, Francia, Stati Uniti. Il perdurare della crisi economica si ripercuote chiaramente anche sul commercio mondiale: nel 2011 è cresciuto soltanto del 5%, contro il 13.8% del 2010; le stime per il 2012 si sono ridotte fino al 2.5%, e per il 2013 non si prevede che una modesta ripresa [link Wto], [link Wto].
Le discussioni su un possibile pacchetto negoziale proseguiranno a fine gennaio, a margine del tradizionale appuntamento del Word Economic Forum di Davos.

Notizie: 

Elezioni per il nuovo direttore generale del Wto

Nell’agosto 2013 scadrà il secondo e quindi ultimo mandato del direttore generale del Wto Pascal Lamy, in carica dal 2005. Alla scadenza del suo primo mandato, nel 2009, quella di Lamy era stata l'unica candidatura (vedi Finestra sul Wto, giugno 2009); al contrario, al 31 dicembre 2012, termine ultimo per la presentazione delle domande, ben nove candidati avevano segnalato il loro interesse:
1. Alan John Kwadwo Kyerematen, ex ministro del Ghana dell'industria e del commercio;
2. Anabel González, attuale ministro del commercio estero del Costa Rica;
3. Mari Elki Pangestu, ex ministro del commercio dell’Indonesia;
4. Herminio Blanco, ex ministro del commercio del Messico;
5. Tim Groser, attuale ministro del commercio della Nuova Zelanda, presidente del gruppo negoziale Wto per l’agricoltura nel 2004;
6. Amina Mohamed, keniana, vicedirettore generale dell’United Nations Environment Program a Nairobi;
7. Ahmad Tougan Hindawi, ex ministro del commercio della Giordania;
8. Taeho Bark, ministro del commercio della Corea del Sud;
9. Roberto Carvalho de Azevêdo , rappresentante permanente del Brasile al Wto.
Si noterà che il gruppo è costituito con una sola eccezione da candidati provenienti da paesi in via di sviluppo, ed include tre donne; in passato, la carica di direttore generale del Wto è sempre stata ricoperta da uomini [link], di cui uno solo (il tailandese Supachai Panitchpakdi) proveniente da un paese in via di sviluppo. Tra il 29 ed il 31 gennaio i nove candidati si presenteranno al Consiglio Generale del Wto.
Il nuovo direttore generale del Wto dovrà essere eletto, con il consenso di tutti i paesi membri, entro maggio 2013.
Per saperne di piu': [link Wto].

Nuovi Paesi membri del Wto

La Russia ha formalmente ratificato e siglato il suo accesso al Wto, con effetto dal 22 agosto [link Wto]. Nel 2012, grazie a quattro nuovi ingressi (Russia, Montenegro, Samoa, Vanuatu) il Wto raggiunge quota 157 membri [link Wto].
Prossimi all’accesso sono ora Laos e Tajikistan, dopo rispettivamente 15 e 11 anni di negoziati [link Wto], [link Wto].

Disputa delle banane: formalizzata la conclusione

Con la firma dell'accordo raggiunto e l'aggiornamento degli impegni presi in sede Wto, si è ufficialmente conclusa la disputa sul settore delle banane che aveva visto contrapposti, a partire dal 1991, Unione Europea e dieci paesi dell'America latina (vedi Finestra sul Wto, marzo 2011, [link Ictsd], [link Wto]).
L'accordo prevede che l'UE riduca le tariffe all'importazione sulle banane provenienti dall'America latina da 148 euro/t a dicembre 2009 fino ai 114 euro/t entro gennaio 2017. Se il Doha Round non dovesse concludersi entro la fine del 2013, i tagli tariffari previsti per il 2014 slitteranno fino alla conclusione del Round, e comunque non oltre la fine del 2015. L'accordo é accompagnato da un pacchetto di 190 milioni di euro di aiuti dall'UE destinati ai paesi Acp [link UE].

Dispute al Wto: Argentina

L'Unione Europea, cui si sono aggiunti Stati Uniti e Giappone (il Messico, unitosi in un primo momento, si è poi ritirato), ha iniziato una disputa contro l'Argentina a causa delle sue complesse procedure di controllo e autorizzazione all’importazione, che si sono rafforzate negli ultimi mesi. L'Argentina ha da parte sua dato inizio a tre nuove dispute contro Usa e UE, riguardanti rispettivamente il bando all’importazione di carne bovina e limoni e le regole per i biocarburanti non UE [link Ictsd], [link Ictsd].

Rapporto del Wto sulle misure restrittive del commercio

Nell’ultimo rapporto sulle misure commerciali del G 20, Pascal Lamy ha sottolineato la diminuzione nell’imposizione di nuove misure restrittive del commercio, ma anche come nell’attuale contesto di crisi economica le dispute commerciali e i motivi di contrasto non sembrano destinati a diminuire. Ha quindi incitato i paesi del G 20 a proseguire nei loro sforzi per aumentare l’apertura dei mercati e contrastare la riduzione della crescita economica mondiale [link Wto].

Negoziati bilaterali dell'UE

A fine maggio, dopo essere stato approvato dai ministri dell'UE, è stato siglato un accordo di libero commercio tra UE, Colombia e Perù. Originariamente, i negoziati avevano coinvolto tutta la comunità andina, ma considerate le divergenze esistenti tra i vari paesi erano poi proseguiti in modo bilaterale. Ecuador e Bolivia li hanno abbandonati rispettivamente nel 2009 e nel 2007 [link UE].
Si sono conclusi i negoziati per un accordo di libero scambio tra UE e sei paesi dell'America centrale (Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Panama), iniziati nel 2007 [link UE], così come quelli tra UE e Singapore [link UE].
Dovrebbero avvicinarsi ad una conclusione anche le trattative tra UE e Canada [link UE].
Per quanto riguarda invece i negoziati con il Giappone, la Commissione Europea ha ufficialmente ricevuto il mandato dei ministri del commercio per iniziare le trattative [link UE].
Infine, proseguono le discussioni preliminari per un accordo di libero scambio tra USA e UE. È stato istituito un High Level Working Group per identificare misure per incrementare il commercio e gli investimenti e supportare la creazione di nuovi posti di lavoro, la crescita economica e la competitività internazionale. L’ High Level Working Group è presieduto dal Commissario UE al Commercio Karel de Gucht e dal rappresentante USA al Commercio Ron Kirk; la pubblicazione delle raccomandazioni è prevista per inizio 2013 [link UE].

Notifiche dell'UE al Wto

Secondo quanto riportato nell'ultima notifica dell'UE al Wto, nel 2008- 2009 i pagamenti distorsivi del commercio inclusi nella scatola gialla si sono ridotti fino al livello di 11.8 miliardi di euro. I sussidi della scatola verde restano fermi a 63 milioni di euro, di cui circa la metà é dovuta ai pagamenti disaccoppiati. 5.3 milioni di euro sono invece classificati nella scatola blu, mentre alla clausola de minimis afferisce all'incirca un milione di euro. La notifica dell'UE é disponibile sul sito del Wto: [link Wto].

Economic Partnership Agreement UE-Esa

L'Economic Partnership Agreement (Epa) tra l'UE e quattro Paesi appartenenti alla Eastern and Southern Africa (Esa) é ora attivo. Questo accordo garantisce accesso a tariffa zero e senza limitazioni alle esportazioni di questi paesi nel mercato europeo; da parte loro, Mauritius, Madagascar, Seychelles e Zimbawe apriranno loro mercati all'UE nel corso di 15 anni, con l'eccezione di alcuni prodotti sensibili ([link UE], vedi Finestra sul Wto, giugno 2009).

*Quanto scritto è esclusivamente di responsabilità dell’autrice e non riflette in alcun modo la posizione dell’Ufag

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