L’attuazione dell’OCM Vino in Sardegna

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L’attuazione dell’OCM Vino in Sardegna
a Università degli Studi di Sassari, Nucleo di Ricerca sulla Desertificazione
b Università di Sassari, Dipartimento di Scienze Agrarie e NRD

Premessa

Il processo di intensa trasformazione della PAC avviato con la riforma Fischler nel 2003 vede nel Reg. (CE) 1234/2007 (modificato poi dal Reg. (CE) 491/2009) un’altra tappa fondamentale attraverso l’introduzione della cosiddetta OCM unica. Quest’ultima è un operazione di razionalizzazione di portata notevole che segna il definitivo superamento di una fase storica della PAC durata oltre quarant’anni abrogando le ventuno OCM istituite a partire dal 1962 (Frascarelli, 2008).
L’introduzione dell’OCM unica non coinvolgeva immediatamente tutti i settori produttivi dal momento che non tutte le riforme settoriali erano state completate per quella data fra cui quella del settore vitivinicolo. Nel 2008, con il Reg. (CE) 479/2008, si completa la riforma del settore vitivinicolo e, così come per le altre, anche per la nuova OCM vino è stato attuato il trasferimento delle nuove disposizioni all’interno dell’OCM unica proseguendo lo sforzo di uniformare le diverse disposizioni settoriali all’interno di un sistema di governo unico.

La nuova OCM vino

Nonostante tale sforzo di semplificazione, quella del vino conserva una forte peculiarità rispetto alle altre OCM. L’elemento che caratterizza maggiormente la nuova OCM vino è il tentativo di integrare in sè misure tipiche sia del I pilastro sia del II pilastro della PAC prevedendo una progressiva eliminazione delle misure di sostegno del mercato e la contemporanea attivazione di misure a sostegno della competitività delle imprese.
La nuova OCM vino si articola in quattro principali ambiti di intervento:

  • le misure di sostegno (titolo II)
  • le misure regolamentari (titolo III)
  • le regole in materia di scambio con i paesi terzi (titolo IV)
  • le regole per la disciplina del potenziale produttivo (titolo V)

Le norme contenute nel titolo II del nuovo regolamento quadro costituiscono l’elemento di maggiore innovazione della nuova OCM vino. Tale titolo si articola in due capi: il primo dedicato ai programmi di sostegno ed il secondo dedicato ai trasferimenti di risorse finanziarie (Pomarici, Sardone 2010).

I programmi di sostegno

L’introduzione del programma di sostegno costituisce l’elemento qualificante della nuova OCM Vino attraverso il quale a ciascuno stato membro viene attribuita una certa dotazione finanziaria destinata fino ad un massimo di 11 misure di intervento elencate nella tabella 1. Ciascuno stato membro può, secondo modalità discrezionali, attivare le misure che ritiene più rispondenti alla propria realtà e alla propria dotazione finanziaria.

Tabella 1 - Le misure dei Programmi di Sostegno

Fonte: Pomarici e Sardone, 2010

Di queste misure, cinque provengono dalla precedente OCM vino. Il finanziamento della distillazione di alcol per usi commestibili, la distillazione di crisi e l’utilizzo di mosto di uve concentrato è stato consentito solo per il quadriennio 2009-2012 (misure in phasing out). La distillazione dei sottoprodotti e la ristrutturazione dei vigneti vengono invece mantenute senza limiti di tempo. Il resto delle misure permanenti costituiscono interventi innovativi rispetto ai tradizionali strumenti impiegati nelle precedenti OCM vino.

Il programma di sostegno dell’Italia

La prima definizione del programma nazionale nel 2008 riflette la duplice esigenza di rendere da un lato quanto più indolore possibile la transizione dal vecchio al nuovo regime, dall’altro accrescere la competitività del settore.
In particolare, vengono mantenute tutte le misure ereditate dalla vecchia OCM pur se con fondi decrescenti nel tempo. Il rafforzamento della produttività viene perseguito attraverso l’attivazione delle misure di riconversione dei vigneti, investimenti e promozione verso i paesi terzi.
La dotazione finanziaria maggiore è stata destinata alla misura ristrutturazione e riconversione dei vigneti (36% delle risorse), in continuità con quanto realizzato nella precedente OCM. Alla misura di promozione verso i paesi terzi viene complessivamente attribuita una dotazione finanziaria pari al 18% delle risorse nazionali. Per il 2011 sono stati finanziati 161 progetti di promozione all’estero per un totale di 87,5 milioni di euro. La maggior parte di questi progetti è rivolta agli USA (109) diventato il primo mercato italiano, al Canada (43), Cina (35), Russia e Svizzera (30). Dagli addetti ai lavori viene sottolineata la mancanza di una cabina di regia in grado di svolgere una più efficace attività di coordinamento dei tanti progetti di promozione del vino italiano all’estero (Dell’Orefice, 2011). La misura relativa agli investimenti passerebbe dai 15 milioni di euro del 2011 fino ai 40 milioni per il 2012 e 2013 arrivando cosi ad una dotazione complessiva per l’intero periodo pari a poco più del 6%.
Le misure vendemmia verde1 e distillazione di crisi rappresentano gli strumenti previsti dalla nuova OCM per fronteggiare eventuali squilibri tra domanda e offerta nel caso di eccedenze temporanee. La misura relativa ai fondi di mutualizzazione non è stata presa in considerazione forse a causa del suo carattere innovativo e della sua complessità di applicazione. L’Italia ha, inoltre, scelto di non finanziare la misura relativa al regime di pagamento unico. Con una prima modifica del programma di sostegno è stata inserita anche l’assicurazione del raccolto inizialmente esclusa dall’elenco delle misure finanziate.

Il programma di sostegno in Sardegna

Il budget disponibile per ogni misura a livello nazionale è stato successivamente ripartito tra tutte le Regioni al netto dei fondi destinati alla distillazione dei sottoprodotti, i cui beneficiari sono le distillerie, e al netto del 30% dei fondi destinati alla promozione verso paesi terzi impiegati annualmente per la realizzazione di progetti di carattere nazionale.
L’analisi dello speso, cioè dei pagamenti comunicati dagli Organismi Pagatori (OP) dal 2009 fino ad ottobre 2010 e riportati nella tabella 2, evidenzia come anche per la Regione Sardegna, la distribuzione delle risorse tra le misure attivate risponde alla duplice esigenza di attenuare gli effetti derivabili da un’immediata eliminazione delle misure di mercato in phasing out, e di puntare al tempo stesso ad accrescere la capacità produttiva del settore.

Tabella 2 - Situazione pagamenti cumulati comunicati dagli O.P. annualità 2009 e 2010 (in euro)

Fonte: Assessorato Agricoltura RAS su dati AGEA Dei 3,8 milioni dichiarati all’OP dalla Regione Sardegna, poco più di 3 milioni di euro sono stati spesi nella sola misura di ristrutturazione e riconversione. Il resto della spesa interessa le misure di mercato legate alle diverse forme di distillazione per un totale pari a circa 550 mila euro. Altra misura attivata al fine di contenere l’offerta produttiva è stata la vendemmia verde che ha garantito una spesa pari a soli 106 mila euro. Trascurabile la spesa relativa alla misura arricchimento con mosti (solo 17 mila euro). La misura promozione verso i paesi terzi registra uno scarso successo, raggiungendo una spesa di soli 50 mila euro, il che evidenzia gravi difficoltà nella sua attuazione a livello regionale. Il decreto ministeriale n. 4670 del 1 luglio 2011 ha ufficializzato la nuova ripartizione tra le Regioni e le Province autonome dello stanziamento di euro 236.177.538 relativa all’anno 2011. Alla Regione Sardegna viene attribuito un finanziamento pari a 7.313.000€, circa il 3% della dotazione nazionale, la cui distribuzione tra le diverse misure è riassunta nella tabella 3.

Tabella 3 - Dotazione finanziaria per l’anno 2011 e provvisoria distribuzione tra le misure attivate

Fonte: Allegato A Decreto n. 4670 del 1/7/2011

La tabella 3 evidenzia una scarsa dotazione destinata alla promozione verso i paesi terzi (4,2%). Questa misura sconta non solo le difficoltà amministrative incontrate nella stesura delle domande e nella concessione dei contributi (Pomarici e Sardone, 2010) ma anche la difficoltà da parte dei produttori di presentare proposte promozionali collettive non riferite ai singoli marchi. La scarsa attenzione alla promozione verso i paesi terzi rispetto al contesto locale o nazionale ed il ruolo marginale rivestito dai Consorzi di Tutela completano il quadro delle criticità. La dotazione assegnata alla misura di riconversione dei vigneti è superiore ai 3 milioni di euro pari a circa il 43% della dotazione complessiva. Viene azzerata la misura relativa alla vendemmia verde considerata troppo onerosa dal punto di vista del carico amministrativo rispetto alla scarsa risposta dei produttori riscontrata nella precedente annualità, mentre viene fortemente potenziata la dotazione della misura degli investimenti, che arriva fino a poco più di 1,5 milioni di euro (21% della dotazione regionale). Tale misura costituisce un’importante novità per l’annualità 2011 non solo a livello regionale ma anche nazionale. Il Decreto Ministeriale n. 1831 del marzo 2011 risolve finalmente il problema di demarcare gli ambiti di intervento finanziabili con l’OCM vino evitando sovrapposizioni con l’analoga misura prevista dai PSR. In Sardegna le operazioni finanziabili comprendono investimenti in attività di e-commerce, la realizzazione di show-room e negozi esperenziali, l’acquisto di barriques e vasi vinari e la realizzazione di laboratori con l’acquisto della relativa strumentazione.
Con riferimento alle misure in phasing-out, a fronte di una precisa richiesta dei produttori viene confermata anche per il 2011 l’attivazione della misura distillazione di crisi con una dotazione pari a 2,3 milioni di euro per sovvenzionare l’eliminazione di eccedenze per l'IGP "Isola dei Nuraghi", tipologia rosso. L’attivazione della misura distillazione di crisi per un vino di qualità testimonia, quindi, un significativo e persistente squilibrio tra offerta e domanda di vino (Canali, 2007). Infine, viene attribuita una dotazione di circa 21 mila euro alla misura arricchimento con mosti.
Il grafico 1 distingue la dotazione finanziaria assegnata alle singole Regioni tra le due categorie di misure, I e II Pilastro. La prima categoria, misure del I Pilastro, include tutte le misure di mercato tra cui le varie forme di distillazione, la vendemmia verde e l’arricchimento dei mosti. La seconda categoria include le misure riferibili al II Pilastro, orientate ad incrementare la competitività del settore come le misure di riconversione, promozione verso i paesi terzi e gli investimenti. La distribuzione della dotazione finanziaria tra le due categorie riflette almeno in parte le diverse scelte strategiche effettuate dalle diverse regioni nell’affrontare le criticità del comparto.

Grafico 1 - Ripartizione regionale tra Misure I Pilastro e Misure II Pilastro, fondi 2011

Fonte: Rielaborazioni su dati Allegato A Decreto n.4670 del 1/7/2011

Dal grafico 1, appare chiaro come le scelte attuate dalle regioni nella distribuzione delle risorse tra misure di mercato e misure di competitività siano estremamente eterogenee. Tuttavia, escludendo la Val d’Aosta che impegna oltre il 70% delle risorse nella misura vendemmia verde, è possibile distribuire le regioni italiane in tre gruppi in funzione della distribuzione percentuale delle risorse tra le due categorie di misure. Un primo gruppo di regioni ha quasi equamente distribuito le risorse tra le due categorie senza quindi privilegiare nessuna di esse. A tale gruppo appartengono sia regioni settentrionali come la P.A. di Trento e la Liguria sia regioni dell’Italia centro meridionale come Emilia Romagna, Lazio, Abruzzo, Basilicata, Calabria e Sicilia. Alcune regioni hanno privilegiato gli interventi di carattere strutturale (misure riferibili al II Pilastro) dedicando ad essi una percentuale compresa tra il 60% e l’80% come la Sardegna (68%), Piemonte, Veneto, Molise, Campania e Puglia. Infine, abbiamo le regioni che hanno decisamente privilegiato le misure riferibili al II pilastro, dedicando ad esse una quota di risorse maggiore all’80% come la Lombardia, P.A. Bolzano, Friuli, Umbria, Marche e Toscana, quest’ultima con la percentuale maggiore pari ad oltre il 90%.
Queste regioni dimostrano quindi un netto orientamento verso le misure di carattere competitivo e strutturale mostrando un coraggioso distacco dalle tradizionali misure dell’OCM orientate al contenimento dell’offerta.

Conclusioni sulla nuova OCM Vino

Il peso che le misure di ristrutturazione dei vigneti e gli investimenti finiranno per avere nell’ambito del programma nazionale, arrivando congiuntamente a coprire il 49% della dotazione complessiva nel 2013, insieme alla scomparsa delle tradizionali misure di mercato (solo la distillazione dei sottoprodotti verrà mantenuta oltre il 2012), conferiscono un chiaro carattere alla nuova OCM viticola non più basata sul peso preponderante delle misure di mercato ma maggiormente orientata verso misure finalizzate a rafforzare la competitività del settore vitivinicolo. Nonostante l’incertezza legata alla possibilità di una facile rimodulazione delle risorse tra le misure da un anno all’altro, resta evidente lo sforzo compiuto dall’amministrazione nazionale, ed in parte, regionale di rivedere la politica di finanziamento al settore indirizzando le imprese verso una maggiore apertura al mercato. Tuttavia, l’elevata dotazione finanziaria assegnata a misure di controllo dell’offerta, come la distillazione di crisi, ed il difficile avvio di alcune misure a carattere più innovativo come la promozione verso i paesi terzi e i fondi di mutalizzazione, dimostrano come l’implementazione della nuova OCM vino non abbia determinato un reale cambio di passo e di mentalità all’interno del settore (RRN, 2009). Sono diverse le regioni che distribuiscono equamente le risorse tra le due categorie di misure mostrando una troppo debole politica di incremento della competitività. La dotazione finanziaria complessivamente dedicata alle misure di carattere più strutturale è preponderante (oltre l’80%) solo per alcune regioni. La Regione Sardegna si mantiene in linea con i valori medi nazionali impegnando circa il 68% delle risorse 2011 per le misure riferibili al II Pilastro, mostrando, quindi, ancora un discreto attaccamento alle misure di mercato. Le risorse riferibili al II Pilastro sono, inoltre, prevalentemente concentrate sulle sole misure di ristrutturazione ed investimenti e solo in termini residuali alla misura promozione che risulta più innovativa delle precedenti e, quindi, sicuramente più complessa dal punto di vista procedurale ma fondamentale in un ottica di espansione verso paesi terzi.

Riferimenti bibliografici

  • Canali G. (2007) “Una nuova OCM per lo sviluppo del comparto vitivinicolo”, AgriRegioniEuropa, anno 3, Numero 9, Ancona

  • Dell’Orefice G. (2011) “ Romano: alleanze con Parigi per contrastare in Europa la liberalizzazione dei vigneti”, Agrisole, Aprile 2011

  • Frascarelli A. (2008), L’OCM unica e la semplificazione della PAC, Gruppo 2013, Working paper n. 5, Febbraio 2008

  • Pomarici E., Sardone R. (2010) “L’attuazione dell’OCM vino: un primo bilancio di metà percorso”, AgriRegioniEuropa,anno 6, Numero 21, Ancona

  • Pomarici E., Sardone R. (2010), L’OCM vino. La difficile transizione verso una strategia di comparto,Osservatorio sulle politiche agricole dell’UE, INEA, Roma

  • RRN (2009), VINO: sviluppo rurale e nuove FORME di sostegno ai mercati, Documento della Rete Rurale Nazionale, Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e forestali, Roma

  • 1. La vendemmia verde rappresenta uno strumento di contenimento della produzione tramite la distruzione o l’eliminazione totale dei grappoli di una determinata superficie.
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