L’impatto della riforma PAC sulla sostenibilità di un’area irrigua

L’impatto della riforma PAC sulla sostenibilità di un’area irrigua

Introduzione

La Politica agricola comunitaria (PAC) ha avuto un impatto significativo sulle scelte produttive degli agricoltori e sui risultati economici complessivi delle aziende agricole. Infatti, sono questi i due aspetti su cui generalmente si è concentrata la maggior parte delle analisi empiriche condotte. Tuttavia, per avere un quadro più articolato sull’effetto della PAC sulle realtà agricole sembra importante considerare anche alcuni aspetti relativi alla sostenibilità sociale ed ambientale dell’attività agricola. Non a caso negli ultimi decenni è stato fatto un notevole sforzo per associare ai concetti di sostenibilità e multifunzionalità delle attività agricole un insieme di indicatori adeguati a cogliere questi aspetti (Buysse, Van Huylenbroeck, Lauwers, 2007; Gomez-Limon, Sanchez-Fernandez, 2010; OECD, 2001).
Questo lavoro cerca di valutare il possibile impatto di un pacchetto di riforme della PAC sulla sostenibilità economica, sociale ed ambientale di un’area irrigua dell’Italia Centrale attraverso un modello di Programmazione Matematica Positiva (PMP). Ciò è stato fatto tenendo conto non solo dell’evoluzione dei risultati economici aziendali, ma anche di alcuni indicatori relativi alle dimensioni della sostenibilità sociale ed ambientale.

Le riforme considerate

Negli ultimi anni la PAC è stata interessata da importanti mutamenti e tra questi il disaccoppiamento degli aiuti con l’introduzione del Regime di Pagamento Unico (RPU) varato con il Reg. (CE) n. 1782 del 2003.
Tale disaccoppiamento ha interessato successivamente altri settori tra cui quelli dello zucchero e dell’ortofrutta. Nel 2009, nell’ambito della verifica dello stato di salute della PAC, è stato varato il Reg. (CE) n. 73/2009 che sancisce il disaccoppiamento anche dell’aiuto qualità erogato dal 2005 a favore dei produttori di grano duro in base alle superfici coltivate e la sua integrazione nel RPU. Nel settore saccarifero, con il Reg. (CE) n. 318/2006 si è deciso di ridurre gradualmente il supporto al prezzo dello zucchero (e delle barbabietole) e di compensare gli agricoltori con pagamenti disaccoppiati. Nel settore ortofrutta, con il Reg. (CE) n. 1182/2007 si è deciso di disaccoppiare i pagamenti diretti concessi ad alcune colture orticole e, in particolare, quello concesso al pomodoro da industria.
Tali cambiamenti hanno modificato (generalmente ridotto) la convenienza di queste attività colturali particolarmente importanti in alcune aree irrigue dell’Italia, compresa quella considerata. Queste colture sono importanti non solo in termini di risultati economici, ma anche dal punto di vista della domanda di lavoro, dell’utilizzo dell’acqua irrigua e degli input chimici.

La metodologia di analisi

L’analisi del possibile impatto degli aspetti di riforma considerati su questi aspetti è stata effettuata utilizzando la metodologia della Programmazione Matematica Positiva (PMP) (Howitt, 1995; Arfini e Paris, 1995; Paris e Howitt, 1998). Dalla sua prima presentazione ad oggi, la PMP è stata migliorata dal punto di vista metodologico ed è stata adattata a vari settori in modo tale da utilizzare in modo più efficiente i dati disponibili e per catturare alcuni aspetti rilevanti del comportamento degli agricoltori (Heckelei e Britz, 2005). In particolare, un nuovo metodo che calibra e stima i modelli di programmazione matematica, basato sulle condizioni di primo ordine del problema specificato, è stato recentemente proposto ed applicato (Heckelei, 2002; Arfini e Donati, 2008).
Successivamente, la PMP è stata adattata per analizzare anche l’uso delle risorse tra cui l’acqua irrigua (Blanco, Cortignani e Severini, 2008; Cortignani e Severini, 2009). L’approccio utilizzato nello studio ha caratteristiche simili a quelli di Heckelei e Wolff (2003) e di Arfini e Donati (2008) ed è stato sviluppato per tenere conto di aspetti relativi all’utilizzo dell’acqua irrigua e per considerare alcuni aspetti attinenti alla sostenibilità economica, sociale ed ambientale.

Analisi empirica

L’analisi empirica è stata condotta in un’area agricola del comprensorio del Consorzio di Bonifica ed Irrigazione Maremma Etrusca di Tarquinia (VT). In questa area operano approssimativamente 1.000 aziende agricole per un totale di circa 8.000 ettari di superficie. Il Consorzio, tramite tre sistemi non completamente connessi tra loro, fornisce acqua irrigua a tre sub-aree del comprensorio o lotti irrigui (lotti III, V e VI).
Il modello è stato calibrato rispetto all’annata agraria 2006-2007 che corrisponde alla situazione precedente a quella in cui sono state varate le tre modifiche del sistema di aiuti avvenute successivamente al varo dell’RPU e precedentemente richiamate. In quel periodo più della metà della superficie disponibile era coltivata a grano duro e più di un terzo era irrigata: le colture irrigue più rilevanti in termini di superficie erano il pomodoro, il cocomero ed il melone. Nell’area di studio le attività zootecniche sono poco presenti per cui non sono state considerate.
Utilizzando i risultati del modello di PMP ottenuti in fase di simulazione, sono stati calcolati tre gruppi di indicatori: (a) il margine lordo totale , (b) l’utilizzazione di lavoro e (c) l’uso di acqua e di input chimici nelle attività agricole. Il margine lordo totale è la differenza tra i ricavi ed i costi variabili specifici e può essere considerato come una proxy della profittabilità privata dell’attività agricola di breve periodo1. Il fabbisogno di lavoro aziendale è stato ricavato sommando i fabbisogni di lavoro che ogni attività produttiva richiede nei diversi periodi dell’anno. Questo indicatore può essere utilizzato per valutare il contributo dell’attività agricola ai fini del mantenimento dei livelli occupazionali nell’area rurale considerata. Infine, l’utilizzo di input chimici deriva dalla combinazione tra le varie attività colturali realizzate e il rispettivo utilizzo di fertilizzanti, erbicidi e pesticidi. Questi indicatori, insieme al livello di acqua irrigua utilizzata, danno una prima e grossolana indicazione della potenziale pressione esercitata sull’ambiente da parte del settore agricolo. Da una parte è infatti necessario considerare che, nelle aree mediterranee, l’acqua è in genere considerata una risorsa scarsa. Pertanto, per assicurane un uso sostenibile, si ritiene utile contenere i fenomeni di sovra-utilizzazione di acqua e di suo inquinamento (UNECE, 2001). Inoltre, indicatori relativi al semplice livello d’uso di questi fattori sono comunemente inclusi tra gli elenchi degli indicatori di sostenibilità ambientale proposti a livello internazionale (OECD, 2001). D’altra parte, è assodato che l’impatto sull’ambiente dell’uso di input questi fattori non dipende solo dal livello d’uso, ma anche dalle modalità con cui esso si realizza.
L’idea alla base del calcolo di questi indicatori è che l’analisi della loro evoluzione possa, pur nella consapevolezza della parzialità dell’analisi svolta, fornire una indicazione dell’effetto delle riforme considerate su alcuni aspetti importanti della sostenibilità economica, sociale ed ambientale.
Lo scenario di simulazione post-riforma applicato al modello ha tenuto conto dei seguenti aspetti: il disaccoppiamento dell’aiuto al pomodoro da industria; la riduzione del prezzo della barbabietola da zucchero e l’introduzione di un pagamento disaccoppiato compensativo; l’abrogazione dell’articolo 51 del Reg. 1782/2003 che proibiva la coltivazione di colture orticole e frutticole sulla superficie eleggibile al pagamento unico; l’abrogazione del premio qualità per il grano duro.

Risultati

L’applicazione dello scenario di simulazione determina una riduzione considerevole della coltivazione del pomodoro rispetto al Baseline (2007). Viceversa, la barbabietola da zucchero, che già nell’anno precedente a quello analizzato aveva subito un drastico ridimensionamento, mostra una bassa riduzione percentuale (Tabella 1).
La simulazione effettuata indica che la superficie lasciata libera dal pomodoro viene utilizzata da colture foraggere, da cereali, oleaginose e proteiche (COP) e, in minor misura, da altre colture irrigue. Tuttavia i cambiamenti indicati comportano una riduzione sostanziale della superficie irrigata.
Questa estensificazione degli ordinamenti colturali determina una diminuzione dell’utilizzo di lavoro (probabilmente più di quello stagionale che di quello familiare) (Tabella 2). Inoltre si determina una contrazione dei volumi di acqua irrigua nonché degli input chimici utilizzati anche se, rispetto a questi ultimi, si notano alcune differenze importanti tra le varie categorie considerate. Questi ultimi due fenomeni, sembrano indicare che le riforme considerate potrebbero determinare un riduzione della pressione del settore agricolo sull’ambiente.

Tabella 1 - Impatto dell’applicazione dello scenario post riforma sugli ordinamenti colturali: valori assoluti in ettari (Baseline) e variazioni % rispetto al Baseline (Scenario post riforma)

Tabella 2 - Impatto dell’applicazione dello scenario post riforma sull’utilizzo di lavoro, acqua ed input chimici: valori assoluti in 1000 h, 1000 m3 e 100 Kg^ (Baseline) e variazioni % rispetto al Baseline (Scenario post riforma)

^ Azoto (N); Fosforo (P2O5); Potassio (K2O); Erbicidi (prodotto commerciale); Pesticidi (prodotto commerciale)

L’applicazione dello scenario post-riforma genera un significativo aumento dei margini lordi aziendali. Questo è dovuto principalmente al fatto che l’aumento degli aiuti disaccoppiati compensa in modo più che proporzionale la perdita degli aiuti accoppiati. Inoltre l’estensificazione degli ordinamenti colturali causa una contrazione dei ricavi da vendita che, nella realtà, potrebbe essere attenuata qualora si verifichino recuperi nei livelli dei prezzi di vendita dei prodotti. Inoltre, si evidenzia anche una sostanziale riduzione dei costi specifici variabili (Tabella 3).

Tabella 3 - Impatto dell’applicazione dello scenario post riforma sui risultati economici: valori assoluti in 1000 € (Baseline) e variazioni % rispetto al Baseline (Scenario post riforma)

Conclusioni

Il lavoro ha cercato di valutare l’impatto del disaccoppiamento totale di alcuni aiuti considerando, in particolare, le riforme riguardanti i settori dello zucchero e dell’ortofrutta e del grano duro, (relativamente al premio di qualità).
Lo studio, che si concentra su di un’area irrigua dell’Italia centrale, ha cercato di misurare l’impatto delle riforme utilizzando un set di indicatori selezionati al fine di esplorare varie dimensioni della sostenibilità: economica, sociale ed ambientale. L’esercizio svolto, pur nella consapevolezza dei suoi numerosi limiti, appare utile per cercare di valutare in che modo le recenti riforme considerate in questo lavoro possono determinare risultati coerenti o meno con alcuni obiettivi della PAC che appaiono, a volte, in contrapposizione tra loro.
L’analisi ha mostrato, infatti, che i cambiamenti considerati determinano un miglioramento dei risultati economici delle aziende. Questo fenomeno, dovuto essenzialmente all’erogazione di aiuti disaccoppiati ed alla estensificazione dei processi produttivi, appare coerente con l’obiettivo della PAC finalizzato al sostengo del reddito degli operatori agricoli.
L’analisi ha anche mostrato che il processo di estensificazione evidenziato determina una riduzione sostanziale dell’utilizzo degli input chimici e dell’acqua irrigua. Quest’ultimo dato è in linea con i risultati di altri studi effettuati sul tema (EEAC Working Group on Agriculture and Rural Development, 2007) e sembra coerente con l’obiettivo della riduzione della pressione esercitata dal settore agricolo sull’ambiente.
Tuttavia, a fronte di questi cambiamenti, le riforme considerate potrebbero comportare anche un decremento della domanda di lavoro generata dal settore agricolo. Questo fenomeno, che è in grado di condizionare negativamente il tessuto economico e sociale dell’area di studio, evidenzia che le riforme considerate potrebbero avere conseguenze negative sulla dimensione sociale della sostenibilità. Ciò appare in netto contrasto con gli obiettivi del sostegno alle aree rurali e, quindi, delle politiche di sviluppo rurale.
L’analisi svolta, pur nella sua estrema semplicità, evidenzia come l’analisi delle politiche agricole condotta mediante modelli di programmazione matematica, può arricchirsi quando sia possibile inserire delle informazioni addizionali che aiutino ad analizzare alcuni aspetti della sostenibilità dell’attività agricola che sono generalmente ancora poco considerati.

Riferimenti bibliografici

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  • UNECE - United Nations Economic Commission for Europe. Agri-environmental indicators to describe agricultural sustainability. Working Paper No. 21. Conference of European Statisticians. Available at: [link]

  • 1. In assenza di previsioni relative alla possibile evoluzione dei prezzi dei prodotti interessati dalla riforma, è stata adottata l’ipotesi di costanza dei prezzi. E’ opportuno considerare che questa ipotesi risulta tendenzialmente “pessimistica” in termini di impatto sui risultati economici delle aziende considerate. È infatti possibile che la contrazione dell’offerta determinata dal disaccoppiamento degli aiuti possa avere l’effetto di incrementare il livello dei prezzi dei prodotti coinvolti.
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