Il programma mondiale del Censimento dell’agricoltura

Il programma mondiale del Censimento dell’agricoltura

Introduzione: cenni storici e ruolo della FAO

Il primo Programma mondiale del Censimento dell’agricoltura fu sviluppato per gli anni 1930-31 dall’International Institute of Agriculture (IIA) e implementato in circa sessanta paesi distribuiti in tutti i continenti. Dopo la seconda guerra mondiale, la FAO ha ereditato il ruolo di guida nella conduzione decennale a livello internazionale del Censimento dell’agricoltura, promuovendo il Programma mondiale per Censimento dell’agricoltura dal 1950 ad oggi. Attualmente, la FAO sta promuovendo il nono Programma mondiale che ha come riferimento il decennio 2006-2015.
Il Censimento dell’agricoltura è una rilevazione periodica su larga scala per la produzione di informazioni quantitative sulla struttura del settore primario e sulle unità produttive che vi operano. Per struttura del settore primario si intende il complesso delle risorse produttive utilizzate per le attività agricole, vale a dire, i terreni, gli allevamenti, gli impianti di irrigazione, i fabbricati rurali, i mezzi meccanici, le caratteristiche della forza lavoro e, infine, il sistema di conduzione e la forma giuridica delle aziende agricole. L’unità statistica del censimento è l’azienda agricola, una unità tecnico-economica costituita da terreni, ed eventualmente da impianti e attrezzature varie, in cui si attua la produzione agraria, forestale o zootecnica ad opera di un conduttore, e cioè persona fisica, società o ente, che gestisce l’azienda e ne sopporta il rischio sia da solo, sia in forma associata.
Tradizionalmente con il termine censimento si intende una enumerazione completa delle unità statistiche ma, più recentemente, con questo termine si sono venute identificando anche indagini campionarie di dimensioni sufficienti a generare dati a livello territoriale molto disaggregato.
Il censimento dell’agricoltura è un evento cruciale nel sistema statistico di un paese per lo sforzo organizzativo e finanziario che richiede e la ricchezza di informazioni statistiche che genera al livello amministrativo più basso.
La FAO invita i paesi ad effettuare un censimento dell’agricoltura almeno ogni dieci anni. In ottemperanza al suo mandato di fornire statistiche comparabili a livello internazionale, la FAO prepara il programma decennale per il censimento dell’agricoltura con l’obiettivo di aiutare i paesi ad armonizzare concetti, definizioni, classificazioni e metodologie di rilevazione utilizzate nei censimenti nazionali agli standard internazionali.
La FAO inoltre fornisce assistenza tecnica gratuita ai paesi nella conduzione del censimento e li aiuta a raccogliere i fondi necessari, promuovendo l’importanza del censimento presso le agenzie nazionali e internazionali di cooperazione e sviluppo.
La FAO infine raccoglie ed esamina le esperienze nazionali nella conduzione del censimento dell’agricoltura e pubblica i risultati delle sue ricerche sotto forma di raccomandazioni metodologiche e best practices. Il sito della Divisione Statistica della FAO1 viene continuamente aggiornato con i dati e la documentazione metodologica sui censimenti nazionali. Il sito fornisce anche il collegamento ai siti delle Agenzie nazionali responsabili della conduzione del censimento dell’agricoltura.

Importanza del censimento dell’agricoltura

Gli obiettivi principali del censimento dell’agricoltura sono rimasti largamente immutati nel corso degli ultimi decenni. Al fine di contribuire allo sforzo comune di tutte le agenzie delle Nazioni Unite di monitorare i progressi nel raggiungimento dei Millennium Development Goals (MDG), nel programma più recente agli obiettivi tradizionali è stato aggiunto un ulteriore obiettivo concernente la sicurezza alimentare. Gli obiettivi del Programma mondiale per il Censimento dell’agricoltura 2010 sono i seguenti:

  • fornire informazioni statistiche dettagliate sulla struttura del settore primario per le unità amministrative più piccole;
  • validare le informazioni raccolte nelle rilevazioni campionarie periodiche caratterizzate da una dimensione campionaria limitata e di conseguenza da un errore campionario non trascurabile;
  • fornire la base informativa indispensabile per la predisposizione e l’aggiornamento degli archivi delle aziende agricole da utilizzare al fine di ottenere un disegno campionario efficiente nell’esecuzione delle varie rilevazioni tematiche condotte negli anni intercensuari;
  • monitorare i progressi dei paesi nel ridurre la proporzione della popolazione che vive in estrema povertà (<1,25 dollari al giorno) ed è malnutrita (Goal 1 degli MDG)

L’analisi e il monitoraggio della povertà e della sicurezza alimentare sarebbero incomplete senza un esame dettagliato della struttura del settore primario condotta sulla base dei dati censuari. Dato il forte legame tra reddito delle popolazioni rurali e loro coinvolgimento nelle attività agricole, è evidente come il censimento dell’agricoltura sia una fonte indispensabile per il monitoraggio della povertà e della sicurezza alimentare nelle aree rurali.
Il censimento inoltre è in grado di fornire informazioni disaggregate per sesso riguardanti la proprietà dei terreni e degli allevamenti, l’occupazione e la conduzione delle aziende agricole, che consentono di avere una migliore comprensione del contributo delle donne all’agricoltura nazionale. Tali informazioni sono essenziali in molti paesi in via di sviluppo per disegnare politiche utili al miglioramento della condizione delle donne che vivono nelle aree rurali.
Il censimento dell’agricoltura poi è forse l’unica fonte informativa sulla proprietà dei terreni e sui contratti di affittanza praticati nel paese.
Le politiche di sviluppo agricolo e rurale e la formulazione di progetti di intervento mirato necessitano di dati dettagliati a livello geografico sull’utilizzo del territorio, l’effettiva dislocazione delle diverse attività agricole e le caratteristiche delle aziende agricole.
Un altro utente chiave dei dati censuari è il settore delle imprese interessate alla fornitura di input all’agricoltura (quali: sementi, fertilizzanti, pesticidi e macchinari); tali imprese infatti necessitano dei dati censuari per pianificare le proprie operazioni di mercato e le proprie scelte imprenditoriali.

Confronti internazionali basati sul censimento dell’agricoltura

Dati censuari armonizzati a livello internazionale sono indispensabili per determinare lo stadio di sviluppo del settore primario nazionale e il contributo differenziale fornito dall’agricoltura alla crescita economica complessiva nei singoli paesi. Dati nazionali comparabili internazionalmente consentono altresì di calcolare aggregati regionali e globali e determinare le principali tendenze dell’agricoltura mondiale.
Negli anni compresi tra il 1996 e il 2005, 124 paesi in totale hanno condotto il proprio censimento dell’agricoltura, 114 dei quali hanno fornito i propri dati alla FAO (per una analisi dei principali dati e metadati per paese si veda FAO, 2010a). Il confronto internazionale dei risultati censuari 2000 (si veda FAO, 2010b, in corso di pubblicazione) fornisce un quadro informativo di grande valore per studiare come le caratteristiche essenziali dell’economia agricola differiscano tra i paesi2. Tali confronti internazionali, tuttavia, sono resi spesso difficili per la scelta dei paesi di adattare le raccomandazioni della FAO alle specifiche esigenze nazionali o di limitare lo scopo e la copertura del censimento per fare fronte a stringenti vincoli finanziari.

Figura 1 - La diffusione nel mondo delle aziende agricole con meno di un ettaro di superficie coltivabile

Un primo elemento di grande interesse riguarda l’enorme variabilità nella dimensione media e nella distribuzione per classi dimensionali delle aziende agricole. (si veda la figura 1). La proporzione delle aziende inferiori a 1 ettaro (ha) è trascurabile in Australia, Europa e negli Stati Uniti, mentre è molto rilevante nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo. Il valore della produzione di tali aziende inoltre contribuisce in modo sostanziale alla sicurezza alimentare delle popolazioni di molti paesi africani e asiatici. In Cina, per esempio, il numero di aziende agricole è di 100 volte superiore che negli Stati Uniti, pur essendo l’area coltivabile pari a circa un terzo. Di conseguenza, la dimensione media delle aziende agricole cinesi è di 250 volte inferiore a quella delle aziende statunitensi e di 5 mila volte a quella delle aziende australiane. In termini distributivi, non più del 10% delle aziende cinesi ha terreni superiori a 1 ettaro, mentre solo il 10% delle aziende statunitensi è inferiore ai 5 ettari.
La dimensione e il numero dei terreni (corpi) gestiti da un’azienda agricola hanno implicazioni importanti sulla scelta dei macchinari. Se i corpi di un’azienda sono distanti tra loro la conduzione delle attività agricole e l’uso dei macchinari è reso ovviamente più difficile. I risultati censuari mostrano che il numero di corpi per azienda nella maggior parte dei paesi varia tra 2 e 3, mentre in alcuni paesi quali Cipro, la Turchia, la repubblica Ceca e quella Slovacca, tale numero sale a 4 o 5 terreni per azienda e in Spagna raggiunge addirittura 10.
La maggior parte delle aziende agricole nel mondo è gestita da uomini. Nel complesso, la proporzione di aziende agricole gestite da donne rappresenta meno del 25% del totale. In Asia e in Africa tale proporzione risulta perfino inferiore (meno del 15%). Pur con le limitazioni riscontrate nella misurazione del contributo delle donne all’agricoltura (solo 56 paesi hanno riportato dati disaggregati per sesso), i dati indicano chiaramente ampie disuguaglianze di genere nella proprietà delle aziende e nella gestione delle risorse produttive del settore agricolo.
L’impiego di lavoro dipendente in agricoltura non sembra essere una pratica comune nella maggior parte dei paesi, tranne forse per alcune produzioni specifiche, come i raccolti stagionali di prodotti destinati alla trasformazione industriale e l’ortofrutticoltura. I dati complessivi relativi a 57 paesi (inclusa la Cina) mostrano che, nel 2000, 250 milioni di aziende impiegavano circa 22 milioni di lavoratori dipendenti, meno di 1 lavoratore ogni 10 aziende. La fonte principale del lavoro in agricoltura è il nucleo familiare stesso. Nel 2000, in media 2,58 componenti del nucleo familiare (2,7 in Cina) lavoravano nell’azienda agricola. Il fatto che le attività agricole in molti paesi in via di sviluppo siano condotte in gran parte dal nucleo familiare implica che il settore agricolo non è in grado di assorbire l’eccedenza di mano d’opera nel paese.
La figura 2 mostra i dati censuari relativi alla destinazione dei terreni agricoli, evidenziando ampie differenze nell’utilizzo del territorio in alcuni paesi selezionati. Dall’analisi dei risultati emergono differenze marcate per continente: (a) in Asia e nei paesi africani, le coltivazioni occupano la parte preponderante dei terreni delle aziende agricole, mentre il bestiame probabilmente pascola su prati permanenti gestiti dalla comunità locali; (b) in America (del nord e del sud) e Oceania, le aziende dedicano la maggior parte dei terreni ai pascoli permanenti mentre, nel contempo, ampie superfici sono anche dedicate a boschi e foreste; (c) nei paesi dell’America latina, specializzati negli allevamenti e nella produzione di carne, una porzione minima dei terreni è dedicata alle coltivazioni; (d) i paesi europei presentano una situazione più bilanciata: tra la meta e i tre quarti dei terreni delle aziende agricole viene utilizzata per le coltivazioni e meno del 10% è dedicata ai boschi e alle foreste.

Figura 2 - La destinazione dei terreni in alcuni paesi selezionati secondo i dati del censimento dell’agricoltura 2000

Le innovazioni metodologiche del programma mondiale del Censimento dell’agricoltura 2010

Al fine di aumentare la rilevanza del censimento dell’agricoltura e la sua capacità di rispondere ai bisogni informativi emergenti e, nel contempo, ridurre le risorse umane e finanziarie necessarie per la sua realizzazione, il Programma Mondiale del Censimento dell’agricoltura 2010 (WCA 2010) della FAO ha introdotto una serie di innovazioni metodologiche sia per venire incontro alle esigenze degli uffici di statistica, in particolare dei paesi in via di sviluppo, che per raccogliere una mole più ampia di dati con meno risorse. Le innovazioni riguardano in particolare l’adozione di un sistema integrato di censimento e indagini campionarie, nonché un approccio modulare per la raccolta dei dati.
Nell’ambito del sistema integrato di raccolta dei dati, una delle novità principali riguarda l’uso del censimento della popolazione per la raccolta di alcune informazioni chiave sulle unità produttive. Queste informazioni possono essere utilizzate per predisporre l’archivio delle aziende agricole, dal quale estrarre i campioni delle indagini strutturali tematiche e per il disegno di campioni efficienti mediante la stratificazione delle unità produttive per tipologia aziendale. Molti paesi, come il Burkina Faso, il Canada, il Mozambico e il Nepal, hanno già utilizzato quest’approccio. In effetti, esso offre una soluzione semplice ed economicamente efficiente alla realizzazione del censimento dell’agricoltura, in particolare in una situazione di scarsità di risorse. L’associazione tra i dati strutturali del settore primario e le caratteristiche socio-demografiche della popolazione occupata in agricoltura permette, inoltre, di ampliare lo scopo dell’analisi ed evitare la duplicazione degli sforzi.
Il nuovo programma (FAO, 2005) promuove anche un approccio modulare alla raccolta dei dati censuari, la quale può essere condotta tanto attraverso enumerazioni complete che con rilevazioni campionarie. Secondo quest’ultimo approccio, il quadro informativo complessivo viene articolato in un modulo principale e 12 moduli tematici. Il modulo di base comprende 16 variabili che devono essere rilevate su base censuaria in tutti i paesi per consentire i necessari confronti internazionali. I 12 moduli tematici, a loro volta, comprendono 87 variabili che possono essere rilevate sia contestualmente al modulo di base, che attraverso visite successive a un campione delle aziende agricole. I temi trattati nel programma di raccolta dei dati (come rappresentato in figura 3) sono: uso dei terreni; irrigazione e gestione delle acque; colture; allevamenti; pratiche agricole; servizi agricoli; caratteristiche demografiche e sociali; occupazione; sicurezza alimentare delle famiglie; acquacoltura; selvicoltura; gestione dell'azienda.

Figura 3 - La struttura modulare del Programma mondiale del Censimento dell’agricoltura 2010 e l’integrazione del Censimento nel sistema integrato delle rilevazioni campionarie sull’agricoltura

Il Programma garantisce ai paesi la possibilità di scegliere i temi più rilevanti da inserire nel censimento nazionale e di organizzare la raccolta dei dati sui temi rimanenti in una serie di indagini campionarie pianificate in un arco temporale pluriennale. I paesi possono così raccogliere i dati in modo graduale secondo i loro bisogni e la dotazione di risorse disponibili.

Riferimenti bibliografici

  • FAO, 1996: Programme for the World Census of Agriculture 20000
  • FAO, 2005: A system of integrated agricultural census and surveys, vol. 1, World Programme for the Census of Agriculture 2010
  • FAO 2010a: Statistical Development Series No.12, 2000 World Census of Agriculture, Main results and Metadata by Country (1996-2005) - in stampa
  • FAO 2010b: Statistical Development Series No.13, 2000 World Census of Agriculture, Analysis and International Comparisons of Results (1996-2005) - Draft
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