Tra impresa e filiera: il ruolo strategico della formazione nell’azione Coldiretti

Tra impresa e filiera: il ruolo strategico della formazione nell’azione Coldiretti
a Coldiretti, Area Ricerca Formazione e Sviluppo

Introduzione

In un contesto storico ad alta criticità e difficile leggibilità, è di notevole interesse osservare come alcuni elementi, quali l’attenzione alla cosiddetta economia “reale” o ancora di più i valori di una razionalità comportamentale degli operatori, siano caratteristiche strutturali dell’agire nell’impresa agricola. Agire che si esplicita nelle sue relazioni con bisogni fondamentali di consumo e di qualità della vita delle persone. La cultura competitiva e la necessaria gestione imprenditoriale non possono indurre l’imprenditore agricolo a perdere di vista questi valori strutturali e comportamentali.
E’ con tale consapevolezza e senso di responsabilità che Coldiretti, negli ultimi anni, ha elaborato modalità adattative e innovative di rappresentanza, percorrendo strategie di modernizzazione entro un paradigma di “rigenerazione” dello specifico modo di essere dell’agricoltura italiana. Coldiretti si è posizionata per sostenere la qualità dei prodotti e la competitività dei territori e del made in Italy, contribuendo a rendere l’agricoltura protagonista di un modello di sviluppo basato sulla innovazione e sul rapporto con il territorio.
La Confederazione, che rappresenta oggi una moderna forza sociale, alleata nel Paese e nel territorio con gli attori dello sviluppo - a partire dai cittadini consumatori - ha costruito le premesse politiche, sociali e legislative per riconsegnare all’agricoltura il diritto/dovere di essere sistema di imprese tra le imprese. La grande novità indicata con la “rigenerazione” dell’agricoltura italiana, si è imposta anche attraverso la crescita di una cultura “imprenditoriale” dell’impresa agricola e la sua integrazione nei processi di valorizzazione continua dello sviluppo territoriale e locale.
L’impegno politico ed organizzativo di questa strategia si va definendo nella forma di una rinnovata “rappresentanza di interessi” che rende possibile alle imprese, associate nel progetto di “rigenerazione” opportunità reddituali, concrete e misurabili, insieme al riconoscimento del loro apporto centrale alla “coesione sociale” delle comunità territoriali, alla valorizzazione delle dotazioni identitarie, ambientali, storico/culturali e paesaggistiche del territorio.
La qualità delle persone e la visione dell’innovazione al servizio dell’impresa e del suo arricchito rapporto diretto con il mercato, con un contatto ed una alleanza con il “consumatore” moderno, sempre più criticamente avveduto e responsabile, sono le risorse e gli strumenti di questa difficile e ambiziosa sfida. Sfida necessaria e concreta, che nei nostri anni integra sempre di più il mondo agricolo nei territori e nel Paese e lo salda al futuro del made in Italy.
Nasce a questo livello l’esigenza di una rappresentanza di filiera. Una filiera che sappia traghettare i consolidati valori positivi degli agricoltori e dell’agricoltura fino al consumatore finale, rendendoli visibili e riconoscibili. Un sistema agricolo così rinnovato deve essere accompagnato, necessariamente, dalla acquisizione di conoscenze e competenze originali, capace di trasferire i valori dell’agricoltura al prodotto, generare valore per le imprese, produrre vantaggi per il consumatore.
In tale direzione è infatti sempre più forte l’attenzione strategica che Coldiretti sta dedicando alla qualità della propria organizzazione e dei processi dell’impresa agricola, attraverso la formazione continua e lo sviluppo di un raccordo forte con centri di competenza e di ricerca.

Una cultura d’impresa nel segno dell’agricoltura territoriale competitiva

In linea con le politiche di intervento delineate dalla UE per il prossimo futuro, Coldiretti si colloca in coerenza con la visione espressa da Lisbona e Göteborg, dentro i parametri della competitività fondata sulla conoscenza e sulla qualità sostenibile del contesto territoriale.
Nella sostanza, le energie sono indirizzate verso la promozione e la diffusione di una moderna cultura di impresa, che metta al centro l’integrazione impresa-territorio e si confronti con strategie di sviluppo concrete, con progetti realizzabili, per rendere disponibile il potenziale di innovazione che scaturisce dal valore distintivo del territorio e dalla razionalizzazione e integrazione delle filiere agroalimentari.
Di fronte alle sfide che le imprese agricole sono chiamate ad affrontare, Coldiretti sta realizzando una riorganizzazione complessiva del proprio assetto, investendo nel proprio patrimonio di persone, conoscenze e competenze, nell’ottica di una forte rimodulazione e riorientamento della rappresentanza e della modernizzazione dell’offerta di servizi alle persone, alle imprese e al territorio. E’ evidente comunque che il tema centrale di una rappresentanza di interessi è quello della difesa e crescita della redditività delle imprese agricole, nel quadro di un moderno e competitivo sviluppo territoriale e nazionale.
Questo tema, parte fondante della concezione di una agricoltura “rigenerata”, sta peraltro traducendosi in profonde azioni di cambiamento e in nuovi servizi alle imprese e alle rappresentanze territoriali, quali: consulenza ai sistemi di relazione - partnerariato/governance - con gli attori territoriali nelle politiche di programmazione e sviluppo; assistenza ed accompagnamento strategico e operativo nell’orizzonte di filiere del “cibo italiano”; supporti formativi alle decisioni imprenditoriali sui processi produttivi; sviluppo di informazione /conoscenza/competenza per il miglioramento del capitale umano; consulenza e formazione sul rapporto con i mercati locali-nazionali-internazionali.
Lo sforzo è quello di valorizzare una agricoltura meno “protetta”, che deve essere messa in grado di fornire prodotti e servizi nuovi e innovativi, mantenendo e presidiando il vantaggio competitivo del made in Italy, puntando su produzioni d’alta gamma e prestigio che rappresentano una vera specializzazione del nostro Paese e dei nostri territori, a livello globale.
Si ha la piena consapevolezza che alcune condizioni generali, il contesto delle politiche europee, alle cui linee di fondo Coldiretti ha fortemente contribuito, sono opportunità da cogliere per cambiamenti strutturali, coerenti con una strategia “multifunzionale” dell‘impresa agricola. Queste opportunità possono essere colte attraverso una offerta di supporti organizzativi orientati a qualificare/valorizzare:

  • il carattere “imprenditoriale” della cultura gestionale ed organizzativa dell’impresa agricola togliendo qualsiasi alibi al persistere di logiche di assistenzialismo e rendita;
  • il riconoscimento del valore per lo sviluppo e la competitività di un territorio che assume la funzione dell’impresa agricola;
  • la funzione di presidio delle identità di prodotti a denominazione di origine, di saperi tradizionali accanto alla ricerca di nuove filiere di produzione e commercializzazione di prodotti e servizi.

In un mondo che cambia ad un ritmo continuo, legare l’acquisizione di “competenze” e conoscenze al successo della competitività sottolinea l’idea che acquisire input conoscitivi è il presupposto del saper innovare. E’ in questa chiave di lettura che imprese e persone sono invitate a porre la formazione continua come leva necessaria perché il fattore lavoro sia sempre più positivamente correlato con la competitività.
E’ nella ”persona”, portatrice di capacità, di apporti migliorativi e attuazioni “originali”, che deve essere centrato l’investimento per il cambiamento adattativo e creativo, per la produzione di valore competitivo.

 

La “formazione continua” nell’Organizzazione e nelle imprese

Le azioni di formazione continua vengono concepite e realizzate dall’Area di Coldiretti dedicata alle iniziative di “Formazione, Ricerca e Sviluppo” attraverso Inipa, ente di formazione che, dagli anni ’50 presidia l’impegno formativo Coldiretti per l’agricoltura italiana. Queste azioni di formazione affrontano dinamiche di acquisizione di competenze correlate alle esigenze del mondo delle imprese e allo sviluppo delle persone e hanno come missione lo sviluppo agricolo moderno e competitivo, in coerenza con il movimento della società e dei suoi bisogni di coesione locale e di relazioni globali. Diverse sono le dimensioni e le tematiche affrontate dagli interventi formativi:

  • Dimensione economica – che comprende le competenze per lo sviluppo dell’impresa e dell’attrattività dei propri prodotti nei mercati, servizi multifunzionali, logiche di investimento, redditività delle scelte ecocompatibili;
  • Dimensione territoriale – che include temi di specifico valore ambientale, culturale, locale, valorizzazione dei prodotti originali, presidio delle “qualità” identitarie del territorio;
  • Dimensione civile – in cui sono compresi temi di valore per la coesione sociale e la cittadinanza dei luoghi, di sicurezza del lavoro e dei prodotti; Dimensione culturale – che riguarda le competenze per la valorizzazione del carattere sostenibile e durevole dello sviluppo del territorio, nonché l’ampliamento della propria visione attraverso il confronto con esperienze di successo.

La visione di riferimento nell’azione Coldiretti consiste nel valutare e considerare la questione formativa “agricola” come fattore di filiera, in un terreno su cui si attivano azioni e progetti per la realizzazione continua di un “equilibrio” tra dimensione settoriale, che deve essere mantenuta (rigenerazione agricola) e dimensione territoriale, da consolidare e sviluppare (gestione e sviluppo sostenibile delle zone rurali).
La formazione, leva strategica delle politiche associative oltre che dello sviluppo delle competenze individuali, è pensata come apporto dell’agricoltura verso un Italian life style attrattivo e competitivo, in cui territori e prodotti del territorio ne siano la base. Non è possibile pensare ad un Italian life style senza pensare alle bellezze territoriali del Paese e all’offerta di genuinità dei prodotti. Ma sarebbe ingenuo pensare che chi cura e produce questo valore non sia formato per farlo al meglio e in modo consapevole, per saper fare le scelte economiche più opportune, per saperlo valorizzare in un mondo globalizzato, in cui si stanno imponendo nuove forme di comunicazione.
La formazione in Coldiretti risponde dunque ad un concetto di governo integrato del territorio e delle sue risorse, che si allontana da una tradizionale visione economicistica, per saldarla con la valorizzazione dei territori e lo sviluppo della persona.

 

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