L’attività della Regione Emilia-Romagna nella formazione del capitale umano in agricoltura

L’attività della Regione Emilia-Romagna nella formazione del capitale umano in agricoltura
a Regione Emilia Romagna, Direzione Generale Agricoltura

 

Introduzione

La Regione Emilia-Romagna, in sintonia con la politica agricola europea, già da alcuni anni ha individuato un percorso di sviluppo per le imprese agroindustriali che, affiancandosi alle politiche di sostegno dei redditi, investe sul capitale umano e sul futuro. Tale percorso si basa sui fattori cardine dell’innovazione, della conoscenza e dello sviluppo, nella consapevolezza che in un sistema politico ed economico fortemente dinamico e globalizzato come quello attuale, l’unica arma per affrontare le sfide del futuro è lo sviluppo delle conoscenze e delle capacità degli imprenditori. Innovazione, conoscenza e sviluppo sono, tradizionalmente, gli obiettivi di elezione dei servizi di extension, attraverso gli strumenti della formazione, dell’informazione e dell’assistenza tecnica.
Oggi questi strumenti tradizionali, potenziati e modificati, devono garantire una migliore accessibilità e una maggiore integrazione ed efficacia; gli obiettivi sono la creazione e il trasferimento della conoscenza e dell’innovazione, in modo da favorire un utilizzo imprenditoriale diretto e tangibile, finalizzato sia al rendimento dell’impresa, sia alla compatibilità ambientale e al rispetto del patto socio-ambientale con la società. In quest’ottica, la Regione Emilia-Romagna sta operando per far evolvere il sistema dei servizi di sviluppo verso un vero e proprio “sistema della conoscenza” che ne integri i diversi elementi e consenta il passaggio delle competenze al sistema produttivo, permettendo un rapido feedback verso chi produce innovazione. Questo nuovo sistema intende inoltre avvalersi di un modello organizzativo più orientato al mercato, basato sull’effettiva domanda e sulla compartecipazione finanziaria, dove gli imprenditori siano soggetti attivi, partner del processo di generazione delle conoscenze e non più semplici fruitori/ricevitori del sapere.

Gli strumenti attuativi del “sistema della conoscenza” in Emilia-Romagna

Il sistema della conoscenza si basa sull’integrazione delle componenti storiche dei servizi di sviluppo: creazione dell’innovazione (ricerca e sperimentazione) e diffusione della conoscenza e dell’innovazione (informazione, formazione e consulenza). Gli strumenti di attuazione, che la Regione Emilia-Romagna ha da tempo attivato e utilizzato per favorire la creazione del sapere e la fruizione dei servizi sono molteplici e vanno dai programmi finanziati con fondi europei agli strumenti attivati in base a leggi regionali. Tutti questi strumenti prevedono l’utilizzo di risorse prevalentemente pubbliche.
Negli ultimi anni si è assistito a un generale e progressivo ridimensionamento delle risorse pubbliche disponibili. È dunque fondamentale, accrescere la produttività degli strumenti attuativi, ricercando sinergie operative e finanziarie e perseguendo una maggior ricaduta delle risorse impegnate. Occorre inoltre passare dall’utilizzo tradizionale di questi strumenti, basato su un modello lineare, in cui ogni segmento ha una funzione a sé stante e interagisce poco con altri, a un “sistema circolare”, nel quale le varie componenti (ricerca-sperimentazione-consulenza-formazione-informazione-produzione-ricerca) si integrino e interagiscano fra loro.
La complementarità tra fondi, intesa come ricerca d’integrazione, di sinergie e di coerenza programmatica e finanziaria tra le azioni finanziate sul territorio con fondi diversi, è uno dei principi della nuova politica comunitaria che esige però la definizione di criteri di demarcazione certi. In particolare nel campo della formazione, nella nuova programmazione 2007 - 2013 è stata prevista una forte complementarità tra gli strumenti dello sviluppo rurale e delle politiche di coesione.

La formazione professionale agricola in Emilia-Romagna

La formazione professionale, intesa come attività finalizzata allo sviluppo delle risorse umane, attraverso la formazione degli operatori, la manutenzione delle conoscenze, il loro costante adeguamento e miglioramento, la generazione di nuovi saperi da applicare ai contesti produttivi, costituisce sicuramente un potente strumento di sviluppo di ogni settore economico. Gli obiettivi che attualmente la Regione e le Province perseguono nel campo della formazione professionale agricola, possono essere così sintetizzati:

  • garantire la qualità, la pluralità e la completezza dell’offerta formativa, anche rendendo sempre più fluida e veloce la trasmissione delle innovazioni e dei risultati della ricerca agli organismi e ai tecnici preposti all’erogazione di servizi di formazione, informazione e consulenza;
  • valorizzare le persone e innalzare il loro livello culturale e professionale; nello specifico, per persone già occupate, supportare la loro capacità di adeguarsi a nuovi processi produttivi o a nuove attività lavorative e rafforzare ed accrescere le capacità imprenditoriali;
  • promuovere l’aggiornamento professionale, l’animazione e la messa in rete dei soggetti che operano nel sistema dei servizi, tenendo conto degli elementi di complessità, incertezza, interazione e responsabilità che caratterizza il loro lavoro;
  • garantire attenzione a target aziendali che per dimensione o struttura socio-economica, abbiano difficoltà ad utilizzare gli strumenti formativi attivati;
  • sperimentare la diffusione di nuove modalità di formazione, di nuovi strumenti e tecnologie (e-learning, digitale terrestre e simili).

Il modello organizzativo che la Regione e le Province si sono date per intervenire nel campo della formazione per il settore agricolo discende dalle scelte effettuate nella programmazione 2007-2013 dei due fondi europei dedicati: Fondo sociale europeo (Fse) e Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr), e prevede quattro principali ambiti di intervento.
Per le aziende agricole e forestali lo strumento principale d’intervento è il Programma di sviluppo rurale che per il periodo 2007-2013 riserva alle attività di sviluppo della conoscenza oltre 31 milioni di euro. In particolare con la misura 1.1.1 ”Formazione professionale e azioni di informazione” integrata con la misura 1.1.4 “Consulenza aziendale” si intende supportare la competitività di aziende vitali attraverso l’erogazione diretta all’imprenditore beneficiario di un contributo a rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di servizi (singoli o integrati) formativi, informativi e di consulenza, scelti all’interno di un apposito catalogo telematico di offerte, denominato Catalogo verde (consultabile nel sito Internet della Regione Emilia-Romagna all’indirizzo www.ermesagricoltura.it, dove è anche possibile reperire un’ampia documentazione).
Il secondo ambito di intervento, necessario a garantire il corretto funzionamento del sistema della conoscenza, è l’aggiornamento professionale dei tecnici agricoli e dei soggetti che operano nel sistema stesso. Il mantenimento e il miglioramento della professionalità dei tecnici garantisce un buon livello qualitativo dei servizi offerti al mondo produttivo. Si prevede di attivare un progetto complesso, comprendente azioni di aggiornamento, animazione e messa in rete dei soggetti che forniscono servizi di consulenza, informazione e formazione alle aziende agricole, forestali e agroindustriali della Regione. Il progetto tiene conto della particolarità del lavoro di tali soggetti e deve garantire un trasferimento rapido e continuo delle innovazioni normative e tecnologiche e un collegamento costante con il modo della ricerca.
Il terzo ambito prevede la formazione e l’aggiornamento degli addetti del settore agro-industriale con l’utilizzo delle procedure e dei canali di finanziamento propri della formazione professionale (Fse e fondi interprofessionali).
Per migliorare, integrare e completare l’offerta di formazione e di informazione, si prevede inoltre di attivare azioni trasversali, di supporto al sistema della conoscenza. In particolare, potranno essere attuati brevi interventi di informazione e divulgazione, diffusi sul territorio, con il duplice obiettivo da un lato di fornire un adeguato livello conoscitivo anche alle aziende piccole o marginali, per le quali potrebbe risultare ostico o dispendioso il sistema del Catalogo verde e, dall’altro, di sensibilizzare e diffondere informazioni riguardo a tematiche di pubblico interesse, quale la salvaguardia dell’ambiente, il miglioramento del paesaggio, il risparmio energetico, ecc.
Infine, con la misura 3.3.1 del Psr “Formazione e informazione degli operatori economici” si intende promuovere e accompagnare progetti legati alle multifunzionalità del settore primario, con l’obiettivo di diversificare l’economia locale e promuovere servizi sociali locali in un’ottica di promozione trasversale della competitività dello spazio rurale.

Il “Catalogo verde”: opportunità per le aziende e scommessa per il sistema

Il “Catalogo verde” consiste in un elenco di offerte di servizi concernenti tematiche tecniche, gestionali, ambientali, sociali, normative e finanziarie, tra cui ogni imprenditore può scegliere lo specifico servizio di cui necessita e acquistarlo, anche con il contributo finanziario previsto nel Psr dalle misure 1.1.1 e 1.1.4. La decisione su quali strumenti/servizi attivare transita dunque dall’ente pubblico, cui era storicamente affidata, e ricade direttamente sull’imprenditore che, consapevole dei propri bisogni, disegna il proprio specifico percorso di sviluppo e rinnovamento. L’impegno della Regione è volto a garantire la qualità, la pluralità e la completezza dell’offerta, anche rendendo sempre più fluida e veloce la trasmissione delle innovazioni e dei risultati della ricerca agli organismi e ai tecnici che poi offrono i servizi di formazione, informazione e consulenza. Le offerte di servizi contenute nel catalogo sono presentate sotto forma di proposte di contratti, che devono essere stipulati tra un fornitore che intende vendere il suo servizio e un imprenditore, che lo acquista.
Nel Catalogo verde si trovano dunque proposte contrattuali che possono riguardare attività di:

  • formazione professionale: corsi, seminari, viaggi di studio, esercitazioni, formazione a distanza;
  • informazione: convegni, mostre, materiali stampati, abbonamenti, software;
  • consulenza multidisciplinare, specialistica, in presenza, telefonica.

Sono possibili anche offerte di servizi integrati e misti, che prevedano cioè un mix di strumenti diversi (ad esempio un corso formativo, seguito da alcune ore di consulenza), così da potenziare gli effetti degli strumenti e finalizzare meglio i risultati alle effettive esigenze delle aziende.
La scelta della Regione Emilia-Romagna di adottare il Catalogo verde e il modello “a domanda” come unico tipo di intervento pubblico per tutta la formazione, l’informazione e la consulenza destinata alle imprese agricole e forestali, se da un lato garantisce un utilizzo delle risorse pubbliche a supporto delle reali e specifiche necessità delle imprese, costituisce però uno “strappo” rispetto al passato e una scommessa sul futuro.
Il modello a domanda richiede che tutto il sistema si impegni in un notevole sforzo di cambiamento per poter evolvere: da una parte, gli enti fornitori devono imparare a gestire un’attività a mercato, proporre offerte basate sull’analisi dei fabbisogni e predisporre contratti invece che progetti; dall’altra, gli imprenditori devono assumere un ruolo attivo e, dopo aver maturato la consapevolezza di un problema o di un bisogno, scegliere il proprio percorso, caricandosi anche di una parte dei costi. Si tratta dunque di una scommessa, per la quale la Regione ha puntato sulla crescita e la responsabilizzazione del sistema. I risultati del primo periodo di attuazione (mille offerte presenti sul catalogo e oltre tre mila domande presentate da parte delle imprese), pur con la consapevolezza che occorrono aggiustamenti e miglioramenti, fanno sperare che la scommessa si possa ancora vincere.

 

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