Editoriale n.8

Editoriale n.8

Inizia oggi il terzo anno di vita di AGRIREGIONIEUROPA. La Rivista si arricchisce di ulteriori contributi. Le Finestre si affermano come riferimenti essenziali per l’aggiornamento sulla PAC e sul WTO. La nuova iniziativa E-Learning, inaugurata in febbraio con il corso per imprenditori agricoli in collaborazione con Legacoop Agroalimentare, ha suscitato notevole interesse. Lo dimostra l’attiva partecipazione di più di cento corsisti di tutte le regioni e anche di altri paesi europei. Il convegno su: “Gli impatti della PAC sull’agricoltura italiana. La ricerca quantitativa: dati, modelli, metodi”, che si svolgerà per il 29 marzo presso il Parlamentino del MIPAAF, è il risultato di una collaborazione con l’INEA che vorremmo si consolidi e si estenda.
Il tema al centro di questo numero di AGRIREGIONIEUROPA è la competitività delle imprese agricole e, complessivamente, del settore agricolo. Si tratta di una questione cruciale e di lungo periodo per l’agricoltura europea e particolarmente per quella italiana, per la quale “qualità” e “diversificazione” sono nello stesso tempo una opportunità ma anche, come è stato detto, una “condanna”. Abituate dalla politica di “garanzia” a considerare il problema della redditività soltanto dal lato dei costi di produzione, le imprese agricole sono oggi non di rado in grave difficoltà a navigare nel mare aperto, ricco di opportunità ma anche carico di insidie, del (sempre più) libero mercato.
L’argomento della competitività si presta a numerose letture: la competitività dipende dal progresso tecnico e dalla sua incorporazione da parte delle imprese, dalla propensione al rischio e dalla capacità di tenerlo sotto controllo, dalla qualificazione degli imprenditori nelle tecniche di valutazione e programmazione d’impresa e dalla rete di servizi preposti ad assisterli e aggiornarli, dalla capacità di diversificare e qualificare l’offerta e di operare in mercati differenziati. La competitività dipende anche dalle politiche messe in atto per favorire l’aggregazione, valorizzare i buoni programmi e i progetti individuali e collettivi, combattere tutte le rendite ovunque esse si annidino e valorizzare la funzione e la professione dell’imprenditore agricolo.
Questo ci appare il vero messaggio della signora Fischer Böel quando, nella prospettiva del 2013, ha suggerito di “prepararsi all’inevitabile”. Nella nostra interpretazione non era, come altri hanno inteso, un messaggio di rinuncia, ma una nota positiva di chi ha compreso che, al fondo di questa estremamente complessa fase di transizione (e di selezione dei migliori), ci sia ampio spazio per una agricoltura sostenibile, che giochi un ruolo apprezzato non solo in termini economici, ma anche sotto il profilo culturale e sociale.

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