L’analisi economica dell’agricoltura di precisione: criteri generali e applicazione a un’azienda maidicola

L’analisi economica dell’agricoltura di precisione: criteri generali e applicazione a un’azienda maidicola
a Università di Perugia, Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Ambientali
b Centro per lo Sviluppo Agricolo e Rurale (CeSAR)

Introduzione

La diffusione dell’agricoltura di precisione (AP) nell’agricoltura italiana procede con molta lentezza, nonostante sia una tecnologia disponibile da più di un ventennio. Uno dei motivi principali della scarsa penetrazione è la resistenza da parte degli agricoltori a investire risorse umane ed economiche senza sapere se la tecnologia fornirà un profitto.
La redditività economica è un elemento essenziale per l’introduzione e la diffusione dell’AP che, tra l’altro, è una delle innovazioni meno costose in agricoltura.
Diversi studi, a livello internazionale e nazionale (Timmermann et al., 2003; Knight et al., 2009; Robertson et al., 2009), hanno dimostrato i benefici economici dell'AP, a partire dalle forme più semplici (guida assistita, guida automatica) fino a quelle più avanzate (mappatura delle produzioni, sistemi di dosaggio variabile, sensori per le analisi fisiologiche).
Questo articolo è volto a individuare le voci del conto economico (ricavi e costi) che vengono modificate dall’introduzione dell’AP nelle aziende agricole, al fine di analizzare gli effetti economici di questa tecnologia; riporta inoltre, a titolo esemplificativo, i risultati di un’analisi economica dell’adozione di tecnologie dell’AP nella coltivazione di mais.

Gli effetti sui costi d’uso delle macchine

Le tecnologie dell’AP implicano un investimento in capitale fisso1, in particolare in macchine agricole specifiche e/o componenti di esse (sistemi di guida elettroidraulica, antenna, ricevitori, display) e relativi software (Casa, 2016).
Gli investimenti in capitale fisso generano costi fissi che devono essere opportunamente valutati nell’analisi economica; contemporaneamente, l’adozione di sistemi di AP riduce il costo d’uso delle macchine, sia per effetto della maggiore rapidità di esecuzione delle operazioni sia per l’aumento di efficienza nell’uso delle macchine stesse. In breve, gli investimenti nell’AP generano un effetto negativo, legato all’aumento dei costi fissi, e un effetto positivo, per il minore costo d’uso delle macchine.
Oggi la maggior parte delle nuove macchine agricole è predisposta per l’installazione di sistemi di AP e ciò comporta un costo di investimento aggiuntivo rispetto alle macchine non dotate di questi sistemi. In altri casi, le macchine vecchie possono essere ammodernate con componenti aggiuntive per dotarle di tecnologie di AP.
Gli investimenti fissi per l’AP riguardano sia beni materiali (componenti delle macchine) sia beni immateriali (software).
L’entità degli investimenti per l’introduzione di sistemi di AP varia in funzione delle tecnologie adottate (guida assistita, guida automatica, mappatura delle produzioni, sistemi a dosaggio variabile, ecc.). Le dotazioni necessarie per una media azienda agricola italiana, che voglia introdurre l’AP, variano da 2.500 a 50.000 euro.
Gli investimenti e l’incidenza della relativa quota di ammortamento sono limitati rispetto agli investimenti ordinari nella meccanizzazione agricola (basti pensare che il costo di una trattrice di media potenza supera i 50.000 euro e quello di una mietitrebbiatrice supera i 200.000 euro). In altre parole, se si deve acquistare una nuova trattrice, la differenza di costo tra una trattrice “classica” (benché modificabile) e una modificata con sistemi di AP non è ingente.
Oltre all’ammortamento, che implica un aumento dei costi fissi, l’AP influisce sui costi d’uso delle macchine agricole, generando una diminuzione dei costi variabili, che sono proporzionali all’uso delle stesse: carburanti, lubrificanti, costi di manutenzione, assicurazione.
Ad esempio, la guida assistita, grazie al supporto satellitare, consente traiettorie più precise e permette la riduzione delle oscillazioni trasversali del veicolo (quindi le sovrapposizioni), aumentando perciò la velocità di lavorazione; e ancor più la guida automatica, basata su sistemi di guida elettroidraulica montati su trattore o altre macchine semoventi, dove il veicolo adegua automaticamente la traiettoria ottenendo velocità più elevata e minime sovrapposizioni trasversali. In altre parole, le tecnologie dell’AP generano una diminuzione dei costi legata alla maggiore rapidità di esecuzione e alla maggior efficienza delle operazioni meccaniche. Tale riduzione del costo d’uso delle macchine varia in funzione della tecnologia adottata, della regolarità o irregolarità degli appezzamenti e della coltura interessata. A titolo esemplificativo, uno studio relativo alla coltura del mais ha evidenziato, nel passaggio dalla guida manuale alla guida automatica, una diminuzione del costo d’uso delle macchine di 29,37 euro/ha (Frascarelli, 2016).

Gli effetti sui costi dei mezzi tecnici

I maggiori effetti positivi dell’AP si conseguono nei risparmi di capitale circolante2: sementi, fertilizzanti, agrofarmaci, biostimolanti, acqua di irrigazione, carburanti, lubrificanti. Sotto questo aspetto, i benefici dell’AP sono sia di natura economica che ambientale; negli ultimi anni sono soprattutto i secondi ad essere esaltati, sotto la spinta della collettività e della politica agraria verso una maggiore attenzione alla sostenibilità dell’agricoltura, compatibile con il mantenimento o l’aumento della produttività (Buckwell, 2014; Mipaaf, 2015; Pisante, 2016).
La maggior efficienza nell’uso dei capitali circolanti varia in funzione delle diverse applicazioni tecnologiche (Cillis et al., 2015; Gualandi, 2015). Nell’agricoltura con tecnologie tradizionali, le operazioni meccaniche connesse alla distribuzione dei fattori produttivi circolanti (semina, diserbo, trattamenti, concimazioni) causano sovrapposizioni e implicano sprechi nell’impiego di sementi, fertilizzanti e agrofarmaci3. Le sovrapposizioni sono particolarmente rilevanti nei lavori di testata dei campi. Ciò è dovuto alla mancata precisione dell’individuazione del momento in cui interrompere le lavorazioni in modo da non sovrapporsi con quelle effettuate precedentemente. Questa situazione, oltre a comportare uno spreco, provoca anche effetti negativi sulla crescita delle colture (ingiallimenti per eccessiva densità di semina o per eccesso di distribuzione di agrofarmaci).
Impiegando le tecnologie tradizionali, ulteriori sovrapposizioni sono pressoché inevitabili quando i campi sono di forma irregolare. In questo caso, infatti, alla mancanza di precisione dell’interruzione del lavoro a fine passata, si sovrappongono gli errori dovuti all’impossibilità di parzializzare la larghezza di lavoro degli attrezzi tradizionali, in modo da adattarla alla geometria irregolare del campo da lavorare.
Secondo alcuni studi (Tamagnone et al., 2003), nelle condizioni della Pianura Padana occidentale, a seconda della dimensione dei campi e della loro geometria, gli sprechi che si possono ricondurre alle sorgenti di errore fin qui identificate variano in un range compreso fra il 13% e il 22%.
Le tecnologie dell’AP, a cominciare dalla guida assistita e dalla guida automatica (effettuata grazie al supporto satellitare e/o basata su sistemi di guida elettroidraulica montati su trattore o altre macchine semoventi), producono minime sovrapposizioni trasversali, generando risparmi di sementi, fertilizzanti e agrofarmaci. Ancora più virtuosi sono i sistemi di dosaggio variabile e controllo delle sezioni, che consentono la distribuzione di dosi (di fertilizzanti, sementi, agrofarmaci) in punti variabili in funzione di mappe di prescrizione oppure misurandole in tempo reale con sensori prossimali.
Le tecniche di AP più avanzate, come i sensori per analisi fisiologiche sullo stato delle colture in tempo reale (tenore in clorofilla), forniscono indicazioni all’operatore e/o input operativi alle macchine operatrici.
Il livello più elevato di miglioramento – in particolare nel risparmio di capitali circolanti a parità di output – si ottiene con la mappatura delle produzioni, la quale, mettendo a confronto la produzione ottenuta con i mezzi tecnici impiegati e la dotazione di elementi nutritivi del terreno, permette di definire strategie future di ottimizzazione dei fattori della produzione, in modo da ridurre le eventuali differenze di produzione rilevate non solo tra appezzamenti ma anche all’interno dello stesso terreno.

Gli effetti sul lavoro

L’AP produce un cambiamento rilevante nelle risorse umane dell’azienda agraria, sia dal punto di vista dei costi che della qualità e professionalità del lavoro.
Da una parte queste tecnologie innovative generano una riduzione dell’impiego di manodopera, dall’altra richiedono una crescita della professionalità del lavoro interno all’azienda, ma anche la necessità di aumentare la dotazione di consulenze esterne.
La riduzione delle sovrapposizioni con la guida assistita e con la guida automatica, oltre a determinare un effetto positivo nell’impiego dei fattori fissi e circolanti, implica contemporaneamente una riduzione del tempo del lavoro del trattorista, accrescendo la produttività del lavoro4
L’efficienza del lavoro del personale dell’azienda (in prevalenza dei trattoristi) migliora sensibilmente sia in termini quantitativi (riduzione del tempo dedicato alle operazioni) sia in termini di qualità del lavoro (miglioramento delle prestazioni di lavoro). Questo secondo aspetto viene spesso trascurato; anche in presenza di trattoristi di elevata esperienza e professionalità, nella guida manuale delle macchine agricole ci sono due aspetti ineliminabili:

  • i limiti della capacità umane;
  • i lunghi turni di lavoro a cui sono soggetti gli operai agricoli nei mesi estivi, che diminuiscono l’attenzione e la qualità del lavoro.

La guida assistita e la guida automatica migliorano le prestazioni di lavoro rispetto alla guida manuale, riducendo gli errori a meno di 5 cm, eliminando contemporaneamente le sovrapposizioni dovute all’intempestività di chiusura o alla non parzializzazione delle larghezze di lavoro. In questo modo è possibile ridurre gli sprechi per sovrapposizione fino all’1-2%, a seconda delle dimensioni e della forma dei campi.

Gli effetti sui ricavi

Le analisi dei benefici dell’AP si concentrano normalmente sulla riduzione degli sprechi dei fattori della produzione e sulla riduzione dei costi, dove indubbiamente si conseguono i benefici più consistenti. Non bisogna però dimenticare i vantaggi dell’AP sulle rese e quindi sui ricavi.
Sono molteplici gli effetti dell’AP, diretti e indiretti, sul miglioramento delle rese.
Gli effetti diretti derivano dall’ottimizzazione dei processi produttivi. Ad esempio, la guida automatica, consentendo la distribuzione uniforme delle sementi, dei fertilizzanti e degli agrofarmaci, senza sovrapposizioni e senza fallanze, provoca un miglioramento dello sviluppo delle colture.
Gli effetti indiretti scaturiscono dalle maggiori conoscenze sullo stato dei suoli e delle colture; in questo modo l’agricoltore può adottare decisioni più tempestive. Ad esempio i sensori di umidità consentono di decidere e realizzare gli interventi irrigui nei momenti più opportuni5. Lo stesso accade per tutte le altre operazioni colturali.
L’AP, in alcuni casi, consente anche il miglioramento qualitativo dei prodotti; ad esempio la rilevazione del grado di umidità nei terreni e/o del grado di clorofilla permette di effettuare gli interventi irrigui e/o i trattamenti nei momenti più opportuni, anziché fare trattamenti a calendario, a beneficio della qualità dei prodotti.

Gli effetti sul conto economico

Un’analisi molto semplificata dell’impatto dell’agricoltura di precisione sui costi e sui ricavi è riassunta nella tabella 1, che riporta una sintesi delle variazioni positive e negative del reddito grazie all’introduzione dell’AP. I dati della tabella 1 sono frutto di un’analisi svolta tramite fonti bibliografiche (Tamagnone et al., 2003; Lazzari et al., 2015; Gualandi, 2015), applicata ad un ettaro di mais in un’azienda di medie dimensioni della Pianura Padana, e mostrano un vantaggio economico di 155 euro/ha.
Le variazioni positive sono legate all’aumento delle rese, alla riduzione dei costi delle operazioni meccaniche (manodopera, manutenzione, gasolio, lubrificanti) e alla riduzione dei mezzi tecnici (sementi, fertilizzanti, agrofarmaci). Le variazioni negative sono dovute all’aumento dei costi fissi per effetto degli investimenti in macchine e tecnologie.
L’analisi degli effetti economici così rappresentata è molto semplificata, tuttavia permette una sintesi immediata dei vantaggi dell’AP.

Tabella 1 – Gli effetti economici dell’agricoltura di precisione sul mais

Fonte: elaborazione propria

Per un’analisi più puntuale e contestuale, occorre approfondire le variabili che influiscono sugli effetti economici dell’AP:

  • le tecniche agronomiche;
  • la dimensione aziendale;
  • le tecnologie utilizzate di AP;
  • le colture interessate.

Tutte le variabili indicate influiscono congiuntamente sul risultato economico, per cui è una coerente combinazione delle stesse che rende economicamente valida l’introduzione dell’AP.
Inoltre, l’AP e i software GIS-gestionali offrono la possibilità di tenere la contabilità delle macchine operatrici e dei relativi input impiegati oltre che registrare e archiviare tutti gli output, consentendo un processo di miglioramento continuo, di catalogazione delle esperienze annuali e di elaborazione di strategie per gli interventi futuri (Pisante et al., 2012).

Un’analisi economica dell’AP sul mais

In questo paragrafo si riportano i risultati di una ricerca condotta su tre aziende maidicole del Nord Italia, finalizzata a valutare economicamente l’agricoltura di precisione allo scopo di fornire un giudizio sulla convenienza per gli agricoltori ad investire in questa tecnologia (Di Giulio, Frascarelli, 2017).
Per conseguire l’obiettivo della ricerca, non esistendo una statistica consolidata sul territorio italiano, è stato necessario effettuare una raccolta dati tramite la metodologia dei casi di studio.
L’indagine ha consentito di evidenziare gli effetti dell’AP sul conto economico del mais tramite la simulazione e comparazione di due tecnologie di AP. Gli effetti dell’introduzione dell’AP sono molteplici e spesso di difficile determinazione, per questo è necessario rilevare i dati in maniera analitica.
Attraverso visite aziendali e colloqui presso tre imprenditori maidicoli del Nord Italia è stato possibile raccogliere sufficienti dati per ricostruire i costi e i ricavi di aziende agricole produttrici di mais da granella che utilizzano diverse tecniche, per l’esattezza:

  • azienda A che utilizza le tecnologie tradizionali;
  • azienda B che utilizza un livello base di agricoltura di precisione associato a tecniche di agricoltura conservativa (strip-till);
  • azienda C che utilizza un livello medio-avanzato di agricoltura di precisione.

La ricerca è stata condotta attraverso diverse fasi.
In primo luogo sono stati rilevati i conti economici del mais delle tre aziende suddette. Il confronto tra le tre aziende non era tuttavia possibile in quanto le diversità strutturali erano troppo rilevanti (fertilità dei suoli, disponibilità dell’acqua di irrigazione, livello di meccanizzazione, professionalità degli imprenditori) e non permettevano di isolare gli effetti dell’AP.
Per questa ragione, utilizzando i dati raccolti, si è scelto di applicare due simulazioni all’azienda A che utilizza le tecnologie tradizionali:

  • una simulazione che consiste nel passaggio dell’azienda A alla tecnologia dell’azienda B;
  • l’altra simulazione che consiste nel passaggio dell’azienda A alla tecnologia dell’azienda C.

Per la prima simulazione sono state fatte essenzialmente 5 operazioni, partendo dal caso di studio dell’azienda A, ovvero:

  • sostituzione delle operazioni colturali riguardanti la preparazione del terreno dell’azienda A con quelle dell’azienda B, con la conseguente sostituzione di macchine operatrici e tempi di lavoro;
  • sostituzione del valore a nuovo della seminatrice dell’azienda A con il valore a nuovo della seminatrice dell’azienda B;
  • riduzione dei tempi di lavoro delle operazioni che prevedrebbero la guida assistita (tranne che per le operazioni che riguardano la preparazione del terreno) del 12%, dato reperito in bibliografia (Lazzari et al., 2015);
  • riduzione delle dosi di input esterni del 12%, dato reperito in bibliografia (Lazzari et al, 2015);
  • aggiunta dei costi di meccanizzazione per raggiungere il livello di AP dell’azienda B.

La riduzione dei tempi di lavoro e delle dosi di input esterni distribuiti è conseguente alla riduzione delle sovrapposizioni dovuta ai sistemi di guida assistita. La sostituzione delle operazioni relative alla preparazione del terreno, con conseguente sostituzione delle macchine operatrici ad essa connesse, è stata necessaria per simulare l’effetto dello strip-till; come anche la sostituzione del valore a nuovo della seminatrice, considerato che per seminare su terreno lavorato a strisce ci vogliono delle seminatrici particolari.
Per la seconda simulazione sono state applicate essenzialmente 4 operazioni partendo dal caso di studio dell’azienda A, ovvero:

  • riduzione del 12% dei tempi di lavoro delle operazioni che prevedrebbero la guida assistita, dato reperito in bibliografia (Lazzari et al., 2015);
  • riduzione del 12% delle dosi di input esterni, dato reperito in bibliografia (Lazzari et al., 2015);
  • aumento del valore a nuovo di seminatrice, botte da diserbo e spandiconcime del 10%, dato reperito tramite l’indagine diretta;
  • aggiunta dei costi di meccanizzazione per raggiungere il livello di AP dell’azienda C.

La riduzione dei tempi di lavoro e delle dosi di input esterni distribuiti è conseguente, come nel primo caso, alla riduzione delle sovrapposizioni dovuta ai sistemi di guida assistita. L’aumento del valore a nuovo di seminatrice, botte da diserbo e spandiconcime è conseguente alla conversione degli stessi in attrezzi Isobus compatibili6, per la distribuzione a dose variabile.
La tabella 2 mostra i risultati delle simulazioni. Il primo aspetto da evidenziare è che le rese e di conseguenza i ricavi totali restano invariati in tutti e tre i casi. Non essendo infatti possibile simulare in maniera realistica gli effetti dell’AP sulle rese, si è deciso di lasciarle invariate e di effettuare il confronto tra le varie strutture di costo in una situazione di ricavi invariati. 

Tabella 2 - I risultati delle simulazioni

Fonte: elaborazione propria su dati rilevati

Le simulazioni evidenziano i seguenti risultati:

  • il passaggio ad un livello base di precisione, associato allo strip-till, genera un aumento di reddito netto della coltura del mais di 77,65 €/ha (+26% rispetto alla situazione di base);
  • il passaggio ad un livello medio-avanzato di AP genera un aumento di reddito netto di 61,27 €/ha (+20%).

In conclusione si può quindi affermare che il passaggio dalle tecniche tradizionali all’agricoltura di precisione nella coltura del mais porta un beneficio economico di circa 60-80 €/ha, che potrebbe facilmente arrivare a 100-150 €/ha se si considerassero gli effetti sulle rese, non descritti dalle simulazioni. Inoltre, i risultati evidenziano che la sinergia tra un livello base di AP e l’agricoltura conservativa genera un maggior vantaggio rispetto alla sola AP anche se di livello più avanzato.

Conclusioni

Le fonti bibliografiche analizzate e la ricerca svolta sul caso del mais portano a concludere che il passaggio dalle tecniche tradizionali all’AP porta ad un beneficio economico.
La resistenza all’introduzione dell’AP nell’agricoltura italiana deriva dalla difficoltà a comprenderne i vantaggi rispetto alle tecnologie attuali, oltre che da una forte resistenza degli operatori, che preferiscono tecniche consolidate e meccanizzazione tradizionale.
I maggiori vantaggi economici derivano dalla riduzione degli sprechi e dall’ottimizzazione nell’uso dei mezzi tecnici di produzione. L’introduzione delle tecniche di agricoltura di precisione è legata alla percezione dell’entità di questi sprechi da parte degli agricoltori: risulta quindi di fondamentale importanza mettere di fronte agli operatori del settore i numeri relativi a questi sprechi, calcolati come ore di lavoro, fertilizzanti, sementi, diserbanti, combustibili e lubrificanti.
L’adozione delle diverse tecniche di AP - che, a complessità tecnologica crescente, consentono di ridurre fino ad azzerare quasi completamente tali sprechi - trova giustificazione economica nel caso esaminato, ma presenta anche vantaggi sotto il profilo energetico ed ambientale proprio grazie ai risparmi conseguibili riducendo l’inutile – se non, in alcuni casi, addirittura dannoso – impiego di fattori ai fini produttivi.

Riferimenti bibliografici

  • Buckwell A. (2014), The sustainable intensification of European agriculture, The Rise Foundation, Bruxelles

  • Casa R., a cura di (2016), Agricoltura di precisione. Metodi e tecnologie per migliorare l’efficienza e la sostenibilità dei sistemi colturali, Edagricole, Milano

  • Cillis D., Pezzuolo A, Sartori L. (2015), “La gestione «precisa» parte dallo studio della variabilità”, L’Informatore Agrario, n. 27

  • Di Giulio R., Frascarelli A. (2017), L’analisi economica dell’agricoltura di precisione nei seminativi, Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Ambientali, Università di Perugia.

  • Frascarelli A. (2016), Valutazione economica dell’agricoltura di precisione, in Casa R. (a cura di), Agricoltura di Precisione. Metodi e tecnologie per migliorare l’efficienza e la sostenibilità dei sistemi colturali, Edagricole, Bologna, pag. 213-228

  • Gualandi E. (2015), “La diffusione su scala reale e i possibili risparmi operativi. Speciale Agricoltura di precisione”, TerraèVita, n. 40

  • Knight S., Miller P., Orson J. (2009), “An up-to-date cost/benefit analysis of precision farming techniques to guide growers of cereals and oilseeds”, Research Review, 71, Hgca

  • Lazzari M., Longoni A., Beretta E. (2015), Indagine e messa a punto di un modello di valutazione sulle tecniche di agricoltura di precisione per l’incremento della sostenibilità economica ed ambientali delle produzioni agricole milanesi, Cqcb, Milano, pag. 1-61

  • Mipaaf (2015), Linee guida per lo sviluppo dell’agricoltura di precisione in Italia, Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Gruppo di lavoro per lo sviluppo dell’Agricoltura di Precisione

  • Pisante M. (2016), “Linee Guida per lo sviluppo dell’Agricoltura di Precisione”, Terra e Vita, n. 42/2016, pp. 54-56

  • Pisante M., Stagnari F., Grant C.A. (2012), “Agricultural innovations for sustainable crop production intensification”, Italian Journal of Agronomy, vol. 7:e40/2012, pp. 300-311

  • Robertson M, Carberry P., Brennan L. (2007), The economic benefits of precision agriculture: case studies from Australian grain farms, Csiro Sustainable Ecosystems, Australia

  • Tamagnone M., Balsari P., Marucco P. (2003), Use and performance of electronic devices in machinery for rice cultivation in Italy, XXX Ciosta-Cgr V Congress Proceedings, Turin, Italy September 22-24, 2003, volume 2 pp. 691-699

  • Timmermann C., Gerhards R., Kuhbauch W. (2003), “The Economic Impact of Site-Specific Weed Control”, Precision Agriculture, n. 4

  • 1. Il capitale fisso comprende i beni di investimento che erogano i loro servizi (cioè sono utilizzabili) lungo un arco di tempo che comprende più cicli produttivi, come i miglioramenti fondiari e le macchine agricole. Questi beni possono anche essere definiti "beni a fecondità ripetuta" poiché il loro utilizzo concorre alla formazione del prodotto solo per una quota parte del loro costo (ammortamento).
  • 2. Il capitale circolante è l’insieme dei beni e servizi che esauriscono la loro utilità nello stesso processo produttivo in cui sono impegnati. Per definizione, i capitali circolanti non sono più rintracciabili alla fine del processo produttivo, ma si trovano incorporati in modo indiffe­ren­ziato nella produzione ottenuta.
  • 3. Quando non sono presenti segni evidenti nei campi, la precisione è molto difficile da conseguire (a meno che non si impieghino appositi dispositivi di tracciamento delle passate). Si verifica quindi che, per evitare di non distribuire i fattori su tutto il terreno disponibile, gli operatori distribuiscono in alcune zone dosi doppie rispetto a quelle necessarie. Tale circostanza è particolarmente evidente nel caso delle operazioni colturali su colture sommerse, come le risaie.
  • 4. Questa situazione è tanto più vera nel caso delle risaie dove i risparmi di tempo di lavoro della manodopera sono elevatissimi, sia per il trattorista che per l’altra manodopera. Tradizionalmente, infatti, per seminare il riso si procede con lo spandiconcime centrifugo sulla risaia allagata ed è quindi necessario il ricorso a manodopera non specializzata che, in capezzagna, fornisca riferimento al trattorista in modo che questi possa individuare delle traiettorie “accettabili” (Lazzari et al., 2015).
  • 5. Molto spesso l’agricoltore decide l’irrigazione quando la coltura sta appassendo, che non è il momento più opportuno; i sensori di umidità consentono di individuare il momento ottimale.
  • 6. Isobus è il termine di uso comune con cui ci si riferisce alla norma ISO11783: ‘trattori e macchine per l'agricoltura e la deforestazione: rete seriale per il controllo e la comunicazione’. Lo standard Isobus specifica una rete di dati seriali per il controllo e le comunicazioni su silvicoltura o trattori e attrezzi agricoli.
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