Bio-based and applied economics (Bae, Vol. 4 No. 2 (2015))

Bio-based and applied economics (Bae, Vol. 4 No. 2 (2015))
a Università di Bologna, Dipartimento di Scienze Agrarie (DipSA)

Abstract degli articoli pubblicati sul Vol.  No. 2 (2015) del Bae

L’efficienza tecnica nella produzione degli agrumi brasiliani

Felippe Clemente1, Viviani Silva Lírio1, Marília Fernanda Maciel Gomes1

1 Federal University of Viçosa, Minas Gerais, Brazil

Lo scopo di questo studio è stato quello di analizzare l'efficienza tecnica delle aziende che producono agrumi nello Stato di San Paolo, nel 2009 e nel 2010. Per rispondere a questo obiettivo, prima sono state condotte interviste dirette ai produttori, poi mediante una Data Envelopment Analysis non parametrica sono stati calcolati i livelli di efficienza tecnica e infine è stata applicata un’analisi econometrica per stabilire le determinanti dell’efficienza tecnica. I risultati hanno rivelato che una gran parte delle imprese di agrumi nello Stato di San Paolo produce in modo inefficiente e che le variabili che contribuiscono maggiormente ad aumentare l'efficienza sono il livello di istruzione dei produttori e il grado di esperienza maturata come produttore rurale.

 

La Politica Agricola Comune come motore di cambiamenti della qualità delle acque: il caso del bacino del fiume Guadalquivir (Spagna meridionale)

Gloria Salmoral1,2, Alberto Garrido1

1 Water Observatory of the Botín Foundation and Ceigram, Research Centre for the Management of Agricul­tural and Environmental Risks, Technical University of Madrid, 28040, Madrid, Spain
2 Centro de Prospectiva Estratégica – Ceproec, Instituto de Altos Estudios Nacionales, Quito, Ecuador

Diversi studi hanno analizzato gli effetti delle politiche ambientali europee sulla qualità dell'acqua, ma nessuna analisi retrospettiva dettagliata è stata effettuata sugli impatti delle riforme della Politica Agricola Comune (Pac) in termini di parametri di qualità dell'acqua osservati. Questo studio valuta l'impatto della Pac e di altri fattori decisivi sulla concentrazione di nitrati e di solidi sospesi nel bacino del fiume Guadalquivir (Spagna meridionale) nel periodo 1999-2009. I fattori chiave più importanti che stanno peggiorando entrambi gli indicatori di qualità dell'acqua sono le asportazioni provenienti da zone montane e l’intensificazione agronomica. Le condizioni di qualità dell'acqua sono migliorate nelle regioni in cui si è verificato l’abbandono e/o l’attenuazione delle pratiche agronomiche. Il processo di disaccoppiamento ha ridotto la concentrazione di nitrati e solidi sospesi in una serie di sotto-bacini. Anche se la produzione agricola e l'efficienza idrica nel bacino sono migliorate, restano da affrontare gli elevati tassi di erosione.

 

Vincoli legati alla disponibilità di manodopera che influenzano la scelta di colture redditizie da parte degli agricoltori part-time in Svizzera

Laure Latruffe1,2, Stefan Mann3

1 Inra, Umr1302 SMART, F-35000 Rennes, France
2 Agrocampus Ouest, Umr1302 SMART, F-35000 Rennes, France
3 Agroscope Reckenholz Tänikon, Switzerland

In questo articolo, gli autori suggeriscono che la bassa disponibilità di manodopera nelle aziende agricole part-time possa limitare la scelta produttiva degli agricoltori part-time, e di conseguenza costringerli ad impegnarsi in altre attività meno redditizie. Questa ipotesi è illustrata da uno schema concettuale basato sul presupposto che prodotti che generano alti rendimenti per la manodopera siano ad alta intensità di manodopera. Un'analisi empirica condotta nel periodo 1996-2004 sulla base dei dati annuali aggregati provenienti da Swiss Farm Accountancy Data Network (Fadn) non ha pienamente confermato l’ipotesi. Questo può suggerire l'esistenza di una determinante comune della scelta delle tipologie di prodotto e della scelta di lavorare fuori dall’azienda agricola. Inoltre, l’ipotesi proposta dagli autori, e cioè che le imprese altamente redditizie siano a manodopera intensiva, potrebbe non essere appropriata per prodotti o contesti specifici.

 

Motivazioni dell’agricoltore ad adottare pratiche di agricoltura sostenibile

Davide Menozzi1, Martina Fioravanzi2, Michele Donati2

1 Dipartimento di Scienze degli Alimenti, Università degli Studi di Parma
2 Dipartimento di Bioscienze, Università degli Studi di Parma

La Politica Agricola Comune (Pac) 2014-2020, rispondendo in parte alle aspettative dei consumatori-contribuenti, ha introdotto nuovi strumenti di promozione della sostenibilità nelle aziende agricole europee, tra cui l’obbligo di destinare parte della superficie a seminativo ad area di interesse ecologico (Ecological Focus Area – Efa). La sostenibilità, oltre a rappresentare un concetto chiave all’interno della nuova Pac, sta acquisendo un ruolo importante nei rapporti contrattuali all’interno delle filiere agroalimentari, in quanto fattore di competitività delle imprese. Questo lavoro si propone di valutare l'intenzione dei produttori di grano duro ad implementare le pratiche sostenibili previste dalla misura di Efa e quelle di natura privata sviluppate e proposte dall’industria alimentare. L’approccio seguito nella valutazione del comportamento del produttore fa riferimento alla Teoria del Comportamento Pianificato (Ajzen, 1991). Dai risultati ottenuti, l’Efa è valutata dagli agricoltori positivamente, per i potenziali effetti benefici sull’ambiente, ma è anche percepita come un’iniziativa costosa. L’analisi mostra come l’atteggiamento e il comportamento passato influenzino positivamente l'intenzione ad attuare la misura di Efa. I risultati suggeriscono la necessità di migliorare il livello di conoscenza della Pac e delle sue interazioni con l’ambiente e le aspettative della società. Per quanto riguarda l’adozione di uno schema privato di sostenibilità, gli agricoltori manifestano una moderata intenzione ad adottare nuove pratiche ambientali. Le determinanti più importanti sono il controllo comportamentale percepito (quindi le capacità e le conoscenze dell’imprenditore) e l’atteggiamento. Le azioni collettive, all’interno di organizzazioni di produttori o in collaborazione con gli altri soggetti della filiera, non sembrano avere molta influenza sull’intenzione finale ad aderire ad uno schema privato di sostenibilità nel settore del grano duro.

 

Vero o falso? Fiducia dei consumatori, regolamentazione e mercati

Nadia Cuffaro1, Marina Di Giacinto1

1 Uniclam, Dipartimento di Economia e Giurisprudenza

Il lavoro analizza il ruolo dell’efficacia della regolamentazione sulla qualità nello sviluppo del mercato interno e estero di beni, la cui vera qualità è difficilmente accertabile dai consumatori (ad esempio per caratteristiche di salubrità, di impatto ambientale, di modalità di produzione come “bio” o “equo”) anche dopo il consumo, ovvero beni cosiddetti “fiducia” (trust o credence goods). Nel modello prodotti di qualità diversa possono essere venduti come di alta qualità nel senso di un prodotto che rispetta lo standard specificato; la qualità attesa dai consumatori è funzione delle loro convinzioni riguardo all’efficacia della regolamentazione interna. I consumatori esteri, che hanno minori informazioni rispetto a quelli interni, fondano in parte le loro aspettative su uno stereotipo basato sul livello di sviluppo del paese esportatore. I risultati analitici suggeriscono che scarsa efficacia della regolamentazione, stereotipo negativo e bassa fiducia dei consumatori possono causare fallimenti nel mercato di questi beni, fallimenti a cui sono particolarmente esposti i paesi meno sviluppati. Migliorare l’efficacia della regolamentazione interna favorisce lo sviluppo dei mercati, il benessere interno e le esportazioni. La definizione e implementazioni degli standard da parte di attori esterni, come supermercati, o Ongs nel caso di alcuni mercati etici di nicchia del tipo fair trade, è vantaggiosa.

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