Emissioni globali di gas serra provenienti dall’agricoltura, silvicoltura e altri usi del suolo: tendenze recenti e aggiornamenti

Emissioni globali di gas serra provenienti dall’agricoltura, silvicoltura e altri usi del suolo: tendenze recenti e aggiornamenti
Versione inglese

Traduzione a cura della redazione

Introduzione 1

La Fao l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (Fao) ha recentemente rivisto le informazioni sulle tendenze delle emissioni globali di gas serra del settore agricoltura, foreste e di altri usi del suolo (Afolu-Agriculture, Forestry and Other Land Use), ed è stata la prima a rilasciare dati globali sulle emissioni del settore Afolu nel 2012. Secondo la Fao, la quota delle emissioni del settore Afolu sul totale delle emissioni di origine antropica è diminuita dal 1990 al 2012. Infatti, anche se le emissioni agricole continuano ad aumentare ogni anno, tuttavia non stanno crescendo così in fretta come  le emissioni derivanti dall'uso di combustibili fossili in altri settori. Pertanto, la quota delle emissioni del settore Afolu rispetto al totale, è in costante diminuzione nel corso del tempo. Inoltre, sono stati utilizzati i nuovi dati del 2015 della Valutazione delle Risorse Forestali (Fra—Forest Resources Assessment) per stimare l'andamento delle emissioni e gli assorbimenti di CO2 dalle foreste, includendo anche la conversione netta delle foreste (utilizzata come proxy per la deforestazione) e le foreste che rimangono foreste. Questi risultati confermano una riduzione complessiva delle emissioni dall’ uso del suolo, a causa della diminuzione della deforestazione, e un significativo aumento delle emissioni derivanti dal processo di degrado forestale, che per la prima volta sono state stimate separatamente dalle emissioni di riforestazione.

Aggiornamenti recenti e risultati significativi: emissioni di gas serra globali da Afolu

La Fao fornisce stime sulle emissioni di quasi 200 paesi attraverso il database delle emissioni Faostat, che copre tutte le attività del settore Afolu e le relative emissioni associate, seguendo le linee guida del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (Intergovernmental Panel on Climate Change-Ipcc) del 2006 al livello (c.d.) Tier 12 e approccio 13 per il periodo di riferimento 1961-2012 (per l’agricoltura) e 1990-2012 (per silvicoltura e gli altri usi del suolo). Queste stime sono basate su dati raccolti dalla Fao tramite indagini statistiche. Per la prima volta, la Fao ha fornito questi dati al terzo gruppo di lavoro dell’Ipcc per poter essere utilizzati nel quinto rapporto di valutazione (AR5—Fifth Assessment Report) sullo stato dei cambiamenti climatici. Il database in Faostat comprende anche le stime delle emissioni da incendi di biomassa, drenaggio delle torbiere e dagli incendi stimati sulla base di informazioni geo-spaziali, nonché i cambiamenti degli stock di carbonio delle foreste stimati con i dati nazionali della Valutazione delle Risorse Forestali. Al fine di stimare le emissioni totali di origine antropica ed eseguire una sintesi intersettoriale del trend delle emissioni globali, per i dati sulle emissioni provenienti da altri settori è stato usato il database Edgar (Emissions Database for Global Atmospheric Research). Esso stima le emissioni di tutti i settori Ipcc (energia, trasporti, industria, costruzioni, e Afolu), applicando le linee guida Ipcc del 2006 per la loro stima (Jrc, 2015). Il trend delle emissioni globali del settore Afolu dal 1990-2010 è stato il seguente: da un lato la media decennale delle emissioni agricole è cresciuta da 4,6-5,1 Gt CO2 eq annue negli anni ‘90 , a 5,0-5,5 Gt CO2 eq annue nel 2000, raggiungendo 5.2Gt CO2 eq annue nel 2010 (Figura 1). Dall’altro, la media decennale delle emissioni da foreste e altri usi del suolo è diminuita da 5,7-6,8 a 4,9-6,5 Gt CO2 eq annue, raggiungendo 4,9 Gt CO2 eq annue nel 2010 (Tubiello et al., 2015).

Figura 1 – Andamento delle emissioni globali dell’agricoltura: 1990-2010

Fonte: Faostat, 2015

Inoltre la Fao ha pubblicato, per la prima volta, le stime delle emissioni per il 2012. A livello globale, le emissioni provenienti dall'agricoltura (coltivazioni e allevamenti) sono continuate ad aumentare di quasi il 100 % negli ultimi 50 anni, passando da 2,7 Gt CO2 eq annue nel 1961 a 5,4 Gt CO2 eq annue nel 2012. Nel 2012 c'è stato un rallentamento del tasso di crescita delle emissioni agricole rispetto alla media decennale precedente, che è rimasto comunque circa l'1% annuo. Le categorie principali di emissioni agricole nel 2012 sono: la fermentazione enterica (40%), il letame lasciato dagli animali al pascolo (16%), i fertilizzanti sintetici (15%), e le risaie (10 %).
I dati indicano una quota media decennale del settore Afolu di 28,7 ± 1,5 % nel anni ‘90; 23,6 ± 2,1 % nel primo decennio del 2000, e un valore annuo di 21,2 ± 1,5 % nel 2010. Guardando alla composizione settoriale, se nei decenni precedenti le emissioni da uso del suolo erano significativamente più grandi di quelle agricole (coltivazioni e allevamenti), nel 2010, l'agricoltura è stata la componente maggiore, con l’11,2 % del totale delle emissioni di gas serra, rispetto al 10% nel settore “uso del suolo”. La deforestazione è responsabile solo dell'8% del totale delle emissioni antropiche nel 2010, rispetto al 12 % negli anni ‘90.

Figura 2 - Azioni di emissioni antropiche

Fonte: Tubiello et al (2015)

A livello regionale, le emissioni agricole sono cresciute più velocemente in Asia, dove nel 2012 sono state di  2,5 Gt CO2 eq annue, mentre in Nord America e in Africa, le emissioni provenienti dall'agricoltura sono diminuite, rispettivamente -0,7% e -1,3%. In Asia, le emissioni agricole sono cresciute del 46 % nel 2012, rispetto ad una media del 44% nel periodo 2001-2010. Africa e America Latina sono rimaste stabili tra il periodo 2001-2010; nel 2012 le emissioni agricole nelle due regioni sono state rispettivamente il 15 % e il 17 % delle emissioni. Al contrario, le emissioni sono diminuite nel 2012 dell’1%, sia in Europa, che in Nord America, raggiungendo rispettivamente l’11% e il 7% delle emissioni. Il dato di Faostat più sorprendente per il 2012 è stato il forte aumento dell'uso di fertilizzanti sintetici. Le emissioni dei fertilizzanti sintetici sono cresciute del 5,6% nel 2012, a fronte di un tasso di crescita medio decennale del 3,8% nel periodo 2001-2010. Il gas serra associato con i fertilizzanti sintetici è il protossido di azoto (N2O), che ha un potenziale di riscaldamento globale (Gwp) che è circa 300 volte quello del CO2. Questo recente aumento dei fertilizzanti sintetici evidenzia la necessità di riduzione delle emissioni di non-CO2, che può anche essere collegato anche ad un uso più efficiente delle risorse e ad un minore impatto ambientale delle attività agricole.
Inoltre, nel 2015 sono stati pubblicati i dati del Fra, ottenuti dalle valutazioni nazionali del periodo 1990-2015, che includono le stime della superficie forestale e degli stock di carbonio sia dalla biomassa epigea che ipogea. I dati sono prodotti da ogni paese secondo le linee guida del Fra, e includono dati su superfici e biomasse utilizzando sia misurazioni aeree e terrestri. È importante notare che queste misurazioni non sono analoghe a quelle effettuate utilizzando immagini satellitari, pertanto i trend sui cambiamenti d’uso del suolo che si basano esclusivamente su dati satellitari, possono essere piuttosto diversi da quelli presentati in questo documento4.
Questi dati indicano una diminuzione di oltre il 25 % delle emissioni totali di anidride carbonica dalle foreste tra il 2001 e il 2015, a causa di un rallentamento del tasso di deforestazione a livello globale. In particolare, le emissioni globali da deforestazione sono diminuite dal 3,9 al 2,9 Gt di CO2 l'anno per il periodo 2001-2015 (Fao, 2015). La deforestazione è definita come un cambiamento di uso del suolo da foresta ad altri usi del suolo. La degradazione forestale è definita come una riduzione della densità di biomassa delle piante per cause umane o naturali, o come una diminuzione annua netta della densità di stock di carbonio nelle foreste che rimangono tali. Per la prima volta in assoluto, i dati della Fao includono la stima separata delle emissioni da degrado forestale e delle rimozioni da ricrescita forestale. Ciò permette di stimare che, nonostante il fatto che la riduzione complessiva delle emissioni è legata alla diminuzione della deforestazione, le emissioni da degrado forestale sono aumentate significativamente durante lo stesso periodo di tempo: da 0,4 a 1,0 Gt CO2 all'anno (Fao , 2015).
Mentre la deforestazione contribuisce alle emissioni nette, le foreste continuano ad essere un serbatoio (sink) di carbonio netto a livello globale, avendo accumulato 2,1 Gt in media di CO2 ogni anno durante il periodo 2011-2015. Secondo le stime della Fao, il 50 % delle rimozioni stimate è dovuto alla crescita netta di foreste. Se si combinano i contributi della deforestazione e dei sink forestali, le foreste rappresentano una fonte netta delle emissioni con una media di 0,8 Gt di CO2 annue durante il periodo 2011-2015. Si tratta di una riduzione delle emissioni di oltre il 50% rispetto al decennio 2001-2010, periodo in cui le emissioni medie forestali nette erano di 1,7 Gt di CO2 (Fao, 2015).
A livello regionale l'Africa, l'Asia e l'America Latina e i Caraibi continuano a rappresentare fonti nette di emissioni provenienti dalle foreste, anche se le emissioni dell’Africa, dell’America Latina e dai Caraibi sono diminuite nel periodo 1990-2015. I paesi sviluppati continuano a rappresentare la maggior parte (60 %) dei sink globali di carbonio, durante il periodo 2011-2015. Tale quota è scesa rispetto al periodo 2001-2010, in cui rappresentava il 65 % del totale, a causa delle diminuzioni di nuove piantagioni forestali. Il Brasile rappresenta più del 50% delle riduzioni totali delle emissioni stimate durante il periodo 2011-2015, con un calo della deforestazione netta di quasi un terzo tra il 2005 e il 2006, e una diminuzione del 50 % tra il 2010 e il 2011.
Questi aggiornamenti forniscono una prova importante del fatto che il degrado forestale gioca un ruolo molto importante nelle emissioni di uso del suolo, e deve essere considerato al momento di pianificare le attività di mitigazione dei cambiamenti climatici. A tal fine, le misure di conservazione e restauro forestale, non devono essere sottovalutate quando si pianifica una linea d'azione per affrontare il cambiamento climatico.

Osservazioni conclusive

Le valutazioni sui trend storici e attuali delle emissioni di gas serra, sono importanti sia per la scienza che per la politica. Dati più precisi aiutano a comprendere meglio il ruolo delle emissioni antropogeniche sul riscaldamento globale, portando ad un approfondimento e ad una maggiore sensibilizzazione sul tema dei cambiamenti climatici, fornendo il supporto per un'azione globale tramite strumenti di policy. Questi risultati possono fornire informazioni utili per l'attuale dibattito, sul ruolo dell’uso del suolo, all’interno della politica climatica, suggerendo allo stesso tempo, che, nel prossimo futuro, sarebbe necessario orientare un maggior impegno e risorse per le attività di mitigazione delle emissioni agricole, simili a quelle dedicate alle iniziative Redd + (Reducing Emissions from Deforestation and forest Degradation) nel corso degli ultimi dieci anni.

Riferimenti bibliografici

  • Edgar (2013), Emissions Database for Global Atmospheric Research (Edgar), available at link [link]

  • Fao (2010), Global Forest Resources Assessment, Fao, Rome

  • Fao (2015), Fao Assessment of forests and carbon stocks, 1990-2015. Rome, Fao. Available at link [pdf]

  • Ipcc (2003), Good Practice Guidance for the Land Use, Land Use Change and Forestry sector, Prepared by the National Greenhouse Gas Inventories Programme, Jim Penman, Michael Gytarsky, Taka Hiraishi, Thelma Krug, Dina Kruger, Riitta Pipatti, Leandro Buendia, Kyoko Miwa, Todd Ngara, Kiyoto Tanabe and Fabian Wagner. (Eds), Iges, Hayama, Japan. Available at [link]

  • Ipcc (2006), 2006 Ipcc Guidelines for National Greenhouse Gas Inventories, Prepared by the National Greenhouse Gas Inventories Programme, Eggleston H.S., Buendia L., Miwa K., Ngara T. and Tanabe K. (Eds), Iges, Hayama, Japan. Available at [link]

  • Kim D.-H., J. O. Sexton, andJ. R. Townshend (2015), Accelerated deforestation in the humid tropics from the 1990s to the 2000s, Geophys.Res. Lett., 42, doi:10.1002/2014GL062777

  • Smith P., Bustamante M., Ahammad, et al. (2014) Agriculture, Forestry and Other Land Use (Afolu). In: Climate Change 2014, Mitigation. Contribution of Working Group III to the Fifth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change. Edenhofer, O., R. Pichs-Madruga, Y. Sokona, E. Farahani, S. Kadner, K. Seyboth, A. Adler, I. Baum, S. Brunner, P. Eickemeier, B. Kriemann, J. Savolainen, S. Schlömer, C. von Stechow, T. Zwickel and J.C. Minx (eds.). Cambridge University Press, Cambridge, UK and New York, NY, Usa

  • Tubiello F. N., Salvatore M., Ferrara A. F., House J., Federici S., Rossi S., Biancalani R., Condor Golec R. D., Jacobs H., Flammini A., Prosperi P., Cardenas-Galindo P., Schmidhuber J., Sanz Sanchez M. J., Srivastava N. and Smith P. (2015), The Contribution of Agriculture, Forestry and other Land Use activities to Global Warming, 1990–2012. Global Change Biology. doi: 10.1111/gcb.12865

  • Faostat Emissions database Agriculture: [link]

  • Faostat Emissions database Land Use: [link]

  • Faostat Greenhouse Gas Emissions from Agriculture, Forestry, and Other Land Use, Global Infographic, Available at link: [pdf]

 

  • 1. Disclaimer: Il materiale e le opinioni qui espresse sono esclusivamente quelle degli autori e non possono essere prese in alcun modo per rappresentare la posizione ufficiale della Fao sul tema.
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