Come rendere più efficace il trasferimento della conoscenza? L’esperienza di CHIL

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Come rendere più efficace il trasferimento della conoscenza? L’esperienza di CHIL
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Traduzione di Valentina Cristiana Materia

Introduzione

Su richiesta del Ministero dell’Agricoltura spagnolo, il dipartimento Cátedra Pascual Carrión dell’Università Politecnica di Madrid (UPM) ha sviluppato la piattaforma per la conoscenza “Chil”. Si tratta di un portale Internet collaborativo che integra una rete professionale, la capacità di web hosting per imprese e gruppi iscritti, strumenti di comunicazione e gestione della conoscenza nonché, infine, servizi specializzati per i settori agricolo, agro-alimentare, rurale e ambientale.
L’integrazione di questi aspetti in un forte orientamento professionale conferisce a Chil un valore particolare. Sebbene lo strumento affondi le sue origini in Spagna, la sua portata è prevalentemente europea e, potenzialmente, globale.
Il presente articolo riassume alcuni aspetti strategici di questo progetto e i vantaggi che apporta al settore pubblico e privato.

La gestione della conoscenza in agricoltura

Il problema della gestione della conoscenza nel settore agricolo assume numerose sfaccettature, trattandosi di un argomento molto vasto. Si può a buon ragione affermare che la sua rilevanza è ben maggiore che in altri settori produttivi, per almeno tre ordini di motivi:

  • è particolarmente complicato far circolare informazioni all’interno del settore, ad esempio: dare diffusione ad un corso di formazione tecnica, offrire un servizio, promuovere un prodotto, ecc.;
  • vi sono inefficienze nella catena della conoscenza che vincolano i produttori e consumatori di conoscenza e il mondo rurale: è il caso dei meccanismi che convertono i progressi scientifici ottenuti nella ricerca in innovazioni sociali e di prodotto;
  • molte iniziative tecniche e scientifiche sono limitate dalla inefficiente gestione di dati peraltro insufficienti: dati meteorologici, varietà, ecc.

Infine, a questi si uniscono anche i problemi legati alla cultura e alla dispersione geografica di cui soffre l’ambiente rurale, fattori che figurano a ben vedere all’origine di una simile situazione.
La conoscenza in un settore economico risulta attualmente strutturata in forma di “reti di conoscenza”. Nel campo agricolo è possibile individuarne alcune. Forse la più comune è quella che collega i centri di ricerca, le istituzioni adibite al trasferimento e gli agricoltori. In questa rete, la conoscenza è generata nei centri di ricerca (e quindi nelle università, nei laboratori), i risultati vengono utilizzati come punto di partenza per la sperimentazione e trasmessi agli organismi adibiti alla divulgazione e ai servizi di sviluppo in agricoltura, e, infine, vengono trasferiti all’agricoltore, fruitore finale. Questo schema diventa più complesso quanti più attori ne entrano a far parte, quali l’industria alimentare, gli organismi di regolamentazione e altre istituzioni coinvolte.
E’ possibile che si realizzi anche il percorso inverso, ovvero che il settore agricolo contribuisca direttamente a definire e stabilire priorità nelle linee di ricerca da seguire, ma è molto complicato.
Gli errori più comuni nella gestione della conoscenza in un settore sono, ad esempio:

  • mancare di trasferire risultati di ricerca ad un anello della catena o farlo utilizzando strumenti non appropriati, quali ricerche poco note o di scarso impatto, o esponendo agli agricoltori in maniera errata o poco efficace sperimentazioni e prove realizzate;
  • non coinvolgere nel trasferimento delle conoscenze altri attori che potrebbero supportare tale processo, trasferendo piuttosto i risultati di ricerca direttamente agli agricoltori;
  • sottovalutare e isolare i legami esistenti tra i componenti della catena della conoscenza: è il caso di istituti di ricerca ad elevata specializzazione che tuttavia mancano di legami con il settore.

Le inefficienze nella gestione della conoscenza sono un problema strutturale del settore agricolo e agro-alimentare che limita l’impatto dei risultati della ricerca nel settore stesso e impedisce spesso che i progressi scientifici diventino vere innovazioni sociali.

Il ruolo delle tecnologie dell’informazione: un nuovo scenario

Negli ultimi anni, e dopo decenni in cui il loro ruolo era molto sottovalutato nel settore rispetto ad altre aree sociali, le tecnologie dell’informazione sono cresciute fortemente in agricoltura. È importante evidenziare il ruolo di internet e del mobile computing in questo processo, nonché il recente emergere di applicazioni Web 2.0. L’emergere delle tecnologie dell’informazione si rivela sia un’opportunità sia un nuovo scenario per una gestione della conoscenza ampia e più completa in agricoltura.
In questa nuova fase, l’emergere del networking sociale o professionale e del Web 2.0 consente di disseminare le attuali conoscenze in un contesto sociale, dandone visibilità e consentendone una diffusione maggiore di quella che si avrebbe con metodi tradizionali. Inoltre, strumenti quali blog e forum danno una risposta adeguata al problema della gestione della conoscenza implicita (di valore, ma non documentata), che non è contemplata dagli strumenti tradizionali.
Tuttavia, perché diano il meglio del loro potenziale, queste tecnologie devono essere adattate al profilo di utenti agricoli ed alle loro capacità di utilizzo ed esigenze. Quest’ultimo aspetto, tuttavia, si è rivelato particolarmente complesso dal punto di vista concettuale e sta comportando un ritardo nell’inserimento del mondo agro-alimentare nella società della conoscenza del ventunesimo secolo. Mancano dunque strumenti di comunicazione Web a supporto e soluzione di questi problemi. Le uniche alternative possibili sono i social network non adatti a questo scopo e al contesto, e che peraltro presentano diverse limitazioni. Sono troppo generici e non forniscono gli strumenti specifici necessari per il mondo agricolo. Inoltre, è particolarmente complesso individuare tra tutti gli utenti registrati e i rispettivi profili quelli che sono gli attori del settore agricolo (si pensi a Facebook, a Google +, ecc.). Queste “reti sociali” di condivisione sono tra l’altro costruite attorno a priorità personali e individuali, piuttosto che professionali. Per questo motivo spesso mancano di funzionalità specifiche per aziende e organizzazioni di stampo più aziendalistico.

La Piattaforma Chil, una proposta europea

La strategia della piattaforma Chil (http://www.chil.org) è orientata a superare questi limiti. Chil è un portale web della conoscenza specializzato per il settore agricolo, agro-industriale, ambientale e rurale, ideato presso l’Università Politecnica di Madrid (UPM) su commissione del Ministero dell’Agricoltura spagnolo. Il portale contiene:

  • un network professionale, nonché la possibilità di ospitare gratuitamente siti web di imprese, cooperative, agenzie, associazioni di produttore, gruppi di ricerca ecc. che già abbiano un sito o lo vogliano ideare;
  • diversi strumenti di gestione della conoscenza: pubblicazione di documenti, wiki, blog, forum, notizie, ecc;
  • servizi orientati alla comunità agro-alimentare quali: gestione, promozione e realizzazione di corsi di formazione, e-commerce per citarne alcuni.

Questo progetto è stato realizzato in stretta collaborazione con le principali associazioni e gli organismi del settore. In sostanza, si tratta di una piattaforma web collaborativa qualificata nella gestione della conoscenza nel settore agricolo, il mondo agro-alimentare e ambientale.
La strategia seguita si caratterizza per importanti aspetti che vale la pena sottolineare. In primo luogo, la qualificazione di Chil deriva dai bisogni professionali del tipo di utenti cui si rivolge come linea prioritaria, nonché dagli strumenti specializzati offerti dal sistema a supporto degli attori del settore perché svolgano la propria attività. L’ambito culturale su cui si concentra è prevalentemente europeo in senso lato (area mediterranea, ecc.): uno dei suoi obiettivi specifici è valorizzare i punti di forza del settore agro-alimentare europeo e i suoi legami con il mondo rurale.
Su questa base, agevola lo scambio di idee, di conoscenze e prodotti, così come semplifica il lavoro delle amministrazioni, dei sindacati, delle cooperative agricole e delle comunità locali, e la loro integrazione in strutture più ampie. In questo senso, è consentito che ogni utente possa delimitare i contenuti alle aree geografiche in cui si muove. Il sistema riconosce la localizzazione dell’utente e può dare priorità “geografica” alla conoscenza distinguendo tra tre livelli, locale, nazionale, universale. In questo modo, è possibile integrare gli individui in macro strutture di contenuti (es. irrigazione, piano di protezione, ecc.) senza perdere il riferimento geografico e culturale in cui si muovono di solito.
I promotori di questa piattaforma hanno tutta l’intenzione di sviluppare e sostenere la struttura hardware/software per dare continuità alle attività, nonché migliorare il sistema fornendo nuovi strumenti per la comunità agricola e agro-alimentare europea.

Sostenere i valori europei

La piattaforma Chil è stata progettata per evidenziare e rafforzare i valori del settore agricolo industriale europeo rispetto ad altre aree geografiche. Molte di queste caratteristiche sono incluse nel modulo di e-commerce attualmente introdotto. I valori-guida della piattaforma e ai quali la stessa dà rilevanza sono di seguito riportati.

Sostegno alle attività professionali

Uno degli obiettivi principali della piattaforma Chil è quello di sostenere l’attività dei grandi professionisti che lavorano nel settore. Dai membri delle istituzioni europee, i ricercatori fino ai tecnici delle cooperative, le migliaia di ingegneri, economisti, agricoltori e specialisti, tutti possono ricevere sostegno per il loro lavoro da strumenti Web che permettono loro di scoprire, coordinarsi e collaborare nonostante le differenze e la distanza culturale.

Personalità vs anonimato

Le aziende incluse in Chil possono mostrare visivamente la propria identità, spiegare chi sono, dove sono localizzate, quale la loro missione, farsi conoscere. Gli utenti e i consumatori possono quindi direttamente vedere e conoscere chi c’è dietro i prodotti che consumano e il contesto in cui essi sono realizzati (non solo le aree rurali, ma anche le tradizioni, le usanze ecc.).

Catena del valore vs commodities

Il modo in cui Chil visualizza le informazioni su persone, prodotti e aziende migliora la catena del valore, al contrario della visione di prodotti agricoli come semplici “merci”.

Coordinamento, normative, politiche

Una parte molto rilevante della gestione in Europa della conoscenza consiste nell’informare circa la PAC, la legislazione vigente, le norme nazionali che regolamentano la produzione agricola. Chil sostiene questo valore.

Integrazione delle istituzioni con il settore produttivo

I collegamenti tra istituzioni pubbliche e processi produttivi sono evidenziati tramite normative, promozione e controllo, pubblicazione di bandi per attività di ricerca e sviluppo. Le agenzie possono contattare ed essere contattate utilizzando direttamente la piattaforma, creare eventi collaborativi per comunicare attività, cercare partner, interagire, ecc.

Miglioramento di qualità, tradizione, tracciabilità

Il sistema permette la descrizione dettagliata delle aziende e dei loro prodotti attraverso documenti, materiali e testimonianze sulla loro qualità, il profilo storico, la sicurezza e la tracciabilità.

Legame tra il mondo rurale e l’agricoltura europea

Sono collegati e integrati grazie alla piattaforma Chil prodotti, territorio, persone, partnership, progetti, ecc., dunque gli utenti possono visualizzare il sistema sociale integrato con i prodotti alimentari che essi stessi consumano, gli agricoltori, le industrie alimentare, le aree rurali e così via.

Rafforzamento della cooperazione europea

Grazie alla possibilità di traduzione automatica nelle diverse lingue e ad un sistema di tag (una sorta di “etichetta identificativa”) complesso, gli attori del sistema agricolo e rurale potranno comunicare, coordinare, trovare partner e lavorare insieme su progetti comuni che consentono di superare i confini culturali e geografici. Alcuni dati su Chil rendono idea del suo potenziale. Al mese di Marzo 2012, ovvero dopo nove mesi dalla messa in opera della piattaforma, il numero di utenti registrati è pari e 1743, mentre quello delle imprese e dei gruppi ospitati è di 531. Sono circa 2350 i documenti messi in rete e dunque resi disponibili agli utenti, 54 i blog aperti, 330 gli interventi. Gli eventi segnalati sono stati finora 312.
Attualmente, il numero di utenti sembra raddoppiare ogni due mesi, così il numero di imprese e gruppi di cui si ospita il sito internet. Anche la diffusione della conoscenza per tramite di blog, documenti condivisi ecc. sta seguendo un percorso in continua crescita.

Conclusione

La piattaforma Chil costituisce una nuova proposta tecnica specificamente progettata per migliorare la gestione della conoscenza nel settore agricolo europeo.
È online da circa 6 mesi e sta ricevendo una grande risposta nonché seguito in Spagna, Portogallo e Francia. La piattaforma è in fase di miglioramento e in continua evoluzione ed è in programma che venga estesa ad altri paesi grazie alla collaborazione con importanti enti europei.

Riferimenti bibliografici

  • EngelP.G.H., (2007), Knowledge management in agriculture: Building upon diversity, Knowledge, Technology & Policy Springer-Verlag Volume 3, Number 3, pp. 28-35, 2007. DOI: 10.1007/BF02824947

  • Shu-hsien Liao, (2003), Knowledge management technologies and applications. Literature review from 1995 to 2002. Expert Systems with Applications, n. 25 (2003), pp. 155–164

  • Kamarudin Saadan (2001), Conceptual Framework for the Development of Knowledge Management System in Agricultural Research and Development. Asia Pacific Advanced Network Conference, 2001

  • Rafea Ahmed (2009), Managing agriculture knowledge: role of information and communication technology, FAO Science Forum 2009 Workshop

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Commenti

Es un gran artículo que expresa las necesidades de transmisión del conocimiento. La labor a realizar por Chil, y todos los que la integramos es degran valor para el futuro de la Producción Agraria.

Commento originariamente inviato da 'Isabel Vazquez' in data 27/03/2012.

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