Innovazione, produttività e crescita

Innovazione, produttività e crescita

Le principali sfide riguardanti la produzione alimentare mondiale nei prossimi decenni sono diventate negli ultimi tempi oggetto di particolare attenzione del mondo della ricerca, nonché una questione di policy. In particolare, la forte crescita attesa nella domanda mondiale di alimenti, mangimi, energia suscita preoccupazioni circa la reale capacità dei sistemi di produzione agricola mondiali di garantire una adeguata crescita dell’offerta, evitando turbolenze sui mercati agricoli e garantendo un apporto costante di prodotti sani e sicuri per l’ambiente.
La comunità scientifica è chiamata ad analizzare le dimensioni di queste sfide e proporre soluzioni efficaci e sostenibili. In particolare, gli economisti agrari ed applicati hanno il compito di indagare le reali dinamiche di crescita della produttività agricola in tutto il mondo e le differenze che emergono tra paesi in via di sviluppo e paesi sviluppati. In questo quadro, è necessario approfondire le conoscenze disponibili sull’impatto della produttività agricola sulla crescita economica generale e, di conseguenza, sul consumo di cibo, sulla distribuzione del reddito e sul commercio internazionale. Ai ricercatori spetta il compito di identificare quali innovazioni possano al meglio contribuire al raggiungimento di un sistema di produzione agroalimentare che sappia affrontare e sostenere il peso di queste sfide, mentre alle politiche ed alle istituzioni spetta il compito di incoraggiare e supportare un simile cambiamento.
In particolare, nel contesto dell’UE, si richiede un’analisi dettagliata di come la politica agricola comune (Pac) con la sua recente riforma possa supportare questa evoluzione. Considerando che l'innovazione agricola e la crescita della produttività rappresentano alcuni degli obiettivi chiave della nuova programmazione, tali da ispirare le più recenti riforme, una revisione critica del suo contenuto effettivo e la sua attuazione solleva grandi dubbi sulla sua capacità di condurre l’agricoltura europea nella direzione desiderata.
Il tema di questo numero di Agriregionieuropa trae ispirazione, spunti e contenuti dalla quarta conferenza della Associazione Italiana degli Economisti Agrari ed Applicati (Aieaa) e dalla pre-conference organizzata, tra gli altri, da Agriregionieuropa sul tema: "Policies for Knowledge Intensification: an EU Agriculture Perspective" tenutesi ad Ancona nel giugno 2015. I due eventi si sono posti l’obiettivo di fornire un contributo scientifico su temi quali la crescita della produttività agricola in Europa e l’innovazione in agricoltura, promuovendo un dibattito sia su questioni teoriche e metodologiche, sia sulle implicazioni di policy derivanti.
Il tema non si ferma tuttavia solo alle lezioni apprese tramite la conferenza e la pre-conference Aieaa: presenta difatti anche contributi che, in complementarità con gli indirizzi delineati pocanzi, entrano nel dettaglio specifico del contributo offerto dalle politiche per la conoscenza promosse nell’ambito dello sviluppo rurale.
Due articoli sul tema degli indirizzi assunti dalla ricerca e innovazione rispettivamente in agricoltura (di Viaggi) e nella bio-economia in generale (di Brunori e Bartolini) aprono questo numero.
Viaggi affronta il contributo della ricerca al tema della produttività in agricoltura, indagando le diverse metodologie utilizzate dagli studiosi per misurare la produttività dei fattori produttivi, gli approcci relativi nonché le sfide derivanti. Obiettivo del contributo è dunque discutere il legame tra ricerca, innovazione e produttività alla luce di specifiche tematiche tecnologiche emergenti, tra cui:

  • la bio-economia ed i temi ad essa collegati, quali ad esempio l’economia circolare;
  • l’imprenditorialità ed il ruolo da questa giocato nei processi di innovazione;
  • l’evoluzione degli strumenti di valutazione della ricerca;
  • infine temi legati alla sostenibilità in agricoltura.

Brunori e Bartolini sottolineano in particolare il ruolo della ricerca nella bio-economia, basando le loro riflessioni sul tema della sostenibilità su un rapporto prodotto in seno alle Commissione Europea dallo Scar (Standing Committee for Agricultural Research – Comitato Permanente per la Ricerca in Agricoltura) e intitolato “Sustainable agriculture, Forestry and Fisheries in the Bioeconomy - A challenge for Europe”.  Una politica per la ricerca e l’innovazione ispirata alla sostenibilità impone di pensare a percorsi flessibili, alla coltivazione di soluzione alternative, allo studio di meccanismi di adattamento alle crisi, adottando una strategia che miri ad impatti di medio lungo periodo: prevedendo possibili scenari futuri, il rapporto (e di conseguenza gli autori) suggeriscono le vie per affrontare opportunità e minacce dettate dalle sfide, discute le priorità di ricerca, infine affronta le implicazioni per i sistemi della conoscenza.
Il tema degli impatti della ricerca in agricoltura in Europa è affrontato nei due contributi che seguono. L’articolo a cura di Vollaro, Raggi e Viaggi propone una disamina dei principali strumenti e metodi di analisi utilizzati dagli studiosi per valutare gli impatti degli investimenti in ricerca nel generale contesto europeo. Da questa analisi emerge in particolare la difficoltà di replicare in Europa analisi della spesa in ricerca che facciano uso di lunghe serie di dati (come quelle condotte negli Stati Uniti) data la mancanza di rilevazioni ufficiali. Ne consegue l’impossibilità di definire chiaramente una relazione di lungo periodo tra investimenti in ricerca e variazione nella produttività agricola europea secondo le metodologie maggiormente accreditate in letteratura.
Bartolini, Brunori, Coli e Pacini analizzano in particolare l’impatto della ricerca europea sulla sostenibilità, ed aprono un dibattito sulle problematiche relative. In particolare, presentando le prime riflessioni emerse nell’ambito di un progetto europeo (FP7) di cui gli autori sono parte, dal titolo “Impresa (Measurement of Research Impact in European Agriculture), l’articolo identifica le principali carenze metodologiche ed empiriche nella valutazione degli impatti della sostenibilità.
Seguono quindi dei contributi più incentrati sulla politica di sviluppo rurale. Esposti et al. analizzano le misure dello SR destinate alla formazione ed alla assistenza tecnica con lo scopo di evidenziare come tali misure, oltre ad un ammontare ridotto di fondi, presentino anche un’allocazione territoriale particolarmente disomogenea all’interno dell’Unione Europea (Ue). Indagano pertanto quali scelte, sia di natura politica (ovvero, la diversa importanza attribuita alle politiche per la formazione dai singoli programmi di sviluppo rurale, Psr) sia altri aspetti di carattere strutturale (la diversa capacità dei territori europei di attirare e spendere i fondi messi a disposizione dai rispettivi Psr), influenzano tale allocazione, con notevoli implicazioni di policy.
Cargioli e Alberti indicano il percorso seguito dalla Regione Emilia-Romagna, esempio virtuoso di investimento in ricerca e innovazione, per la definizione delle priorità regionali in cui imprese, istituzioni e più in generale l’intero sistema della conoscenza sono coinvolti, perché siano pronti a cogliere le nuove opportunità offerte dagli strumenti della politica comunitaria per l’innovazione.
Klerkx e Materia riportano l’esperienza di due progetti europei recentemente conclusi (Solinsa e Pure) incentrati sui processi di co-innovazione. Nel loro lavoro, traggono riflessioni sulle esperienze realizzate in termini di incorporamento strutturale dell’approccio alla co-innovazione in diversi paesi europei.
Infine, due contributi sul ruolo dei servizi di consulenza concludono il Tema di questo numero di Agriregionieuropa. Proietti e Striano riportano i risultati di uno studio finalizzato a comprendere fino a che punto i consulenti aziendali abbiano svolto ruoli attivi nell’ambito dei processi di innovazione multi-attoriali finanziati in Italia attraverso la misura 124 dei Psr nel periodo di programmazione 2007-2013.
Cristiano e Proietti riportano i risultati di uno studio sugli attori e sulle funzioni di intermediazione che hanno supportato i processi di identificazione, aggregazione e interazione tra gli attori dei progetti di cooperazione finanziati nell’ambito della misura 124 dei Psr italiani.

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