Il settore agricolo nel “Business Register”

Il settore agricolo nel “Business Register”

Quadro normativo e teorico

La necessità di avere un quadro di riferimento per le statistiche nazionali e comunitarie è sancita all’interno dell’Unione Europea dall’’istituzione di un registro statistico. Il Regolamento (CE) n.177/2008 per il coordinamento comunitario dello sviluppo dei registri di imprese utilizzati a fini statistici (Business Register – di seguito individuato come BR) estende il campo di osservazione del registro, e quindi l’obbligo di registrazione, anche alle imprese operanti in settori che prima non erano coperti dai vari registri statistici nazionali, quali le attività agricole, della caccia, della silvicoltura e della pesca: si tratta del settore A della Nace Rev. 2, che sostituisce la precedente versione Nace Rev. 1.1. Come è noto, la Nace è la Nomenclatura europea delle attività economiche che in Italia è stata tradotta nella tipologia di classificazione denominata Ateco ed è il riferimento europeo per la produzione e la divulgazione dei dati statistici relativi alle attività economiche.
Dal punto di vista concettuale, l’agricoltura ha delle peculiarità che la rendono non paragonabile agli altri tipi di attività; in particolare, essa è soggetta più delle altre alla variabilità delle condizioni climatico – atmosferiche – morfologiche, ed è altresì soggetta alla presenza di sussidi economici che arrivano da varie istituzioni. In più è spesso difficile stabilire il confine tra questo tipo di attività e quelle di natura industriale. L’Ateco, infatti, prevede un particolar gruppo relativo “all”attività di supporto all’agricoltura”, nel quale rientrano specifiche attività, non prettamente agricole ma ad essa connesse, non classificate altrove. A ciò si aggiunge la specificità dell’agricoltura italiana, da sempre caratterizzata da una elevata frammentazione, come confermato dagli ultimi dati del Censimento dell’Agricoltura relativi al 20101.
Inoltre, mentre per l’impresa vale lo schema, tipico dei registri statistici, per cui ad una o più unità con personalità giuridica corrisponde un’impresa, articolata poi nelle sue una o più unità locali, per l’azienda agricola la logica cambia: ci si sposta verso un’ottica più ”fisica”, legata al terreno e alla forma di produzione ad esso connessa che prevede la presenza di un conduttore, coincidente o meno col proprietario, che "gestisce" l’azienda agricola articolata poi in un centro aziendale con i suoi vari terreni ed allevamenti.
La difficoltà maggiore nella costruzione di un’anagrafe delle imprese agricole dipende proprio dal fatto che molte delle informazioni sia statistiche (Spa, Rea, ecc.) che amministrative sull’agricoltura (fascicolo aziendale Agea, anagrafe zootecnica, ecc.) si riferiscono ad unità di attività economica e non a imprese, cioè a soggetti impegnati nell’attività economica.
La domanda che a questo punto ci si pone è la seguente: che differenza c’è tra azienda agricola e impresa agricola? La risposta è stata, è e sarà ancora oggetto di discussione, in sede europea così come nazionale (Sotte 2006, Arzeni e Sotte 2013). Sostanzialmente si dovrebbe considerare l’impresa come un’unità la cui valenza è soprattutto economica, caratterizzata dalla presenza di addetti, fatturato e altre variabili di natura economica, mentre l’azienda sarebbe più collegata agli aspetti ‘fisici’ della produzione, vale a dire presenza di terreni, coltivazioni, allevamenti e lavoro.
A conferma di come l’azienda agricola sia un concetto diverso da quello di impresa agricola, si pensi alle definizioni utilizzate per la predisposizione del Censimento dell’Agricoltura del 2010: ai fini censuari e delle statistiche agricole, è stata presa in considerazione l’azienda agricola e/o zootecnica, i cui caratteri distintivi fondamentali che emergono sono:

  • l'utilizzazione dei terreni per l’attività agricola e/o zootecnica: tali terreni possono essere costituiti da una o più particelle (contigue o non), situate nello stesso Comune oppure in Comuni diversi, spesso confinanti o vicini tra loro;
  • l'unità tecnico-economica di produzione facente capo ad un conduttore, cioè ad una persona fisica, società od ente che ne sopporta il rischio.

La differenza principale tra le due definizioni risiede nel fatto che per l’azienda agricola non è espressamente previsto (così come per l’impresa) il concetto di unità con personalità giuridica tipico dell’impresa industriale, anche se è possibile considerare il conduttore (proprietario o non dei terreni o allevamenti), ovvero colui che sopporta il rischio dell’attività, come una proxy della suddetta unità giuridica. Altra fondamentale differenza è che l’azienda agricola, rispetto al concetto di impresa tipico del registro statistico esistente (Asia) per gli altri settori economici, non è necessariamente orientata al mercato.
Un elemento in comune con la rilevazione di altri settori, invece, è la presenza di unità locali: nel caso della rilevazione delle imprese di altri settori, l’unità locale "corrisponde a un'impresa o a una parte di impresa (laboratorio, stabilimento, magazzino, ufficio, miniera, deposito) situata in una località topograficamente identificata. In tale località, o a partire da tale località, si esercitano delle attività economiche per le quali - a prescindere da eccezioni - una o più persone lavorano (eventualmente a tempo parziale) per conto di una stessa impresa". Nel caso di azienda agricola, le attività agricole si svolgono, per loro natura, su superfici estese e non sono limitate a un luogo topograficamente definito. L'unità locale coincide con l’azienda agricola a sua volta localizzata nel centro aziendale e cioè nel luogo dove insiste il fabbricato, o il complesso dei fabbricati, connesso all’attività aziendale e situato entro il perimetro dei terreni aziendali oppure la porzione più estesa dei terreni aziendali. Anche se visto il particolare (e variegato) tipo di attività svolta dall’azienda agricola, potrebbe essere più corretto parlare di Uael (Unità di Attività Economica Locale), intesa come parte di unità locale che svolge attività a livello di classe (4 cifre Nace, classificazione europea delle attività economiche), per le quali dovrebbe essere possibile calcolare gli indicatori classici di produzione, consumi intermedi, costo del lavoro, ecc.

Il processo di identificazione dell’impresa agricola in ASIA: fonti utilizzate per l’integrazione

Date queste premesse di natura concettuale, l’impresa agricola viene identificata all’interno del processo di aggiornamento del Registro Statistico delle Imprese Attive (d’ora in poi chiamato Asia). Il registro, aggiornato annualmente attraverso un processo di integrazione di fonti amministrative (previdenziali, camerali, fiscali) e statistiche, identifica le unità economicamente attive ossia che abbiano svolto un’effettiva attività produttiva e remunerativa nell’anno di riferimento e che utilizzino un input di lavoro, la cui produzione rientra nel settore agricolo. La presenza di fatturato derivante da produzione agricola e/o di occupazione dipendente dichiarata per il versamento di contributi sono indicatori proxy per definire un’unità attiva.
Una descrizione sintetica delle fonti utilizzate per l’identificazione dell’impresa agricola, in termini di definizioni e caratteristiche, è riportata qui di seguito.
Il modello di riferimento per l’acquisizione dei dati relativi alle aziende agricole con dipendenti è il modello Dmag Unico gestiti dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (dichiarazione trimestrale della manodopera agricola occupata – operai a tempo indeterminato, operai a tempo determinato e compartecipanti individuali). Il concetto di azienda per questa fonte si desume da quello di imprenditore agricolo contenuta nel Codice Civile. Per quanto riguarda l’occupazione, si osserva che la normativa previdenziale individua due categorie di lavoratori agricoli subordinati (tralasciando quelli con qualifica impiegatizia): gli operai a tempo indeterminato e gli operai a tempo determinato. L’Inps riceve trimestralmente le dichiarazioni di manodopera da parte delle aziende agricole che, oltre ai propri dati anagrafici, sono tenute a fornire i dati anagrafici e contributivi del lavoratore ad un livello molto dettagliato. Di conseguenza, il dato Inps costituisce una fonte preziosa per approfondire l’analisi dei lavoratori agricoli in quanto consente di analizzare le principali caratteristiche degli stessi (sesso, età, ecc.), il tipo di lavoro svolto, etc.. Con riferimento ai lavoratori autonomi, l’Inps fornisce informazioni riguardanti sia l’azienda che i componenti del nucleo familiare che, direttamente e abitualmente, si dedicano alla coltivazione dei fondi, all’allevamento del bestiame e allo svolgimento delle attività connesse. I lavoratori agricoli autonomi considerati sono i coltivatori diretti, i mezzadri, i coloni e gli imprenditori agricoli professionali. La principale figura è quella del coltivatore diretto che può corrispondere al proprietario, affittuario, enfiteuta, usufruttuario, pastore o assegnatario di fondi.
Altro archivio utilizzato è quello di natura fiscale (Anagrafe Tributaria). In particolare dalle dichiarazioni fiscali Iva è possibile ottenere informazioni relativamente all’attività economica svolta e al volume d’affari dichiarato dagli imprenditori agricoli.
Un’ulteriore fonte che serve sia per l’identificazione dell’impresa agricola sia per stimare una delle variabili di principale interesse, l’occupazione, è il Censimento dell’Agricoltura 2010. Esso fa riferimento, come già visto, ad una definizione di azienda agricola, non sovrapponibile a quella di impresa agricola. Il censimento è un benchmark per effettuare analisi comparative relativamente alla variabile occupazione da utilizzare in Asia; contiene informazioni sulla manodopera agricola dell’azienda, costituita da persone di 16 anni e più, occupate nei lavori agricoli dell’azienda stessa. In particolare, il Censimento distingue tra il lavoro svolto dai componenti la famiglia del conduttore e dai parenti che lavorano nell’azienda e quello attribuibile all’altra manodopera aziendale (diversa da quella familiare) in forma continuativa e/o saltuaria. I dati sulla manodopera continuativa sono forniti con riferimento sia a dirigenti, impiegati, categorie assimilate che a operai ed assimilati, a tempo determinato o indeterminato.
Importanti archivi usati a supporto di quelli sopra menzionati sono quelli relativi al fascicolo aziendale Agea ed alle anagrafi zootecniche. Queste fonti non sono specificatamente utilizzate per l’identificazione dell’impresa agricola ma, in particolare, per alimentare i contenuti informativi delle unità presenti in Asia. In Agea ogni azienda, risulta individuata da un unico codice (Codice unico di identificazione delle aziende agricole, Cuaa), che identifica il conduttore destinatario del contributo. Ogni azienda è caratterizzata dall’insieme dei mezzi di produzione, degli stabilimenti e delle unità zootecniche e agricole condotte a qualsiasi titolo dal medesimo soggetto per una specifica attività economica ed è univocamente identificata in termini del luogo in cui essa è svolta; questo elevato livello di dettaglio delle informazioni risulta un valido supporto per la stima delle principali variabili strutturali legate all’uso dei terreni. In maniera analoga il Registro delle Anagrafi Zootecniche gestito dal Ministero della Salute è utilizzato per identificare unità che svolgono attività collegate alla zootecnia e per validare lo stato di attività delle unità. Per i bovini, l’anagrafe è obbligatoria. L’atto amministrativo da cui trae origine l’Anagrafe Bovina è la registrazione degli animali della specie bovina nella Banca Dati Nazionale (Bdn): il proprietario o il detentore è tenuto a comunicare al Servizio Veterinario della Asl ogni nuova attività di allevamento entro venti giorni dall’inizio della stessa e ogni variazione relativa all’azienda entro sette giorni dall’evento. Il concetto di azienda cui fa riferimento questa fonte è il seguente: qualsiasi stabilimento, costruzione e, nel caso di una fattoria all’aperto, qualsiasi luogo in cui sono tenuti, allevati o governati animali oggetto del regolamento 820/97, che prevede l’istituzione di un sistema di identificazione e di registrazione dei bovini e relativo all’etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine.
Quindi, è interessante notare come le diverse fonti utilizzate nella costruzione dell’anagrafe facciano riferimento a unità statistiche collegate ma non esattamente sovrapponibili; il risultato finale non deve quindi essere considerato semplicemente come un contenitore con vari cassetti (Inps, Agea etc.), ma invece come un database di riferimento, dal quale, ad esempio, sia possibile estrarre tutti i dati relativi ad un azienda agrituristica situata nel comune X, con fatturato Y, con dipendenti Z. Le informazioni disponibili, oltre che di natura anagrafica (ragione sociale, indirizzo, ecc) riguardano anche alcune principali variabili di classificazione (forma giuridica, attività economica) e di natura economica, addetti e volume d’affari principalmente, opportunamente validate.
La funzione principale di questo registro Asia, così come previsto da Regolamento comunitario, sarebbe quella di rappresentare un frame per le imprese agricole, ad integrazione del registro di imprese Asia degli altri settori economici, già esistente ed operativo. È opportuno invece sottolineare come il vero frame di riferimento per le rilevazioni del settore agricolo sarà il Farm Register, in corso di costruzione, che rappresenta un archivio statistico delle aziende agricole, più ampio rispetto ad Asia, a dimostrazione del fatto che Asia imprese del settore agricolo è concettualmente diverso dal suddetto Farm Register.
Altra funzione di questo Registro, in relazione alle statistiche ufficiali (Contabilità Nazionale soprattutto), è quella di costituire un’altra fonte di riferimento per la stima di variabili come l’occupazione e il valore aggiunto.
Attualmente, il database così costruito è semplicemente un data-base interno di natura prototipale; le informazioni in esso contenute sono direttamente accessibili, anche se con limitazioni, ai ricercatori interni all’Istituto; l’obiettivo è renderlo fruibile anche all’esterno dell’Istituto, così come già succede per il registro Asia per le imprese degli altri settori.

Limiti e potenzialità dell’integrazione

Le fonti amministrative mettono a disposizione un insieme di informazioni utili per l’identificazione dell’impresa agricola e delle relative variabili strutturali e identificative.
Quando si procede all’integrazione di più fonti, è necessario affrontare problemi di diversa natura, primi tra tutti di carattere concettuale relativi alla diversità delle definizioni, del campo di osservazione, del tipo di unità di analisi (impresa, unità locale, posizione contributiva, etc.) e del riferimento temporale.
Come già detto, le unità registrate nei diversi archivi amministrativi hanno definizioni differenti fra loro e da quelle statistiche, per tale ragione occorre sviluppare apposite metodologie al fine di ricondurre tali unità all’unità statistica di riferimento; questo perché i vari soggetti producono, nel corso delle proprie funzioni, atti amministrativi contenenti informazioni che ogni ente archivia secondo regole proprie e, soprattutto, per soddisfare le proprie finalità.
Per quanto riguarda la variabile economica relativa al fatturato, il problema si evidenzia sia per misurare la componente di fatturato agricolo per quelle imprese che svolgono un’attività economica al confine tra agricoltura ed industria, sia per stimare il reale livello di fatturato per quelle imprese che dichiarano un’attività agricola perché è loro concesso di poter usufruire di agevolazioni fiscali. Ciò potrebbe portare ad una sovrastima della componente agricola del fatturato, di cui non si può non tenere conto. Considerando, invece, la variabile relativa all’occupazione le informazioni amministrative di natura previdenziale, derivanti dalle dichiarazioni contributive /retributive da parte del datore di lavoro, sia per i lavoratori agricoli autonomi che per le aziende agricole con dipendenti, hanno come oggetto la rilevazione delle giornate lavorate e dei redditi da lavoro per fini previdenziali ed assistenziali. Il problema principale nell’uso di questa fonte è che non è esaustiva nell’individuazione della manodopera agricola in quanto non comprende tutti quei soggetti, principalmente familiari e parenti del conduttore, che prestano comunque un lavoro agricolo in azienda, non retribuito, più o meno continuativo.  

Conclusioni e scenari futuri

L’identificazione delle imprese agricole, a partire da dati di fonte amministrativa, non risulta immediata. Problemi sussistono sia in relazione alle definizioni utilizzate dalle varie fonti sia alle chiavi di matching. Ciò può comportare in Asia il rischio di introdurre errori non marginali di over recording, vale a dire di doppia registrazione di una stessa unità che fa riferimento a più aziende, o l’inserimento di unità non “agricole” in senso statistico (si veda, ad esempio, alcune unità registrate nell’Anagrafe zootecnica) o unità che lo sono solo in maniera formale.
Con riferimento al processo di integrazione due sono gli aspetti da approfondire. Il primo è legato alla necessità di sviluppare con maggiore attenzione l’integrazione logica fra le varie fonti con particolare riferimento alle definizioni delle unità presenti negli archivi amministrativi. Il secondo è legato alla necessità di migliorare l’integrazione fisica fra le varie fonti anche attraverso l’utilizzo di tecniche di link che utilizzino caratteri alfanumerici.
Infine, è necessario sottolineare che sarebbe opportuno studiare e sviluppare delle opportune metodologie statistiche che agiscano in due direzioni:

  • identificazione probabilistica e non solo deterministica dell’impresa agricola, nel senso che la prima deve supportare e completare la seconda, basata su accoppiamenti esatti di chiavi di aggancio; il tutto utilizzando modelli di natura statistica, con la definizione di un modello probabilistico che ha generato i dati osservati, ha stabilito una regola di decisione “ottimale” e, concludendo, ha determinato delle probabilità di errore;
  • miglioramento delle stime delle variabili caratteristiche del registro, attraverso una razionalizzazione dei processi informatici di integrazione, con conseguente risparmi di tempi e risorse.    

Riferimenti bibliografici

  • Arzeni A., Sotte F. (2013), “Imprese e non-imprese nell’agricoltura italiana Una analisi sui dati del Censimento dell’Agricoltura 2010”, Gruppo 2013, Working paper, n. 20, [link]

  • Brogi G., Cusimano S., Del Vicario G., Garofalo G., Patacchia O. (2005), “La realizzazione di Asia Agricoltura tramite l’utilizzo di dati amministrativi:il contenuto delle fonti e i risultati del processo di integrazione”, Contributo Istat, [link]

  • Commissione Europea (2008), Regolamento (CE) N. 177/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio, che istituisce un quadro comune per i registri di imprese utilizzati a fini statistici e abroga il regolamento (Cee) n. 2186/93 del Consiglio, [link]

  • Cusimano S. (2011), “The agricultural sector in the business register: administrative input sources and methodology for determining variables”, Sis 2011 Statistical Conference, Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, Statistics in the 150 years from Italian Unification, Book of Short Paper, Quaderni di Dipartimento, n. 10, [link]

  • Cusimano S., Del Vicario G.,  Garofalo G., Patacchia O. (2007), “Administrative sources and their use for statistical purposes in the implementation of the Italian Statistical Farm Register (Sfr)”, Seminar on Registers in Statistics-Methodology and Quality 21-23 May, 2007 Helsinki

  • Scanu M. “Metodi statistici per il record linkage”, Istat  [link]

  • Sotte F. (2006), “Quante sono le imprese agricole in Italia?”, Agriregionieuropa n. 5, anno 2006, [link]

  • 1. Vedi sito Istat dedicato ai dati del Censimento Agricoltura 2010: [link]
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