Le politiche per l'agricoltura della Legge Finanziaria 2007

Le politiche per l'agricoltura della Legge Finanziaria 2007

Introduzione

Come è noto, la Legge Finanziaria 2007 è stata un lungo e poco edificante tormentone. Anche dopo l’approvazione non sono finite le polemiche, in quanto molti la considerano squilibrata più dalla parte delle entrate che dello sviluppo, tanto che alcuni commentatori (Boeri e Garibaldi, 2006) giudicano che questa Finanziaria non segni nella gestione della spesa alcuna discontinuità con la politica di bilancio della passata legislatura.
Malgrado le critiche sull’impianto generale, non pare che per l’agricoltura le cose siano andate male, anzi, sia pure con diversi accenti, le organizzazioni professionali agricole riconoscono al Governo di aver mantenuto, pur nei limiti di una Legge Finanziaria improntata al rigore, le promesse fatte nel Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF) 2007-2011, che poneva il settore agricolo e agroalimentare al centro della sua azione per il risanamento e lo sviluppo del Paese.
Dal punto di vista delle risorse, la nuova Finanziaria incrementa i fondi destinati al settore agro-alimentare di ben 308 milioni di Euro rispetto al 2006, portando l’ammontare complessivo degli stanziamenti a circa 1000 milioni di Euro. Sono tanti? Sono pochi? E’ difficile dirlo, soprattutto se non si può valutarne la consistenza rispetto ai fabbisogni che il settore presenta, in relazione alle politiche che si intendono realizzare. Resta il fatto che le risorse destinate all’agricoltura sono superiori a quelle della Finanziaria 2006 e che la nuova rende immediatamente operativi alcuni stanziamenti prima bloccati su precedenti leggi. Viene rifinanziata anche la legge 23 dicembre 1999, n. 499, “Razionalizzazione degli interventi nei settori agricolo, agroalimentare, agroindustriale e forestale”, permettendo al settore di riattivare un proprio strumento di sostegno allo sviluppo.

Gli assi di intervento

In sintesi, come si può leggere nel documento “La manovra finanziaria 2007-2009. Le misure di interesse per l’agroalimentare, le foreste e la pesca”, pubblicato sul sito del MIPAAF, le norme contenute nella Finanziaria per il settore possono essere raggruppate in 8 assi di intervento:

  • Competitività delle imprese: aspetti fiscali e societari;
  • Integrazione nel mercato e crescita internazionale;
  • Sviluppo delle filiere, dei settori agroalimentari e forestali;
  • Filiere energetiche e no-food;
  • Rilancio degli investimenti, dell’innovazione e della ricerca;
  • Competitività del territorio e dello sviluppo sostenibile;
  • Trasparenza al consumatore, semplificazione ed efficienza dell’amministrazione;
  • Lavoro, risanamento e aumento della credibilità del settore.

Ovviamente qui non ci si può soffermare su tutte le diverse misure, si cercherà quindi di mettere in evidenza quelle che caratterizzano maggiormente la Finanziaria 2007. Di particolare interesse, nell’intento di contribuire a rispondere alla carenza di risorse energetiche e di offrire una alternativa produttiva all’agricoltura italiana in linea con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile, sono i commi destinati a stimolare il decollo della filiera nazionale dei biocarburanti, attraverso la destinazione di nuove risorse per la defiscalizzazione del bioetanolo, la riduzione dell’accisa per un plafond (250 mila tonnellate) di biodiesel, la promozione dell’autoconsumo degli oli vegetali a fini energetici, l’impegno a rivedere la disciplina dei certificati verdi per incentivare l’impiego di materie prime agricole e la decisione di far scattare l’obbligo della miscelazione dei biocarburanti in diesel e benzine per autotrazione dal 2007 con un limite minimo dell’1%, elevato nel 2008 al 2%, fino a raggiungere l’obiettivo finale del 5,75% fissato a livello Comunitario. Il carattere strutturale di questo provvedimento è sottolineato dal fatto che la produzione e cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali, nonché di carburanti ottenuti da produzioni vegetali provenienti prevalentemente dal fondo, viene inserita dalla Finanziaria tra le “attività connesse” ai sensi dell’art. 2135 C.C., che definisce l’imprenditore agricolo.
Con tale provvedimento si intende dare concreta attuazione alla legge n. 81 del 2006 che recepiva, finalmente, la direttiva comunitaria n. 30 del 2003, sotto la spinta del vertiginoso incremento del prezzo dei carburanti, che ha trascinato negli ultimi mesi anche quello del mais e della soia a causa soprattutto della componente energetica della domanda. Lo sviluppo delle colture energetiche potrebbe rappresentare, inoltre, una alternativa produttiva interessante per i nostri agricoltori dopo gli effetti sul reddito delle principali colture prodotti dalla riforma della PAC. Purtroppo è una alternativa alla quale ci presentiamo molto impreparati sul piano della ricerca e della sperimentazione per non aver colto i segnali che ci venivano dalle ricorrenti crisi del petrolio e dalla nostra scarsa sensibilità ai problemi ambientali, che hanno permesso alle lobby interessate di frenare le iniziative che si volevano prendere in questa direzione.
Un altro punto importante della Finanziaria 2007 è l’autorizzazione di spesa, accompagnata dalla dotazione di 10 milioni di Euro per tre anni, destinata a finanziare il Piano d’azione nazionale per l’agricoltura biologica, che consente di sbloccare finalmente anche le risorse stanziate nel 2005. Ovviamente ciò richiederà una rivisitazione del Piano, per uscire da quell’incertezza che grava su produzioni il cui boom è stato sostenuto più dagli aiuti comunitari del regolamento n. 2078/92 e dei PSR che da una reale strategia di diversificazione e di valorizzazione di queste produzioni sul mercato. La volontà concreta di intervenire in questo settore che presenta interessanti possibilità di sviluppo sul mercato europeo è l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri nella seduta del 16 febbraio di un disegno di legge sull’agricoltura biologica per regolamentare il settore conformemente alla modifica dell’ordinamento comunitario (Reg. (CE) n. 1991/2006) e per rilanciarlo.
Di particolare rilievo è anche la conferma dei 100 milioni destinati a sbloccare il Piano irriguo nazionale, che prevede finanziamenti da spendere fino al 2010 per oltre 920 milioni di Euro. Un segnale molto significativo viene pure dalla creazione di un Fondo di altri 100 milioni per le crisi di mercato utilizzando le risorse originariamente destinate ad affrontare l’emergenza del settore avicolo. Con quest’ultima decisione il Governo vuole risolvere, soprattutto in sede comunitaria, il problema degli interventi destinati a fronteggiare le crisi di mercato, quando siano paragonabili, per gravità e impossibilità di prevederle, a vere e proprie calamità naturali, che negli ultimi anni lo hanno visto soccombere più volte di fronte ai veti della Commissione.

Per una agricoltura imprenditoriale e competitiva

Questi commi della Finanziaria 2007 sembrano tra i più significativi degli indirizzi che ci si potrà attendere dalla politica di questo Governo per l’agricoltura. Altrettanto significativi sono gli incentivi destinati a favorire l’internazionalizzazione del nostro sistema agroalimentare, il consistente incremento dei limiti di importo delle vendite dirette dei prodotti nell’azienda agricola singola o associata, la riconferma del credito d’imposta per nuovi investimenti nelle aziende agricole sia pure nei limiti di un plafond piuttosto limitato, il rifinanziamento del Fondo per lo sviluppo della imprenditoria giovanile. Quella che va delineandosi è una politica diretta a sostenere una agricoltura imprenditoriale e competitiva. Meno incisivi in questa direzione sembrano i provvedimenti fiscali diretti a consentire alle società di persone, alle società a responsabilità limitata e alle società cooperative che rivestono la qualifica di società agricola di optare per la tassazione su base catastale, come pure l’applicazione di un coefficiente del 25% sui ricavi per la tassazione del reddito di società di persone e a responsabilità limitata costituite da imprenditori agricoli che esercitano esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione della produzione conferita dai soci.
Malgrado la strenua difesa della tassazione a catasto da parte delle organizzazioni professionali, è difficile capire perché questo antico modello di tassazione, invece di quella a bilancio, dovrebbe eliminare uno degli ostacoli alla costituzione di forme associative in agricoltura che, per definizione, dovrebbero essere sufficientemente mature per dimostrare contabilmente la loro capacità di reddito. Tanto più se la Finanziaria introduce come criterio agevolativo per le società agricole il calcolo forfetario del reddito imponibile in base al 25% dei ricavi, quando il rapporto tra risultato d’esercizio prima delle imposte e fatturato nel campione di aziende (2010) di Mediobanca non va oltre il 10%.
Senza dare alla Finanziaria una enfasi che non può essere attribuita a uno strumento di carattere congiunturale, trattandosi però della prima Finanziaria del nuovo Governo, gli otto assi di intervento potrebbero venire letti come le linee di azione per l’agroalimentare nella nuova legislatura. Sarebbe importante valutare come queste linee si integrino con gli obiettivi della politica di sviluppo rurale assunti dal Governo nel Piano Strategico Nazionale (PSN), approvato in attuazione del Reg. Ce 1698/2005, e che stanno per essere implementati nei Piani di Sviluppo Rurale (PSR) delle singole Regioni. Da una prima lettura, sembra di poter dire che gli assi della Finanziaria 2007 si integrano abbastanza bene con i quattro assi del PSN, in particolare con l’asse 1 - “Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale”, e con l’asse 2 - “Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale”.

Riferimenti bibliografici

  • Boeri T., Garibaldi P. (2006), “Più tasse e più spese: la finanziaria 2007 dopo il primo assalto alla diligenza”, Lavoce.info, 27 novembre 2006.
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