Finestra sulla PAC n.5

Finestra sulla PAC n.5

La Finestra sulla PAC è una rubrica di aggiornamento e documentazione, rivolta a fare il punto sulle novità e a segnalare gli approfondimenti disponibili in materia di politica agricola comune. Si tratta di un servizio fruibile direttamente dal sito www.agriregionieuropa.it.

Negli ultimi mesi l’attività della Commissione si è concentrata sul rendere operative le iniziative in favore della trasparenza, della semplificazione e del completamento della riforma della PAC del 2003. Si tratta di tre ambiti molto delicati con effetti rilevanti sul futuro della politica agricola, la cui portata viene amplificata dall’intrecciarsi dei loro effetti. Riguardo al primo punto, in dicembre, Consiglio e Parlamento europeo hanno raggiunto l’accordo sul nuovo Regolamento Finanziario che prevede, tra le altre cose, l’obbligo di fornire informazioni sui beneficiari dei fondi comunitari, sia di quelli gestiti direttamente dalla Commissione che di quelli gestiti dai bilanci degli Stati membri. L’accordo è giunto dopo qualche resistenza sui tempi (la Francia si è fermamente opposta a rendere pubbliche le informazioni prima delle elezioni presidenziali della prossima primavera) e qualche incertezza sulle modalità di pubblicazione (responsabilità degli Stati membri o della Commissione?). Relativamente al secondo punto la Commissione ha proseguito il suo cammino in favore di una maggiore semplificazione della PAC.
La semplificazione tecnica è stata portata avanti secondo le due direttrici indicate nel Piano d’Azione pubblicato nel 2006: revisione di singoli regolamenti per ridurre gli oneri amministrativi inutili o ridondanti a carico delle persone e istituzioni coinvolte, creazione di un unico quadro di riferimento per le misure di mercato settoriali. La presentazione della proposta di regolamento che istituisce l’OCM unica rappresenta il fulcro di questa semplificazione tecnica.
Senza scendere nel dettaglio delle specifiche disposizioni quello che emerge da una prima lettura della proposta di istituzione della OCM unica è che, nonostante le argomentazione della Commissione, in alcuni casi non si tratti semplicemente di una riorganizzazione e risistemazione della normativa comune alle 21 OCM coinvolte, bensì di modifiche sostanziali che implicano cambiamenti della politica. Nella creazione di un unico comitato di gestione e nella scelta di permettere alla Commissione di assumere determinate decisioni senza avvalersi dell’assistenza del suddetto comitato si ravvisa, ad esempio, l’intenzione di ridurre l’influenza dei gruppi di pressione.
Allo stesso modo, con il passaggio di competenze dal Consiglio alla Commissione si intende sottrarre alcune decisioni alla sfera politica per ricondurle su un terreno di natura squisitamente tecnica, sulle quali la Commissione decide con un margine di manovra molto meno vincolato di quanto non sia possibile in seno al Consiglio agricolo, tavolo sul quale le decisioni sono frutto di negoziati incrociati tra paesi.
Altro punto caldo della proposta è la decisione di costituire un quadro di riferimento unico per strumento (intervento, ammasso, quote, ecc.), che, come tale, contiene le disposizioni valide per un settore, ma non necessariamente valide per un altro. Si avrà una estensione delle regole del primo settore al secondo o ognuno rimarrà governato dalle proprie specifiche disposizioni? Ed ancora, l’estensione al settore dell’olio d’oliva delle regole di riconoscimento delle organizzazioni di produttori e delle loro finalità, già operanti nel luppolo e nella bachicoltura, si può definire solo una armonizzazione delle regole? Senza entrare nel merito della efficacia e della opportunità politica di tali cambiamenti, qui si vuole solo ribadire come spesso il confine tra ciò che si ritiene tecnico e ciò che ha natura politica è molto confuso e frequenti sono le invasioni di campo da una parte all’altra.
Un secondo aspetto che si vuole valutare è la reale portata semplificatrice di questa proposta. Già il numero di pagine del regolamento proposto (209) fa supporre un minimo di complessità. In secondo luogo, rispetto all’attuale normativa settoriale, si complica la vita di chi è interessato a conoscere i meccanismi di mercato di un particolare prodotto perché deve andare a rintracciare le disposizioni di suo interesse in ciascun singolo articolo. Quello che invece il regolamento proposto mette in luce è la notevole eterogeneità degli interventi di mercato applicati ai diversi settori.
In altre parole, l’OCM unica proposta non semplifica, perché, al di là della reale neutralità dell’operazione, non fa altro che unificare in un unico quadro giuridico quello che prima era disperso in decine di regolamenti. Tuttavia, l’istituzione dell’OCM unica rappresenta un passaggio obbligato per pervenire, in un futuro non troppo remoto, ad una reale semplificazione della normativa sui meccanismi di mercato, al pari di quanto si sta prospettando con l’attesa riforma del regime di pagamento unico, ritenuto, nella sua attuale versione, troppo complicato.
E ciò è confermato dalle parole della Commissaria che afferma che “prima del 2013 possiamo aver bisogno di semplificare e migliorare alcuni di essi (strumenti di mercato). Dopo il 2013, la loro stessa esistenza sarà certamente messa in discussione”. E i meccanismi dei quali si discuterà sono restituzioni alle esportazioni, intervento e quote di produzione.
Infine, sul fronte delle riforme settoriali sono in attesa di revisione le OCM vino e ortofrutta. La presentazione della proposta di riforma della prima è stata rimandata a dopo le elezioni francesi. A gennaio è stata invece presentata la proposta di riforma per l’OCM ortofrutta, la cui principale novità è rappresentata dall’inclusione nel regime di pagamento unico degli aiuti erogati in favore dell’ortofrutta trasformata. L’aspetto più rilevante della proposta è l’ampia discrezionalità lasciata agli Stati membri nel decidere quali produttori saranno ammissibili al pagamento unico: tutti i produttori ortofrutticoli, i produttori di patate, solo i produttori di ortofrutta destinata alla trasformazione, solo alcune regioni, solo alcuni prodotti?
L’ammontare di aiuto che ciascun produttore riceverà nell’ambito del regime di pagamento unico sarà determinato dall’ammontare di sostegno ricevuto, direttamente o indirettamente, in riferimento alla produzione ortofrutticola, dall’area investita a tali colture e dalla produzione ottenuta, relativamente ad un periodo di riferimento compreso tra il 2001 ed il 2007. Il periodo di riferimento potrà comprendere uno o più anni e potrà essere diverso a seconda dei prodotti. 11 paesi avranno diritto ad un aumento del massimale nazionale per includervi l’envelope per l’ortofrutta, calcolata sulla base degli aiuti storici maturati da ciascun paese nel periodo 2003-2005 (per i nuovi Stati membri l’ammontare di risorse da includere nel pagamento unico è definito nel trattato di adesione).
Gli effetti della riforma sui produttori sarà diverso a seconda che il paese applichi il regime di pagamento unico su base storica o forfetaria. Nel primo caso anche i produttori di ortofrutta (compresi i frutteti) e di patate saranno ammessi a ricevere titoli (e saranno sottoposti alla condizionalità); sarà lo Stato membro a decidere quali produttori di ortofrutta entreranno nel regime. Nel secondo caso, i produttori di ortofrutta e patate già ricevono titoli, ma con la riforma rientrerà nel regime anche chi possiede frutteti; inoltre, tutti i produttori (ortofrutticoli e non) riceveranno un aumento del valore dei titoli in loro possesso perché su di essi si spalmeranno le risorse derivanti dall’ortofrutta. La proposta rafforza il ruolo delle organizzazioni di produttori (OP) e attribuisce agli Stati membri la responsabilità di definire un quadro strategico nazionale al fine di valutare l’efficacia dei programmi operativi.
Riguardo alla più generale riforma della PAC, sembra un po’ rallentato lo sforzo comunicativo della Commissione relativamente al “controllo sullo stato di salute” e al suo piano per il post-2013. Alcuni paesi sono più o meno favorevoli ad una riforma della PAC dopo il 2013, altri sono decisamente contrari. Tutti, però, sono consapevoli di dover almeno discutere di una eventuale riduzione delle risorse per il settore, ma si oppongono nettamente a tagli o riforme radicali che possano avere luogo nell’ambito dell’health check del 2008.
Dal canto suo, la Commissaria continua a mantenere un atteggiamento ambiguo. Rassicura sul fatto che nessuna riforma radicale sarà discussa prima del 2013, ma, al tempo stesso, annuncia che tra gli argomenti sul tappeto nell’ambito del controllo sullo stato di salute ci saranno il totale disaccoppiamento degli aiuti per tutti gli Stati membri e tutti i settori (ma il passaggio da un aiuto storico ad un pagamento forfetario per tutti è rimandato alla discussione sul post-2013); l’aumento del tasso di modulazione obbligatoria; l’imposizione di tetti all’ammontare di aiuto che ciascun beneficiario può ottenere; l’abolizione del set aside e l’armonizzazione dei differenti tipi di titoli attualmente esistenti.
Riguardo alla tempistica, nell’estate di quest’anno dovrebbe essere pronto uno studio della Commissione sui costi amministrativi del regime di pagamento unico, che dovrebbe affiancare le relazioni previste dalla riforma del 2003 su regionalizzazione del regime di pagamento unico e condizionalità (che potrebbe essere pubblicato in marzo). Per il 2008 sono attese le proposte della Commissione sull’health check, quasi in concomitanza con la pubblicazione di un Libro Bianco sul riesame intermedio al 2008/09 di tutte le spese e le risorse dell’UE previsto nel quadro delle nuove prospettive finanziarie. Il Libro Bianco, la cui pubblicazione è prevista per fine 2008 - inizio 2009, avrà lo scopo di valutare le priorità politiche dell’UE. In tale documento una particolare attenzione dovrà essere posta agli effetti dei recenti allargamenti e di quelli che si delineano in prospettiva. L’adesione di Bulgaria e Romania, infatti, rende ancora più impellente la necessità di rafforzare le politiche strutturali dell’UE. Anche per quel che riguarda l’agricoltura lo scenario che si delinea per la Politica agricola dopo il 2013 è di una sempre più realistica riduzione degli stanziamenti di bilancio dedicati al settore e di una sempre maggiore pressione per uno spostamento delle risorse residue verso politiche di sviluppo legate al territorio.

Notizie: 
Notizie Flash

Misure eccezionali di sostegno del mercato avicolo – UE (ottobre 2006)

È stato emanato il Regolamento (CE) n. 1629/2006 che modifica il Regolamento (CE) n. 1010/2006 relativo ad alcune misure eccezionali di sostegno del mercato nel settore delle uova e del pollame in taluni Stati membri.

Trasparenza (novembre 2006)

Al fine di migliorare la trasparenza e l’accesso alle informazioni sui beneficiari della PAC, la Commissione europea ha inserito sul sito della DG AGRI una pagina web contenente i link alle banche dati di 14 paesi [link]. Il contenuto di tali banche dati è abbastanza eterogeneo per quantità e dettaglio delle informazioni, ma l’approvazione delle modifiche apportate al Regolamento Finanziario (regolamento (CE) n. 1995/2006 che modifica il regolamento (CE) n. 1605/2002) garantirà l’omogeneità e la piena trasparenza dei dati sui beneficiari dei fondi agricoli e strutturali. Infatti, a partire dal 2008 la Commissione metterà a disposizione informazioni sui beneficiari dei pagamenti effettuati nell’ambito dei Fondi strutturali (relativi ai pagamenti 2007) e, a partire dal 2009, saranno pubblici i pagamenti effettuati nell’ambito della PAC (relativi ai pagamenti 2008).
L’azione si inserisce nel quadro della Iniziativa comunitaria sulla Trasparenza [link] che mira a introdurre l’obbligo giuridico per gli Stati membri di pubblicare informazioni sui beneficiari dei fondi europei, oltre a rendere più trasparente il sistema di lobbing e di rappresentanza degli interessi e più efficace il meccanismo di consultazione pubblica.

Pesca e acquacoltura (novembre 2006)

Il Consiglio europeo ha emanato il regolamento (CE) n. 1759/2006 che definisce quali spese sostenute nell’ambito dell’OCM pesca e acquacoltura sono finanziate dal FEAGA, il Fondo europeo agricolo di garanzia istituito dal regolamento (CE) n. 1290/2005. Con successivo regolamento (n. 2003/2006) la Commissione ha definito le modalità di finanziamento di tali spese da parte del FEAGA.

Foreste (novembre 2006)

È stato emanato il Regolamento (CE) n. 1737/2006 della Commissione che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 2152/2003 relativo al monitoraggio delle foreste e delle interazioni ambientali nella Comunità.

Fondi strutturali (novembre 2006)

Con Decisione 2006/769/CE la Commissione europea ha stabilito l’elenco delle regioni e zone ammissibili al finanziamento del FESR nel quadro degli aspetti transfrontalieri e transnazionali dell’obiettivo «cooperazione territoriale europea» per il periodo 2007-2013. Per l’aspetto transfrontaliero (livello NUTS 3) per l’Italia sono ammissibili al finanziamento 42 province. Per l’aspetto transnazionale (livello NUTS 2), delle zone italiane individuate, 8 appartengono all’Area alpina e 18 al Mediterraneo. La Commissione europea ha inoltre emanato il regolamento (CE) n. 1828/2006 che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1083/2006, recante disposizioni generali sul FESR, FSE e Fondo di coesione, e del regolamento (CE) n. 1080/2006 sul FESR.
Con regolamento (CE) n. 1989/2006 il Consiglio ha modificato l’allegato III al regolamento (CE) n. 1083/2006 riguardante i massimali applicabili ai tassi di cofinanziamento (di cui all’art. 53) per tenere conto dell’ingresso nell’UE di Bulgaria e Romania.

Relazioni UE – MERCOSUR (novembre 2006)

È stato pubblicato uno studio richiesto dalla Commissione europea per una valutazione di impatto sostenibile della liberalizzazione agricola tra UE e MERCOSUR. Il Rapporto ha esaminato due casi studio – zucchero/etanolo e carne bovina – che rappresentano due dei prodotti sensibili attorno ai quali nell’ottobre del 2004 si sono arenati i negoziati tra l’UE e il blocco dei paesi sudamericani. Negli intenti della Commissione le trattative con il MERCOSUR potrebbero riprendere solo se dovesse fallire il tentativo di riprendere le discussioni sul Doha round.

Fibre corte di lino e canapa (novembre 2006)

Il regolamento (CE) n. 1714/2006 ha distribuito tra gli Stati membri il quantitativo massimo garantito di fibre corte di lino e canapa per la campagna 2006/07. Sulla base delle informazioni in possesso dalla Commissione, è stato deciso di attribuire un quantitativo nazionale garantito solo a Danimarca e Italia (rispettivamente 2 e 241 tonnellate), escludendo da tale assegnazione Grecia, Irlanda e Lussemburgo che nella campagna in questione si prevede non avranno produzione.

OCM zucchero (novembre 2006)

La riforma dell’OCM zucchero ha previsto un regime temporaneo alla ristrutturazione finalizzato alla riduzione delle quote di produzione di circa 6 milioni di tonnellate, compensata con un aiuto decrescente negli anni. Per la campagna 2006/07, la Commissione europea ha fissato gli importi degli aiuti alla diversificazione, dell’aiuto supplementare alla diversificazione a dell’aiuto transitorio destinati ai paesi che hanno rinunciato a parte della quota di produzione. All’Italia spettano 85,2 milioni euro come aiuto alla diversificazione e 42,6 milioni come aiuto supplementare. Tali somme sono state calcolate in base alle tonnellate di quota di zucchero rinunciata nella campagna 2006/07. La Commissione ha reso noto che nella suddetta campagna, nel complesso dell’UE, sono stati revocati circa 1,5 milioni di tonnellate di quota, traguardo che non si ripeterà per il 2007/08, in quanto le rinunce ammontano solo a 708 mila tonnellate. La Commissaria ha dichiarato che i suoi servizi stanno studiando delle soluzioni per rendere più efficiente il regime di ristrutturazione. Nel frattempo, per salvaguardare l’equilibrio strutturale del mercato sembra probabile una riduzione temporanea di 2 milioni di tonnellate delle quote zucchero al fine di rientrare nei limiti imposti dall’accordo WTO.
Sempre in riferimento all’OCM zucchero, la Commissione ha deciso di autorizzare la rivendita dello zucchero detenuto all’intervento per la sua successiva esportazione. La misura riguarda 852.681 tonnellate di zucchero detenuto dagli organismi di intervento belga, ceco, spagnolo, irlandese, italiano, ungherese, polacco, slovacco e svedese.

Contingenti tariffari e dazi (novembre – dicembre 2006)

La gestione dei contingenti tariffari soggetti ad un regime di titoli di importazione è stata recentemente modificata. Il regolamento (CE) n. 1301/2006 ha infatti definito norme comuni che dal 1 gennaio 2007 avranno il compito di semplificare e migliorare l’efficienza dei dispositivi di gestione e controllo dei contingenti tariffari. Tale modifica rientra nell’ambito delle attività della Commissione in favore della semplificazione. Sono esclusi dalla normativa i contingenti relativi allo “zucchero preferenziale ACP-India”, i contingenti per l’importazione di granturco e sorgo in Spagna e di granturco in Portogallo, i contingenti tariffari relativi alle importazioni nella Comunità di banane.
Sono stati inoltre emanati alcuni regolamenti settoriali che hanno:

  • modificato le modalità di apertura e di gestione dei contingenti tariffari relativi alle carni di pollame e di taluni prodotti agricoli (regolamento (CE) n. 1938/2006), ai cereali (regolamento (CE) n. 2022/2006), al riso (regolamento (CE) n. 2019/2006);
  • definito le modalità particolari di applicazione dei regimi di titoli d’importazione ed esportazione nel settore dei cereali e del riso (regolamento (CE) n. 1917/2006);
  • definito le modalità di applicazione del regime di importazione delle carni suine (regolamento (CE) n. 1940/2006), e del latte e dei prodotti lattiero-caseari (regolamento (CE) n. 1984/2006);
  • definito le modalità di apertura e gestione di un contingente di importazione di riso originario dal Bangladesh (regolamento (CE) n. 1964/2006) e dai paesi ACP e PTOM (regolamento (CE) n. 2021/2006);
  • definito le modalità di applicazione del regime applicabile all’importazione di taluni prodotti nel settore delle carni suine originarie dai paesi ACP (regolamento (CE) n. 1939/2006);
  • modificato le modalità di applicazione del regime di importazioni di pollame dalla Turchia (regolamento (CE) n. 1961/2006).

Ancora, in relazione alle norme settoriali, la Commissione europea ha aperto il contingente tariffario 2007 per l’importazione di ovicaprini e carne ovicaprina (regolamento (CE) n. 1994/2006). La Commissione ha, inoltre, emanato una serie di regolamenti volti ad aprire o a definire le modalità di applicazione di contingenti tariffari applicabili alle importazioni di alcuni prodotti da determinati paesi. Per quel che riguarda i paesi legati all’UE da accordi di stabilizzazione e associazione, sono stati emanati il regolamento (CE) n. 2006/2006, sull’apertura, a partire dal 1 gennaio 2007, di un contingente tariffario annuale per lo zucchero proveniente dalla Croazia, e il regolamento (CE) n. 2008/2006, sulle modalità di applicazione dei contingenti tariffari relativi ai prodotti «baby beef» originari da Croazia, Bosnia-Erzegovina, ex Repubblica Iugoslava di Macedonia, Serbia, Montenegro, Kosovo. Nelle relazioni con i paesi ACP la Commissione ha emanato il regolamento (CE) n. 1789/2006, sull’apertura e modalità di gestione del contingente tariffario per l’importazione di banane per il 2007. Nelle relazioni con la Turchia, il regolamento (CE) n. 1712/2006 modifica i contingenti tariffari applicabili ad alcuni prodotti originari dal paese. Il regolamento (CE) n. 2020/2006 introduce nuove disposizioni di gestione del contingente tariffario WTO per il burro proveniente dalla Nuova Zelanda a partire dal 1 gennaio 2007. Il nuovo regolamento tiene conto della sentenza della Corte di Giustizia dell’UE e stabilisce che, nell’ambito della quota di 77.402 tonnellate, il 55% delle licenze d’importazione di burro sia attribuito ai tradizionali importatori e il 45 % ai nuovi importatori. La Commissione ha inoltre definito l’apertura e le modalità di gestione di un contingente di olio d’oliva dalla Tunisia (regolamento (CE) n. 1918/2006).
Il Consiglio, accogliendo la richiesta presentata dalla Commissione, con regolamento (CE) n. 1897/2006 ha temporaneamente sospeso i dazi autonomi della tariffa doganale comune per alcuni prodotti industriali, agricoli e della pesca. Il regolamento ha l’obiettivo di semplificare la normativa attraverso la creazione di una lista consolidata di tutti i dazi sospesi, allegata al regolamento stesso.
La Commissione ha infine concluso due accordi, con Brasile e Thailandia, su un nuovo regime di importazione di carne avicola cotta e salata che modifica le esistenti concessioni tariffarie e introduce nuovi contingenti tariffari.

Adeguamento della riforma della PAC del 2003 (novembre – dicembre 2006)

A poco meno di 4 anni dalla sua emanazione, la normativa sulla riforma della PAC risulta notevolmente complicata a causa delle numerose e frequenti modifiche apportate al regolamento orizzontale (regolamento (CE) n. 1782/2003) e alle sue modalità di applicazione. Anche nel corso dei mesi di novembre e dicembre è stato emanato un certo numero di regolamenti che hanno ulteriormente apportato cambiamenti al quadro normativo. Il regolamento (CE) n. 1679/2006, oltre a modificare alcuni termini per la semina del riso al fine di poter beneficiare dell’aiuto specifico e “riparare” a dimenticanze ed errori della consistente normativa sul regolamento orizzontale, fissa nuovamente le superfici di base per l’aiuto per superficie per i seminativi per includervi Francia, Spagna, Malta e Slovenia e per escludere i paesi che a partire dal 1 gennaio 2006 non applicano più tale pagamento. Il regolamento (CE) n. 2002/2006, accogliendo la proposta inserita nell’ambito del Piano d’azione sulla semplificazione della PAC, trasferisce dalla Commissione agli Stati membri la responsabilità di autorizzare i produttori colpiti da calamità naturali o prolungata siccità ad usare le superfici ritirate dalla produzione per l’alimentazione del bestiame. Gli Stati membri possono così reagire tempestivamente ed adeguatamente al verificarsi di eventi calamitosi dovendo solo notificare (e giustificare) la decisione alla Commissione. Il regolamento (CE) n. 2012/2006 adotta la proposta presentata a settembre (si veda Finestra sulla PAC di ottobre 2006) e introduce le seguenti novità di rilievo:

  • estende l’aiuto per le colture energetiche (45 €/ha) agli 8 nuovi Stati membri che applicano il regime di pagamento unico per superficie, aumentando la superficie massima garantita a 2 milioni di ettari (da 1,3 milioni di ettari);
  • autorizza gli Stati membri a pagare un aiuto nazionale fino al 50% dei costi connessi alla creazione di colture permanenti destinate alla produzione di biomassa sui terreni messi a riposo (prima si parlava di colture pluriennali). Fino al 50% del costo è l’aiuto nazionale che può essere concesso anche per l’avviamento di colture permanenti su superfici che sono state oggetto di domanda per un aiuto alle colture energetiche;
  • offre agli 8 nuovi Stati membri che adottano il regime semplificato di pagamento unico la possibilità di applicare tale regime fino alla fine del 2010 (invece del 2008). I paesi che si avvarranno di questa possibilità dovranno rispettare i criteri imposti dalla condizionalità dal 2009;
  • adotta un altro dei punti contenuti nel Piano d’azione sulla semplificazione rendendo ammissibili al pagamento unico tutte le superfici olivetate e non più solo quelle esistenti prima del 1 maggio 1998;
  • stabilisce che nei nuovi Stati membri, la tabella progressiva di introduzione degli aiuti (il phasing-in) non si applichi ai pagamenti diretti per il settore dello zucchero.

Il regolamento (CE) n. 2025/2006, infine, adotta un ulteriore opzione in discussione nell’ambito della semplificazione disponendo che nel calcolo degli aiuti specifici per superficie siano conteggiati anche gli elementi caratteristici del paesaggio che sono già considerati ammissibili al sostegno nell’ambito del regime di pagamento unico. Il regolamento snellisce, inoltre, le procedure di gestione e controllo degli aiuti per canapa e zucchero.

Semplificazione della PAC (dicembre 2006)

Il Piano d’azione sulla semplificazione della PAC presentato dalla Commissione nel 2006 ha definito le strategie della DG AGRI in merito alla semplificazione tecnica, definita come quella operazione che mira a snellire e rendere più efficace il quadro normativo, le procedure amministrative e i meccanismi di gestione, senza modificare la politica sottostante. Concretamente la Commissione agisce su due fronti: la revisione di un numero consistente di regolamenti (per l’esattezza 20) e la definizione di un unico quadro giuridico relativamente alle misure di mercato. Alcuni dei regolamenti che hanno subito modifiche in virtù di questa semplificazione sono attinenti al regime di pagamento unico (si veda Notizia Flash precedente), altre riguardano la gestione dei contingenti tariffari, il sistema agro-monetario, le misure specifiche nel settore agricoltura delle isole minori del Mar Egeo.
Sul fronte della semplificazione, tuttavia, la novità di rilievo è rappresentata dalla presentazione della proposta sulla istituzione di una OCM unica, in sostituzione delle 21 esistenti. Nell’ambito del regolamento rientrano anche le disposizioni relative all’apicoltura, alla bachicoltura e all’alcol etilico di origine agricola. L’adozione della proposta comporterà l’abrogazione di 35 regolamenti. L’obiettivo è di costituire un unico regolamento di riferimento per le misure di mercato, da affiancare al regolamento (CE) n. 1782/2003 sui pagamenti diretti, al 1698/2005 sul sostegno allo sviluppo rurale e al 1290/2005 sul finanziamento della PAC. Il regolamento è strutturato per strumento (intervento pubblico, ammasso privato, regimi di contenimento della produzione e così via) e, là dove necessario, si ha una specificazione per prodotto. Per ogni strumento si definisce il settore produttivo di applicazione e si tende a costruire un linguaggio comune. Ad esempio, nell’ambito degli interventi di mercato si fissa, per 8 prodotti, un prezzo di riferimento che, per cereali, riso, burro e latte scremato in polvere, corrisponde al prezzo di intervento, per carni bovine e carni suine, al prezzo di base.
Nell’ambito del regolamento proposto rientra anche la normativa sulla concorrenza, compresi gli aiuti di Stato. Il regolamento include anche quelle disposizioni delle OCM ortofrutta e vino che non sono sottoposte a revisione. La proposta istituisce un unico comitato di gestione, con il compito di assistere la Commissione nei casi definiti dalla proposta stessa. Rispetto alla normativa attualmente vigente si riduce l’operato del comitato, perché su alcune decisioni la Commissione potrà agire senza più sentire il suo parere (come nel caso della sospensione degli acquisti all’intervento per carne bovina e burro).
Per valutare la reale portata dell’istituzione del comitato unico occorrerà verificare le sue modalità di funzionamento. Se esse prevedranno una composizione dei rappresentanti differenziata per settore di produzione non si determineranno cambiamenti di rilievo rispetto ad oggi se così non fosse si avrebbe una drastica riduzione dell’attività di lobbing dei gruppi di pressione. La proposta definisce anche i casi in cui si ha un passaggio di competenze dal Consiglio alla Commissione (come, ad esempio, la sospensione del traffico di perfezionamento attivo), stabilendo così che alcune decisioni debbano essere prese nell’ambito di una valutazione tecnica e non più in un negoziato politico.
La proposta, se approvata, dovrebbe entrare in vigore nel 2008 con decorrenza differenziata a seconda dell’avvio delle campagne di commercializzazione dei settori interessati.
Per saperne di più:[link]

UE a 27 e futuri allargamenti (dicembre 2006)

A partire dal 1 gennaio 2007 l’UE si è allargata a Bulgaria e Romania, completando il quadro delle adesioni iniziato nel 2004. I due paesi si sono impegnati a continuare sulla strada delle riforme del sistema giudiziario e della lotta alla criminalità e alla corruzione. Riguardo alla sicurezza alimentare e ai controlli veterinari, altro punto critico che ha ostacolato il rapido accesso dei due paesi all’UE, è stato predisposto un periodo transitorio. L’allargamento dell’UE a Bulgaria e Romania ha comportato, inoltre, la necessità di adeguare la normativa agricola comunitaria. Si è reso necessario, da una parte, adattare l’assetto normativo contenuto nei regolamenti orizzontali relativi alla riforma della PAC del 2003 (regolamento (CE) n. 2011/2006) e ad altre disposizioni comuni concernenti il magazzinaggio all’intervento e il regime degli scambi con i paesi terzi (regolamento (CE) n. 1847/2006), dall’altro, rivedere la normativa settoriale relativa ai prodotti lattiero-caseari (regolamenti (CE) nn. 1919/2006, 1993/2006 e 2018/2006) allo zucchero (regolamenti (CE) nn. 1832/2006, 2011/2006 e 2031/2006), ai cereali e riso (regolamento (CE) n. 1996/2006), ai prodotti vitivinicoli (regolamenti (CE) nn. 2016/2006 e 2030/2006), alle carni bovine (regolamento (CE) n. 1965/2006) e alle carni avicole (regolamento (CE) n. 2029/2006).
Le prossime fasi di allargamento riguardano la Croazia, il cui ingresso nell’UE è previsto per il 2009-2010, la Turchia e l’Ex Repubblica Iugoslava di Macedonia (con la quale non sono ancora stati avviati i negoziati). Potenziali candidati all’adesione sono gli altri paesi dei Balcani occidentali (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia, compreso il Kosovo). Riguardo alla Turchia si deve registrare una parziale sospensione delle trattative con l’UE a seguito della mancata apertura di porti e aeroporti turchi al traffico cipriota.
L’11 dicembre 2006, il Consiglio dei Ministri degli esteri, accogliendo le raccomandazioni della Commissione, ha deciso di congelare le trattative per otto dei 35 “capitoli” negoziali, tra i quali il capitolo 11 “Agricoltura e sviluppo rurale”. Gli sviluppi della situazione saranno valutati attraverso i consueti rapporti annuali redatti dalla Commissione.
Per saperne di più sull’allargamento: [link].

Politica di vicinato e partenariato (European Neighbourhood Policy) (dicembre 2006)

Nell’ottobre del 2006 Parlamento europeo e Consiglio hanno emanato il Regolamento (CE) n. 1638/2006 che istituisce, a partire dal 1 gennaio 2007, uno strumento europeo di vicinato e partenariato (European Neighbourhood and Partnership Instrument – ENPI) volto a fornire assistenza comunitaria a 17 paesi partner dell’UE finalizzata alla creazione di una zona di prosperità e di buon vicinato. Il regolamento si inserisce nel quadro della European Neighbourhood Policy (ENP), sviluppata nel 2004, che offre relazioni privilegiate ai paesi vicini sulla base di un reciproco impegno verso i valori della libertà, della democrazia, del rispetto per i diritti umani e le libertà fondamentali, dello Stato di diritto, dei principi dell’economia di mercato e dello sviluppo sostenibile. L’assistenza comunitaria è fornita nel quadro di accordi di partenariato e cooperazione, accordi di associazione e altri accordi presenti e futuri che stabiliscono rapporti tra l’UE e i paesi partner, ma va oltre le relazioni esistenti per fornire un più profondo legame politico e una più ampia integrazione economica. L’elemento centrale della ENP sono i Piani di azione bilaterali, conclusi tra l’UE e ciascuno dei partner, che fissano un’agenda di riforme politiche ed economiche. Attualmente sono in fase di implementazione gli accordi siglati nel 2005 con Israele, Giordania, Moldavia, Marocco, Palestina, Tunisia ed Ucraina e sono al via quelli siglati con Armenia, Azerbaijan e Georgia. Seguiranno quelli con Libano ed Egitto. I Piani di azione non sono stati ancora attivati per Libia, Siria e Bielorussia. Con la Russia è stata, invece, attivata una Strategic Partnership.
Per quel che riguarda i paesi del Mediterraneo coinvolti dal “processo di Barcellona” e con i quali sono stati siglati accordi di associazione nell’ambito dell’Accordo Euromediterrano, i Piani di azione della ENP rappresentano un accordo complementare con i quali ciascun paese si impegna bilateralmente con l’UE nel raggiungimento di determinati obiettivi economici e politici e porta avanti delle riforme interne. La ENP cambia dunque il quadro di riferimento del Mediterraneo, inserendolo in un più ampio contesto di relazioni dell’UE con i paesi attigui. Al riguardo, in un recente discorso al Cairo, la Commissaria M. Fischer Böel ha affermato che ai fini dell’impegno di una creazione di un’area libero scambio al 2010 è rilevante l’apertura del commercio “sud-sud” e la realizzazione di una apertura “simmetrica” dei mercati. Inoltre, ha chiarito che il nuovo strumento finanziario a supporto del processo di liberalizzazione del commercio nel mediterraneo è l’ENPI (di cui al regolamento 1638/2006) che lega il finanziamento alla realizzazione di programmi o progetti nazionali o sopranazionali (quali, ad esempio l’assistenza al raggiungimento di adeguati standard sanitari e fitosanitari (SPS), un progetto di marketing per la promozione della qualità dei prodotti mediterranei, temi legati allo sviluppo rurale).
Per saperne di più consulta anche lo Strategy paper sul rafforzamento della ENP.
Per saperne di più sulla ENP: [link].

Riforma del regime di sostegno alle banane (dicembre 2006)

A 3 mesi di distanza dalla presentazione della proposta (si veda Finestra sulla PAC di ottobre 2006) nel dicembre 2006 il Consiglio ha approvato la riforma dell’aiuto ai produttori di banane (regolamento (CE) n. 2013/2006). Il nuovo regime di sostegno prevede il trasferimento ai programmi POSEI (regolamento (CE) n. 247/2006) dell’aiuto elargito ai produttori delle regioni ultraperifiche della Comunità (per un importo pari a 278,8 milioni di euro) e l’inclusione nel regime di pagamento unico degli aiuti erogati in favore dei produttori di banane di Grecia (il cui massimale nazionale aumenta di 1,1 milioni di euro), Portogallo continentale (100.000 euro) e Cipro (3,4 milioni di euro al 2013), comportando la necessità di apportare l’ennesima modifica al regolamento (CE) n. 1782/2003.

Abolizione dell’intervento per il granturco (dicembre 2006)

Il sistema di intervento per il granturco è destinato ad irrigidirsi ulteriormente. Nell’ottobre 2006 la Commissione aveva reso più restrittivi i parametri qualitativi per la consegna ai centri pubblici di ammasso (regolamento (CE) n. 1572/2006). In dicembre la Commissione ha presentato una proposta di regolamento che mira ad escludere questo cereale dall’intervento a partire dalla campagna 2007/08. Le stime della Commissione indicano che, in assenza di cambiamenti, nel 2013 le scorte potrebbero superare i 15 milioni di tonnellate (dai 5,6 milioni della campagna 2005/06 quando comunque rappresentavano il 40% delle scorte di cereali detenute all’intervento). Tale situazione è determinata da prezzi di mercato troppo bassi, che rendono poco convenienti le esportazioni, e da un prezzo all’intervento che è invece molto attraente in relazione ai bassi costi di produzione delle aree eccedentarie (il 93% del mais detenuto all’intervento si trova in Ungheria). L’intervento è così divenuto uno sbocco privilegiato della produzione, perdendo la sua funzione di rete di sicurezza. La proposta dovrebbe contribuire a riportare in equilibrio il mercato del granturco, così come è successo per la segale esclusa dall’intervento nel 2003, ristabilendo la competitività del granturco prodotto nelle regioni eccedentarie dell’Europa centrale. Attorno alla proposta, non si è ancora costruito il consenso necessario alla sua approvazione (maggioranza qualificata). Un gruppo di 10 paesi (Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania, Austria, Francia, Grecia, Polonia, Portogallo e Slovenia), infatti, si è opposto alla proposta. Altri paesi concordano con l’analisi della Commissione ma non con la soluzione.

Sviluppo rurale – UE (dicembre 2006)

In seguito all’approvazione del quadro finanziario 2007-2013, avvenuto successivamente all’approvazione del regolamento generale sul sostegno allo sviluppo rurale, si è resa necessaria l’emanazione del regolamento (CE) n. 1944/2006 che modifica l’art. 69 del regolamento (CE) n. 1698/2005 che fissa il limite massimo degli stanziamenti del FEASR complessivamente assegnati ad uno Stato membro e provenienti dai Fondi strutturali. La Commissione europea, inoltre, ha emanato due regolamenti che stabiliscono modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1698/2005. Il primo (n. 1974/2006) contiene le modalità di applicazione del sostegno del FEASR (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) allo sviluppo rurale. Il secondo (n. 1975/2006) riguarda l’attuazione delle procedure di controllo e della condizionalità per le misure di sostegno allo sviluppo rurale.
Per saperne di più [link].

Aiuti di Stato (dicembre 2006)

La Commissione europea ha adottato una nuova normativa in materia di aiuti di Stato al settore agricolo per il periodo 2007-2013. La normativa si compone di 2 regolamenti, uno di esenzione e uno per gli aiuti de minimis, e di una Comunicazione sugli Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale 2007-2013. Il regolamento (CE) n. 1857/2006 permette agli Stati membri di non notificare determinate categorie di aiuti concessi alle piccole e medie imprese attive nella produzione primaria di prodotti agricoli (aziende agricole), purché siano soddisfatte determinate condizioni. Il regolamento (CE) n. 1998/2006 definisce, invece, le regole de minimis applicabili agli aiuti di Stato al settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli (modificando, di conseguenza, il regolamento (CE) n. 1860/2004 che continuerà ad applicarsi solo alle aziende agricole attive nella produzione primaria). Il regolamento stabilisce che sono considerati aiuti de minimis (non sono, cioè, aiuti di Stato) gli aiuti concessi ad una medesima impresa il cui importo complessivo non superi i 200.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari. Il regolamento è entrato in vigore il 1 gennaio 2007, ma ricadono nel suo ambito anche gli aiuti concessi anteriormente a tale data alle aziende della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli se soddisfano le condizioni previste nel regolamento 1998/2006. Come già detto, il regolamento (CE) n. 1860/2004, così come modificato dal regolamento (CE) n. 1998/2006, stabilisce che gli aiuti inferiori ai 3.000 euro concessi nell’arco di un triennio ad una singola impresa agricola dedita alla produzione primaria non sono considerati aiuti di Stato se rispettano determinate condizioni. Una di queste è che gli aiuti de minimis complessivamente erogati da uno Stato membro non superino un tetto massimo, che per l’Italia è fissato in 130,164 milioni di euro.
Gli Orientamenti comunitari, infine, definiscono le norme applicabili agli aiuti notificati. Completa questa normativa il regolamento (CE) n. 1184/2006 relativo all’applicazione di alcune regole di concorrenza alla produzione e al commercio dei prodotti agricoli.
Per saperne di più: [link]

Denominazioni di origine (dicembre 2006)

La Commissione europea ha adottato il regolamento (CE) n. 1898/2006 che reca le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 510/2006 relativo alla protezione delle DOP e IGP dei prodotti agroalimentari.

Pacchetto energia (gennaio 2007)

La Commissione europea ha adottato un pacchetto di misure volto a combattere i cambiamenti climatici, promuovere l’occupazione e la crescita, limitare la dipendenza energetica dell’UE dalle importazioni. Il pacchetto istituisce una Nuova Politica Energetica dell’UE che ha come obiettivi:
1) la creazione di un mercato dell’energia interno che assicuri competitività, sostenibilità e sicurezza dell’offerta;
2) il raggiungimento, entro il 2020, di una quota del 20% del fabbisogno energetico da fonti rinnovabili e almeno il 10% del carburante per trasporto da biocarburanti. Tali obiettivi sono obbligatori per l’UE nel suo insieme e impegnano i singoli Stati membri alla definizione di un Piano di Azione Nazionale. Nel 2007 verrà, inoltre, presentato un pacchetto legislativo sulle energie rinnovabili;
3) il risparmio del 20% del consumo totale di energia primaria per il 2020, rispetto al 1990. Il pacchetto prende le mosse dal Libro Verde del 2006 su una “Strategia europea per un energia sostenibile, competitiva e sicura” e dalla più recente Comunicazione della Commissione sui cambiamenti climatici.
Commentando l’adozione del pacchetto, la Commissaria all’agricoltura M. Fischer Böel ha dichiarato che esso offre concrete possibilità per creare un più vasto mercato delle bioenergie e, con esso, di aumentare l’occupazione nelle aree rurali [link]. Gli obiettivi obbligatori individuati, che impongono di sviluppare la produzione di bioetanolo e biodiesel, possono avere un impatto positivo sugli agricoltori, offrendo una valida alternativa ai produttori di zucchero e mais interessati dalle modifiche dei relativi regimi di sostegno. Secondo la Commissaria la bioenergia potrebbe essere una carta da giocare in futuro, avendo tuttavia presente che la funzione primaria dell’agricoltura europea è quella di produrre cibo. Particolarmente importante è anche l’impatto ambientale della produzione di biomassa. A questo riguardo, la Roadmap per l’Energia Rinnovabile e il Biofuel Progress Report (atteso per il 10 gennaio, ma non ancora pubblicato), che fissano l’obiettivo del raggiungimento di una quota del 10% di biocarburanti sui carburanti complessivi per trasporto, contengono le disposizioni per assicurare la sostenibilità ambientale della materia prima utilizzata.
Consulta anche lo studio: World Energy Technology Outlook 2050.

Benessere e salute degli animali (gennaio 2007)

Il 5 gennaio 2007 è entrato in vigore il regolamento (CE) n. 1/2005 che prevede nuove disposizioni per il trasporto degli animali, al fine di ridurre lesioni e sofferenze inutili. Il nuovo regolamento prevede l’uso di veicoli equipaggiati per assicurare spazi, acqua e riposo adeguati in quantità e qualità alle specie e alle taglie degli animali trasportati, oltre a strutture di carico e scarico che preservino l’incolumità degli animali. I veicoli usati per trasporti superiori alle 8 ore dovranno essere dotati di un sistema di navigazione satellitare.
Inoltre, conducenti ed operatori adibiti ad accudire gli animali dovranno essere in possesso di autorizzazioni e certificati di idoneità. Prima della fine del 2009 sono attesi due nuovi regolamenti riguardanti i tempi di viaggio e la densità di stoccaggio, aspetti non trattati dal regolamento (CE) n. 1/2005. Per la metà del 2007 è attesa, infine, la presentazione della Strategia 2007-2013 sulla salute degli animali che dovrebbe svilupparsi attorno ad una strategia integrata di gestione del rischio focalizzata sulle misure preventive. Il tema, nel novembre 2006, è stato oggetto di un convegno durante il quale sono state discusse le conclusioni del rapporto redatto da un gruppo di esperti indipendenti e commissionato dalla DG SANCO sulla performance della Strategia sulla salute degli animali 1995-2004 [link].
Per saperne di più sulla conferenza di novembre: [link].

Relazioni UE - Russia (gennaio 2007)

Il 19 gennaio l’Unione europea e la Russia (rappresentati dal commissario alla DG SANCO Kyprianou e dal ministro agricolo Gordeyev) hanno firmato a Berlino il “Memorandum d’intesa” con il quale la Russia ritira la minaccia di un blocco delle importazioni proveniente dall’UE di prodotti animali e vegetali, a partire dal primo gennaio 2007. Il blocco delle importazioni era stato ventilato dalla Russia per le crescenti preoccupazioni sulla sicurezza sanitaria e fitosanitaria dei prodotti di provenienza comunitaria a seguito dell’ingresso nell’UE di Romania e Bulgaria. Questo aspetto ha rappresentato un punto delicato anche nei negoziati di adesione dei 2 paesi all’UE e ha richiesto l’applicazione di misure veterinarie e di sicurezza alimentare transitorie (vedi più sopra Notizia flash).
Rimane ancora irrisolto il problema del divieto posto dalla Russia nel novembre 2005 sulle importazioni di carne e prodotti vegetali dalla Polonia. Il divieto era scattato a seguito di irregolarità riscontrate nel rispetto della normativa veterinaria, soprattutto riguardo alla carne in transito dalla Polonia ma proveniente da altri paesi comunitari. Nonostante le assicurazioni e l’offerta di intermediazione della Commissione, la Russia non ha ancora eliminato il divieto. Dal canto suo la Polonia è stato l’unico paese a non dare il proprio assenso alla cosiddetta “posizione comune” per la negoziazione di un nuovo accordo di partenariato e cooperazione con la Russia, minacciando di bloccare l’accordo sulla fornitura di gas.

Bilancio 2007 (gennaio 2007)

Il Parlamento europeo ha definitivamente approvato il bilancio generale dell’Unione europea per l’anno finanziario 2007, il primo del nuovo quadro che terminerà il 2013. Per quel che riguarda l’agricoltura, l’accordo prevede, rispetto al 2006, un aumento del 3% delle risorse per lo Sviluppo rurale, che raggiungono i 12,371 miliardi di euro (compensando in minima parte la riduzione di spesa del 30% subita nel contesto dei negoziati sulle nuove prospettive finanziarie), e risorse stabili per la voce legata al Sostegno del mercato e pagamenti diretti (+0,6%) che si attesta su 42,714 miliardi di euro. Rispetto all’anno precedente le voci legate all’Ambiente godranno di un aumento di risorse del 17,9% raggiungendo 246,6 milioni di euro.

Tabella 1

  Budget 2006 Budget 2007 Difference
2006/2007

2. PRESERVATION AND MANAGEMENT OF NATURAL RESOURCES

55.690.657.356 56.250.230.036 0,6%

Market related expenditure and direct aids

42.459.970.000 42.713.661.000 0,6%

Agriculture markets 
(05 -Agriculture and rural development)

42.125.620.000 42.373.361.000 0,6%

Fisheries market 
(11 – Fisheries and maritime affairs)

33.200.000 30.500.000 -8,1%

Animal and plant health
(17 – Health and consumer protection)

301.150.000 309.800.000 2,9%

Rural development
(05 – Agriculture and
rural development)

12.010.891.015 12.371.441.715 3,0%

European Fisheries Fund
(11 – Fisheries and maritime affairs)

697.358.341 571.462.321 -18,1%

Fisheries governance and international agreement
(11 – Fisheries and maritime affairs)

282.963.000 316.095.000 11,7%

Life+ (07 – Environment)

206.625.000 240.620.000 16,5%

Other actions and programmes

300.000 3.000.000 900,0%

05 – Agriculture and rural development

300.000 p.m. -

07 – Environment

- 3.000.000 16,5%

Decentralised agencies

32.550.000 33.950.000 4,3%

Fonte: elaborazione su dati Commisione europea

La proposta di riforma dell’OCM ortofrutta (gennaio 2007)

La Commissione europea il 24 gennaio ha presentato la proposta ufficiale di riforma dell’COM ortofrutta, le cui caratteristiche salienti sono:

  • mantenimento del ruolo delle organizzazioni dei produttori (OP) e rafforzamento della loro flessibilità e attrattività attraverso un aumento del tasso di finanziamento comunitario del programma operativo (da 50 a 60%), limitatamente ad alcuni casi (se presentato da più OP che operano su scala transnazionale, se interamente dedicato alla produzione da agricoltura biologica, se presentato da OP dei nuovi Stati membri, se presentato in Stati membri in cui la produzione commercializzata tramite OP è inferiore al 20% della produzione ortofrutticola, se presentato da OP di regioni ultraperiferiche);
  • allargamento degli obiettivi dei programmi operativi per ricomprendervi la gestione delle crisi, alla quale non può essere dedicato più di un terzo della spesa dei Fondi operativi; tra le misure per la gestione delle crisi sono compresi i ritiri di mercato (cofinanziati al 50% dalla Comunità, percentuale che sale al 100% per l’ortofrutta ritirata e destinata a distribuzione gratuita), la raccolta verde o la mancata raccolta, la promozione e comunicazione, la formazione, l’assicurazione sul raccolto e il sostegno ai costi amministrativi per la costituzione di fondi mutualistici;
  • definizione di una Strategia nazionale per la predisposizione di programmi operativi sostenibili, accogliendo in tal senso le osservazioni formulate dalla Corte dei conti sulla necessità di verificare l’efficacia dei programmi;
  • rafforzamento degli interventi in favore dell’ambiente disponendo che almeno il 20% della spesa dei programmi sia collegato a misure ambientali;
  • eliminazione dei sussidi alle esportazioni ritenute non rilevanti per il settore;
  • mantenimento di tutte le disposizioni relative al regime di importazione dai paesi terzi;
  • inclusione degli aiuti erogati all’ortofrutta destinata alla trasformazione nel regime di pagamento unico (si veda più sopra Aggiornamenti).

L’inclusione nel regime di pagamento unico delle risorse storiche maturate dall’OCM ortofrutta comporterà l’aumento di 775 milioni di euro del massimale finanziario complessivamente attribuito all’UE. Il 41% di tali risorse aggiuntive è destinato all’Italia.
La riforma, se approvata, dovrebbe entrare in vigore il 1 gennaio 2008.
Per saperne di più: [link].

Tabella 2 - Riforma dell’OCM ortofrutta (envelope nazionali da includere nel pagamento unico dal 2008)

  (.000 €) %
Cipro 4.752 0,6
Francia 52.067 6,7
Grecia 186.467 24,0
Italia 315.667 40,7
Malta 932 0,1
Polonia 6.715 0,9
Portogallo 35.773 4,6
Repubblica Ceca 477 0,1
Slovacchia 1.025 0,1
Spagna 166.867 21,5
Ungheria 4.756 0,6
UE 775.458 100,0

Fonte: Elaborazioni su dati UE

Attività del MiPAAF

Misure eccezionali di sostegno del mercato avicolo – Italia (ottobre 2006)

Il MiPAAF ha emanato le modalità nazionali di attuazione del regolamento CE n. 1010/2006, relativo ad alcune misure eccezionali di sostegno del mercato avicolo.

Riconoscimento Unioni nazionali (ottobre 2006)

Il MiPAAF ha fissato nel 31 luglio 2007 il termine ultimo per l’adeguamento delle Unioni Nazionali tra le associazioni dei produttori agricoli ai requisiti minimi richiesti dal Decreto ministeriale n. 135 del 17 gennaio 2003 (art. 6, comma 3) che stabilisce le modalità per il riconoscimento, il controllo e il sostegno delle Unioni nazionali.

Procedura nazionale per la registrazione delle DOP e IGP (novembre 2006)

Nel marzo 2006 il Consiglio europeo ha emanato il regolamento (CE) n. 510/2006 (le cui modalità di applicazione sono contenute nel regolamento (CE) n. 1898/2006) che ha modificato la normativa sulle denominazioni di origine. Per adeguarsi alla mutata normativa comunitaria, il MiPAAF ha pubblicato le modalità nazionali per il riconoscimento delle DOP ed IGP definendo: i soggetti legittimati a presentare domanda di riconoscimento, la documentazione da presentare, le modalità di compilazione del disciplinare di produzione, l’acquisizione del parere delle regioni nel cui ambito territoriale ricade la zona di produzione e le fasi in cui si snoderà la procedura ministeriale di registrazione.

Utilizzo trucioli (novembre 2006)

A seguito della pubblicazione del regolamento (CE) n. 1507/2006, che stabilisce le modalità di impiego dei trucioli di quercia nell’elaborazione dei vini, il MiPAAF ha emanato un decreto che vieta l’utilizzo di tale pratica enologica nella elaborazione di V.Q.P.R.D. italiani (vini D.O.C. e D.O.C.G.), definendo dunque delle condizioni più restrittive rispetto a quelle formulate in sede comunitaria. Contro tale norma è stato presentato ricorso al TAR.

Applicazione della riforma della PAC (novembre –dicembre 2006)

Il MiPAAF ha emanato una serie di decreti relativi all’applicazione in Italia della riforma della PAC del 2003. Il primo decreto (4 agosto 2006) estende al 2007 le misure relative ai pagamenti supplementari di cui all’art. 69 del regolamento (CE) n. 1782/2003 già adottate per il 2005 e 2006 e relative a seminativi, carni bovine, carni ovicaprine e zucchero. Il successivo decreto 1 dicembre 2006 (D/668) ha inserito alcune varietà di grano duro nell’elenco delle varietà certificate che danno diritto al pagamento supplementare. Il decreto 8 novembre 2006 (D/624) consente agli agricoltori che richiedono l’aiuto per le colture energetiche o che utilizzano le superfici a set aside per ottenere materia prima di avvalersi di tutte le deroghe previste dagli articoli 25 e 146 del regolamento (CE) n. 1973/2004. Tali deroghe consentono di utilizzare tutti i cereali e i semi oleosi corrispondenti a determinati codici e alberi da bosco a rotazione breve (solo per l’aiuto alle colture energetiche) come combustibile per il riscaldamento della propria azienda agricola o per la produzione, nella propria azienda agricola, di energia o di biocarburanti. Il decreto 27 novembre 2006 proroga al 30 novembre 2006 il termine fissato per l’assegnazione dei titoli all’aiuto definitivi, prima fissato al 15 agosto. Infine, il decreto 1 dicembre 2006 (D/669) ha modificato l’elenco delle varietà di grano duro che a partire dalla campagna 2006/07 possono beneficiare dell’aiuto specifico alla qualità.
In merito ai titoli definitivi, anche per il 2006 si profila una riduzione lineare del loro valore dell’8,03%, necessaria a costituire la riserva e a rientrare nel massimale nazionale. Il valore dei titoli aumenta, tuttavia, per gli agricoltori che rientrano nella distribuzione degli importi di riferimento per olio d’oliva, tabacco, latte e zucchero, settori entrati nel regime di pagamento unico nel 2006.
Infine, con decreto 21 dicembre 2006 il MiPAAF ha adottato le norme relative all’applicazione della condizionalità per il 2007. Come si ricorderà, la normativa comunitaria aveva previsto una entrata in vigore della condizionalità, per la parte relativa ai Criteri di Gestione Obbligatori (CGO), progressiva e scaglionata nel tempo. Il 2007 rappresenta l’anno di piena applicazione di tutta la normativa includendo, tra le norme da rispettare, anche quelle relative al benessere degli animali.

Applicazione riforma OCM zucchero (novembre –dicembre 2006)

Con decreto 16 novembre 2006 (D/642) il MiPAAF ha proceduto alla ripartizione e assegnazione tra le imprese di trasformazione delle quote di produzione di zucchero e isoglucosio. Il Ministero ha inoltre pubblicato il programma nazionale di ristrutturazione del settore bieticolo-saccarifero, conformemente a quanto richiesto dall’art. 6 del regolamento (CE) n. 320/2006.

Disposizioni nazionali di attuazione dell’OCM ortofrutta (dicembre 2006)

Il MiPAAF ha definito le disposizioni nazionali da osservare a partire dal 21 gennaio 2007 per la gestione dei fondi di esercizio e la stesura, valutazione e rendicontazione dei programmi operativi nel settore dell’ortofrutta.

Intesa su recupero prelievo supplementare quote latte (dicembre 2006)

Nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni è stata raggiunta una intesa riguardo alla procedura da utilizzare per il recupero delle multe (pari a 1,5 miliardi di euro) comminate ai produttori di latte dalla campagna 1995/96 a quella 2005/06. La Commissione europea ha già trattenuto tali importi all’Italia. Ora spetta alle Regioni e Province Autonome recuperare tali somme dai produttori interessati. L’intesa prevede che, ove tali produttori percepiscano altri contributi agricoli, comunitari o nazionali, erogati tramite organismi pagatori, questi ultimi trattengano, a titolo di compensazione, le somme dovute.

Riconoscimento organismi pagatori e funzioni AGEA (gennaio 2007)

Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 1 del 2 gennaio 2007 sono stati pubblicati due decreti ministeriali riguardanti l’attuazione del regolamento (CE) n. 1290/2005 sul finanziamento della PAC. Il primo designa il Dipartimento delle filiere agricole ed alimentari - Direzione generale delle politiche agricole – del MiPAAF quale autorità competente per le funzioni istruttorie relative al rilascio e al ritiro del riconoscimento degli organismi pagatori. Il secondo riguarda il riconoscimento dell’AGEA quale organismo di coordinamento tra gli organismi pagatori riconosciuti in Italia. In quanto «organismo di coordinamento» l’AGEA avrà il compito di:
a) raccogliere le informazioni da mettere a disposizione della Commissione e trasmettere tali informazioni alla Commissione;
b) promuovere un'applicazione armonizzata delle norme comunitarie.

Sviluppo rurale – Italia (gennaio 2007)

La Commissione europea ha accolto il Piano Strategico Nazionale (PSN) che contiene anche la ripartizione tra le Regioni degli 8,292 miliardi di euro a valere sul FEASR spettanti all’Italia per il periodo 2007-2013, sulla quale si era trovato un accordo nella Conferenza Stato-Regioni del 31 ottobre 2006. A seguito di questo atto della Commissione, le Regioni potranno inviare i propri Piani di sviluppo rurale a Bruxelles per ottenerne l’approvazione.

Tabella 3

Programmi 2007 - 2013 Assegnazioni FEASR
Abruzzo 168.911.000
Prov. Aut. di Bolzano  137.575.000
Emilia Romagna 411.251.000
Friuli Venenzia Giulia 108.773.000
Lazio 288.384.000
Liguria 106.047.000
Lombardia 395.949.000
Marche 202.320.000
Piemonte 394.500.000
Toscana 369.210.000
Prov. Aut. di Trento 100.652.000
Umbria 344.430.000
Valle d'Aosta 52.221.000
Veneto 402.457.000
Molise 85.790.000
Sardegna 551.250.000
Totale Competitività 4.109.720.000
Basilicata 372.650.000
Calabria 623.341.000
Campania 1.082.349.000
Puglia 851.327.000
Sicilia 1.211.163.000
Totale Convergenza 4.140.830.000
Totale PSR 8.250.550.000
Rete Rurale Nazionale 41.459.883
Totale ITALIA 8.292.009.883

Fonte: Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo Rurale, 21 dicembre 2006

Oltre alla distribuzione delle risorse FEASR tra Regioni, la Conferenza Stato-Regioni ha approvato anche la sua distribuzione per Asse e per Regione.
Relativamente alla passata programmazione, il MiPAAF ha reso disponibile il quadro delle spese sostenute dalle Regioni Obiettivo 1 attraverso i Programmi Operativi Regionali (POR) nel periodo 1 gennaio 2000 – 31 dicembre 2006, distinte per anno e per misura.

Documentazione

Statistiche sul commercio agricolo comunitario (settembre 2006)

La Commissione europea ha pubblicato le statistiche del commercio agricolo che forniscono informazioni, in quantità e valore, sui flussi di commercio dal 1995 al 2004 separatamente per l’UE-15 e i 10 Nuovi Stati membri.

Rapporto sul commercio (dicembre 2006)

La DG AGRI ha pubblicato il n. 3 del suo “Monitoring Agri-trade Policy” che analizza la struttura del commercio agricolo e la posizione nei negoziati WTO di alcuni importanti attori, al fine di valutare le offerte dell’UE nel Doha Development Agenda (DDA).

Sapard (dicembre 2006)

La Commissione europea ha pubblicato il rapporto finale sulla valutazione di medio termine (2000-2003) del Programma Sapard.

Reddito agricolo (dicembre 2006)

EUROSTAT ha reso note le stime del reddito agricolo per unità di lavoro 2006 nei 25 paesi dell’UE. I dati aggregati mostrano un aumento del reddito del 2,6% rispetto al 2005. La crescita maggiore si registra in Olanda (+17,6%). All’estremo opposto, l’Irlanda è il paese che fa segnare la maggiore riduzione (-10,2%). Per l’Italia si stima una riduzione del reddito agricolo del 4,2%.

Sviluppo rurale (dicembre 2006-gennaio 2007)

Nel dicembre dello scorso anno la Commissione europea ha pubblicato un Fact Sheet sullo sviluppo rurale 2007-2013. A gennaio ha reso pubblico uno studio teso a definire lo scenario di riferimento dell’economia agricola e rurale dell’UE al 2020.

Eventi Commissione europea (febbraio e maggio 2007)

La Commissione europea sta organizzando alcuni eventi:

  • il 5 6 febbraio 2007 a Bruxelles è in programma una conferenza sulla certificazione di qualità (Conference: Food Quality Certification - Adding Value to Farm Produce) [link];
  • il 5 e 6 marzo, a Nuremberg (Germania), si terrà una conferenza sulle risorse rinnovabili (Renewable Resources - New Opportunities for Rural Areas);
  • il 28 marzo, a Bruxelles, si terrà un seminario sul Piano d’azione sulla protezione e il benessere degli animali (Action Plan on Protection and Animal Welfare);
  • il 23 e 24 aprile, a Bonn, sarà organizzata una conferenza su ambiente e agricoltura (Conference: Environment and Agricolture);
  • il 14 e 15 maggio 2007, sempre a Bruxelles è in programma un’altra conferenza che tratterà dei benefici della diffusione della banda larga nelle aree rurali e nelle regioni meno sviluppate (Conference & Exhibition Bridging the Broadband Gap. Benefits of broadband for rural areas and less developed regions [link]).
Schede ed approfondimenti

Scheda 1 - Attività Presidenza tedesca per il I semestre del 2007

  • 24 gennaio - presentazione agli Stati membri della proposta formale di riforma dell’OCM ortofrutta;
  • 9/30 gennaio - presentazione della proposta di riforma dell’OCM ortofrutta al Consiglio dei Ministri agricoli;
  • marzo - presentazione del rapporto della Commissione sull’applicazione degli aiuti diretti;
  • 16 aprile - dibattito in Consiglio sulla proposta di riforma dell’OCM ortofrutta;
  • 7 maggio - il Consiglio dovrebbe adottare le conclusioni del rapporto della Commissione sull’applicazione degli aiuti diretti;
  • fine maggio - adozione della proposta formale su riforma dell’OCM vitivinicola;
  • 11 giugno - presentazione della proposta di riforma dell’OCM vitivinicola al Consiglio dei Ministri agricoli;
  • 11 giugno - tentativo di accordo sulla proposta di riforma dell’OCM ortofrutta in seno al Consiglio dei Ministri agricoli.
Tematiche: 
Rubrica: 

Comments

sono iteressanti questi approfondimenti. certo sarebbe importante comprendere se nel settore ortofrutticolo vengono inseriti anche produttori singoli di ortaggi in serre. Nella mia zona sarebbe importante (sicilia sud-est) dove i ricavi degli agricoltori dipendono sempre dal mercato locale che penalizza i produttori e i consumatori dove viene destinata per ultimo la merce, quindi visto che non c'è un serio controllo in questo senso sarebbe utile un aiuto per questi produttori.
grazie della vostra disponibilità ad ascoltare

Commento originariamente inviato da 'salvatore' in data 11/05/2007.