L'agricoltura in Europa: quale futuro?

L'agricoltura in Europa: quale futuro?
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Questo testo costituisce una rielaborazione della relazione tenuta dal Ministro De Castro al seminario internazionale sul tema: "Agriculture in Europe: what is the future?", Wilton Park, 11 Ottobre 2006 (Steyning, West Sussex).

L'agricoltura è l'attività economica più antica svolta dall’uomo, per questo essa viene comunemente vista come un settore tradizionale e, purtroppo, molto spesso anche statico e non capace di contribuire attivamente allo sviluppo socio-economico dei nostri paesi. Ciononostante, l'agricoltura ha in se un forte dinamismo e negli anni a venire dovrà affrontare cambiamenti rapidi e significativi dovuti a fattori esterni anch’essi in rapido cambiamento. Questo fenomeno riguarda l'agricoltura mondiale ma è particolarmente sensibile all'interno dell'Unione Europea.
Il processo di ampliamento dell’UE, il varo di una nuova politica regionale per la regione Mediterranea, la progressiva liberalizzazione commerciale e l'evoluzione della PAC richiedono dunque una crescente attenzione.
Credo che attualmente l’Europa stia affrontando una sfida in cui le opportunità sono superiori rispetto alle difficoltà. Il ruolo dell'agricoltura europea sta cambiando. Globalizzazione, nuove normative, vantaggi competitivi, attenzione per il benessere animale, tutela dell’ambiente, sviluppo rurale, diritti dei consumatori, sono i diversi aspetti del ruolo che gli agricoltori hanno nelle aree rurali.
Lo sviluppo rurale - una delle più importanti innovazioni della Politica Agricola Comune negli ultimi anni - dovrebbe essere considerato un ulteriore strumento per migliorare l’efficienza della nostra agricoltura e per rafforzare il legame esistente tra competitività e domanda da parte dei nuovi consumatori. In un contesto in cui la concorrenza è in evoluzione, le idee e le strategie a sostegno del settore cambiano insieme ai bisogni dei consumatori. La nuova PAC deve pertanto rispondere alle mutevoli esigenze nelle aree rurali.
La multifunzionalità (come la qualità dei prodotti) ha un significato complesso che comprende una varietà di fattori economici e culturali. L'attività agricola ha un impatto diretto sul territorio, l'ambiente e la società con la sua cultura.
Secondo la nostra esperienza, la mera presenza dell'agricoltura in un’area particolare non implica sempre effetti positivi, poiché in alcuni casi specifici i sistemi di produzione ad alta intensità possono provocare problemi ambientali. È solamente integrando nella nostra politica agricola una forte componente ambientale che la natura multifunzionale dell'agricoltura è in grado di mostrare tutto il suo potenziale. Ma questo è solamente uno dei problemi di cui ci dovremo occupare.
Oggi l’agricoltore deve affrontare direttamente il mercato e le diverse esigenze della società. Il problema principale è il seguente: far sì che le imprese agricole riescano a conciliare il bisogno di salvaguardia ambientale, sicurezza alimentare, sviluppo equilibrato e benessere animale con la competitività delle nostre produzioni e la loro capacità di affrontare le sfide poste dal mercato internazionale.
La PAC non è più una politica settoriale: coinvolge diversi campi della nostra vita ed è una politica per tutti i cittadini, per la sicurezza degli alimenti che questi consumano e delle aree in cui vivono e lavorano. L’agricoltura non può dunque essere trattata come qualunque altro settore economico.
Nel corso degli anni, la PAC si è adattata ai cambiamenti socio-economici, e dovrà continuare a farlo, rispondendo alle esigenze politiche ed economiche e alle esigenze dei mercati agricoli. Ulteriori motivi per cui la PAC dovrebbe continuare a evolversi sono i fattori legati ai tratti peculiari delle imprese agricole, il territorio nel quale operano, i prodotti e le radici socio-culturali. La globalizzazione avanzata del commercio e la tendenza verso standard di sicurezza e salubrità alimentare più elevati, dovrebbero spingere la PAC verso un’evoluzione dinamica.
Oggi è necessaria una nuova immagine dell’intervento pubblico in agricoltura. Il pilastro della futura PAC dovrebbe essere costituito da una grande attenzione posta sulle produzioni di qualità, non come fine a se stesso, ma come strumento per una concorrenza più efficiente. Infatti il modello agricolo europeo non è solo una risposta alle esigenze dei cittadini europei, esso può anche essere visto come un mezzo per la concorrenza: perciò la qualità è alla base delle nostre politiche.
Il concetto di qualità è piuttosto complesso, e comprende la sicurezza alimentare, l’igiene, i prodotti tipici, il pieno soddisfacimento dei gusti dei consumatori, l'integrità biologica, il legame con il territorio, le tradizioni, la cultura ecc. La qualità degli alimenti può essere considerata un grande valore per gli europei per affrontare la concorrenza mondiale nel commercio agricolo. Negli ultimi dieci anni questa strategia si è già dimostrata efficace. I tempi in cui l'Unione Europea era una grande esportatrice di beni agricoli volgono al termine, e le migliori opportunità per i Paesi dell’UE sono collegate alla capacità di far valere l’alta qualità dei propri prodotti. L'UE ha buone probabilità di vincere in questo scenario competitivo, dal momento che le caratteristiche principali del sistema agro-industriale europeo (tradizioni, impegno umano e fattori ambientali favorevoli) sono già ben sviluppate.
Considerato che la liberalizzazione del commercio estero è un dovere, come possiamo combinare la difesa del patrimonio agro-alimentare di questo continente con il bisogno di un'agricoltura Europea competitiva? La nuova PAC deve sia confermare le particolari qualità del sistema agro-industriale europeo e il legame con l’ambiente che seguire la progressiva apertura al commercio mondiale, altrimenti non avrà certamente l'approvazione di produttori, consumatori o dell’opinione pubblica internazionale.
Questa ulteriore sfida sarà affrontata solamente rifiutando il protezionismo, collegando la liberalizzazione commerciale a meccanismi che assicurino gli standard di qualità e sicurezza e mettendo in atto normative che possano essere condivise dai vari attori nel mercato europeo. È chiaro che per combinare la sfida della concorrenza nei mercati mondiali con il sostegno alla multifunzionalità dell'agricoltura e della società sono necessarie politiche adeguate. Dobbiamo pertanto identificare e mettere in pratica iniziative di intervento pubblico che non creino alterazioni di mercato capaci di rafforzare le funzioni socio-ambientali del settore agricolo.
La concorrenza è basata anche sul rispetto delle regole comuni: i nostri agricoltori dovrebbero rispettare i requisiti sulla sicurezza alimentare, il rispetto dell’ambiente, il benessere animale ecc. Anche i paesi che commerciano nei nostri mercati dovrebbero soddisfare gli stessi requisiti.
Oggi, gli agricoltori sono più che mai esposti al rischio per ciò che riguarda la variabilità del loro reddito. Questo probabilmente è uno dei punti su cui sarà necessario progettare iniziative efficaci considerando di includere nella Scatola Verde strumenti per la gestione dei rischi.
Vorrei sottolineare che dovrebbe iniziare un dibattito generale, non solo all'interno degli Stati Membri dell’UE, ma anche tra i principali attori agricoli, un dialogo che porti ad una visione di scelte future in agricoltura che siano condivise a livello internazionale.
Credo sia giunto il momento di discutere dei temi cruciali per il futuro dell'agricoltura anche ad un livello politico internazionale più ampio. Le conseguenze di questi dibattiti internazionali e alcune importanti conclusioni potrebbero inspirare i processi decisionali degli organismi tecnici, evitando negoziazioni contraddittorie che colpiscono l'agricoltura dei Paesi dell’UE e dei nostri partner mondiali.
Per concludere, non c'è paese nel mondo che non abbia la sua propria politica agricola. Le condizioni politiche possono essere molto differenti, e così gli approcci adottati. Anche le misure di intervento applicate e le risorse totali disponibili possono essere molto diverse ma la globalizzazione dei mercati sta obbligando la PAC ad essere sempre più globalizzata e noi tutti dobbiamo dare una risposta adeguata ai nostri agricoltori!

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