Editoriale n.30

Editoriale n.30

Il Tema centrale di questo numero di Agriregionieuropa, curato da Angelo Frascarelli, è quello dei rapporti interni alle filiere. Le imprese agricole hanno caratteri atomistici e scarsa capacità di controllo del mercato. Gli altri soggetti (fornitori di fattori di produzione, trasformatori e distributori), invece, hanno poteri e comportamenti oligopolistici o monopolistici.
Ne consegue che la distribuzione del valore prodotto lungo la catena alimentare non corrisponde all’effettivo contributo, ma si concentra negli anelli più forti a scapito dei più deboli. Si apre una questione di equità e giustizia. Ma anche, di come assicurare redditi e investimenti, e quindi innovazione, lungo tutta la filiera.
Di fronte a questi problemi, il ruolo della politica è duplice:

  • favorire in ogni modo l’aggregazione dei soggetti “deboli” della catena, perché possano presentarsi alle negoziazioni con le proprie controparti in maniera unitaria. È un bene che la politica agricola favorisca questo processo attraverso tutte le forme di associazione: OP, OI, cooperative, società di ogni genere, al fine di riequilibrare i rapporti di forza.

  • Stabilire regole e strumenti per rendere le relazioni chiare e trasparenti, e istituire forme di sorveglianza e sanzione perché le regole siano rigorosamente adottate e gli strumenti usati efficacemente.

Bene allora che si migliorino e rendano trasparenti le contrattazioni, che si favoriscano le Associazioni, che si migliorino in generale le relazioni di filiera con politiche ispirate ad un approccio sistemico, di filiera. Peccato che mentre in questa direzione si investe a Bruxelles e a Roma, come documentano gli articoli che seguono, la parte preponderante della politica agricola (a cominciare, ovviamente, per il peso che hanno, dai pagamenti diretti del primo pilastro) si indirizzi all’azienda individuale senza prestare attenzione alcuna a come essa si relazioni al suo contesto. Questo è l’errore più grande nell’attuale politica: quello di trattare l’azienda come se fosse un’isola.
Non ci sono tanti margini per un miglioramento dell’attuale proposta di futura PAC, ma al centro della prossima programmazione vanno utilizzate tutte le opportunità per favorire l’aggregazione e premiare le azioni collettive. Un approccio sistemico di filiera e territoriale in un quadro strategico e di lungo periodo: questo è quello che connota una politica agricola e rurale davvero al passo con i tempi.

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