L’occidente dell’Est: agricoltura e sviluppo rurale in Albania guardando all’UE

L’occidente dell’Est: agricoltura e sviluppo rurale in Albania guardando all’UE

L’ Albania ha una popolazione di 4.2 milioni di abitanti dei quali circa un milione è emigrato in Europa e in America. Dal mese di aprile del 2009 il paese è membro della Nato e nel mese di giugno 2009 ha presentato la propria candidatura come nuovo membro dell’Unione europea.
Secondo le statistiche, l’agricoltura albanese conta circa 360 mila aziende agricole con una dimensione media di 1.2 ettari. Metà della popolazione vive ancora in campagna o in zone rurali, seppure si registra una forte e rapida urbanizzazione. Il contributo dell’agricoltura al prodotto nazionale lordo è pari al 20%. La produzione agricola del paese cresce ogni anno ad un ritmo tra il 2.5-3%, ma questa dinamica è pari a meno della meta del tasso di crescita economica complessiva del paese.
Negli ultimi anni nel paese si è registrata una crescita molto sostenuta degli investimenti nelle infrastrutture e in altri settori economici. Più di un miliardo di euro di fondi pubblici è stato investito nella viabilità e mentre diversi miliardi di euro (soprattutto di origine privata) sono stati investiti nella produzione di energia. Una nuova importante autostrada collega adesso il porto principale di Durazzo con il Kosovo e collegherà in futuro l’Albania alla Serbia e all’Europa centrale. Un’altra nuova strada collegherà Durazzo con la Macedonia per raggiungere la Bulgaria e la Turchia, riducendo moltissimo le distanze e i tempi di percorrenza. Gli accordi di libero scambio tra i vari paesi dell’area produrranno positivi effetti moltiplicativi tra un paese e l’altro.
Lo sviluppo sociale, infrastrutturale ed economico non mancherà di riflettersi sull’Italia (l’Albania è ad una distanza dalle coste italiane simile a quella della Sardegna) attraendo nuovi investimenti. Non è per caso che l’Italia, attraverso il ministro degli esteri Frattini, non perda occasione di pronunciarsi a favore dell’integrazione europea dell’Albania.
L’Albania è anche un paese membro del Wto e, in quanto tale, non applica in generale nessun prelievo fiscale sulle importazioni; ciò vale anche per i prodotti agricoli e alimentari. L’Albania attualmente riceve solo del sostegno istituzionale alquanto modesto dall’Unione europea per la sua agricoltura e per lo sviluppo rurale. Ma la programmazione dello strumento di preadesione IPA (Instrument for Pre-accession Assistance) si sta attivando, rendendo disponibili nuovi e più consistenti finanziamenti per lo sviluppo delle strutture e della economia.
La produzione agricola albanese è basata ancora sull’economia familiare e la maggior parte degli agricoltori produce soltanto per la propria sussistenza, anche se raramente una famiglia coltiva e alleva su piccola scala quanto necessario al proprio autoconsumo, come agli inizi degli anni Novanta . E’ in atto una tendenza, da parte delle famiglie contadine, a semplificare gli ordinamenti produttivi, mirando ad economie di scala e specializzazione, e a stabilire relazioni sempre più intense con il mercato. L’ intervento diretto del governo in agricoltura e stato minimo e rivolto soltanto a fornire sostegni congiunturali e per molti anni si è caratterizzato per la mancanza di una strategia e per l’inconsistenza delle politiche per lo sviluppo. Anche il sistema dei servizi di assistenza tecnica versa in condizioni particolarmente disagiate ed è ridotto ad una struttura scheletrica e inefficace. I consigli degli esperti internazionali si sono concentrati soprattutto sulle modalità di gestione (tra pubblico e privato), ma sono alla fine risultati poco consistenti; d’altra parte, il governo ha mostrato poco interesse in materia, preferendo assecondare le richieste di aiuto a pioggia degli agricoltori, che porre mano alla riorganizzazione del settore. A questo si aggiunge il consistente sbandamento dell’istruzione pubblica che quasi ha perso del tutto in questi anni la sua componente professionale. È previsto, tuttavia, che il budget per la istruzione pubblica raddoppi l’anno prossimo e che molta più attenzione sia rivolta alle scuole professionali.
Sempre di più, con il passare degli anni, le politiche agricole si stano avvicinando a quelle europee e anche lo sviluppo rurale sta entrando come priorità nell’agenda del governo. Quest’anno e stata creata la nuova agenzia dei pagamenti, una struttura che permetterà di erogare contributi diretti agli agricoltori per un ammontare pari a circa 10 milioni di euro. Il governo ha individuato come settore prioritario l’olivicoltura ponendosi a riguardo obiettivi di sviluppo molto ambiziosi. Altre linee di intervento prioritarie riguardano la trasformazione dei prodotti agricoli, lo stoccaggio dei prodotti, la catena del freddo, la frutticoltura e la viticoltura, l’ampliamento delle stalle, le coltivazioni in serra. Inoltre si stanno cercando fonti di finanziamento esterne (oltre che usare meglio quelle interne) per la ristrutturazione delle strade rurali, che in maggior parte sono ancora non asfaltate e costituiscono di fatto una barriera fisica che impedisce ai residenti rurali ed ai prodotti agricoli di raggiungere il mercato e i servizi in generale.
Le problematiche dell’agricoltura albanese oggi sono comunque anche altre. Esse riguardano: (a) la certificazione legale (il titolo) della proprietà terriera; (b) la frammentazione fondiaria; (c) la estesa conflittualità che origina dall’incerta e non certificata attribuzione della proprietà dei fondi; (d) la mancanza di coordinamento tra i produttori, che genera repentine oscillazioni dei prezzi e il succedersi di fenomeni di sovrapproduzione e di penuria di prodotti; (e) l’inefficienza del sistema della trasformazione che si ripercuote sui produttori agricoli in termini di margini troppo alti e prezzi di vendita troppo bassi; (f) l’assenza di una legislazione per la cooperazione tra gli agricoltori sia nella produzione che nella trasformazione e nella vendita (a questo riguardo ci si aspetta un consistente aiuto dall’Italia per la sua radicata esperienza cooperativa).
Gli agricoltori albanesi hanno anche notevoli difficoltà ad ottenere credito da parte delle istituzioni bancarie, mentre i costi del credito sono per essi generalmente più alti che per le altre categorie economiche, per l’alto coefficiente di rischio che viene generalmente assegnato dalle banche alle attività agricole. D’altra parte, è pressoché inesistente il sostegno assicurativo contro i rischi di mercato o le calamita naturali. In queste due direzioni deve essere sviluppato al più presto un rinnovato intervento pubblico.
A fronte di tutte le complesse e rilevanti difficoltà, l‘agricoltura albanese si presenta all’Europa come un settore con grandissime potenzialità: la sua geografia permette una varietà molto ampia di prodotti; le risorse idriche non mancano e i canali principali di irrigazione e di drenaggio sono funzionali ed efficienti (nuovi fondi pubblici sono stati recentemente stanziati per il loro mantenimento e la creazione di nuovi canali secondari); l’età degli agricoltori e ancora mediamente abbastanza giovane; una notevole parte degli emigranti albanesi in Europa lavora in agricoltura e spesso ritorna nel proprio paese con l’obiettivo di investire nella ristrutturazione delle proprie aziende; il potenziale turistico del paese è ancora notevole e particolarmente intatto e la sua integrazione con l’agricoltura potrebbe aggiungere valore aggiunto, favorendo la diffusione dei prodotti locali e regionali.
Su tutte queste tematiche, la Aftd (Albanian Foundation for Training&Development) in collaborazione con il think tank europeo Groupe de Bruges ha assunto l’iniziativa di organizzare a metà del mese di ottobre una conferenza internazionale a Tirana sul tema: “The future of agriculture and rural areas in an enlarging Europe: dealing with diversity”. Questa Conferenza è una delle attività all’inizio del lungo percorso di integrazione dell’agricoltura albanese in quella europea. Dal punto di vista istituzionale, il tempo in cui si svolgerà è particolarmente interessante, in quanto coincide con l’inizio di un nuovo mandato del governo albanese (dopo le recenti elezioni legislative) e con la sua determinazione, più volte ribadita, di mirare ad una rapida integrazione europea.
Tutti gli interessati sono invitati a partecipare a possono rivolgersi alla Associazione “Alessandro Bartola” e ad Agriregionieuropa, che colgo l’occasione di ringraziare per il contributo nella organizzazione dell’evento e per lo sviluppo agricolo e rurale in Albania.

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